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18.2.10

Lindsey Vonn trionfa in discesa libera


Era la più attesa di queste olimpiadi, la favorita dei favoriti, quella che in Coppa del Mondo si era costruita un cammino trionfale. Poi in prova l'infortunio alla tibia "nebuloso", il dolore infilandosi gli scarponi, il possibile colpo di scena.
Ieri la discesa femminile era il fiore all'occhiello del programma, su questa pista dalla notevole difficoltà tecnica (molti salti seguiti da curve impegnative), ma evidentemente poco curata nei dettagli. Agli organizzatori quest'anno non ne va bene una, e così la gara di discesa si è rivelata una lotteria in cui molte ragazze sono uscite di pista, a volte con rovinose cadute, come nel caso di Dominique Gisin, Anja Paerson e la Miklos.
Peraltro si sono registrati distacchi notevoli, un pò per la supremazia assoluta della Vonn, un pò per la neve e il fondo.
Prima della Vonn ha spiccato la statunitense Julia Mancuso, che ha segnato un ottimo tempo (alla fine è arrivata seconda con un distacco di 56 centesimi), e l'unica altra pretendente al podio si è rivelata l'austriaca Elisabeth Goergl, che ha vinto il bronzo con un distacco di 1"46.

Male le nostre ragazze: la migliore è la veterana Lucia Recchia, nona con un ritardo di 2"31, e poi Johanna Schnarf è arrivata 22esima. Sono invece uscite Daniela Merighetti e Elena Fanchini.

Per quanto riguarda le altre gare, ha sorpreso Magda Genuin, che è riuscita ad approdare nella finale dello sprint a tecnica classica, ed è poi arrivata quinta.

Ci si aspettava di più invece dalle due coppie dello slittino, infatti Oberstolz/Gruber, al terzo posto dopo la prima run, sono stati rimontati dai tedeschi, finendo quarti a soli 7 centesimi dal podio. Plankensteiner/Haselrieder, l'altro equipaggio azzurro in gara, si e' classificato al nono posto a 944 millesimi dall'oro.
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17.2.10

Programma odierno e azzurri in gara

Il programma di questa sera è molto ricco.

Si comincia alle 19.15 con le qualificazioni dello sci di fondo sprint TC femminile, con le nostre Brocard, Genuin, Moroder, Follis.

Alle 19.40 le qualificazioni maschili con Frasnelli, Hofer, F. Pasini, R. Pasini.

Alle 20.00 la portata principale del banchetto olimpico: inizia la Discesa Libera femminile, con Fanchini, Merighetti, Recchia, Schnarf.

Alle 22.05 un'altra disciplina spettacolare e giovane: l'halfpipe, in cui gareggia l'azzurro Pietropoli.

Inoltre a notte inoltrata ci saranno le gare di pattinaggio velocità (per noi Anesi), di Short Track, e del doppio di slittino (puntiamo molto su Obertsolz-Gruber, Plankensteiner-Haselrieder, sempre tra i primi posti in Coppa del Mondo).

Per vedere il programma completo andate qui.
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15.2.10

Zoeggeler terzo nello slittino, ma che brutto vederli esultare



Armin Zoeggeler è definitivamente nella leggenda, ha conquistato il quinto podio in cinque olimpiadi.
Dopo le prime due manches era terzo a 512 millesimi dal tedesco Loch, un altro campione ventenne. Nella terza manche ha disputato la sua discesa peggiore, non sembrava lui, ha fatto errori in tante curve, la sua linea è stata precisa solo in brevi tratti. Il russo Demtschenko ha così recuperato il distacco portandosi solo a 22 millesimi dal carabiniere italiano, e tutti abbiamo temuto una clamorosa rimonta nella manche finale. Invece Armin ha stretto i denti, e ha agguantato il suo quinto podio per soli 4 centesimi sul russo. Secondo posto al tedesco David Moeller. In questa gara hanno influito i materiali, importanti per le condizioni strane della pista, sottoposta a condizioni climatiche alternanti; si dice che i tedeschi avessero dei missili sotto la schiena, mentre i nostri hanno patito, fatto testimoniato dalle posizioni non all'altezza delle aspettative di Mair e Rainer, rispettivamente 17esimo e 21 esimo. Per questo motivo Zoeggeler ha dichiarato "Questo bronzo vale come un oro".

