Showing posts with label Ciclismo. Show all posts
Showing posts with label Ciclismo. Show all posts

20.8.12

Il Medagliere finale - bilancio olimpico degli sport individuali


E' ora di tirare le somme per la nostra spedizione olimpica. Abbiamo chiuso ottavi con 28 medaglie (8 ori, 9 argenti e 11 bronzi), quindi con una medaglia di bronzo in più rispetto a Pechino, la domanda è: possiamo ritenerci soddisfatti di questi risultati? Risposta: si e no.
Sì perchè obiettivamente le caute premesse di Petrucci che si augurava 25 medaglie e il decimo posto nel medagliere non lasciavano molti spazi per l'ottimismo, sì perchè nonostante tutti i tagli allo sport e una programmazione olimpica non ottimale comunque le medaglie le abbiamo portate a casa. No perchè hanno latitato gli sport principali delle olimpiadi, ovvero nuoto e atletica, in generale abbiamo conquistato molte medaglie negli sport "minori", ovvero quelli in cui c'è meno bagarre a livello internazionale dato che non sono universalmente praticati. No perchè abbiamo intere federazioni (aggiungiamo canottaggio, volendo anche canoa, sollevamento pesi, lotta, tuffi maschili, badminton, equitazione), che non paiono in grado di sostenere gli atleti portandoli ad un livello massimale. No per lo stesso motivo del sì: non è possibile che non abbiamo una programmazione sportiva in base al calendario olimpico diffusa in tutti gli sport. L'anno olimpico dev'essere considerato l'apice per ottenere i maggiori risultati, invece noi spesso ci affidiamo non dico al caso ma ai singoli atleti.

Ma vediamo quali sono le note positive e i "tasti dolenti" procedendo per sport:
- Scherma: il solito bottino di medaglie, 7, con l'en plein del fioretto femminile e l'oro a squadre maschile che rimarranno per molto tempo negli almanacchi. Nonostante la globalizzazione della scherma abbiamo ancora le scuole e i maestri migliori, anche se rimane un pò l'amaro in bocca per la spada, all'asciutto da medaglie. Dalla sciabola non ci si poteva aspettare molto di più dato il secondo posto di Occhiuzzi e il bronzo a squadre con Aldo Montano a mezzo servizio.
- Pugilato: rispetto a Pechino un oro in meno, con Cammarelle beffato dalla giuria in un verdetto stile Lupin a favore del pugile di casa. Francamente in questi casi non si può recriminare nulla all'atleta. Russo conferma il secondo posto, e Mangiacapre chiude con la medaglia di bronzo, peccato che passerà al professionismo. Si ferma prima delle semifinali Valentino, la sensazione è che per lui sia finita l'epoca d'oro.
- Taekwondo: l'efficienza è il profumo della vita. Due atleti qualificati e due medaglie, Sarmiento bronzo dopo l'argento di Pechino e Molfetta oro, vera sopresa di questi giochi, anche perchè gareggiava in una categoria veramente ostica.
- Tiro a volo: alti e bassi in questa olimpiade, era lecito aspettarsi qualcosa in più. Certo trionfale la corsa all'oro di Jessica Rossi praticamente perfetta. Ottimo anche l'argento di Fabbrizi. Ci si aspettava un rendimento più alto in generale, e una-due medaglie in più, ma negli equilibri olimpici ci può stare.
- Tiro a segno: grande ritorno dopo il fallimento di Pechino di questa disciplina, che grazie a Campriani trova un oro e un argento, e un altro argento con Luca Tesconi nella prima giornata olimpica
- Tennis: obiettivamente i nostri non potevano fare di più. Wimbledon = erba, superficie che non si addice alle caratteristiche dei nostri giocatori mediamente più "terraioli". Ci si aspettava una medaglia dal doppio Errani-Vinci, seconde in quanto a bravura solo alle sorelle Williams, ma il sorteggio beffardo le ha accoppiate ai quarti, è stato un match a senso unico a favore delle statunitensi.
- Vela: era forse utopistico pensare all'ennesima medaglia per Alessandra Sensini che ha concluso la sua carriera dopo le olimpiadi, se la sarebbe meritata, questo è certo. Otteniamo due buoni piazzamenti di Conti-Micol in campo femminile e di Zandonà-Lucchetti. Rimane l'amaro in bocca per la gestione federale del caso Pietro Sibello, escluso dalle olimpiadi nonostante si fosse qualificato anche se col fratello non gareggiavano per la FIV.
- Triathlon: il decimo posto di Fabian è un ottimo risultato considerando il campo partecipanti e le potenzialità del nostro atleta, speriamo che si possa migliorare a Rio.
- Tiro con l'arco: dopo il fantastico oro a squadre maschile è stato il nulla, vuoto cosmico. Sia gli uomini che le donne eliminati quasi subito, in particolare la squadra femminile ha deluso essendo campione del mondo in carica.
- Tennis Tavolo: risultati consoni alle aspettative in una disciplina dominata dai cinesi.
- Sollevamento Pesi: federazione dove sei? Disciplina che non aveva qualificato nessuno per questi giochi, a Londra per caso per qualche squalifica altrui. Ovviamente nessun risultato degno di nota.
- Pentathlon moderno: quattro qualificati per le finali su quattro, De Luca nono e una disciplina che appare in crescita, bene così.
- Tuffi: forse il rimpianto più grande per Tania Cagnotto, arrivata quarta nell'individuale per 20 centesimi di punto beffata dalla messicana Sanchez che mai l'aveva battuta e quarta nel sincro sempre da 3 metri con Francesca Dallapè. Ci siamo commossi con lei quando ha risposto in lacrime alle domande di Elisabetta Caporale, è una grande campionessa. Per il resto Noemi Batki decima dalla piattaforma. Uomini: non pervenuti. Anche qui urge esame di coscienza federale dopo il vuoto cosmico da quando hanno lasciato i fratelli Marconi.
- Nuoto: vero tasto dolente di questi giochi, un'unica medaglia della Grimaldi, bronzo nella maratona 10 km in acque libere, poche finali raggiunte dai nostri. Se il bis della Pellegrini agli occhi degli esperti pareva poco probabile dati i tempi registrati dalle avversarie quest'anno, comunque ci si aspettava almeno l'ingresso in finale dei 100 stile di Magnini, risultati più convincenti dalle staffette, una medaglia di Scozzoli, e perchè no una medaglia da Paltrinieri, il più giovane della spedizione che comunque col suo quinto posto ha ottenuto il piazzamento migliore dei nostri atleti in piscina (insieme alla Pellegrini e ad Ilaria Bianchi, l'unica in grado di migliorare il suo personale ai giochi).
- Atletica: voglio affrontare anche questa delusione per togliermi il pensiero. Il problema non è che avessimo grosse speranze di medaglia (a parte Shwarzer e la Di Martino nel salto in alto, infortunata), il problema è che nella disciplina regina dei giochi non abbiamo una squadra in grado di ambire a qualche risultato decente. Sono anni e anni che mi chiedo com'è possibile che lo sport più praticato a scuola (ore e ore in fila dietro ai compagni di classe invece di fare movimento o giocare a sport di squadra per aspettare il proprio turno per gettare il peso o per saltare in lungo, un vero incubo), più economico da praticare, in alcune discipline (vedi corsa) veramente accessibile a tanti, non sforni praticamente nessun campione. Risposta? Le altre federazioni coltivano gli atleti, li gestiscono a differenza nostra (v. pessima gestione di Howe, ci si potrebbe scrivere almeno il capitolo di un libro), mettono a disposizione centri federali di tutto rispetto e le piste d'atletica sparse per il territorio non sono vecchie di cent'anni come le nostre strutture di provincia. In più, come se ciò non bastasse, la federazione ha imposto dei limiti di qualificazione più severi dei limiti IAAF, ed ha impedito ad Howe reduce dall'ultimo grave infortunio di partecipare alla staffetta perchè giustamente non aveva accettato gli intensi allenamenti per i cambi, troppo precoci per lui. Per avere un cambio più pulito abbiamo rinunciato all'unico alteta in grado di combinare qualcosa. Complimenti, spedizione sponsorizzata dal brand "prosciutto sugli occhi". Insieme alla federazione del nuoto ci sarebbe da fare piazza pulita e ripartire da zero. Parzialmente consolatorio il bronzo di Donato associato al quarto posto di Greco nel salto in lungo.
Canottaggio: voglio chiudere il trittico delle federazioni magiche. In questo caso almeno è stato allontanato il tecnico, ci si chiede ancora perchè adesso e non un anno fa. L'unica medaglia arriva dal doppio Sartori-Battisti, anche loro non sostenuti dalla federazione.
- Canoa: anche qui alti e bassi. Storica la Idem, quinta, semplicemente da ringraziare per la sua splendida carriera. Anche qui da registrare il fatto che si è allenata da sola senza il sostegno federale. Insomma queste federazioni aiutano o sono dei macchinoni politici che si frappongono fra l'atleta e il risultato ad alti livelli? Gli altri atleti non pervenuti, comunque gli italiani erano solo in 3, decisamente pochi.
- Canoa slalom: splendido oro di Molmenti in un crescendo gara dopo gara, abbiamo qualificato 4 atleti su 4, insomma ottima olimpiade.
- Badminton: siamo alla periferia delle gerarchie mondiali, è uno sport che in Italia non prende piede nonostante la crescita di Agnese Allegrini, che però alle olimpiadi si è fermata subito.
- Ciclismo su strada: altro capitolo da aprire. In campo maschile non si spiegano alcune scelte di Bettini nelle convocazioni, la squadra non è mai parsa in grado di lottare per una medaglia, brutta corsa. In campo femminile abbiamo puntato tutto sulla Bronzini sbagliando nettamente, l'olandese era comunque troppo forte per ambire a un oro, ma potevamo lottare per una medaglia, cosa che non è avvenuta dato che la nostra formazione è sempre parsa in ombra.
- Ciclismo su pista: paghiamo in parte le scelte del CIO che ha recentemente cambiato le discipline olimpiche, ma anche qui appare un movimento latitante. Elia Viviani ottiene comunque un buon piazzamento nell'omnium.
- Mountain Bike: la gara di Fontana ha dell'incredibile: primo per un buon tratto di gara, si rompe la sella, ed in modo eroico resiste terzo correndo sempre sui pedali, arrivando in lacrime. In campo femminile ci si aspettava di più da Eva Lechner.
- BMX: De Vecchi fa quello che può in questa disciplina emergente. In italia praticamente non abbiamo piste e neanche praticanti, nessuna pista italiana ha la rampa di lancio olimpica, pareva fracamente impossibile fare di più in questo sport in cui chi vuole fare il professionista emigra negli Stati Uniti. 
- Ginnastica artistica: ottimo bronzo di Matteo Morandi, quarti posti per Busnari e Vanessa Ferrari scippata del bronzo. Gli anni d'oro di Chechi e Cassina sembrano finiti perlomeno in quest'epoca di cambio generazionale, olimpiade comunque positiva.
- Ginnastica ritmica: buono il bronzo nella gara a squadre, le ragazze hanno pagato qualche errore in finale ma possiamo dire che è stata una spedizione positiva.
- Lotta: Timoncini esce al primo turno, era obiettivamente impossibile sperare nell'oro come era accaduto a Pechino con Minguzzi ma si poteva fare meglio.
- Judo: si temeva il nulla dato l'anno non positivo di Giulia Quintavalle (poi quinta) e l'infortunio di Elio Verde, anche lui quinto, e invece è arrivato lo splendido bronzo di Rosalba Forciniti. Forse ci si aspettava una medaglia in più ma sono comunque risultati sufficienti. 

