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27.2.10

Riassunto degli ultimi giorni, basta una parola: Disastro


L'altra sera si è disputato il gigante. Spezzettato in due giorni -idea che non sarebbe regolamentare-, a causa del tempo maligno. Due sere fa la gara più surreale, con una nebbia fitta, poi neve, partenze ogni 1'15", poi ogni 40". Sembrava la gara della domenica alla scuola di sci. In tv causa nebbia non abbiamo visto metà discesa di molte atlete, per cui solo intervistando la Brignone si è capito che ha fatto un errore in alto, e grazie al reply invece abbiamo potuto constatare che la Karbon (30esima dopo la prima manche) aveva rischiato grosso sempre nel primo intermedio, è stata in piedi per poco e si è praticamente fermata.
E' successo un episodio insolito, quantomeno per un'olimpiade: la Vonn è uscita di pista, ma a causa della partenza ravvicinata e -a questo punto- della scarsa preparazione degli uomini sul tracciato non è stata fermata la Mancuso, che è partita, per poi trovarsi bandiera gialla nel punto in cui era uscita la Vonn, ancora dolorante. Mancuso che non gliele ha mandate a dire, anche perchè è dovuta scendere, poi l'hanno riportata su in motoslitta, ed ha gareggiato per 31esima (aveva il pettorale 16), non potendo sfruttare l'occasione di riconfermarsi campionessa olimpica. Un altro episodio assurdo in queste olimpiadi che dovevano essere le olimpiadi dell'ecologia e invece sono le olimpiadi dei disastri.
E le nostre? Le nostre con la nebbia (a quanto pare ne hanno risentito più delle altre, strano!) e con la neve non ghiacciata (à ridaje!) hanno disputato il peggior gigante della stagione. Ognuna si è impegnata per fare il peggio che poteva. E così Manuela Moelgg, ottava dopo la prima frazione, è arrivata 17 esima, Federica Brignone 18esima, Nicole Gius 20esima, Denise Karbon 23esima grazie al miglior tempo della seconda manche. Almeno loro c'hanno provato, vien da dire dopo aver assistito al gigante maschile la sera precedente.
Per la cronaca ha vinto la tedesca Viktoria Rebensburg davanti a Tina Maze e a Elisabeth Goergl (che secondo i telecronisti RAI è scesa in un momento in cui non c'era nebbia perchè dalla tv si vedeva).

Dopodichè vien la volta delle soddisfazioni nel fondo, dove la staffetta femminile non è andata oltre il 4° posto. E' stata una gara appassionante, con Arianna Follis che ha corso al massimo delle sue possibilità, e poi Silvia Rupil (che sicuramente ci darà buone soddisfazioni in futuro) e Maria Longa hanno consegnato a Sabina Valbusa il secondo posto, anche grazie a ottimi sci. Però non è bastato, perchè la norvegese Bjoergen è scappata staccandola all'istante, ed è stata raggiunta anche dalla tedesca e dalla finlandese, poi medaglia d'argento e di bronzo. Anche qui la parziale soddisfazione è che è stata una gara intensa, le nostre hanno dato il massimo, e in più la scena finale della Bjoergen che è arrivata con la bandiera norvegese sventolante è stata quasi commovente.

Non possiamo evitare di parlare della staffetta maschile, sempre 4x10 km, che ha visto i nostri azzurri arrivare noni. Non so come commentare questa prestazione, se non ricordando che la neve era fiappa e bagnata e che quindi come al solito qualcuno ha vinto anche su questa neve ma i nostri no. Piller Cottrer ha commentato così: "Ci credevamo, sapevamo di non poter puntare all'oro, ma volevamo il bronzo. Abbiamo 142 anni in quattro, la staffetta più vecchia dell'Olimpiade. Per fortuna c'è stato il mio argento e poi non è ancora finita, ci sono le donne e la 50 km". E così si chiude un ciclo di quasi vent'anni, era dal '92 che il fondo non tradiva mai.


