14.2.10

Prima giornata opaca per gli azzurri




La prima giornata olimpica è finita con risultati non all'altezza delle aspettative.
Enrico Fabris è arrivato settimo nei 5000 metri: lui di solito parte "con calma" e poi il suo ritmo cresce progressivamente soprattutto dopo i 3000 metri, invece questa volta è partito come il suo solito, ma poi non è riuscito nell'escalation verso il podio. E' arrivato momentaneamente sesto (partiva nella 13esima batteria su 14), per poi finire settimo. Obiettivamente il primo posto era traguardo impossibile, dato che l'olandese Sven Kramer non solo è partito poco dopo la pulizia della pista avvenuta a metà gara, ma su questo ghiaccio comunque un pò lento (perchè non è in altura) ha segnato il record olimpico in 6'14"60. Come al solito lo stadio del ghiaccio era color arancione, grande gioia sugli spalti per le migliaia di tifosi olandesi.
Fabris all'arrivo era molto affaticato, ma dopo la gara ha dichiarato: "Di testa c'ero, ma non sono riuscito a dimostrare quanto valgo"; speriamo che sia vero, avrà ancora tre occasioni di riscatto, secondo me soprattutto nei 1500 metri è possibile una medaglia.
Per la cronaca il coreano Seung Hoon Lee è arrivato secondo e il russo Skobrev (che era nella stessa batteria di Fabris) terzo.
L'altro azzurro in gara, Luca Stefani, ha finito al venticinquesimo posto in 6'41"75.



Forse però il risultato che nessuno si aspettava è stato quello di Armin Zoeggeler, che dopo le prime due manches è terzo ma con un ritardo di 432 millesimi dal tedesco Loch (20 anni). Questo distacco nello slittino è un'eternità, o il tedesco fa un errore clamoroso (ma visto quel che è successo è proprio meglio di no), oppure la medaglia d'oro appare un miraggio. Se la può giocare per il podio, lottando col russo Demtschenko (ora quarto) e con l'altro tedesco David Moeller, che dopo le prime due manches è secondo a 282 millesimi da Loch, e che però solitamente è più discontinuo.
Hanno fatto peggio di Armin gli altri due italiani, Mainer e Mair, che di solito arrivano fra i primi dieci in Coppa del mondo, e invece sono adesso al diciassettesimo e diciottesimo posto con distacchi di quasi un secondo e mezzo.

Un'altra occasione importante sciupata è stata nella staffetta femminile dello short track, in cui le ragazze hanno fatto un errore seguito da caduta, e questo non ha permesso loro di agguantare la finale.
Continua...

13.2.10

Troppo poco



La pista dello slittino non c'entra con l'accaduto tragico di ieri. Questo è il responso giudiziario finale, per cui è stato catalogato l'errore come "umano". Probabilmente perchè se no rischiavano di saltare slittino, skeleton e bob. La pista verrà modificata semplicemente alzando le barriere nella maledetta curva 16 e levigando al massimo il ghiaccio. Troppo poco. Troppo facile confidare nella fortuna dopo quel che è già successo, andava almeno rivista tutta quella pista, in più mi aspetterei che prima di un'olimpiade il ghiaccio sia al massimo, e se c'è brutto tempo che lo sistemino prima delle prove.

Stasera ci saranno le prime due manche, alle 2.00 ora italiana, in cui gareggeranno Armin Zoeggeler, David Mair, Reinhold Reiner.

Le altre gare di spicco che vedono coinvolti gli azzurri sono la discesa libera e il pattinaggio velocità.

Sembra che ci siano reali possibilità di gareggiare in discesa libera, anche se ieri non è stato possibile provare per via del tempo. Comunque questa pista dovrebbe essere facile, quindi non dovrebbero esserci problemi di sicurezza. La gara comincierà alle 20.45. Gli azzurri impegnati saranno:
Peter Fill: numero di pettorale 7
Werner Heel: numero di pettorale 16 (subito prima di Miller e Cuche)
Christof Innerhofer: numero di pettorale 23
Patrick Staudacher: numero di pettorale 29

Per quanto riguarda il pattinaggio velocità invece ci saranno i 5000 metri maschili (ore 21.00) disputati per noi da Enrico Fabris, Massimo Anesi, Luca Stefani (esordiente olimpico).

Inoltre c'è lo short track 1500 uomini (ore 2.00), con Nicolas Bean, Yuri Confortola, Nicola Rodigar;
lo short track 500 metri donne (ore 2.45), con Arianna Fontana, Cecilia Maffei, Martina Valcepina.

In più biathlon, la 7,5 km sprint donne (alle 22), che vedrà impegnate Roberta Fiandino, Katia Haller, Karin Oberhofer, Michela Ponza

E infine il freestyle gobbe (ore 1.30) con Deborah Scanzio.

Quindi 6 titoli in palio, vedremo quante chances potremo giocarci, questa sera ci sarà un'altra diretta sempre qui, vi aspetto numerosi!!!

Se volete vedere un calendario ben fatto con tutti gli orari andate qui.
Continua...

Cerimonia d'apertura: la galleria fotografica

Continua...