Continua...

5.8.12

Tutti i risultati azzurri di questa intensa domenica olimpica!

Oggi ancora una giornata parzialmente positiva, per l'oro conquistato dai ragazzi del fioretto in finale contro il Giappone.
Ho già scritto in merito a pallanuoto, tuffi 3m femminili, beach volley, eviterei di girare il coltello nella piaga, come si dice in un luogo comune che non gradisco ma che rende l'idea.

Al di là del medagliere arriva un fantastico ottavo posto nella maratona di Valeria Straneo. Secondo risultato di sempre nella maratona femminile per l'alessandrina Straneo, che poco tempo fa veniva operata di splenectomia (asportazione della milza) a causa della sferocitosi ereditaria, malattia che danneggia i globuli rossi. Ha recuperato alla grande, tanto che nei primi 10 km era addirittura in testa, approfittando della sua posizione per salutare i tifosi mentre correva veramente carica. Poi si è dovuta "arrendere" al maggior spessore delle altre maratonete, ha chiuso ottava, per lei un grande risultato, come se fosse una medaglia! La maratona è stata vinta dall'etiope Tiki Gelana in 2h23'07" grazie a un allungo nell'ultimo chilometro.

Nei 3000 siepi Floriani arriva tredicesimo in 8'40"07, bissare il secondo posto della semifinale era pressochè impossibile.
Si è fermato a 2,21 metri Gianmarco Tamberi, unico italiano in gara nel salto in alto, non qualificandosi per la finale.
Nel lancio del martello Nicola Vizzoni (capitano della spedizione azzurra di atletica) chiude ottavo con 76,07 m.

Nella pallavolo femminile le ragazze perdono 3-2 contro la Russia al tie-break, arrivando seconde nel loro girone. Conosceranno la loro avversaria nei quarti di finale al termine di un sorteggio, probabilmente si tratterà di Cina o Corea. Le ragazze allenate da Barbolini sono finora parse un pò altalenanti, non hanno mostrato la costanza di rendimento di cui sono capaci, però siamo sicuramente fiduciosi!

Nel ciclismo su pista, specialità Omnium, Viviani arriva sesto al termine dell'ultima prova, la crono sul chilometro lanciato, dove segna il nono tempo (1'04"239). Dopo lo scratch era primo con 25 punti, al pari di Coquard e Hansen, ma il chilometro era il suo punto debole, e con una concorrenza così agguerrita non è riuscito a terminare sul podio. Vince l'oro Hansen, argento Coquard, bronzo il pupillo di casa Clancy.

Capitolo vela:
Alessandra Sensini è nona in classifica generale nella classe RS:X e si è così qualificata per la finale. Di fatto non ha possibilità di medaglia, dato che i punteggi non vengono azzerati; semplicemente i punti della finale varranno doppio.
Conti-Micol nella medal race della classe 470 femminile hanno chiuso prime la gara di oggi, e così sono quarte nella classifica generale. Nei prossimi giorni continueranno a sfidarsi con le avversarie, il 10 agosto la finale.

Nel cavallo con maniglie Alberto Busnari è quarto con 15.400. Per l'azzurro, che ha anche inventato una figura entrata nel punteggio internazionale e che porta il suo nome, ha pesato il tocco al cavallo, che ha comportato una penalità di 0.2 punti. L'oro è andato all'ungherese Berki con 16.066, Smith (GB) arriva allo stesso punteggio ma per una minima differenza nel coefficiente di difficoltà arriva secondo. Bronzo sempre alla Gran Bretagna con Whitlock. 

Nel nuoto sincronizzato Giulia Lapi e Mariangela Perrupato sono settime nel programma tecnico con  90.700. Domani il libero.

Tiro a volo e tiro a segno:
Massimo Fabrizi è secondo nella gara di fossa dopo la prima giornata di qualificazioni, con 74/75 insieme al tedesco Bindrich, i croati Glasnovic e Cernogoraz ed il rappresentante del Kuwait Al-Deehani. Primo l'australiano Diamond, per lui nessun errore. Giovanni Pellielo, alla sua sesta Olimpiade, 17esimo con 72/75. Domani ci saranno alle due serie di qualificazioni e alle 17 la finale per i primi sei.
Giuseppe Giordano quinto (656 punti) nella finale della pistola 50 metri. Oro e argento alla Corea, terzo posto alla Cina.

Personaggi di oggi:
Usain Bolt: il giamaicano ha bissato il successo olimpico nei 100 metri piani, segnando il record olimpico in 9"63. Questa volta evita di irridere gli avversari ed esulta con gioia per questo successo che lo pone nel gotha della specialità. Al secondo posto il connazionale Blake, al terzo l'americano Gatlin. Finale storica: tutti i partecipanti (escluso Asafa Powell infortunatosi nel finale) sotto i 10".
Andy Murray: vince l'oro olimpico in casa a Wimbledon contro un impotente Federer. Onore allo scozzese che sinceramente si meritava questa vittoria, oggi ha disputato la gara della vita contro un Federer praticamente fermo, dal servizio non incisivo, probabilmente ancora appesantito dopo la maratona in semifinale. Complimenti anche a Del Potro, il gigante argentino, che in quest'anno di grandi risultati dopo il lungo stop per infortunio vince il bronzo contro Djokovic. In queste Olimpiadi hanno vinto i "secondi", in perfetto stile olimpico, onore a loro e alla loro voglia di riscatto!

Continua...

29.7.12

Tutti i risultati della seconda giornata olimpica



Arriva un'altra medaglia dalla scherma, disciplina magica per i nostri colori, la grande tradizione continua ad essere portata avanti regalandoci sempre emozioni. Bravo Occhiuzzi, argento!
Il Judo ci regala in ogni edizione olimpica qualche emozione, sfornando campioni e outsider. Speriamo che nei prossimi giorni le cose continuino così per i nostri colori! Grazie Forciniti!