La serata di ieri invece è stata per noi allietata soprattutto dallo slalom speciale femminile e dalla gara a squadre del pattinaggio di velocità.
Per quanto riguarda lo slalom ieri sera nevicava, quindi la neve non era ghiacciata, quindi niente da fare. Ormai i telecronisti dovrebbero smettere di usare questa come scusa, perchè tanto se l'equazione è "neve poco ghiacciata=schifezza" si abbassa l'audience!
Almeno la gara è durata un giorno solo.
Per noi la Gius è stata la migliore, ottava alla fine, seguita da Manuela Moelgg 11esima e Denise Karbon 18esima (entrambe hanno recuperato molte posizioni nella seconda manche), mentre è uscita proprio nella seconda discesa Chiara Costazza. Gara meritatamente vinta da Maria Riesch, davanti all'austriaca Marlies Schild e alla ceca Zahrobska.

Infine grazie al pattinaggio abbiamo un motivo in più per dichiarare queste olimpiadi fallimentari, infatti i nostri Stefani, Anesi e Fabris hanno perso nei quarti di finale contro il Canada, che ha segnato il record olimpico e che oggi disputerà la finale contro gli Stati Uniti (come nell'hockey). I nostri hanno fatto un tempo sufficiente diciamo, ma non è bastato. Fabris è parso ancora una volta legnoso, non pronto per la fatica olimpica. E poi qua il ghiaccio non è d'altura, quindi più o meno vale l'equazione di prima.

Vorrei un attimo parlare anche di Carolina Kostner: l'altoatesina, reduce dalla vittoria agli europei, prometteva di stupire, e invece dopo il programma corto era settima, ed ha finito sedicesima dopo il libero. E' caduta tre volte. Mi piacerebbe sapere se ha l'ansia per le gare più importanti o se ha dei problemi tecnici a questo punto, delle insicurezze sui salti che sono tecniche prima che psicologiche.

Sta di fatto che l'analogia tra le sue cadute e i risultati degli altri italiani viene fin troppo facile.
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24.2.10

Un'altra Gigantesca delusione


Sembra che in queste olimpiadi non siamo all'altezza dei vertici sportivi mondiali.
Anche ieri un'altra gara storta, un'altra competizione per cui nutrivamo buone aspettative, iniziata abbastanza bene e peggiorata col passare del tempo. E così ci troviamo a ricordare che l'ultima medaglia dello sci alpino maschile è stata a Lillehammer, 16 anni fa. In questo lasso di tempo il nulla, tanti piazzamenti, tante occasioni sfuggite, poi basta.
La gara di ieri sera è partita scoppiettante, con Hirsher sceso in 1'17"48 e subito dopo, col pettorale 3, Massimiliano Blardone, subito davanti con un centesimo di vantaggio sull'austriaco. Il tempo sembra buono, in grado di consentire un piazzamento tra le prime 5 posizioni. Lo svizzero Carlo Janka completa una buona prima manche portandosi davanti per 20 centesimi, e dopo di lui Baumann e Svindal.
Quindi dopo la prima discesa c'è Blardone quarto, Simoncelli 17esimo a 1'25" di distacco, Ploner 20esimo a 1'40", e Manfred Moelgg, autore di una prova molto opaca, 24esimo, con 1'67" di ritardo.

Nella seconda manche la medaglia sembra possibile, e invece Jansrud disputa una manche perfetta, miglior crono parziale per lui. Blardone invece non è mai al passo, col 24esimo tempo di manche finisce 11esimo. Uno scandalo.
E il bello è che sembra che ogni volta ce ne sia una: Simoncelli -19esimo- ha un problema al ginocchio (speriamo che riprenda la forma presto), Moelgg -22esimo- non va bene su questa neve, che sembra inadatta a tutti azzurri, ragazze comprese, perchè poco ghiacciata. I nostri patiscono perchè sono più tecnici degli altri. Sarà, ma se la tecnica non serve a vincere mi devono spiegare qual è il suo scopo. Anche Ploner, 18esimo, ha disputato una delle peggiori gare della stagione, da lui ci si aspettava un buon piazzamento.