Gli Highlights della cerimonia d'apertura



La cerimonia d'apertura è immersa in uno spirito poco olimpico e molto triste e rammaricato, a causa della tragedia che ha colpito lo slittinista georgiano Nodar Kumaritashvili. La cerimonia è dedicata a lui e ad Haiti.
Tutto comincia con le immagini di Vancouver dall'alto, poi uno snowboarder che scende dal crinale di una montagna disegnando linee fantastiche, ed entra nello stadio passando sotto i cerchi olimpici. Poi entrano Jacques Rogge, la governatrice del Canada e la bandiera canadese. Viene issata mentre una ragazza di 16 anni -bravissima- canta l'inno canadese, che rimane a mezz'asta in segno di lutto.
Ore 3:15 entrano i quattro popoli del Canada, la prima parte è dedicata agli aborigeni; ci sono quattro totem altissimi che sembrano ghiacciati, ognuno alza le braccia in segno di saluto, ci danno il benvenuto! L'inizio fino a questo momento è molto sobrio, per fortuna, francamente non si reggerebbe un altro tipo di atmosfera.
Ore 3:23 inizia la sfilata degli atleti, si nota che solo la bandiera del Canada è a mezz'asta per declibera del CIO, decisione stucchevole. La prima nazione come da tradizione è la Grecia, poi si segue l'elenco alfabetico inglese. Evidente un passo indietro rispetto a Torino 2006: le Coree sfilano separate. Anche Hong Kong indipendente dalla Cina, almeno durante le olimpiadi. Invece l'Iran ha UNA portabandiera, evento storico.
Ore 3:41 Entra la Georgia, con la bandiera abbrunata e le sciarpe nere, tutto lo stadio si alza in piedi per partecipare al lutto. I rappresentanti sono molto scossi, è un momento veramente toccante.
3:41 Entra l'Italia, le bandiere degli atleti sono più grandi rispetto a quelle di altre nazioni, ma per fortuna i nostri atleti mantengono un certo grado di sobrietà. Un piccolo passo per l'uomo, un grande passo per l'umanità. Ringraziamo Giorgio Di Centa e la sua saggezza, che sicuramente hanno aiutato.
3:57 Mi piace far notare che la musica in sottofondo è varia e soprattutto non è quella irlandese arcinota perdurata 2 ore a Pechino 2008, ringrazio sentitamente gli organizzatori
4:07 Aleggia tristezza nello stadio, la sfilata è molto pacata rispetto al solito...
4:16 Entrano gli Stati Uniti, finora più caciaroni di noi...Che bello quest'anno non abbiamo il record di decibel prodotti!
4:19
Anche il Canada si impegna nella speciale competizione "sbracciatevi più che potete, magari intanto urlate anche un pò! Se ci riuscite attardatevi anche nello stadio costringendo i volontari a mandarvi via", e credo che meriti il gradino più alto del podio davanti a Stati Uniti e ovviamente Italia. Abbiamo già una medaglia di bronzo!
4:22 Inizia la festa, entrano Brian Adams e Nelly Furtado, l'atmosfera in questo momento è familiare, sarà perchè sembra che chiunque nel pubblico sia dotato di tamburo da battere rigorosamente fuori tempo
4:27 I totem si abbassano per lasciare spazio alla neve (di carta riciclabile) sul palco.
Sarano olimpiadi all'insegna della tutela dell'ambiente, tema centrale nella vita canadese di tutti i giorni. Si festeggiano le quattro stagioni. Prima l'inverno, poi i smboli degli animali simbolo che sono aquila, coyote, grizzlie. Poi il disgelo, sembra che ci siano balene che nuotano e spruzzano acqua sotto lo stadio. Un ragazzino gioca col grano, poi un bosco cresce.

4:44
Nel frattempo dopo una riunione tecnica hanno deciso di innalzare le barriere intorno alla pista da slittino in modo da evitare uscite di pista e di levigare al massimo il ghiaccio per evitare sobbalzi. Non si sa se domani partiranno le prime due manches perchè la pista è sotto sequestro.

4:49 Scende una canoa dal cielo dominato dalla luna piena. Musiche col violino, strumento tradizionale. Sono fantastiche, certo non c'è la maestosità di Pechino, ma dal punto di vista tecnico-artistico è un puro piacere assistere ai ballerini e ai violinisti... Si chiude questa parte con un violinista mancino alternato a un ballerino di tip tap vestito in "abiti" tradizionali canadesi (quasi simili al kilt irlandese).
5:07 Cambia la scenografia, dei teli creano una montagna da cui scendono sciatori e snowboarder, scorrono immagini olimpiche. Forse fino ad ora è il momento più spettacolare, anche dal punto di vista scenografico-tecnologico.
5:16 Immagini del viaggio della torcia olimpica, viaggio praticamente solo in terre canadesi -a parte la Grecia, ovviamente- per evitare proteste come quelle di Pechino.
5:19
Jacques Rogge in lacrime fa le condoglianze alla famiglia dell'atleta georgiano, il presidente del comitato organizzatore canadese lo consola, questo è un altro momento sincero e mesto. Ricorda ancora il ragazzo georgiano, e poi ricorda agli atleti che sono dei modelli, e di gareggiare con lo spirito olimpico
5:33 Rogge dichiara aperti i ventunesimi giochi olimpici invernali!!!
5:34 La governatrice del Canada annuncia: "Ouvert les jeux de Vancouvèr"
5:35
Viene cantato l'alleluiah di Leonard Cohen, in questo mesto giorno è proprio una preghiera. Poi si alzano delle colombe in volo, simbolo della pace, simbolo olimpico
5:41 Viene annunciata la fiaccola, che ha percorso 45.000 chilometr.i Poi entra la bandiera olimpica, che viene issata
5:48 un minuto di silenzio per Kumaritashvili; ci sono la bandiera canadese e quella olimpica a mezz'asta
5:50
Ecco i giuramenti, uno in inglese e uno in francese! Giura l'hockeista canadese Hayley Wickenheiser giura onestà e di non far ricorso al doping; il giudice giura l'imparzialità
5:53 Entra la fiaccola nello stadio, portata nello stadio da un atleta paralimpico. La torcia passa all'NBA Steve Nash, poi alla campionessa olimpica di sci Nancy Green, simbolo dello sport canadese femminile. Poi Wayne Gretzky, l'olimpionico invernale canadese più grande di tutti i tempi!
6:03 Sorpresa: Tutti i 4 tedofori accendono la fiamma olimpica!!! O meglio, il calderone interno. Il protocollo prevede che ci sia quello ufficiale scoperto, acceso poco dopo. La fiamma olimpica arde!!!
6:03 Un unico fuoco d'artificio, questa parte penso sia stata ridotta per lutto.