Capitolo nuoto:
Federica Pellegrini non è riuscita ad andare oltre il quinto posto nei 400 stile. Gara condotta fin dall'inizio dalla francese Muffat e dalla Smith, corsie 4 e 5. La Pellegrini dopo i primi due passaggi era terza, ma la sensazione che dava non era quella di controllo (sono famosi i suoi ultimi 100 metri) ma bensì quella di grande sforzo per tenere a poca distanza le due in testa; infatti Federica ha perso due posizioni negli ultimi 200 metri. Peccato per questa distribuzione di gara, dovuta probabilmente al fatto che obiettivamente le altre erano di un altro livello quest'oggi. La gara lascia amarezza perché il tempo finale di 4:01:50 in linea teorica era alla portata della Pellegrini, l'aveva già abbondantemente nuotato in precedenza (ha abbondantemente resistito il suo record del mondo); a onor del vero tutti gli appassionati sapevano che quest'anno non è mai parsa in forma e al livello delle migliori al mondo di questa stagione. Probabilmente ha pagato i continui cambi di allenatori dopo la morte di Alberto Castagnetti, peccato perché è un talento assoluto che ha perso un po' la strada. Ha dichiarato più volte (anche dopo questa finale) che si prenderà un anno sabbatico e poi deciderà, speriamo. Intanto domani nuoterà i 200 stile, la sua gara preferita "con uno spirito un po' così…", ha detto al microfono di Elisabetta Caporale. Che dire, speriamo che la notte porti consiglio e che domani qualcosa giri per il verso giusto!
Delusione per Fabio Scozzoli nei 100 rana: è arrivato settimo dopo essere approdato in finale col secondo tempo. Dopo la solita ottima partenza è sembrato da subito strappare le bracciate, in uno stile, la rana, che richiede una confidenza nella "presa d'acqua" e un timing perfetti. Sono arrivati sul podio il sudafricano Van Den Burgh, poi Sprenger e Hansen.
Nella staffetta 4x100 stile maschile l'Italia è arrivata settima in una gara come sempre spettacolare, chiusa sul filo dei centesimi con la vittoria dei francesi, veri outsider, che si sono lasciati alle spalle gli Stati Uniti di Phelps e Lochte. I veri favoriti erano gli australiani che però hanno deluso. Phelps attualmente è a 17 medaglie olimpiche individuali, gliene manca una per raggiungere la ginnasta Larisa Latynina nel record assoluto.
Ilaria Bianchi è arrivata quinta nei 100 farfalla con record italiano (prima a scendere sotto i 58") in una gara dominata dalla statunitense Vollmer, che ha segnato anche il record del mondo.

E' andata male rispetto alle aspettative nei tuffi sincro da tre metri femminili. Sinceramente c'erano concrete speranze di medaglia, data la solidità mostrata dalla nostra coppia negli ultimi anni. Cinesi a parte, gara da fare con Canada e Stati Uniti. Tania Cagnotto e Francesca Dallapè erano terze dopo gli obbligatori, a meno di un punto dalle statunitensi. Avevano tenuto nel primo libero, quel doppio e mezzo indietro carpiato ostico soprattutto per Francesca. Nel quarto tuffo, doppio e mezzo avanti carpiato con un avvitamento, un mezzo disastro volendo ambire a una medaglia, sia nel sincro che nell'esecuzione tecnica della Cagnotto, imprecisa nel presalto. Arrivavano 63 punti che complicavano molto la vita delle ragazze. Nonostante un buon ultimo tuffo hanno finito la gara quarte a soli 2.70 punti dal podio. Peccato, la nostra prima medaglia di legno e l'unica occasione per Francesca Dallapè di conquistare una medaglia.

Anche nel Ciclismo delusione per i nostri colori: ha vinto l'olandese Marianna Vos, favorita alla vigilia. La Bronzini -campionessa olimpica in carica- è arrivata quinta. Al di là dell'imprevedibilità in questo tipo di competizioni, non ha convinto la condotta di gara delle italiane, che insieme alle tedesche non sono riuscite a trovare l'accordo per riprendere la Vos che era scattata con altre 3 atlete. Le nostre non sono mai state in grado di impensierire l'olandese, dominatrice e preopositiva dall'inizio alla fine.

Anche nello Skeet avevamo una campionessa olimpica a difendere il titolo: Chiara Cainero, arrivata al quinto posto a un solo punto dal bronzo. Per lei ha pesato una qualifica molto difficoltosa con tanti errori. Ha vinto l'americana Kinderly Rhode, che ha segnato anche il record mondiale della disciplina (99/100).

Buono l'esordio del Settebello, che batte Australia 8 - 5 in una gara controllata dall'inizio alla fine. Solo nell'ultimo quarto gli australiani avevano fatto segnare un parziale positivo grazie a due errori di Tempesti, portandosi sul 7 - 5. Poi durante gli ultimi secondi, il gol di Felugo ha riportato l'Italia in vantaggio di tre punti.
Nel Volley l'Italia cede alla Polonia 1 - 3 (25-21, 20-25, 23-25, 14-25), gioco poco fluido a partire dal secondo parziale, che ha favorito il recupero e poi l'ascesa della Polonia. Speriamo in un pronto riscatto degli azzurri!

Nell'Equitazione Brecciaroli col suo (povero) cavallo Apollo è attualmente secondo dopo il dressage nel concorso completo dell'equitazione, vedremo come proseguirà questa gara!
Nel K1 slalom Molmenti è approdato in semifinale per il rotto della cuffia, speriamo che domani faccia meglio, è il primo al mondo quest'anno! Cipressi nel C1 purtroppo è il primo degli esclusi.

Nel Tiro con l'arco brutta eliminazione delle azzurre agli ottavi contro la Cina (200 a 199), hanno pesato tre tiri negativi da 3, 4 e 5 punti. Peccato perché le nostre ragazze sono campionesse del mondo in carica.  La gara ha regalato di nuovo il titolo alla Corea del Sud

Nel Tennis Fognini ha perso come preventivabile contro Djokovic, è stato bravo ad imporsi nel primo set al tie break, poi 6-2 6-2 per Djokovic e partita conclusa. 
I match di doppio sono stati rinviati causa pioggia.


Quindi concludendo: grande felicità per le nostre due nuove medaglie, ma rispetto alle possibilità che avevamo è stata una giornata nel complesso deludente, soprattutto per quanto riguarda il ciclismo, lo skeet, i tuffi, il tiro con l'arco e il nuoto. Tutte specialità in cui potevamo fare bene! Tra l'altro la sensazione è che le medaglie non siano arrivate più per demerito nostro che per altro… Peccato!



Personaggio del giorno
: la californiana Kimberly Rhode. E' personaggio non solo per la sua medaglia d'oro con record mondiale, ma per il modo in cui l'ha ottenuta. Praticamente sembrava arrivata direttamente da un'uscita di caccia, mancava solo che fosse col cane mentre portava in mano qualche volatile colpito dal suo fucile. Durante la gara body language da film americano, un misto tra lo stereotipo del cacciatore e quello del gangster mentre gettava le cartucce utilizzate e ricaricava il suo fucile. Praticamente Chuck Norris!
Faceva un po' paura, soprattutto considerando i ben noti problemi che hanno gli americani a causa delle loro leggi permissive sul possesso di armi, ma è stato uno spettacolo…
Continua...

28.7.12

Pioggia di medaglie durante il primo giorno!




Che bello!
Italia seconda nel medagliere, per una notte. Durerà poco ma è un gran bel vedere...

 Andiamo a ritroso, iniziando dalle ultime emozioni: la scherma ci ha regalato un podio interamente italiano per la prima volta nella storia. Oro Elisa Di Francisca, Argento Arianna Errigo, Bronzo Valentina Vezzali (alla sua ottava medaglia olimpica).
Quando durante il pomeriggio questo trio magico era approdato alle semifinali tutti abbiamo sperato in questo successo totale, e così è stato. La Vezzali, che in semifinale aveva perso contro una solidissima Errigo, l'ha spuntata contro la coreana Nam nella finale per il bronzo. Era sotto di 4 stoccate a 12 secondi dalla fine, ma con la zampata della campionessa ha rimesso le cose a posto. 
Finale emozionante, dominata a tratti da ciascuna delle nostre atlete, con la Di Francisca a portarsi in vantaggio (fino al 7 a 3), per poi essere rimontata e sorpassata dalla Errigo. Erano in parità dopo il tempo regolare, e durante il tempo supplementare la prima stoccata è stata della Di Francisca, che ha potuto esultare per la vittoria. Curioso il fatto che anche in semifinale aveva battuto la coreana al tempo supplementare. 
Alla conclusione della finale in pedana abbiamo assistito alla tristezza della Errigo, che fino a quel momento aveva disputato un ottimo torneo.
Se posso dire, abbastanza terribile l'atmosfera del podio. Mi aspettavo una festa, quando mai ricapita un podio tutto italiano?!? E invece no, la Vezzali, a parte qualche sorriso, era glaciale, e la Errigo era ancora scossa per la sconfitta. Devo dire che quest'atmosfera unita alle "insolite" (eufemismo) tute delle nostre atlete ha un pò "rovinato" la grande festa. 
Aspettiamo fiduciosi la competizione a squadre, dove le nostre ragazze partono superfavorite! 




Poco prima abbiamo guadagnato il nostro primo oro olimpico grazie ai ragazzi del Tiro con l'arco. Che diciamolo, fanno una gran tenerezza, ragazzoni con gli occhiali capaci di una concentrazione, di una calma e di una tenuta di nervi veramente eccezionali, in grado di tirare con precisione centimetrica a 70 metri di distanza. Così Marco Galiazzo, Michele Frangilli e Mauro Nespoli hanno battuto gli Stati Uniti di un solo punto. E' stata una finale molto combattuta, inizialmente dominata dagli azzurri che per ogni turno di tiro guadagnavano uno o due punti di vantaggio. Poi gli Stati Uniti hanno iniziato a mettere pressione con serie da 29 punti (su 30), aiutati contemporaneamente da due tiri poco convincenti di Galiazzo. Frangilli però ha azzeccato perfettamente l'ultimo tiro, garantendoci l'oro olimpico!!
Da notare che entrambi gli allenatori delle squadre finaliste sono originari della Corea del Sud, paese con antica tradizione nel tiro con l'arco, che ospita la scuola più rinomata al mondo di questa disciplina. La Corea era stata eliminata in semifinale dagli USA, e ha poi agguantato il bronzo dopo una gara controllata contro il Messico.