La medaglia d'oro è andata a Janka, l'argento a Jansrud, il bronzo a Svindal, che in queste olimpiadi ha tre medaglie all'attivo. Insomma, Janka è una sorpresa, Svindal in gigante è una mezza sorpresa. Sembrano tutti in grado di stupire tranne gli italiani.

Per quanto riguarda le altre gare, Fabris non ha preso parte ai 10000 metri maschili, ha rinunciato per un risentimento misterioso occorsogli durante la notte. Probabilmente ha valutato che data la scarsa condizione di forma è meglio tenere le forze per la staffetta.

Karolina Kostner dopo il corto è al momento settima, in una gara molto serrata e difficile.

Per il programma di questa sera andate qui.
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23.2.10

Le competizioni di questa sera e gli azzurri in gara

Anche questa sera il programma è molto fitto. Teoricamente avremmo qualche chance di medaglia, soprattutto nel gigante maschile, ma ormai è difficile illudersi o sognare dopo le delusioni cocenti di questi giorni.

Alle 18.30 è prevista la prima manche dello slalom gigante maschile con Moelgg, Blardone, Simoncelli e Ploner alla ricerca di medaglie preziose. La seconda manche inizierà alle 22.00.
Alle 19.00 torna Pittin, impegnato nella combinata nordica e più precisamente nel salto squadre, dove a dire il vero l'Italia non ha molte possibilità di podio. Oltre a Pittin gareggeranno Michielli, Bauer e Runggaldier. La finale sarà alle 22.00.

Alle 20.00 Fabris cercherà il riscatto (a mio avviso molto difficile, dato quanto ha sofferto nei 5000) nella finale dei 10000 metri del pattinaggio velocità.

All'01.30 inizia l'avventura olimpica di Carolina Kostner, che cercherà di dare il massimo nel programma breve del pattinaggio di figura. Sarà una gara molto tirata, in cui bisogna mostrare solidità e precisione. I giudici infatti finora hanno premiato la pulizia al tasso tecnico mirabolante (ricordate Plushenko?).

Per il programma completo andate qui.

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21.2.10

Un'altra notte deludente, la situazione non può che migliorare


Ieri c'erano molte aspettative per i nostri azzurri: Enrico Fabris innanzitutto, chiamato a confermarsi come campione olimpico sui 1500, poi i ragazzi del fondo, Di Centa in testa, e magari ci poteva stare la sorpresa di una medaglia nello short track.
Invece non è andato bene (quasi) niente.
Cominciamo da Fabris: il vicentino già in Coppa del Mondo è sembrato in un'annata storta, non è stato praticamente mai in grado di salire sui pirmi gradini del podio, con Kramer e Davis che l'hanno quasi sempre surclassato. In più aveva già mostrato nei 5000 segni di sofferenza su questa pista, per lui abituato al ghiaccio d'altura forse troppo lenta. E' arrivato decimo con 1'47"02, in una gara caratterizzata da una prtenza troppo lenta che ha vanificato il suo recupero nel finale. Ha perso sicuramente un'ottima occasione, perchè l'attesissimo Shani Davis è arrivato secondo, ha vinto a sorpresa l'olandese Mark Tuitert con 1'45"57.

Anche nella pursuit maschile il risultato è stato sorprendente e inatteso, col domino svedese grazie a Marcus Hellner primo, e Johan Olsson terzo. I protagonisti favoriti cioè Lukas Bauer Petter Northug, Dario Cologna sono finiti rispettivamente settimo 11esimo e 13esimo. L'azzurro con più possibilità era sicuramente Giorgio Di Centa, protagonista di una buona gara per i primi 25 chilometri. Ha ceduto negli ultimi 5 km, finendo al dodicesimo posto a 53"7 da Hellner. Pietro Piller Cottrer non ha mai insidiato i migliori, e ha concluso 14esimo a 1'08". Thomas Moriggl invece è 24esimo posto a 2'29", e David Hofer 53esimo a quasi dieci minuti. Giorgio di Centa se la prende coi materiali: «Oggi il problema erano gli sci. Gli svedesi avevano dei materiali eccezionali, scivolavano via con facilità, soprattutto in discesa, dove hanno anche provato a ostacolarmi. Noi invece facevamo molta più fatica. Peccato perchè stavo bene»

Nello short track invece si è assistito al dominio coreano (doppietta nei 100 metri maschile e 2°-3° posto nei 1500 femminili), con la nostra Arianna Fontana decima. Si è fermata in semifinale, e si è poi consolata vincendo la finalina B.