La cerimonia si è svolta in stile molto sobrio. Poco spettacolare dal punto di vista tecnologico, però gioviale, accogliente, famigliare. Con il lutto è risultata decisamente più accettabile, se fosse stata troppo maestosa avremmo avvertito uno stridore molto spiacevole. Chissà se la tristezza era vissuta anche da tutte le persone presenti nello stadio, o solo da noi spettatori...


Update: rinviata la discesa maschile.

Continua...

Le olimpiadi iniziano con una tragedia

(Di Germano Antonucci - Fonte)

La tragedia nel giorno più atteso. Ore 11, Whistler Sliding Center: il georgiano Nodar Kumaritashvili, 21 anni, sta per terminare la sua prova. L'ultima in programma, prima della gara del week end olimpico. All'improvviso, perde il controllo dello slittino, sbatte contro una barriera, vola via dalla pista e si schianta contro un pilone. A oltre 140 km orari. L'atleta cade a terra privo di sensi. La visiera del casco staccata. I medici tentano di rianimarlo: gli praticano il massaggio cardiaco e la respirazione bocca-a-bocca. Nodar non si muove. Lo caricano in barella e lo trasportano via in ambulanza, poi con l'elicottero. Ma le immagini trasmesse in diretta dai canali olimpici fanno subito temere il peggio: un impatto terribile. Le prove vengono sospese, dopo un'ora e mezza arriva la conferma: Kumaritashvili non ce l'ha fatta. Le Olimpiadi di Vancouver si aprono nel peggiore dei modi: un lutto al posto della festa. A poche ore dalla cerimonia inaugurale (il cui svolgimento viene poi confermato dal Cio).

LE REAZIONI - Il presidente del Cio, Jacques Rogge, è scosso: «Il nostro primo pensiero va alla famiglia, agli amici e ai colleghi dell'atleta. Tutta la famiglia olimpica è toccata da questa tragedia, che chiaramente getta un'ombra su questi Giochi». «Siamo profondamente colpiti - dichiara il capo del Vanoc, John Furlong - e ci uniamo al Cio nell'estendere le condoglianze alla famiglia, agli amici e ai compagni di squadra dell'atleta, che era venuto a Vancouver per inseguire il suo sogno olimpico». Per il presidente della federazione internazionale di slittino, Josef Fendt, «è stato un terribile incidente. È la cosa più grave che possa capitare nello sport ed il pensiero nostro e della famiglia dello slittino va naturalmente a chi è toccato da questa tragedia». La delegazione georgiana pensa per qualche ora di lasciare Vancouver, ma alla fine decide di partecipare alla cerimonia e alle gare.

PISTA PERICOLOSA - La tragedia, sulla quale è stata avviata un'inchiesta, è destinata a scatenare nuove polemiche sulla sicurezza dell'impianto di Whistler. Considerata una delle piste più veloci del mondo, questo budello di ghiaccio è apparso da subito particolarmente pericoloso. Troppo. Nei giorni scorsi l'australiana Hannah Campbell-Pegg aveva lanciato l'allarme: «Stiamo andando un po' oltre il limite. Fino a che punto dobbiamo essere considerati solamente dei crash test dummies da lanciare giù per una pista?». Sulla stessa pista, la rumena Violeta Stramaturaru era rimasta priva di conoscenza per qualche minuto. Anche Armin Zoeggeler, il re della specialità, era stato coinvolto in un incidente, fortunatamente privo di conseguenze. Il Cannibale si era subito rimesso in piedi. Pochi minuti dopo, lo schianto fatale di Nodar.
Continua...

12.2.10

DIRETTAmente da Vancouver!!!



Questa notte a partire dalle 3 su questo blog manderò in onda la diretta della cerimonia d'apertura di queste olimpiadi!!! Vi aspetto qui su questo blog a commentare questo grande evento!
Pinguino Sportivo, dove lo spirito olimpico è la regola e la normalità!


Continua...

Tutto pronto per la ventunesima olimpiade invernale!


E' finalmente arrivato il momento che aspettavamo da 4 anni, ricominciano le olimpiadi invernali! Le ventunesime, per la precisione.
C'è massimo riserbo sullo svolgimento della cerimonia, che sarà al "coperto" grazie alla cupola pressurizzata di un impianto già utilizzato dai BC Lions (football americano), gli spettatori e gli spettacolanti saranno al caldo a 20°. Il filo conduttore sarà ovviamente il Canada (so che non l'avreste mai detto!). Rimane misteriosa anche l'identità dell'ultimo tedoforo, ma si vocifera che sarà la leggenda canadese dell'Hockey su ghiaccio Wayne Gretzky. L'Italia sfilerà 43esima. La divisa sarà molto fashion: cappotto grigio di lana, dolcevita di cachemire color panna, gilet di piuma d'oca color argento, pantalone sportivo bianco, cintura blu e scarponcino alto invernale color argento.