Luca Tesconi ci ha regalato la prima medaglia olimpica, argento nella Pistola 10 metri. Era entrato in finale col quinto punteggio, ha poi disputato un'ottima gara (chiudendo col primo punteggio della finale) e rimontando così fino al secondo posto. Primo è arrivato il coreano Jin Jongoh, apparso un gradino sopra gli altri già dalle qualificazioni.

Per quanto riguarda le altre gare della giornata, Elio Verde (nonostante non fosse ancora in ottime condizioni fisiche dopo il recente intervento al ginocchio) è arrivato fino alla semifinale nel judo, per poi arrendersi e perdere anche la finale per il bronzo.

Nel nuoto Luca Marin -qualificatosi nella finale dei 400 misti col sesto tempo- ha chiuso ottavo, gara vinta dal mitico e simpatico (l'ho "conosciuto" ai mondiali di Roma) Ryan Lochte. Nel nuoto sono arrivate le prime sorprese: Phelps si è qualificato per il rotto della cuffia alla finale dei 400 misti rimanendo poi fuori dal podio, Lazlo Cseh, ungherese dominatore della disciplina da anni e anni è stato squalificato in semifinale, Paul Biedermann (grande campione dei 400 stile, uno dei favoriti) non si è qualificato per la finale.
Il nostro Fabio Scozzoli, dopo un pò di affanno nelle batterie dei 100 rana (si è qualificato per la semifinale col 12° tempo) , è approdato in finale col secondo tempo -e nostro sospiro di sollievo-. 
Ilaria Bianchi si è qualificata per la finale dei 100 dorso battendo il record italiano.
Buono l'esordio per l'Italvolley femminile che ha battuto la Repubblica Dominicana 3 a 1 col sestetto annunciato da Barbolini.
Il pugile Parrinello (categoria 56 kg) ha battuto al secondo turno un pugile della Namibia, l'1 agosto giocherà l'ottavo di finale.
Nel canottaggio l'Italia è in semifinale col doppio e col due senza, mentre sono andati ai Recuperi il Quattro di Coppia, il Quattro Senza Pesi Leggeri, e il Due Senza femminile.
Nella Ginnastica ottimo Matteo Morandi negli Anelli, vediamo come procederà il suo cammino.
Nel Tennis avanzano Francesca Schiavone e Flavia Pennetta; esce Roberta Vinci che però avanza nel Doppio insieme a Sara Errani.
Nella gara di ciclismo a sorpresa ha vinto Alexandre Vinokourov, alla sua ultima corsa, capace di sorprendere il dream team britannico, che aveva lavorato durante tutta la corsa per Cavendish e Wiggins.

Quindi concludendo: che grande giornata, veramente da incorniciare, è stata emozionante in ogni sua sfaccettatura!
Per quanto mi riguarda, anche se ormai invecchiando ho capito che l'ideale olimpico della convivenza internale pacifica e serena, e della competizione leale e corretta è appunto un'utopia, è bello e sano che ogni quattro anni arrivi il sacro momento dello Sport. Vissuto pienamente nella sua essenza, osservando le peculiarità di ogni disciplina, emozionandosi per ogni successo di quei ragazzi che si allenano ore e ore tutti i giorni e che poi realizzano il loro sogno. 
A me affascina ogni volta pensare all'onore di essere "Campione olimpico", il primo di un determinato sport che approda nell'olimpo, appunto.

Ultimo commento femminile cinico e spietato: insopportabile il podio azzurro con sorrisi di circostanza intervallati da ghiaccio artico (l'effetto serra va combattuto con altre strategie!). Anche ad Atene 2004 -quando la Pellegrini allora 16enne era apparsa così delusa sul podio- mi ero indisposta, capisco però la cocente delusione, che in questo caso riguardava la Errigo. Ok dico io, è uno sport individuale, ma la seconda e la terza hanno perso con loro connazionali, non facciamone una tragedia! 
Insopportabile altresì il fatto che i nostri siano vestiti Armani in questo momento di crisi, e soprattutto che lo sport venga invaso dalla moda. Peraltro tutina di colore agghiacciante, l'amico Giorgio si poteva risparmiare l'effetto sorpresa/chic/glamour per le sue sfilate, quel blu-scuro/grigio-scuro/quasi-nero depressogeno non rende onore all'azzurro che ci rappresenta. Ho anche da dire su quel marchio a caratteri cubitali che ha come unico pregio quello di dare un pò di luce a quel mortorio di tutina. Quasi viene da rimpiangere un'altra divisa terribile che però ci ha portato fortuna, ovvero la maglia con ascelle pezzate confezionata dalla Puma per i Mondiali di calcio del 2006.  
Per risollevare i nostri futuri podi olimpici propongo di organizzare lavaggi coatti con candeggina per schiarire un pò quella tutina con la zip storta che fa tanto chic.


Continua...

5.10.08

Occhei



Come forse già sapete domenica scorsa Ballan si è aggiudicato il mondiale di ciclismo, uno scocciato Cunego è arrivato secondo (complimenti per l'altruismo, devo dire che essere arrabbiati perchè vince un compagno di squadra è proprio una genialata), e Rebellin è arrivato quarto. Io ho guardato la gara ma non ho scritto nulla perchè sto studiando molto e, o mi prende il raptus di scrivere, o se no sto zitta e studio che è meglio.
Ma perchè oggi che è domenica e sono le 9 24 e sono già in piedi da un'ora e mezza mi è venuto il raptus? Perchè ho letto le dichiarazioni -telegrafiche- di Ballerini, nostro ct del ciclismo, sulla squalifica di Riccardo Riccò per due anni. A tal proposito ricordo che erano previsti 30 mesi, scontati a 24 per esaurimento scorte stagionali.

Alla faccia di chi diceva che lui aveva l'ematocrito alto naturalmente e che addirittura rischiava di essere discriminato per questo "problema di salute". Se uno ha un problema di salute del genere, che è grave dato che la viscosità del sangue cresce praticamente esponenzialmente all'aumentare dell'ematocrito, si cura e se lo fa passare!
Bene, Ballerini cos'ha detto? Ha detto "Riccò ha fatto una cosa grave, ha ragione Ballan quando dice che solo un pazzo può pensare di farla franca".
Occhei quindi di primo acchito sembra che il mitico ct condanni l'azione di Riccò, brutto bambino cattivo. Ma noi che siamo furbi cosa capiamo tra le righe? Che nel frattempo ha colto l'occasione per legittimare la vittoria di Ballan e ribadire che è pulita (e noi su questo non sappiamo quasi niente quindi diciamo che Ballan è onesto), e che addirittura non prende due piccioni con una fava, ma tre!
Perchè asserendo "solo un pazzo può pensare di farla franca" praticamente dice che tutti quelli che si dopano vengono scoperti, e dato che non viene scoperto quasi mai nessuno (o solo i più giovani) quasi nessuno si dopa! Ma non è fantastico?
Grande Ballerini, lui si che ha il dono della sintesi, in una frase è riuscito a incserire tre concetti fondanti!


Continua...

13.9.08

Pioggia di medaglie alle paralimpiadi


Comincio col fare ammenda e chiedere venia. Ho fatto tutto quel discorsone sulle paralimpiadi e poi non ho più scritto niente, lo so non si fa, ma è un periodaccio!

Adesso rimedio, vi dico tutto tutto tutto!
Abbiamo finora guadagnato 11 medaglie, di cui 3 d'oro, 4 d'argento e 4 di bronzo. Finora la disciplina regina per i nostri colori è il ciclismo, che ci sta regalando medaglie su medaglie, un pò come la scherma alle olimpiadi.
Ma andiamo in ordine...


Cominciamo dalla prima, che appartiene all'atleta italiano più medagliato in questi primi giorni. E' la medaglia di bronzo nell'inseguimento su pista categoria LC1 di Fabio Triboli, che nella finale per il terzo posto ha sconfitto il brasiliano Soelito Gohr.



Poi arriva la prima medaglia d'oro, di Paolo Viganò, sempre nell'inseguimento su pista, categoria LC4. Ha battuto in finale il tedesco Teuber, stabilendo anche il nuovo primato mondiale con 3:59.741. Ha così confermato di essere il migliore, dopo che nel 2007 si è laureato campione del mondo.













Poi è la volta del tennis tavolo: Clara Podda ha vinto il bronzo nella classe 1/2, e Pamela Pezzutto sempre nella stessa classe arriva seconda! Ottimi risultati!







In questo turbinio di successi arriva il secondo oro, veramente entusiasmante: è quello del canottaggio, quattro con classe LCA. Sono Luca Agoletto, perugino, esordiente alle Paralimpiadi; Paola Protopapa, romana; Daniele Signore, e Graziana Saccocci, guidati dal timoniere Alessandro Franzetti. Gli azzurri precedono sul traguardo Stati Uniti e Gran Bretagna.