Risultato ottimo invece per Johanna Schnarf, quarta in uno strano superG femminile. L'azzurra ha concluso a 11 centesimi dal podio, ma è parsa da subito soddisfatta, perchè è alla sua prima olimpiade ed è stata convocata in seguito all'infortunio di Nadia Fanchini. Se il quarto posto di Heel ha suscitato amarezza perchè è stato un podio mancato questo invece è stato un buon piazzamento, in una gara in cui ha ben figurato anche Lucia Recchia, settima, che si è presa la soddisfazione di finire davanti alla Riesch, alla Mancuso e alla Paerson.
Gara strana, dicevamo, perchè all'inizio la Mancuso ha segnato un tempo che sembrava buono ma migliorabile, per via di un errore che le è costato un secondo. Dopo un pò è scesa la Vonn, soddisfatta del suo tempo, che anche questa volta sembrava inattaccabile (alla fine è medaglia di bronzo a 74 centesimi di distacco). Poi, a metà gara, il colpo di scena: il sole ha illumina to prepotentemente alcuni passaggi della pista molto difficili e tecnici, per cui i tempi sono migliorati, in un momento in cui il fondo era ancora buono e poco rovinato. Ha vinto così l'austriaca Andrea Fischbacher in 1'20"14, davanti alla slovena Tina Maze giunta al traguardo con un ritardo di 49 centesimi.
Per quanto riguarda le altre due azzurre, Elena Fanchini ha chiuso 14esima (troppo tirata, non ha mai spinto forse per paura), e Daniela Merighetti invece è caduta per la terza volta in queste olimpiadi.
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20.2.10

Le competizioni di questa sera e gli azzurri in gara!

Questa sera i due piatti forti saranno il super gigante femminile alle 19.00 che vedrà quattro italiane al via (Fanchini, Recchia, Merighetti, Schnarf), e poi alle 22.30 la pursuit maschile di sci di fondo con Di Centa e Piller Cottrer che se la possono giocare per una medaglia (e in più Moriggl e Hofer).

Poi ci aspettiamo molto anche da Enrico Fabris, alle prese all'1.15 coi 1500 metri del pattinaggio velocità (nei quali gareggerà anche Matteo Anesi), e da Arianna Fontana che disputerà i 1500 metri dello short track (comincerà alle 02.45, saranno impegnate anche la Zini e la Maffei).

Inoltre ci sarà anche la finale del salto con gli sci alle 21.30 con Morassi e Colloredo, le prime due manche del bob a 2 con Bertazzo, Riva, Romanini, Tonini alle 02.00, e i 1000 metri dello short track maschile con Confortola, Bean e Rodigari.

Per il programma completo andate qui.
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17.2.10

Programma odierno e azzurri in gara

Il programma di questa sera è molto ricco.

Si comincia alle 19.15 con le qualificazioni dello sci di fondo sprint TC femminile, con le nostre Brocard, Genuin, Moroder, Follis.

Alle 19.40 le qualificazioni maschili con Frasnelli, Hofer, F. Pasini, R. Pasini.

Alle 20.00 la portata principale del banchetto olimpico: inizia la Discesa Libera femminile, con Fanchini, Merighetti, Recchia, Schnarf.

Alle 22.05 un'altra disciplina spettacolare e giovane: l'halfpipe, in cui gareggia l'azzurro Pietropoli.

Inoltre a notte inoltrata ci saranno le gare di pattinaggio velocità (per noi Anesi), di Short Track, e del doppio di slittino (puntiamo molto su Obertsolz-Gruber, Plankensteiner-Haselrieder, sempre tra i primi posti in Coppa del Mondo).