Francamente mi sarei aspettata una movimentazione mediatica maggiore, con tutto quel che c'è da dire sulle olimpiadi la protagonista assoluta in questi giorni è stata la neve...che non c'è.
Sarà perchè mancano forse personaggi di spicco dal punto di vista mediatico, sarà perchè sono olimpiadi invernali, sarà perchè vengono dopo la mobilitazione globale di Pechino, sarà perchè noi vivremo le gare di notte, ma le informazioni non mi sembrano così particolareggiate e incalzanti.
Protagonisti, dicevamo: probabilmente i due globalmente conosciuti e attesi sono l'americana Lindsey Vonn e lo zar Evgenij Plushenko, arrivati a questo appuntamento in due modi diametralmente opposti, almeno per quanto riguarda questo ultimo periodo. Lindsey Vonn infatti, data come superfavorita per le discipline veloci dello sci alpino, si è infortunata in allenamento, non ha neanche voluto fare esami radiografici (per lo meno, così si dice) per non aver la certezza di un infortunio grave. Sta di fatto che dice di riuscirsi a mettere gli scarponi solo con dolore, e sembra ancora in dubbio la sua partecipazione.
Plushenko invece riferisce di aver rispettato i programmi di preparazione, e di essere sereno e tranquillo.

La discesa femminile in generale quest'anno sembra non conoscere pace: dopo il gravissimo infortunio di Nadia Fanchini (speriamo che recuperi al meglio!), e quello della Vonn, nella prova olimpica di ieri è caduta rovinosamente l'americana Cook: è già stata dimessa dal policlinico olimpico, ma rimarrà in osservazione ancora 48 ore, poi deciderà se prender parte alla gara.



Per quanto riguarda le altre discipline, si sono svolte le prove per il salto con gli sci, e proseguono le prove di discesa maschile, a cui ha partecipato anche una lince, che ha attraversato la pista pacificamente. Il nostro Innerhofer parla di un tracciato facile, anche troppo per un'olimpiade, una pista in cui non si può mai sbagliare per andare sul podio.

Noi partiamo con poche certezze: non si conosce la preparazione di Enrico Fabris, che in coppa del mondo ha colto pochi buoni risultati, e almeno fino a novembre sembrava in evidente ritardo di preparazione. L'infortunio di Nadia Fanchini ha forse destabilizzato (ma speriamo di no) l'ala femminile dello sci alpino, dove le atlete di punta secondo me potrebbero essere Federica Brignone e Manuela Moellg. Per quanto riguarda gli uomini, Peter Fill quest'anno ha disputato una sola gara a causa del suo infortunio tendineo. Werner Heel sembra il più in forma nonostante il suo breve stop per una caduta in discesa a dicembre, e nella prima prova di discesa a Vancouver è arrivato quinto. Ci si potrebbe aspettare molto anche da manfred Moellg, ma ha inforcato negli ultimi slalom, speriamo che non ne risenta psicologicamente. Metterei come outsider Razzoli e Simoncelli.
Nello sci di fondo quest'anno sembrano in buona forma Arianna Follis, soprattutto nelle gare sprint, e penso che anche Piller Cottrer potrà disputare buone gare. Speriamo poi nell'orgoglio e nell'esperienza di Giorgio Di Centa, il nostro portabandiera!
La specialità in cui potremmo primeggiare è lo slittino, sia nel doppio, che nel singolo, col grande cannibale Armin Zoeggeler, che deve "solo" confermare la sua grandezza.

Non poteva mancare il doping: è trapelata la notizia di 30 controlli preolimpici positivi, e dei rispettivi atleti ammoniti. Come al solito si dichiara una lotta al doping senza precedenti. A me basta che non trovino positive le atlete di curling, in quel caso la mia scala di valori potrebbe crollare da un momento all'altro!

Tutto pronto quindi per quest'olimpiade immersa nella città più vivibile del mondo costata 37 milioni di dollari, in cui saranno rappresentati tutti i continenti. La grande festa durerà fino al 28 febbraio, giorno della cerimonia di chiusura, dopo cui il testimone passerà a Sochi 2014. Tutti in piedi questa notte alle 3! (Voi che farete?)
Continua...

10.2.10

Vancouver 2010, stiamo arrivando!!!



(di Paul Radford - fonte)

Mancano tre giorni alla cerimonia d'apertura dei Giochi olimpici invernali di Vancouver, e gli organizzatori stanno combattendo da ieri con tre problemi che, si spera, possano essere risolti in tempo per l'inizio delle gare.
La prima preoccupazione riguarda la carenza di neve, ma anche le possibili proteste durante la cerimonia d'apertura e la maledizione che vuole il Canada a secco di medaglie d'oro quando ospita le Olimpiadi non lasciano tranquilli gli organizzatori.
L'inusuale situazione che vede la costa atlantica del Nord America sotto tormente di neve e la costa del Pacifico con un inopportuno clima mite ha lasciato Vancouver a corto di neve, teatro davvero particolare per una città che deve ospitare le Olimpiadi invernali.
Mentre la neve è abbondante a Whistler Mountain, a circa 125 chilometri di distanza, la situazione è di tutt'altro tenore a Cypress Mountain, sulla sponda settentrionale di Vancouver.