E' d'argento la cronometro hand-bike di Vittorio Podestà. L'azzurro ha chiuso al secondo posto la prova vinta dallo svizzero Heinz Frei in 22:06.23. Podestà ha chiuso la gara con meno di sei secondi di svantaggio, dichiarandosi deluso, ma secondo me non poteva fare di più, dato il caldo asfissiante...
Sempre per il ciclismo, arriva la seconda medaglia per Triboli nella cronometro su strada, sulla distanza di 24.8 km.



Poi la medaglia della più giovane della spedizione azzurra, Cecilia Camellini, 16 anni, argento nei 100 metri stile libero S11. Cecilia ha migliorato il suo primato personale di 3 secondi chiudendo la gara in 1'09"65 al di sotto del precedente record del mondo, ma ha dovuto inchinarsi alla cinese Qin Xie che ha realizzato 1'18"96.
Eccoci alle medaglie di oggi: è ancora la volta di Triboli, che vince la prova su strada, 76 km esposti al caldo torrido, ma lui è stato il più forte, e arriva così la sua terza medaglia, la più preziosa.



Un'altra arriva sempre dal ciclismo, è il bronzo di Giorgio Farroni nella prova su strada CP2, vinta dal britannico Stone in 45:05.33 davanti al sudafricano Nel.



Infine l'argento di Alberto Simonelli nel tiro con l'arco compound open, anche lui deluso perchè ha sbagliato le ultime frecce, ma è un ottimo risultato che lascia ben sperare per le altre gare di questa disciplina.
Queste sono state le ultime tre medaglie di questi giochi, speriamo che nei prossimi giorni il medagliere cresca ancora...

Continua...

23.8.08

Josefa Idem, Clemente Russo, Vincenzo Picardi, ancora grande Italia!


Pronti, attenti, via. Josefa Idem parte, all'inizio è seconda, poi rimonta, è in testa verso i 350 metri, c'è un metro tra la sua prua e la barca Ucraina. Dai Josefa, vai, continua a pagaiare così...Quando arrivano i 500 metri? Non arrivano mai, l'Ucraina rimonta rimonta rimonta, finalmente il traguardo, ma forse è troppo in là. Vince la Osypenko per 4 millesimi, circa un centimetro di differenza, l'impalpabile che diventa realtà. In tanti altri sport sarebbe stato un ex-aequo, in questo caso no. Ma Josefa è una grande, ha 44 anni, e allora dopo la gara abbraccia i suoi due bambini e nell'intervista si mostra tranquilla, felice, dice "non ho visto niente della gara, non ricordo niente, so solo che ho pensato a dare tutto". E' una donna, rilascia anche dichiarazioni pepate con cui concordo pienamente, lei dice che forse si rifarà a Londra 2012, e che prima di partire avrebbe firmato per un argento...Brava!



Arriva l'ora della premiazione di Vincenzo Picardi, della celebrazione del suo bronzo. Il Thailandese Jongjohor che l'ha battuto in semifinale era il più forte, ha vinto in finale sgretolando l'avversario. E così conquistiamo un ottimo bronzo, vinto col cuore e con la passione oltre che con la tecnica. Sono proprio pesi mosca, incredibile vedere omini di 51 kg con quella forza!



Poi la gara più attesa, la finale di Clemente Russo contro il russo Chakhkiev. Il nostro ha vinto nella finale mondiale di Chicago 2007 proprio contro il russo, con una rimonta schiacciante. Si parte, il russo è rabbioso e incattivito, si vede che vuol buttarla in rissa innervosendo Russo.
Che purtroppo si fa un pò trascinare, non riuscendo ad attaccare incisivamente Chakhkiev. In più ci si mette la giuria che non assegna a Clemente colpi netti e chiari. La seconda ripresa finisce sul 2 a 2. Nella quarta il russo mette a segno il 4 a 2 e vince. Russo si lascia andare a un pianto di sconforto e rammarico, sul podio è incavolato, poi smaltisce la rabbia e comincia a considerare che anche l'argento è un metallo prezioso in fondo. E a noi piace così, sorridente e felice per il suo risultato.

Ora passiamo agli altri aggiornamenti sulle gare di oggi: partiamo dall'ottimo Marco Fontana, quinto nella mountain bike (impero dei francesi che chiudono con una doppietta).
Passiamo invece all'altra gara di canoa, in cui a dire il vero nutrivamo qualche speranza in più. Facchin e Scaduto infatti giungono noni nel K2 500, probabilmente appagati dal bronzo di ieri.
L'ultima notizia arriva dall'atletica, Antonietta Di Martino fallisce la medaglia nel salto in alto per troppi tentennamenti nella rincorsa e nello stacco, esce a 1.96, per vincere servirà saltare a 2.07 metri.

Continua...

10.8.08

Maltempo in tutta Italia: piovono medaglie olimpiche


Domenica trionfale per la spedizione azzurra: oggi possiamo festeggiare un oro, un argento e un bronzo.
Partiamo dalla medaglia piu' preziosa: l'ha vinta Matteo Tagliariol, nella spada, battendo in finale il francese Fabrice Jeannet per 15-9. Terzo Abajo, primo spagnolo a vincere una medaglia olimpica nella scherma (qui sono in visibilio per lui). E cosi' l'Italia torna all'oro nella spada dopo 48 anni, grazie a uno schermidore capace di giocare in modo tattico, studiando prima l'avversario e sferrando i colpi piu' incisivi da meta' gara in poi. Inoltre e' dotato di una compostezza e una tranquillita' invidiabili...


L'argento italiano lo dobbiamo a Giovanni Pellielo, secondo nella fossa olimpica, specialita' del tiro a volo. Si e' arreso solo al ceco Kostelecki, peccato per qualche errore ma non gli si poteva chiedere di piu', questo e' il suo terzo podio consecutivo alle olimpiadi.

L'ultima medaglia di oggi e' forse la piu' eroica, il bronzo della ventitreenne Tatiana Guderzo, terza nella prova di ciclismo su strada. Le atlete hanno corso circa 125 chilometri sotto una pioggia battente, lei si e' inserita in piu' fughe, al traguardo erano in sei; all'arrivo in salita prevale l'inglese Nicole Cooke, seconda la svedese Johansson.
Per quanto riguarda gli altri aggiornamenti olimpici, Noemi Batki e Francesca Dallape' sono arrivate seste nella finale del sincro da tre metri.
Nel nuoto, Federica Pellegrini si e' qualificata per la finale dei 400 stile che disputera' domani; anche la 4x100 stile libero maschile e' in finale; Alessio Boggiatto e Luca Marin sono arrivati rispettivamente quarto e quinto nei 400 misti, dominati da Michael Phelps che si e' aggiudicato anche il record mondiale; Alessia Filippi ha mancato la medaglia (e' quinta) ma migliora ancora il suo personale.
Nella vela, i fratelli Sibello con il loro 49er sono secondi in classifica dopo tre regate.
Delusione invece per la ginnastica artistica, in cui le italiane non vanno oltre il decimo posto. Purtroppo Vanessa Ferrari non e' piu' quella di prima, a causa probabilmente dei grossi infortuni che ha subito. Secondo me si doveva fare una scelta radicale per preservarla ed evitare di rovinare la carriera di una giovane ragazza demotivando contemporaneamente le sue compagne di squadra.
A proposito di sport di squadra, il Settebello ha perso contro la Croazia onorevolmente (7 a 11), la squadra ha comunque lanciato segnali positivi soprattutto dal punto di vista psicologico. L'Italia della pallavolo ha vinto 3 a 1 contro il Giappone, in una partita piu' sofferta del previsto.
Gli azzurrini del calcio invece hanno battuto 3 a 0 la Corea del Sud con gol di Giuseppe Rossi al 16' su ribattuta, poi raddoppio di Rocchi servito da Motta e infine al 90' la perla di Montolivo, che batte a rete al volo su un assist di Acquafresca.


P.S. Seguire le olimpiadi dall'estero non e' per niente agevole perche' qui ovviamente fanno vedere solo le gare spagnole e poco altro. Su eurosport il commento e' orribile, tra quello che non capisco perche' e' in inglese e la scarsa preparazione del telecronista e' un disastro. Inoltre ho scoperto che per me tanti sport sono seguibili agevolmente anche senza commento, il ciclismo invece e' quasi incomprensibile. Difficilissimo dare una lettura tattica e quasi impossibile evitare di annoiarsi.
Continua...

9.8.08

La prima medaglia italiana!