Per vedere il programma completo andate qui.
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I risultati di ieri e le aspettative per oggi


Ho deciso che il mio sport dei giochi olimpici invernali preferito è lo snowboard cross. E' spettacolare, gli atleti gareggiano con abbigliamento molto sportivo, c'è contatto ma con moderazione, servono forza, equilibrio e scorrevolezza. Fino alla fine non si è certi del risultato, ed è pieno di sorprese e di colpi di scena. Dicevo che la pista parte quasi in salita, e infatti ieri nel primo quarto di finale una ragazza si è fermata in cima alla prima gobba, ha dovuto spingersi per scendere!
La gara è stata vinta dalla Ricker che ha dominato la finale, davanti alla francese Deborah Anthonioz e alla svizzera Olivia Nobs. La nostra Raffaella Brutto ha chiuso 17esima.



Ieri sera si è disputato il programma corto del pattinaggio su ghiaccio, con il primo posto di Evgenji Plushenko, che ha cominciato tanto per gradire con quadriplo e triplo toeloop e che è stato l'unico a non cadere. Il punteggio (90.85) è a un soffio dal suo record del mondo, ed è pure un pò stretto rispetto al tasso tecnico di difficoltà e alla solidità mostrata dal russo. Del resto si chiama zar per qualcosa...La sensazione è che solo lui poss perdere questa medaglia d'oro, ma ha due inseguitori molto vicini, cioè lo statunitense Evan Lysacek (90.30) e il giapponese Daisuke Takahashi (90.25).
Ha un pò deluso invece Samuel Contesti, 14esimo con 70.80 punti per colpa di una caduta un pò strana sul triplo flip; l'altro italiano Paolo Bacchini ha ottenuto un buon ventesimo posto con 64.42 punti.
Ha gareggiato anche Chiara Simionato nei 500 metri di pattinaggio di velocità, arrivando 25esima. Lei che paga sempre uno scotto in partenza non era certo favorita da questa pista lenta, e in più tornava dal grave infortunio tendineo, solo da poco aveva cominciato a ritrovare le sensazioni pre-infortunio pattinando.
Per la cronaca ha vinto la sudcoreana Lee Sang Hwa, medaglia d'argento per la tedesca Jenny Wolf, campionessa mondiale e primatista mondiale; bronzo alla cinese Wang Beixing.

Nel frattempo il tempo rimane il protagonista: ieri infatti è stata annullata la supercombinata maschile perchè ha nevicato. La notizia positiva è che la precipitazione ha riguardato tutta la pista, uniformando il fondo, precedentemente compattato da 400 piedi di 200 volontari. Gli organizzatori hanno fatto un gran lavoro preparando la pista al meglio, ma oggi è previsto caldo, per cui in discesa (da ricordare che l'unica atleta ad aver provato interamente la pista è l'italiana Lucia Recchia) c'è il rischio che i pettorali alti non possano accedere a buoni tempi. La prima delle italiane sarà Lucia Recchia con il 7; poi Daniela Merighetti con il 17, Johanna Schnarf con il 26 ed infine Elena Fanchini con il 30.
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14.2.10

Prima giornata opaca per gli azzurri




La prima giornata olimpica è finita con risultati non all'altezza delle aspettative.
Enrico Fabris è arrivato settimo nei 5000 metri: lui di solito parte "con calma" e poi il suo ritmo cresce progressivamente soprattutto dopo i 3000 metri, invece questa volta è partito come il suo solito, ma poi non è riuscito nell'escalation verso il podio. E' arrivato momentaneamente sesto (partiva nella 13esima batteria su 14), per poi finire settimo. Obiettivamente il primo posto era traguardo impossibile, dato che l'olandese Sven Kramer non solo è partito poco dopo la pulizia della pista avvenuta a metà gara, ma su questo ghiaccio comunque un pò lento (perchè non è in altura) ha segnato il record olimpico in 6'14"60. Come al solito lo stadio del ghiaccio era color arancione, grande gioia sugli spalti per le migliaia di tifosi olandesi.
Fabris all'arrivo era molto affaticato, ma dopo la gara ha dichiarato: "Di testa c'ero, ma non sono riuscito a dimostrare quanto valgo"; speriamo che sia vero, avrà ancora tre occasioni di riscatto, secondo me soprattutto nei 1500 metri è possibile una medaglia.
Per la cronaca il coreano Seung Hoon Lee è arrivato secondo e il russo Skobrev (che era nella stessa batteria di Fabris) terzo.
L'altro azzurro in gara, Luca Stefani, ha finito al venticinquesimo posto in 6'41"75.