NEVE, PROTESTE E MALOCCHIO

Cypress Mountain, dove si terranno le gare di sci freestyle e di snowboard, è stata aperta ieri per la prima volta ai media ma, secondo quanto riferito da un giornalista Reuters, l'aspetto è quello di un sito in costruzione. Gli atleti sono comunque soddisfatti. "Il percorso è buono, la neve è interessante", ha detto il canadese Vincent Marquis. "E' una situazione intermedia, tra la neve reale e il fangoso. Ma ci siamo già allenati in passato per questo".

Gli organizzatori confidano anche che le manifestazioni di protesta, già previste per la cerimonia d'apertura e per il primo giorno di gara, non creino particolari disturbi alla competizione. I cittadini, infatti, hanno indetto queste manifestazioni perché ritengono che i soldi spesi per organizzare le Olimpiadi sarebbero potuti essere destinati a problemi sociali come la povertà e la situazione dei senzatetto. Anche centinaia di manifestanti contrari alla globalizzazione sono attesi per il giorno dell'inaugurazione.

Il terzo problema che in Canada sperano di risolvere riguarda la maledizione delle medaglie d'oro. Nelle due precedenti occasioni nelle quali il Canada ha ospitato le Olimpiadi - quelle estive a Montreal nel 1976 e quelle invernali a Calgary nel 1988 - gli atleti di casa non sono mai saliti sul gradino più alto del podio.

Continua...

20.1.10

Sociofenomenologia dello sci

Diciamocelo, sciare è una tortura.

Si parte la mattina prestissimo, digerendo un freddo abominevole e vestiti come degli omini gonfiabili, si percorrono chilometri su chilometri in autostrada dove l’unica cosa positiva è il paesaggio, sempre che lo si veda per assenza di nebbia.

E finchè si è in autostrada va tutto bene, perchè poi cominciano i tornanti e la colazione presa alle 6 di mattina comincia a farsi pesantemente sentire. Anche la testa non ne giova, vivendo un vuoto più grave rispetto al solito.

Poi finalmente si arriva, si saggia il freddo che è aumentato, si cerca parcheggio in una nuvola nera di petrolio e CO2, perchè tutti hanno avuto la stessa idea, cioè quella di usare una giornata di riposo in quel modo quantomeno curioso. Si va al noleggio, dove dopo una fila la cui unità utilità è quella di fornire il tempo per prepararsi psicologicamente a quelli zoccoli duri che sono gli scarponi da sci, finalmente gli omini montani e gentili ti servono. Si provano gli scarponi con la speranza che la tecnologia sia progredita sfornando qualche modello più leggero dei soliti 5 chili e un pò più comodo, e invece niente! Poi ti danno gli sci, quelle lamine ovviamente scomode da trasportare su cui ci si illude di rimanere in piedi in scioltezza in qualsiasi situazione.

Consegni il documento, paghi, ed esci, e ti accorgi che quegli scarponi orribili da 5 chili non sono neanche costruiti in modo da resistere sul ghiaccio. E’ come avere del burro sotto i piedi, non tengono e si rischia di cadere ad ogni passo, mentre ovviamente si tenta di tenere sollevati gli sci (ma perchè non ne inventano di pieghevoli?)

Poi arriva il meglio: quando ci si mette gli sci si realizza che rispetto all’ultima volta in cui si era provato a sciare (nel mio caso anche la prima) non solo non si è magicamente migliorati, ma addirittura è peggio! E allora conviene prepararsi alla tortura che durerà l’intero giorno (grazie al cielo il sole d’inverno tramonta prima).

Si comincia non con la pista baby, ma con quella lattanti, cioè per intenderci non quella blu, ma quella azzurra pastello, e sarebbe meglio il bianco sporco. Ogni minidosso è un pericolo difficile da arginare, come ogni centimetro quadrato di ghiaccio. Per giunta per risalire c’è lo skilift, quindi non solo si lotta contro le forze della natura per scendere ma anche per salire!

Però dopo una o due volte si scende con la sicurezza di arrivare vivi in fondo, e allora quasi ci si diverte. Al che puntualmente i simpatici amici dicono “ma dai grande, ci riesci, vieni su a 2000 e passa metri, poi li c’è un’altra pista azzurra, noi andiamo a fare un giro per altri 10 paesi qui intorno, tu intanto rimani li poi scendiamo insieme!” Al che la domanda ovvia è “ok, ma per tornare proprio qua sotto?” “Eh c’è la panoramica, è lunga, però è azzurra! E’ un pò stretta, però è azzurra!”

Dopo notevoli insistenze ti fai convincere, scopri che effettivamente li c’è una pista azzurra in cui si risale con un tappeto mobile che puntualmente inchioda perchè non si sa come ma qualcuno è caduto. Ti alleni intensamente provando a stare con gli sci dritti in ogni punto della curva -che dev’essere rotonda-, a frenare per bene cercando di sforzare le ginocchia il prima possibile.

Poi arriva il grande momento, quello della discesa per la panoramica. Panoramica perchè si può scegliere: a sinistra precipizio, a destra il bosco! E’ perfetto! Stretta significa che più che una pista è un corridoio, praticamente metti gli sci di traverso e occupi tutta la pista! Per giunta è tutto il giorno all’ombra, quindi è totalmente ghiacciata. Ovviamente, siccome serve per scendere dal punto più alto del comprensorio, c’è pieno di fenomeni che sfrecciano da tutte le parti, incuranti del burrone e dei tronchi. Secondo me si chiama panoramica perchè il paesaggio lo devi guardare e non toccare, che se lo tocchi tanti auguri. Questo biscione è lungo 5 chilometri, e ovviamente i punti più stretti sono anche in curva, più pendenti, più ghiacciati, e con un sacco di gente che rallenta e quindi si assembla li. Basta perdere il controllo un attimo e si fa uno strike da 200 punti!