Questo è il lato sportivo della gara. Il lato umano non mi è piaciuto per niente. Innanzitutto per le polemiche sull'accorciamento della pista, ingaggiate dal presidente Fisi Giovanni Morzenti: «Siamo stati degli ingenui quando c'è stata la decisione di spostare la partenza di gara a quella delle donne. Si sapeva che i tedeschi ne sarebbero stati avvantaggiati. Si è cambiata la situazione. Dovevano, su una pista omologata, bastare le protezioni in più che sono state installate dopo l'incidente»
Questo mi sembra un discorso assurdo, tanto più dopo che è morto un ragazzo in una prova cronometrata. Forse il problema è che questa pista non la dovevano proprio omologare. In più abbassare la partenza era veramente il minimo che si potesse fare in una pista dove non erano state calcolate bene le massime velocità raggiungibili.
In più so che gli atleti si allenano anni e anni per arrivare all'olimpiade, so che si pretende sempre una loro presa di posizione, ma vederli esultare dopo la gara come se niente fosse è stato veramente brutto. Io ricordo gare di Formula 1 o di Moto Gp in cui qualcuno aveva fatto un incidente grave o mortale finite con un podio per niente festoso, anzi caratterizzato dal clima greve e angosciato.
Mi sembra che sia un minimo di rispetto necessario per un ragazzo che ha cominciato a scendere per quella pista e che ha finito li il suo percorso, in modo irreparabile.
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14.2.10

Prima giornata opaca per gli azzurri




La prima giornata olimpica è finita con risultati non all'altezza delle aspettative.
Enrico Fabris è arrivato settimo nei 5000 metri: lui di solito parte "con calma" e poi il suo ritmo cresce progressivamente soprattutto dopo i 3000 metri, invece questa volta è partito come il suo solito, ma poi non è riuscito nell'escalation verso il podio. E' arrivato momentaneamente sesto (partiva nella 13esima batteria su 14), per poi finire settimo. Obiettivamente il primo posto era traguardo impossibile, dato che l'olandese Sven Kramer non solo è partito poco dopo la pulizia della pista avvenuta a metà gara, ma su questo ghiaccio comunque un pò lento (perchè non è in altura) ha segnato il record olimpico in 6'14"60. Come al solito lo stadio del ghiaccio era color arancione, grande gioia sugli spalti per le migliaia di tifosi olandesi.
Fabris all'arrivo era molto affaticato, ma dopo la gara ha dichiarato: "Di testa c'ero, ma non sono riuscito a dimostrare quanto valgo"; speriamo che sia vero, avrà ancora tre occasioni di riscatto, secondo me soprattutto nei 1500 metri è possibile una medaglia.
Per la cronaca il coreano Seung Hoon Lee è arrivato secondo e il russo Skobrev (che era nella stessa batteria di Fabris) terzo.
L'altro azzurro in gara, Luca Stefani, ha finito al venticinquesimo posto in 6'41"75.



Forse però il risultato che nessuno si aspettava è stato quello di Armin Zoeggeler, che dopo le prime due manches è terzo ma con un ritardo di 432 millesimi dal tedesco Loch (20 anni). Questo distacco nello slittino è un'eternità, o il tedesco fa un errore clamoroso (ma visto quel che è successo è proprio meglio di no), oppure la medaglia d'oro appare un miraggio. Se la può giocare per il podio, lottando col russo Demtschenko (ora quarto) e con l'altro tedesco David Moeller, che dopo le prime due manches è secondo a 282 millesimi da Loch, e che però solitamente è più discontinuo.
Hanno fatto peggio di Armin gli altri due italiani, Mainer e Mair, che di solito arrivano fra i primi dieci in Coppa del mondo, e invece sono adesso al diciassettesimo e diciottesimo posto con distacchi di quasi un secondo e mezzo.