Si e' appena conclusa la corsa di ciclismo su strada, vinta dallo spagnolo Sanchez.
Il nostro Davide Rebellin e' arrivato secondo! Splendido, gli italiani e gli spagnoli hanno dominato la gara (oltre a Rebellin e Bettini ricordiamo anche gli altri tre grandi: Franco Pellizzotti, Vincenzo Nibali e Marzio Bruseghin); negli ultimi chilometri era sempre presente almeno un azzurro a tamponare gli attacchi e tirare in testa al gruppo. Alla fine si sono ritrovati in tre (Rebellin, Sanchez e Andy Schlek) e la medaglia sembrava al sicuro, ma negli ultimi due chilometri sono stati raggiunti da altri due corridori e da Fabien Cancellara. Finale al fotofinish estremamente emozionante, con gli atleti che si scrutano cercando di evitare la testa della corsa -posizione svantaggiosa per lo sprint-. Parte Sanchez, Rebellin lo rincorre ma per mezza ruota prevale lo spagnolo. Delusi invece Cancellara e Bettini, che e' rimasto nel gruppetto successivo.
Ora Rebellin puo' festeggiare il suo 37esimo compleanno, tanti auguri!
Continua...

18.7.08

Ancora bufera nel ciclismo



Un altro caso di doping al tour de france. Questa volta è un italiano, e non un italiano qualsiasi, è Riccò. Lui, la nuova promessa, lui, il cobra, capace di guadagnare 1.26" alla fine di una salita sul gruppo maglia rosa, lui, che ha l'ematocrito alto per natura (ma a questo punto sarà vero?) e che quindi ha fatto fatica a diventare professionista. Io ho già parlato altre volte del doping, ho detto tutto quello che pensavo e che penso, adesso rimane una citazione: "Il doping al tour de france è un pò come il panettone a Natale, non può mancare", by Comandante Nebbia.
Riporto paro-paro il commento che ho scritto su un "blog amico" stanotte quando ho scoperto la cosa.

Nooooo... Sono appena tornata a casa, lavoro più festa di laurea, e scopro da te questa cosa... Del resto, proprio dopo la seconda tappa vinta da Riccò, l'unica del tour che ho guardato, ho badato alla media tenuta dai corridori per vedere se erano vere tutte le storie dei telecronisti che raccontavano che il ciclismo era pulito perchè al giro d'italia andavano piano. Ebbene, nonostante fosse una tappa di montagna hanno tenuto i 42 virgola qualcosa di media, e allora ho capito. Perchè ormai non servono più i controlli antidoping, per uno che ne beccano ce n'è altri 200 che non trovano, l'ipocrisia sta nel considerare "sporco" solo quello sfortunato. E adesso, dopo che i nostri telecronisti hanno dato addosso all'altro corridore arrestato al tour (non mi ricordo come si chiama) aspetto proselitismi in difesa di Riccò. Poveretto, quasi lo difenderei anch'io, giovane com'è, accalappiato da un sistema in cui lui, minuto com'è, poteva solo ambire a sopravvivere. Illusione svanita.
Continua...

5.6.08

Giro d'Italia: il ciclismo è veramente cambiato? In così poco tempo? Voglio anch'io la stessa bacchetta magica


Quest'anno nessun dopato al giro d'Italia.
Mi hanno stupito, devo dire.
Ha vinto lo spagnolo Alberto Contador, 26enne che l'anno scorso aveva vinto il Tour de France.
Aspetta, io ho dei ricordi...L'anno scorso al tour -che sarà ricordato per il doping collettivo- erano stati squalificati corridori importanti: Vinokourov e tutta l'Astana, che quest'anno non potrà partecipare alla grande boucle ed è stata ammessa al giro d'Italia per il rotto della cuffia; Rasmussen era stato cacciato dalla sua squadra, la Rabobank, mentre era in maglia gialla; Moreni, che non era un corridore importante ma era italiano. Ricordo i telecronisti (in testa Bulbarelli) che subito avevano avuto parole sprezzanti per il doping, salvo poi "giustificare" Moreni, ma questa è un'altra storia. Si parlava anche dell'operacion Puerto, che fra gli altri ha invischiato Basso e Ullrich, ed era stato coinvolto anche Contador -all'epoca della Liberty Seguros-. I giornalisti invocavano leggi internazionali univoche contro il doping per fare in modo che si eliminassero federazioni troppo "permissive" coi loro atleti per incrementare il prestigio internazionale (in testa quella spagnola).
Contador ha vinto il Tour, il suo nome dalla vicenda è sparito (che sia stata la stessa federazione ad "assolverlo"?), adesso ha vinto il giro, e nessuno ha ricordato niente, meglio non rievocare certe brutte situazioni.
Questo giro non l'ho seguito molto, devo dire che il doping mi ha arcistufato, l'idea di farmi coinvolgere da una cosa finta non mi garbava, in più le lezioni pomeridiane hanno fatto il resto. Ho cominciato a guardarlo nelle ultime tappe, quelle alpine, e mi sono appassionata come al solito, perchè tu vedi degli omini che pedalano e con gli occhi puntano l'arrivo, con la faccia impenetrabile, anche sotto il diluvio universale, anche sul Gavia e sul Mortirolo, e non puoi rimanere indifferente.
Però ho sentito che tranne in quelle ultime tappe ci sono stati pochi attacchi, poche fughe degne di nota, pochi eroismi (tranne il mastodontico Sella che d'ora in poi chiameremo IL DOLOMITICO), sono andati abbastanza piano.
Non so se sia vero, so solo che i telecronisti hanno giustificato questo asserendo che è una prova del fatto che gli atleti non sono dopati. Questo può essere giusto, ma allora gli anni scorsi deduciamo che erano dopati, dato che andavano più forte e combattevano di più?
O magari quest'anno c'è stato il diluvio per metà giro, non è agevole pedalare al massimo in quelle condizioni, o con le escoriazioni per le continue cadute.
Oppure per l'immagine del ciclismo si è tenuto tutto nascosto, forse c'è stata qualche positività ma non è stata diffusa la notizia, si aspettano le controanalisi.
Hanno anche detto che questo è stato uno dei giri più duri degli ultimi anni, sia come percorso che come partecipanti. Però il percorso era di 3400 km, mentre gli anni scorsi era più lungo.
Io spero che il ciclismo sia radicalmente cambiato, ma è possibile che una squadra squalificata interamente dal Tour si sia redenta e abbia portato un suo corridore cioè Contador a vincere? Speriamo di sì, speriamo di poterci appassionare nuovamente a questo grandioso sport.


OKNotizie
Ti piace questo post? Votalo su OKNotizie! Continua...

16.12.07

Marco Pantani: forse dobbiamo riscrivere la storia




Marco Pantani arriva all'apice della carriera vincendo nel '98 sia Giro che Tour. Nel '99 vince 4 tappe, si appresta a vincere il giro. Il 4 giugno, la sera, poche ore prima del controllo antidoping, Pantani incontra Candido Cannavò, parlano di progetti di beneficienza. Poi il controllo: prima Pantani, ufficialmente risultato con 52.3, poi Savoldelli, 49.9, e infine Gotti, 49.2.
La mattina dopo è il putiferio: viene data la notizia, c'è grande delusione per il pirata, capace di grandi imprese sempre e comunque. Si vocifera che i ciclisti prendano un prodotto che "scoglie" il sangue rendendolo meno denso, a Pantani quella sera non avrebbe fatto in tempo a fare effetto, tant'è che i valori di ematocrito sono decrescenti. Savoldelli è secondo, ma si rifiuta di indossare la maglia rosa per protesta. La indossa Gotti che poi vince il giro. Pantani diventa il "dopato d'Italia", incombono la depressione e la droga. Muore per suicidio il 14 febbraio 2004 per un'ovredose da cocaina.
Questa è la storia che conosciamo tutti, ma potrebbe non essere la vera storia.