Quindi è così: si va a spazzaneve di traverso, frenando per andare a non più dei 5 all’ora, senza mai curvare per non andare mai verso il precipizio, con le gambe che tremano dalla fatica, cercando di evitare le lastre peggiori e cercando di stare in piedi sempre per il succitato strike. Si arriva in fondo che non si è neanche grati di essere vivi, perchè non si sa se le gambe sono ancora li presenti all’appello, e si ringrazia che la giornata è quasi finita! Giusto in tempo per accorgersi che si è sudati e in macchina il freddo si farà sentire…

Però se per un attimo si sente il profumo dei pini e l’aria benevola si capisce che forse ne vale la pena.

E allora per non rischiare di dover saltare una vacanza in montagna con gli amici ci si impunta e si dice “no, io devo imparare”, e ci si prepara psicologicamente alla prossima tortura, sperando nell’aiuto di un maestro che questa volta era occupato con qualcun altro.

Continua...

2.10.09

L'Italia femminile in semifinale agli europei di volley!!!




Guardare le partite della nazionale di pallavolo femminile per lo sportivo che non ama patemi e sofferenze eccessive è un divertimento difficilmente eguagliabile nello sport azzurro di questi ultimi tempi.
Le ragazze di Barbolini scendono in campo con la consueta concentrazione, come se ogni partita fosse una finale, come se fosse una pratica da sbrigare in fretta, in modo incisivo, rapido ed efficace. Sembra che non abbia rivali reali questa nazionale, schiaccia ogni altra squadra con un controllo di gioco veramente impressionante, ha pochi cali che recupera in fretta anche grazie ai time out sempre tempestivi di Barbolini, che sembra fatto apposta per gestire questo gruppo.
Da un certo punto di vista quest'insieme di risultati non sorprende, le senatrici sono sempre loro, la Lo Bianco, la Aguero (che fa anche bene l'alzatrice, consentendo cambi "tattici" per alzare il muro senza troppi danni creati dall'assenza della Lo Bianco), la Gioli, una macchina d'attacco, la Cardullo, la Piccinini.
D'altro canto però confermarsi non è mai semplice, soprattutto in quest'epoca di confronti equilibrati, in cui prevale un livellamento dovuto ai metodi d'allenamento e alla preparazione delle partite che hanno assunto carattere "globale" grazie ai continui scambi fra allenatori di diverse nazioni. E' ancora più difficile farlo a distanza di anni, in un periodo nero per lo sport italiano (in particolare orribili le prestazioni ai mondiali di atletica, e sicuramente dai mondiali di ciclismo ci si aspettava di più), dominando contro qualsiasi squadra, compresa la Serbia. E così in questi europei polacchi capita anche di incontrare in semifinale la Germania, battuta nella fase preliminare 3 a 0.
Speriamo che le ragazze confermino le loro qualità tecniche, tattiche e mentali, per continuare a guardarle in scioltezza e divertimento!

Appuntamento a domani alle ore 17.
Continua...

3.8.09

Questi splendidi mondiali




Ieri sera si sono conclusi i mondiali di nuoto, strepitosi, fantastici, unici.
Oggi sono finalmente riuscita ad approdare in un internet point (a Trapani ce ne sono ben 4, che servizio inaspettato!), perchè a Roma non se ne sono visti. Quindi per non far invecchiare questo evento planetario, che si sa, vecchio è buono solo l'alcol, vi racconto un pò le cose che mi hanno colpito maggiormente in questi giorni. Vado un pò a memoria perchè recuperare informazioni in un luogo dove il tempo è realmente denaro non è cosa agevole, avrei voglia di raccontarvi tutto nei particolari, ma intanto procedo per sommi capi, come in un riassuntone omnicomprensivo; nei prossimi giorni (o al mio rientro, cosa più probabile) magari scriverò un diarietto, con foto ricordo allegate!
Innanzitutto sono rimasta assolutamente strabiliata dai nuotatori di fondo, capaci di nuotare ore e ore combattendo contro le correnti marine, che puntualmente li allontanano dalla meta. Grande Valerio Cleri al primo centro mondiale, dopo che nella 10 km aveva condotto per buona parte della gara arrivando alla fine quarto. Ha distaccato tutti, ha fatto in tempo ad esultare all'arrivo, veramente un dominio assoluto.
Poi ottima Federica Vitale, bronzo splendido sempre nella maratona dei 25 km, e Martina Grimaldi, la giovane bolognese, terza nella 10 km.
Mi ha colpito sicuramente la pallanuoto, questa volta in negativo, soprattutto a livello maschile, dove ho visto un settebello compatto e combattivo solo in due tempi contro la Serbia, squadra troppo impegnativa da affrontare agli ottavi, che poi infatti ha vinto il mondiale. Per le ragazze invece è legittimo qualche rimpianto in più dato che contro la Grecia fino a metà del terzo tempo eravamo davanti di due gol, Grecia che però a dire il vero è stata la rivelazione di questo mondiale (anche se c'è da dire che nei quarti di finale si è trovata davanti l'Australia, non certo una potenza). Ma della pallanuoto magari parlerò per bene in un secondo momento.