Forse però il risultato che nessuno si aspettava è stato quello di Armin Zoeggeler, che dopo le prime due manches è terzo ma con un ritardo di 432 millesimi dal tedesco Loch (20 anni). Questo distacco nello slittino è un'eternità, o il tedesco fa un errore clamoroso (ma visto quel che è successo è proprio meglio di no), oppure la medaglia d'oro appare un miraggio. Se la può giocare per il podio, lottando col russo Demtschenko (ora quarto) e con l'altro tedesco David Moeller, che dopo le prime due manches è secondo a 282 millesimi da Loch, e che però solitamente è più discontinuo.
Hanno fatto peggio di Armin gli altri due italiani, Mainer e Mair, che di solito arrivano fra i primi dieci in Coppa del mondo, e invece sono adesso al diciassettesimo e diciottesimo posto con distacchi di quasi un secondo e mezzo.

Un'altra occasione importante sciupata è stata nella staffetta femminile dello short track, in cui le ragazze hanno fatto un errore seguito da caduta, e questo non ha permesso loro di agguantare la finale.
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12.3.08

Gli sport invernali sono ufficialmente tornati!

Che Italia ragazzi! Partiamo dall'inizio...



Il primo marzo Heel, partito col pettorale 26, aveva vinto la discesa libera di Kvitfjell finendo davanti a Bode Miller. Un grande risultato, se si pensa che l'ultimo italiano a vincere in discesa era stato Cristian Ghedina. Lui alla fine della gara ha commentato: «Per la prima volta ho fatto una discesa senza sbagliare. Pazzesco, sono arrivato primo! Non ci credo ancora, devo capire come ho fatto a far segnare questo tempo. Certo è che finalmente non ho sbagliato nulla, ma proprio nulla». Già. Di solito faceva bene la partenza e sbagliava a metà. Oppure partiva male e tirava dopo. «Ho imparato a vincere», e ride. Poi si corregge, perché alle luci della ribalta non è abituato. «Voglio dire, sono cresciuto. Con l'esperienza ho capito come si gestisce una gara. Prima non l’avevo mai capito».













Poi lo scorso weekend Nadia Fanchini è arrivata terza nella discesa di Kraniska Gora (Slovenia), e Manfred Moelgg e Massimiliano Blardone sono arrivati rispettivamente secondo e terzo nel gigante.
Si cominciava a pensare alla "maledizione" del secondo posto per Moelgg...


E invece, il giorno dopo in speciale ha dimostrato finalmente di poter arrivare davanti a tutti! Già in testa dopo la prima manche, c'ha fatto soffrire nella seconda, per qualche istante si è "appoggiato" tenendoci col fiato sospeso. Ma ha mantenuto il vantaggio e ha vinto!
Tra l'altro Grange, il leader della coppa di specialità dello slalom, è arrivato quarto, e quindi Moelgg ha recuperato punti (adesso è a -21). Si giocheranno tutto in queste finali di Bormio!
L'azzurro dopo la gara ha dichiarato: "Non ho mai dubitato che questa vittoria sarebbe arrivata: sapevo che prima o poi sarebbe toccato a me e nonostante le nuvole oggi per me è una giornata piena di sole. Sono davvero contentissimo. La cosa più importante è che sono sempre rimasto tranquillo, al cancelletto della prima come nella seconda. Ho anche fatto un errore, ma ho sempre attaccato. Volevo vincere a tutti i costi e ci sono riuscito, che bello".
Infine l'azzurro volge lo sguardo alle finali di Bormio: "Il mio pensiero è già a Bormio - ha concluso Moelgg -, la stagione non è finita e voglio giocare tutte le mie carte sulle piste di casa. Posso ancora fare risultati importanti e non lascerò niente di intentato. Ce la metterò tutta fino all'ultima porta. Ci sarà da divertirsi".
Inoltre ricordiamo Denise Karbon, capace di vincere la Coppa di specialità in gigante, che a Bormio cercherà di chiudere la stagione in bellezza...