La mamma di Pantani, Tonina, è andata lunedì 10 dicembre alla trasmissione di Rai 2 "Ricomincio da qui" affermando che la storia è diversa, e chiedendo la riapertura del caso.
Ecco alcuni stralci...
Il primo episodio losco avvenne nel '95, quando Pantani si ruppe tibia e perone nello spaventoso incidente: in teoria non avebbe più potuto correre, quindi l'assicurazione doveva versare un premio miliardario. Qualcuno (la mamma e il cugino in trasmissione non specificano chi) cercò di gettare fango sul pirata perchè l'assicurazione non lo pagasse.
Poi c'è la vicenda legata al controllo del 4 giugno (la notizia verrà data il 5 giugno).
La mamma dice che un carcerato (di cui ahimè non ricordo il nome, non trovo su internet i video della puntata) le ha raccontato che nel mondo delle scommesse clandestine si sapeva già che il pirata non dovesse vincere. Dice che gli aveva telefonato un siciliano esortandolo a non puntare su Pantani, perchè non l'avrebbero fatto vincere, ma bensì su Gotti o su Jalabert.
Poi la mamma accusa Cristina, moglie di Marco, che si sarebbe approfittata di lui senza aiutarlo, e la manager (Manuela Ronchi), che l'ha allontanato dalla famiglia e dagli amici d'infanzia per inserirlo in un giro di conoscenze "più adatte a lui". Inoltre la manager appena Marco è morto ha scritto un libro su di lui: "un uomo in fuga. La vera storia di Marco Pantani." La mamma dice che quel libro è pieno di bugie.
Infine c'è il grande giallo legato alla sua morte. Lui era in un albergo a Rimini quel 14 febbraio.
Ricordo che le indagini hanno archiviato il caso per suicidio in 55 giorni (la media italiana è di due anni). Quella mattina, verso le 10:00, Pantani chiama la reception chiedendo di mandare la polizia. E' salita una ragazza, nessuno apre la porta della sua stanza, lei va in quella di fianco, telefona e un uomo le dice che non serve niente. Poi Pantani richiama preoccupato la reception alle 10:30, chiedendo per quale motivo non fosse ancora arrivata la polizia. La ragazza risale e sente bisbigliare. Marco muore alle 11:30. Durante l'autopsia trovano nel suo stomaco una dose di cocaina 6 volte superiore al tollerabile. Inoltre la mamma dice che Marco è pieno di graffi in faccia, due segni triangolari dietro all'orecchio sinistro, graffi sul collo. Nella sua stanza vengono trovate due confezioni di cibo cinese vuote (a Pantani non piaceva il cinese), e nell'autopsia nel tratto digerente non trovano niente se non il pane in cui era contenuta la cocaina.
Il 15 febbraio la stanza viene divelta, distruggono tutto, anche i sanitari del bagno.
Inoltre i dipendenti dell'albergo lo trovano alle 20:00 perchè aprono la porta della sua stanza. Ma il dubbio della mamma è: "perchè hanno aperto la porta dato che quell'hotel non aveva il servizio di ristorazione, quindi Marco non sarebbe dovuto scendere a cena?". In più un medico è stato autorizzato a prelevare un campione del cuore di Pantani. Perchè?
Inoltre, pochi giorni dopo l'uscita della biografia della Ronchi, Pregnolato -massaggiatore e grande amico del pirata- querela Manuela Ronchi e dichiara:
«Aldilà di quello che viene scritto su di me, di cui si sta occupando il mio legale, l'avvocato Federico Cecconi, al quale ho già fatto pervenire le fotocopie dei passi in cui mi sento offeso, credo che la vicenda Pantani sia ben diversa da come viene raccontata in questo libro. L'intenzione era sicuramente quella di raccontare la storia di Marco, ma la realtà è stata tradita. E credo che questo libro non salvi la faccia a Marco. Non voglio aggiungere altro, devo riflettere e voglio consultare il mio legale, con il quale mi incontrerò la prossima settimana. Di sicuro nel cuore ho sensazioni di rabbia e di dolore. Cosa chiedo? Che mi venga riconosciuto un danno morale che darò sicuramente in beneficienza, ma non certo alla Fondazione Marco Pantani diretta da Manuela Ronchi»
Insomma, tani dubbi, tanti interrogativi...Un giornalista francese, Philippe Brunel, ha scritto Vie et Mort de Marco Pantani, in cui confuta la tesi ufficiale e fondamentalmente riapre il caso.

Il problema è: perchè a nessuno dei giornalisti italiani è venuto in mente di indagare a fondo? Pechè tutti sono stati pronti ad affondarlo (in pole position Candido Cannavò, direttore della Gazzetta cioè del main sponsor del Giro), ma nessuno si è posto ulteriori domande? Perchè un giornalista francese? Perchè la magistratura ha archiviato il caso così celermente?
Chissà se un giorno si saprà la verità...
Continua...

1.10.07

Il Grillo livornese vince, è doppietta per l'Italia ai mondiali!


Ragazzi che emozione...Un sabato con la vittoria mondiale della Bastianelli, la sera sognando l'A1 di pallamano, una domenica vissuta con le speranze per l'europeo azzurro e questo mondiale di ciclismo...
Era troppo importante per l'Italia vincere, bisognava dare un segnale forte alla federazione ciclistica. E Bettini c'è riuscito. McQuaid, presidente UCI, non solo non sta facendo niente per combattere il doping, ma agisce in base a simpatie determinate non si sa come (forse a seconda degli sponsor al seguito?). In base a questi principi assolutamente arbitrari ha prima impedito a Di Luca di gareggiare, e poi c'ha provato anche col Grillo livornese. Il motivo ufficiale è la mancata sottoscrizione da parte di Bettini dell'impegno anti-doping. Scelta sicuramente criticabile, ma non è un motivo sufficiente per escludere un corridore dal mondiale. E infatti il tribunale di Stoccarda ha ribadito questo concetto, consentendo a Bettini di correre (e di arrivare primo al traguardo sparando contro McQuaid). Credo che nel ciclismo la cosa più sbagliata se si vuole combattere il doping sia punire il singolo corridore senza guardare oltre. Ma si sta facendo di peggio: con alcuni corridori bastano sospetti per il deferimento, con altri coinvolti certamente in operazioni poco lecite non si batte ciglio (vedi Valverde). E non dico questo perchè gli atleti coinvolti sono italiani, mi sembra un sano principio quello di trattare tutti allo stesso modo. Ho guardato parte della gara, ma non l'arrivo perchè ero in treno, quindi passo la parola alla Gazzetta dello sport.

STOCCARDA, 30 settembre 2007 - "Sono ancora arrabbiato. Come prima della corsa. In questa settimana ne ho viste e sentite troppe". Paolo Bettini non riesce a scansare quel fondo di amarezza che circonda un'impresa storica. "Noi ciclisti abbiamo imparato sulla nostra pelle che chi sbaglia deve pagare. Ed è giusto che sia così anche per chi non corre in bici. Mi riferisco a chi ha infangato il mio nome". Parole di rabbia in un giorno di vittoria. Ma la portata dell'impresa è tale (è il quinto corridore a centrare due Mondiali di fila dopo Gianni Bugno, anch'egli vincitore a Stoccarda nel '91, e i belgi van Looy, van Steenbergen e Ronsse) che il sorriso ci mette un attimo a ricomparire sul volto del bicampione del Mondo.
INCHINO - Pat McQuaid, uno dei "grandi nemici" di Bettini, ha usato parole al miele. "E' venuto a Stoccarda, ha visto cosa lo aspettava, e ha vinto. E' un campione superbo. Non posso che fargli i complimenti". Paolo ha abbozzato un mezzo inchino. “Quando fanno arrabbiare Bettini questo è il risultato. Il mio inchino? C’era tutta la mia semplicità e i sacrifici di una carriera che qualcuno ha cercato di infangare. Ho pensato a tutti. A mio fratello, ai miei genitori, a mia moglie e a mia figlia Veronica, a cui vado a comprare il regalo perchè è stato il suo compleanno. E ai miei genitori dico di stare tranquilli perchè siamo tutti molto sereni e c’è chi lavora per la nostra serenità. La voglia di piantare tutto è tanta, ma la vita va avanti”. I festeggiamenti più apprezzati sono stati quelli dei tifosi, dei meccanici e dello staff che hanno "travolto" gli azzurri a suon di gavettoni e cori.
GREGARI DI LUSSO - Il giorno dopo restano nella mente alcuni flash della corsa di Stoccarda. Il lavoro da gregario di lusso di Cunego, la faccia sofferente di Bertolini a tirare il gruppo, il gesto con cui Bettini ha lanciato Tonti sulla prima salita del quinto giro. "La strategia era quella di fare una gara d'attacco, cercare fughe pericolose, ed è andata sempre come volevamo - ha detto Cunego, uno dei più applauditi ieri sera dai suoi stessi compagni di squadra -. Era giusto mettersi a disposizione di Bettini, che al momento è davvero il più forte. L'anno prossimo ci sono appuntamenti importanti e noi ci saremo".
BALLERINI - "La squadra era già in sintonia nel ritiro di Treviso - ha detto il c.t. - è bastato poco per legarci bene. Poi abbiamo gestito la corsa alla grande, nei momenti difficili, come quando hanno ripreso la fuga di Ballan ed eravamo fermi a soccorrere Bruseghin (che ha rotto il cambio, ndr). In quel momento si è creato un buco e siamo stati bravi a ricucire subito. Se dovessi dare un voto sarebbe un 10 esteso a tutti, con la lode per Paolo che ha compiuto un'impresa".
Continua...

30.9.07

La Bastianelli vince la prova in linea di ciclismo


Italia nuovamente sul gradino più alto del podio nel mondiale di ciclismo femminile, grazie all’italiana Marta Bastianelli, a 10 anni dalla vittoria della Cappellotto. La ciclista laziale, ventenne, è scattata a 16 kilometri dall’arrivo, sull’ultima salita, ed è arrivata con 5 secondi di vantaggio sulle prime inseguitrici. Bronzo alla Bronzini, quinto posto per Noemi Cantale. Quindi un’ottima prova di tutta la squadra, in cui si è distinta anche la Guderzo, che ha fatto la selezione poi risultata decisiva.
Oggi Bettini corre per confermare il titolo, e il ct Ballerini ha definito la strategia: Tosatto e Bertolini gestiranno la prima parte, Bruseghin farà l’interditore a tutto campo, Tonti entrerà in azione nella seconda parte, Cunego negli ultimi 100 km. Ballan e Rebellin avranno il compito di dare il via allo scatto finale di Pozzato e Bettini. Insomma sembra un piano perfetto, bisognerà scoprire cos’avranno in serbo le altre nazionali.
Continua...