Un'altra occasione importante sciupata è stata nella staffetta femminile dello short track, in cui le ragazze hanno fatto un errore seguito da caduta, e questo non ha permesso loro di agguantare la finale.
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13.2.10

Le olimpiadi iniziano con una tragedia

(Di Germano Antonucci - Fonte)

La tragedia nel giorno più atteso. Ore 11, Whistler Sliding Center: il georgiano Nodar Kumaritashvili, 21 anni, sta per terminare la sua prova. L'ultima in programma, prima della gara del week end olimpico. All'improvviso, perde il controllo dello slittino, sbatte contro una barriera, vola via dalla pista e si schianta contro un pilone. A oltre 140 km orari. L'atleta cade a terra privo di sensi. La visiera del casco staccata. I medici tentano di rianimarlo: gli praticano il massaggio cardiaco e la respirazione bocca-a-bocca. Nodar non si muove. Lo caricano in barella e lo trasportano via in ambulanza, poi con l'elicottero. Ma le immagini trasmesse in diretta dai canali olimpici fanno subito temere il peggio: un impatto terribile. Le prove vengono sospese, dopo un'ora e mezza arriva la conferma: Kumaritashvili non ce l'ha fatta. Le Olimpiadi di Vancouver si aprono nel peggiore dei modi: un lutto al posto della festa. A poche ore dalla cerimonia inaugurale (il cui svolgimento viene poi confermato dal Cio).

LE REAZIONI - Il presidente del Cio, Jacques Rogge, è scosso: «Il nostro primo pensiero va alla famiglia, agli amici e ai colleghi dell'atleta. Tutta la famiglia olimpica è toccata da questa tragedia, che chiaramente getta un'ombra su questi Giochi». «Siamo profondamente colpiti - dichiara il capo del Vanoc, John Furlong - e ci uniamo al Cio nell'estendere le condoglianze alla famiglia, agli amici e ai compagni di squadra dell'atleta, che era venuto a Vancouver per inseguire il suo sogno olimpico». Per il presidente della federazione internazionale di slittino, Josef Fendt, «è stato un terribile incidente. È la cosa più grave che possa capitare nello sport ed il pensiero nostro e della famiglia dello slittino va naturalmente a chi è toccato da questa tragedia». La delegazione georgiana pensa per qualche ora di lasciare Vancouver, ma alla fine decide di partecipare alla cerimonia e alle gare.

PISTA PERICOLOSA - La tragedia, sulla quale è stata avviata un'inchiesta, è destinata a scatenare nuove polemiche sulla sicurezza dell'impianto di Whistler. Considerata una delle piste più veloci del mondo, questo budello di ghiaccio è apparso da subito particolarmente pericoloso. Troppo. Nei giorni scorsi l'australiana Hannah Campbell-Pegg aveva lanciato l'allarme: «Stiamo andando un po' oltre il limite. Fino a che punto dobbiamo essere considerati solamente dei crash test dummies da lanciare giù per una pista?». Sulla stessa pista, la rumena Violeta Stramaturaru era rimasta priva di conoscenza per qualche minuto. Anche Armin Zoeggeler, il re della specialità, era stato coinvolto in un incidente, fortunatamente privo di conseguenze. Il Cannibale si era subito rimesso in piedi. Pochi minuti dopo, lo schianto fatale di Nodar.
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1.12.08

Il grande weekend invernale mirabolante!


Da pechino2008.blogosfere.it

Il primo grande weekend degli Sport Invernali è stato denso di emozioni, portando qualche soddisfazione in Casa Italia dagli atleti meno attesi e sollevando qualche riflessione per la nostra rubrica del lunedì, Weekend Bianco.

Nello Sci Alpino, il grande protagonista è stato Peter Fill che ha conquistato la sua prima vittoria in Coppa del Mondo a Lake Louise sfruttando quel pizzico di buona sorte che, spesso, sta alla base dei successi. Da lui e Christian Innerhofer (sesto sabato) attendiamo brillanti conferme in circostanze meno anomale. In campo femminile al terzo impegno nelle discipline tecniche è, purtroppo, notte quasi fonda: Denise Karbon è sicuramente in ritardo di preparazione; dopo il quarto posto dell'esordio a Soelden, due inforcate e la vittoria gettata sabato al vento, la sua Coppa del Mondo è già ad handicap. Persa per la stagione Chiara Costazza (auguri), Manuela Moelgg e Nicole Gius sono ora attese al salto di qualità che le faccia salire dalle posizioni intorno alla decima alla prima pagina del tabellone dei risultati.