Il nuoto è stato lo sport che mi ha stupito maggiormente. Devo dire che dal vivo guardare la pallanuoto è stato bellissimo perchè sembrava di essere allo stadio, ma in uno stadio civile e non buzzurro, ma conoscendo questo sport non è stato niente di totalmente nuovo.
Invece non ho mai fatto nuoto, e il nuoto veloce per me è qualcosa di totalmente alieno, per cui solo l'ingresso dei giudici di gara con sottofondo del gladiatore è stato emozionante, da brividi.
Sono rimasta colpita dal legame dei nuotatori con l'acqua, dall'equilibrio perfettamente allenato tra scivolamento e trazione.
Se dovessi dire le cose che mi sono rimaste più impresse queste sono:
-l'oro di Paul Biedermann nei 400 stile, questo tedesco che ha battuto Phelps, e nello stesso momento è riuscito nell'impresa di battere il record di Ian Thorpe che resisteva da Fukuoka 2001, il tedesco infatti ha fermato il cronometro sul tempo di 3'40"07, precedendo di un solo centesimo il leggendario australiano. C'è da dire che non so se senza questo costume tecnologico (l'ho toccato, al tatto sembra della stessa natura del polistirolo, e quando gli atleti uscivano dall'acqua la cosa impressionante è che l'acqua rigolava dal costume, perfettamente impermeabile) sarebbe riuscito a battere questo record storico. Paul Biedermann si è poi ripetuto nei 200 stile, segnando un altro record del mondo.
-Federica Pellegrini, che dopo Phelps credo sia la nuotatrice che ha segnato più record del mondo (3, due nei 200 e uno nei 400, in cui è scesa per la prima volta sotto la soglia dei 4 minuti, e quindi anche questo è un record storico), e che ha infiammato tutto il foro italico. Ha veramente dominato le sue gare, anche quando le altre sembravano rientrare lei piazzava un'ultima vasca velocissima e riprendeva il suo vantaggio.
-Cesar Cielo Filho, il brasiliano più veloce nel mondo, che ha stabilito un record incredibile nei 100 stile (46"91, in realtà Bernard questa primavera aveva nuotato credo 46"83, ma il record non era stato omologato per via del costume), in una finale che ahimè non vedeva protagonista il nostro Magnini. Poi il brasiliano si è ripetuto nei 50 stile. Si è anche commosso sul podio, complice l'inno del Brasile che dura circa 6 minuti e non lascia scampo.
-Alessia Filippi, la vulcanica romana, oro nei 1500 stile e bronzo negli 800, l'altra italiana che ha vinto due medaglie, ha fatto due ottime gare, per un attimo negli 800 sembrava che potesse arrivare seconda, ma va bene così, gli 800 sono sicuramente una gara più combattuta, e anzi mi ha stupita il tracollo della Adlington, quarta e distante dal podio.
-Federico Colbertaldo, l'unico uomo quasi in grado di salire sul podio, quarto sia negli 800 che nei 1500, distanza nella quale per due vasche era parso in grado di arrivare terzo, poi risuperato dal cinese. Ogni volta mi chiedo come faccia a nuotare quelle distanze, è incredibile vedere gli altri (in testa il tunisino Mellouli, che grande, ha vinto 800 e 1500 ed è arrivato sul podio nei 400) che hanno una bracciata lunga, che cercano l'allungo con la schiena per diminuire la frequenza, e lui che invece è tutto schiuma, fa un numero di bracciate da 200 metri e non distende neanche le braccia. Sorprendente!

...Finora ho parlato solo dello stile libero, sarà ora di parlare degli altri stili.
Francamente sono rimasta sorpresa dal livello astronomico dei misti, in cui il grande Lazlo Cseh non è riuscito a vincere nè nei 200 nè nei 400. Misti dominati dall'americano Ryan Lochte (che coi capelli asciutti e gli occhiali da nerd è veramente il migliore! ...Vi farò vedere le foto...), una delle rivelazioni di questo mondiale per la sicurezza mostrata. Lui era già stato capace di diversi podi, ma in questo mondiale s'è veramente superato.
E poi meriterebbe un capitolo a parte la finale dei 100 farfalla, in cui il serbo Cavic si è dovuto inchinare a Michael Phelps e al suo record del mondo, Phelps che per la prima volta ho visto rabbioso, e che ha mostrato il suo costume olimpico, cioè il costume speedo costituito in gran parte da tessuto, non come i nuovi tutti in poliuretano. Questa è stata la finale più assurda, quella più inaspettata, quella del cannibale.
L'altra finale assurda è stata quella dei 200 rana, in cui l'americana Soni ha buttato via ogni chance segnando un primo passaggio troppo veloce ed esaurendo le energie.

Poi mi ha stupito l'incredibile quantità di record del mondo, 43. Sono stata nello stadio 3 giorni, e in due di questi non c'era semifinale o finale in cui i record rimanessero intatti! Dopo un pò sembrava quasi normale, il che è un peccato, perchè invece sono imprese degne di nota. Per fortuna come sottolineava Colbertaldo è rimasto tale il record di Grant Hackett, grande fondista australiano.
A livello di nazioni sicuramente assurdo il dominio degli Stati Uniti anche in un'edizione in cui sono apparsi sottotono, Phelps è sembrato "non all'altezza" e nonostante ciò ha vinto 5 ori e un argento. L'Australia invece non all'altezza delle aspettative e Germania (insieme all'Italia) rivelazione.
Se dovessi scegliere i tre migliori del mondiale sarebbero Phelps, la Pellegrini e Cielo Filho...