1.8.07

Ancora bufera



Marco Ansaldo - La Stampa

Alberto Contador era appena atterrato all’aeroporto madrileno di Barajas, dove l’attendevano per il trionfo, che le agenzie riprendevano le dichiarazioni di un esperto tedesco di antidoping, il professor Werner Franz, sulle prove del suo coinvolgimento nell’Operacion Puerto.
«Ho visto più volte il suo nome nei verbali della Polizia spagnola - ha detto lo scienziato alla tv pubblica Zdf - e la sua vittoria al Tour è il più grande inganno nella storia dello sport». Franz ha studiato quel materiale e la sua testimonianza rivela un particolare nuovo: finora si sapeva che Contador era citato nel rapporto insieme ai suoi compagni di squadra dell’allora Liberty Seguros perché nei primi mesi del 2005 il team spagnolo stava preparando un programma di doping per tutti i corridori, inoltre compaiono le sue iniziali in un altro appunto del dottor Fuentes. Per i giudici non era materiale sufficiente ad indagarlo.
Ora però lo scienziato tedesco lascia capire che c’è dell’altro e che, in un certo senso, l’inchiesta (che ha portato alle squalifiche di Basso e Ullrich) è stata generosa con i ciclisti spagnoli e con gli atleti di altri sport, tra i quali pare ci fossero famosi tennisti e calciatori. Contador non ha replicato a Franz. Madrid in serata gli ha regalato una notte di entusiasmo alla Puerta del Sol, poi andrà in vacanza. «La mia speranza è che ora si apra una nuova stagione del ciclismo e che il successo di un giovane al Tour aiuti a ricostruire un’immagine», ha detto la maglia gialla.
Forse non sarà così. In Francia si è espressa una generazione nuova, quella di Contador, del colombiano Soler e del tedesco Gerdemann. Il basco Txurruka ha preso il premio per la combattività. Sono ragazzi sotto i 25 anni, dovrebbero rappresentare il futuro pulito del ciclismo. Eppure su Contador si rincorrono i sospetti e Soler nei giorni scorsi era inseguito dalle voci di una sua positività, voci tanto insistenti che ha dovuto intervenire Prudhomme, il patron della corsa, per smentirle. Se anche i giovani entrano nel frullatore è finita. Già così il ciclismo esce dal Tour con le ossa rotte. Lapo Elkann l’ha addirittura paragonato «al wrestling, dove è evidente l’inganno. Noi sportivi ci sentiamo sconcertati e presi in giro». Sentimento condiviso dagli organizzatori della corsa francese che hanno congelato i premi dell’Astana, della Cofidis e della Rabobank, le squadre di Vinokourov (licenziato ieri dal team), Moreni e Rasmussen. In attesa di capire se la stessa sorte toccherà anche alla Saunier Duval che ieri ha sospeso lo spagnolo Iban Mayo (vincitore di una tappa al Giro) per la positività all’Epo in un controllo del 24 luglio.
«Ci consola l’affetto del pubblico - ha commentato il presidente della Federazione italiana, Di Rocco -. Nei momenti di difficoltà il pubblico non ci lascia, anzi partecipa al nostro sport». Di Rocco ha anche parlato dei processi per doping. «In generale c’è stata troppa teatralità nei protagonisti. Il procuratore Torri sta facendo un ottimo lavoro ma in alcune circostanze sarebbe meglio parlasse meno». Infine una stoccata al presidente dell’Uci, McQuaid: «La loro strategia è distruggere quello che funziona, si è visto al Tour. Portano il ciclismo in Bahrein per fare soldi ma sono Italia, Francia e Spagna a rappresentare il 70% del movimento e non è colpa nostra se siamo più avanti. McQuaid è la brutta copia dell’ex presidente Verbruggen». Poiché Di Rocco è uno dei candidati più credibili alla presidenza dell’Uci, se fanno fuori McQuaid, si può dire che la campagna elettorale è partita.
Continua...

28.6.07

Ma basta!

Ancora doping: ormai oltre alle ondate di calore bisogna cominciare a parlare di ondate di doping, che sembra pervadere insistentemente ogni sport di resistenza. Sono indagati Gibilisco (che rischia più di due anni di squalifica perché gareggia per la guardia di finanza), Petacchi, trovato positivo al sambutamolo, e che ha rinunciato alle controanalisi per risparmiare tempo per poter gareggiare al tour de france. Questi sono solo due nomi di spicco tra i tanti coinvolti (tra cui anche Di Luca, convocato a deporre il 7 luglio). E intanto parla la federazione dei medici sportivi, tentando di difendere i medici coinvolti, con la certezza della loro buona fede. Si lamentano perché nell’antidoping non sono rappresentati come medici, ci sono solo magistrati, cosa pericolosa perché si rischiano i qui-pro-quo e una complicità tra medico e atleta. La complicità è indipendente dalla rappresentanza medica, e lo sanno perfettamente. E’ dovuta alla voglia di emergere, sia dell’atleta che del dottore. I qui-pro-quo poi non possono accadere, dato che il medico dopo 11 anni di studio dovrebbe sapere quali sono le sostanze dopanti e pericolose, esattamente come conosce benefici e controindicazioni dei farmaci.
Essendo in Italia, poi, forse è forte il rischio di nominare un medico già colluso con questi loschi affari. Forse è solo mero pregiudizio, però sentire parlare i presidenti dei medici a difesa della categoria fa pensare alle corporazioni, e l’unico risultato è che la gente ha meno fiducia nel “sistema”.
Continua...

26.5.07

Confessioni e rivelazioni

L'altro ieri, la diretta di rai tre per la tappa è iniziata a mezzogiorno, e così mi sono imbattuta nella telecronaca, incentrata in quel momento sulle confessioni di ex atleti.
E così ho scoperto che Alessandra De Stefano, inviata al giro, è un'attiva oppositrice del doping, ha detto cose spiazzanti, che nessun giornalista sportivo ha mai proferito.
Ha detto "il problema non sono i corridori, mi sto battendo perchè venga riconosciuta la responsabilità di certi manager, della federazione e del suo presidente, col quale ho avuto un'accesa discussione. E' il sistema il problema, non si può continuare con l'ipocrisia, ben venga se i corridori vanno più piano e arrivano tardi, ben vengano i percorsi più brevi." Questo il succo del discorso, era di fianco a Andrea Fusco e a Fabretti, altri giornalisti inviati, che tentavano di interromperla, erano basiti e non vedevano l'ora che finisse, quasi sorridevano dal disagio lampante, preoccupati forse delle ripercussioni che avrebbe potuto avere il discorso della De Stefano. Che mi ha stupito, sono contenta che finalmente qualcuno in tv dica queste cose (guadracaso è stata una donna!), certo era mezzogiorno, gli altri due l'hanno trattata male (con tutti gli sguardi, l'atteggiamento), non l'hanno supportata, però è un segnale importante. E si è capito subito a cosa si riferiva: qualche ora dopo, Riis, manager della CSC che l'anno scorso aveva sospeso Basso prima del tour per l'operacion puerto, ex corridore che ha vinto il tour nel 96, ha confessato di essersi dopato (come aveva fatto Erik Zabel il giorno prima, tutti e due militavano nella T-Mobile, squadra che poi è stata anche di Ullrich). Come ha sottolineato la De Stefano, l'ha fatto anche perchè tutti gli illeciti commessi sono caduti in prescrizione, non pagherà più. Ha assunto Epo dal 93 al 98, ha vinto il tour con 64 di ematocrito (il limite è stato poi fissato a 50 -ricordo che all'aumentare dell'ematocrito, la viscosità del sangue incrementa in modo esponenziale, quindi il cuore fa molta più fatica a pomparlo, i reni a filtrarlo, e così via-) . Ma ha detto anche cose emblematiche:
"I medici non ci fornivano in prima persona le sostanze -dubito che sia totalmente vero-, ma vigilavano che non superassimo i limiti." Non so quali limiti, considerando che una persona mediamente allenata ha 40-42 di ematocrito!...E ha continuato " a quell'epoca era un'abitudine per un corridore". Frase che fa riflettere, e che non mi può non ricondurre a Pantani. Lui si è dopato, questo è certo, ma come lui lo facevano tanti altri. Ma mediaticamente si è usata la stessa tecnica che hanno usato con la Fiorentina (quando è stata retrocessa per i debiti presunti e in realtà era l'unica società ad averli risolti), e con Moggi. Erano tutti colpevoli, ma inseriti perfettamente in un sistema che funzionava -o funziona- tutto così, in cui l'illecito è la regola. Ma si cerca il cosiddetto "capro espiatorio", gli si fa passare l'inferno (non che mi dispiaccia per Moggi), e a quel punto si è autorizzati a dire che tutto è cambiato. Pantani è diventata così la vittima della situazione, e tutti poi sappiamo com'è finita...
La De Stefano ha detto anche "in questo giro vedo i corridori stremati dalla fatica, non che prima non fosse vera, ma mi sembra diversa", e mi pareva totalmente sincera...Ho visto coi miei occhi una tappa in cui andavano ai 26 all'ora, e ho esultato per questo, e i telecronisti non si sono lamentati perchè avevano meno spazio i programmi RAI...Chissà che qualcosa stia veramente cambiando!
Nel frattempo, per la cronaca, oggi tappa durissima vinta da Garzelli, seguito da Simoni e Bettini, che hanno guadagnato circa 50 secondi su Di Luca che rimane in maglia rosa.
Continua...