Sempre lo scorso weekend si sono disputati i mondiali di pattinaggio di velocità a Nagano, dove Fabris è arrivato secondo nei 5.000 metri ed è arrivato anche l'argento nella prova a squadre dietro una spettacolare Olanda.

Insomma, una grande Italia, finalmente sono tornati alla ribalta gli sport invernali, finalmente possiamo gioire per questi atleti. E tutto questo è successo in una stagione in cui si sono palesate importanti carenze economiche dovute alla mancanza di finanziamenti adeguati, eppure tutti, dai tecnici ai preparatori agli atleti, hanno dato il massimo.



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16.11.07

Fabris, record del mondo nei 5000 metri



Posted by http://futuribilepassato.blogspot.com/- La Stampa di Torino

Di questo esteta dello Speed Skating, prenderei una virtù: la calma. Alle Olimpiadi di Torino, quando lo incrociavo nelle varie aree, per i corridoi del villaggio, o ad esempio nell'area internet atleti, ispirava calma, quiete (prima della tempesta in pista). Un carisma discreto, ma che avvertivo con forza. Non vorrei errare, ma poco prima del magico oro che lo proclamò campione olimpico davanti a Shani Davis, avevo Enrico due computer accanto a me. Tranquillo, sereno, pochissime ore prima della gara della vita. Era a controllare la posta elettronica e non rifiutava per nessuna ragione al mondo autografi o foto, che per quantità ed insistenza stavano dando "fastidio" a me, esterno al tutto. La calma, probabilmente una delle tante componenti che hanno reso fenomeno l'atleta azzurro di Roana.
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Eccellente prestazione di Enrico Fabris che nella notte italiana ha vinto con il nuovo record del mondo i 5000 metri valevoli per la Coppa del Mondo di pattinaggio velocità in corso di svolgimento a Salt Lake City. L’azzurro ha fermato i cronometri a 6’07"40 migliorando di otto centesimi il precedente primato che apparteneva all’olandese Sven Kramer giunto secondo (6’07"52).Terza piazza per il norvegese Havard Bokko (6’14"14), quarto l’olandese Carl Verheijen (6’14"90), quindi il canadese Arne Dankers (6’17"71).L’atleta di Roana, nel 2006 due volte campione olimpico, ha sfruttato al meglio le qualità del ghiaccio dell’Olympic Oval della capitale dello Utah facendo segnare il crono sensazionale. Perfetta la condotta di gara sin dal primo metro. Il rappresentante delle Fiamme Oro ha aperto la gara con un passaggio in 18"57 ai 200 metri. Nelle tornate successive è transitato sempre sotto i 30 secondi. Regolari i suoi passaggi che sui dodici giri hanno oscillato tra i 28"5 ed i 29"1.Per Fabris, che vanta nel palmares anche un titolo europeo, si tratta della settima vittoria in Coppa del Mondo, la prima sui 5000 metri. Il primo trionfo risale al 21 novembre 2004 sui 1500 a Berlino, quindi l’11 dicembre 2005 sempre sui 1500 a Torino, il 18 novembre 2006 nuovamente nella capitale tedesca, il 26 novembre 2006 sui 10.000 a Mosca, il 3 febbraio ed il 18 febbraio 2007 sui 1500 rispettivamente a Torino ed Erfurt.Chiara Simionato ha chiuso invece al terzo posto la gara dei 1500 metri femminili, disputata ieri. L'azzurra ha terminato la propria prova con il tempo di 1’54"65, alle spalle delle canadesi Christine Nesbitt e Kristina Groves. Nella seconda prova sui 500 metri, vinta dalla tedesca Jenny Wolf, la Simionato ha terminato la gara al nono posto con il tempo di 38"35.
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