Non preoccupa il terzo posto di Armin Zoeggeler all'esordio in Coppa del Mondo a Igls: la pista non gli è mai piaciuta e Armin nei momenti che contano risponde sempre presente. Così come hanno fatto ieri Plankensteiner e Haselreider vincendo nel Doppio . Preoccupa piuttosto il fatto che Zoeggeler abbia quasi trentacinque anni e Plankensteiner - Haselreider abbiano ottenuto il primo successo in Coppa nel 1995: dietro di loro i giovani faticano a crescere e Vancouver 2012 rappresenterà lo spartiacque con la nuova generazione.

Dove il ricambio manca da tempo è nel Bob: dal ritiro di Gunther Huber manchiamo dai vertici della specialità. L'esordio di Coppa del Mondo con l'ottavo a posto nel Bob a Due e il diciottesimo nel Bob a Quattro di Simone Bertazzo è sulla linea dei risultati della scorsa stagione: l'obiettivo, almeno nel Due, è di avvicinarsi alla zona podio.

Ritornando alle note liete la prima vittoria in una tappa del Grand Prix di Federica Faiella e Massimo Scali nella Danza rappresenta un passo ulteriore nella crescita di questa coppia in continua ascesa dopo il quinto posto dei Campionati Mondiali e il quarto posto dei Campionati Europei dello scorso anno. La qualificazione per la finale del Grand Prix deve rappresentare un grande trampolino per il futuro e non un traguardo raggiunto.

Nello Sci di Fondo si paga il weekend dedicato alla Tecnica Classica che vede gli italiani in posizioni di retroguardia illuminati solo dal lampo di Marianna Longa al miglior risultato della sua carriera con il quarto posto nella 10 km. Pietro Piller Cottrer si conferma come l'unico italiano competitivo in questo momento della stagione pur rimanendo fuori dai primi dieci nei 15 km mentre nella velocità è necessario attendere il pieno recupero di Cristian Zorzi per ambire a qualche soddisfazione. Nel prossimo weekend a La Clusaz si ritornerà alla Tecnica Libera e le distanze si allungheranno (15 km per le donne e 30 km per gli uomini): tutto fa pensare a risultati migliori per i nostri colori.


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18.2.08

Un weekend da fuoco sulla neve!


Sabato: Armin Zoeggeler (detto Arminator, che è anche più facile da pronunciare) vince la sua settima Coppa del Mondo. Conosciuto dai più durante le olimpiadi invernali di Torino 2006, in realtà ha vinto di tutto, compresi il bronzo a Lillehammer, l'argento a Nagano, l'oro a Salt Lake City, cinque ori modiali e tre bronzi (di cui l'ultimo poco fa). E' uno dei massimi interpreti di quelli disciplina da pazzi, in cui bisogna stare coricati a cinque centimetri dal ghiaccio che, come tutti sanno, non è la cosa più tiepida e morbida del mondo. Uno dei migliori in quella disciplina che "speriamo che vada tutto bene", in quella disciplina che chissà come faranno a pennellare quelle curve coricati su una tavoletta con sotto due lamine. Ha 34 anni, ha già prenotato le prossime olimpiadi, e chissà che non riesca a eguagliare Markus Prock, capace di vincere 10 coppe del mondo. Questo è praticamente l'unico record che gli manca.



Domenica: slalom maschile a Zagabria, su quella collinetta cittadina che però richiama tanti appassionati.
Moelgg, complice un errore, finisce la prima manche al 30° posto. Grange, leader di specialità, termina la prima manche ventesimo. Rocca è quarto. Comincia la seconda manche, Moelgg recupera, finisce 13°, Grange esce, Benny Raich esce (è in un periodo in cui ogni piccolo errore lo fa uscire di pista, lui dice che è colpa dei materiali ma non è possibile, perchè se mai quelli ti fanno rallentare, non cadere sempre!), ergo Moelgg recupera punti su Grange e ne guadagna su Raich.
Poi arriva il momento di Rocca, sta continuamente migliorando, lo stile sta tornando quello sciolto e pulito che ci ha regalato tante soddisfazioni. Conferma il quarto posto, avvicinandosi così al podio. Finalmente, serviva il suo recupero, il fatto che sia graduale e sempre progressivo fa ben sperare! Questo piazzamento gli consentirà anche di migliorare il pettorale (domenica è partito col 19), un piccolo vantaggio in più da sfruttare.

Insomma ancora grandi prestazioni, gli sport invernali ci regalano sempre soddisfazioni!


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