E poi se posso dire la RAI è stata la rivelazione di questi mondiali. Credo che abbiano fatto un ottimo lavoro, tutte quelle ore di diretta sono servite anche per parlare di tutto il lavoro che sta dietro le gare, dell'allenamento, delle aspettative, del dietro le quinte...Veramente fantastico. Secondo me in molti grazie alle telecronache si sono appassionati, e questo secondo me è un gran risultato. Ho avuto modo di ringraziare Luca Sacchi (commentatore tecnico del nuoto), e ringrazio anche tutti gli altri. In particolare da ex pallanuotista non posso che esser felice della competenza di Failla e Postiglione, e della loro pasisone, che ha permesso un'analisi abbastanza approfondita sulla situazione di questo sport, in un momento in cui c'era il rischio di imputare tutte le colpe agli allenatori.

Ecco, ho scritto anche troppo, spero di potervi raccontare qualche particolarein più, soprattutto per quanto riguarda la pallanuoto, e anche per quanto ho vissuto là dal vivo, perchè ogni giorno passato ai fori romani ha avuto tanti suoi perchè!
Continua...

25.7.09

Vacanze!

isola-e-mare


Buongiorno a tutti!!

Oggi cominceranno le mie vacanze!!!
Quindi questo è un piccolizzimo zalutino, aggiornerò forse il blog per raccontarvi i mondiali di nuoto, se posso.
Nel frattempo, intanto che noi siamo qui a cazzeggiare o traslocare o cazzeggiare, Tania Cagnotto e Francesca Dallapè hanno vinto un argento storico nel trampolino da 3 metri sincronizzato. Hanno fatto un garone, anche se si temeva per l'ultimo tuffo, doppio e mezzo indietro, ostico per la Dallapè, che invece ha fruttato ben 78 punti! E così siamo finite sul podio, col primo argento mondiale nel sincro, e il primo argento femminile, a meno di 20 punti dalla Cina. Un successone!!!

Vi saluto, vado a fare la valigia!!!! (sono sempre di corsa, non ce la posso fare...)

Continua...

21.7.09

Seeeeeee!!!!!!

tania cagnotto



Io sono una viscerale. Quando guardo (quasi) tutti gli sport parlo con la tv, esulto, mi incazzo quasi come fanno gli appassionati di calcio al bar. (Sottraendo le vagonate di invettive e le tonnellate di turpiloqui) ...E poi se succede qualcosa di bello a qualche atleta, se qualcuno fa un'impresa, mi emoziono, e poi esulto un bel pò!
Oggi mi è toccata una sofferenza assurda, il mio cuore è stato definitivamente collaudato, regge le grandi tensioni. Mamma mia non vedevo l'ora che finisse questa gara...
L'importante è che la grande Tania Cagnotto è sul podio!! Finalmente una medaglia!! E che medaglia!!!
Poi vi scriverò tutto per bene, ci tengo a raccontarvi minuziosamente questa gara e questi mondiali, ma intanto esulto scompostamente anche con queste parole messe a casaccio!!!


Continua...

18.7.09

Finalmente i mondiali di nuoto!

fratelli marconi


Sono cominciati ieri i mondiali di nuoto nell'eterna Roma. Ambiente suggestivo e decisamente regale per questa rassegna planetaria da vivere nell'anno post-olimpico.

Purtroppo la celeberrima italianità ha fatto la sua parte: 400 milioni di euro stanziati per la costruzione di tre nuovi impianti (di cui uno fantastico progettato da Calatrava e uno da ricavare nell'impianto tennistico con un tetto mobile da aprire in caso di maltempo come quello di Wimbledon) e la ristrutturazione del Foro Italico, col risultato finale di un assemblamento delle gare al Foro Italico un pò risistemato e la parziale costruzione dell'impianto nell'ex campo da tennis per il nuoto sincronizzato.

Le piscine del foro italico dimostrano tutta la loro età, col piano attorno alla vasca in cemento rialzato di 50 cm rispetto al "pelo" dell'acqua e le canaline di scolo delimitate dalla piastrellatura arrotondata, fondamentali per aggrapparsi quando si è in piscina tanto per rilassarsi. Le costruzioni in cemento che portano ai trampolini non sono neanche ripitturate e di fianco alle docce dei tuffatori ci sono decine di metri di cavi coperti solo oggi da una grata, ieri perfettamente visibili.

Ma parliamo di sport, che forse è meglio.

I primi a lanciarsi -è proprio il caso di dirlo- in quest'avventura sono stati i tuffatori, che ieri hanno esordito con le qualificazioni per il trampolino da un metro. I nostri due atleti, Nicola Marconi e Cristopher Sacchin, ancora acciacciati dopo l'infortunio al polso del primo e lo strappo al quadricipite del ginocchio per il secondo, sono arrivati rispettivamente 13° e 17°, risultato molto inferiore alle aspettative, che li volevano almeno in finale. Sono comunque giustificati (soprattutto Sacchin) dal loro "incerottamento".

Si è poi proseguito con la piattaforma donne, dove neanche Noemi Batki e Valentina Marocchi sono riuscite ad approdare alla finale. Rimpianti soprattutto per la Batki, ragazza tecnica e dotata di un ottimo fisico, ma che ancora non ha mostrato il suo potenziale. Prima giornata quindi da dimenticare. Per la cronaca, trampolino da un metro vinto dalla Cina e piattaforma dei 10 metri vinta a sorpresa dalla messicana Espinosa, in finale per il rotto della cuffia con l'ultimo piazzamento utile.

Stamattina dovevano iniziare le gare di nuoto in acque libere a Ostia, ma una mareggiata notturna ha distrutto il pontile di partenza e il mare anche oggi non era "navigabile". Quindi competizioni rimandate di due giorni, il tempo per far calmare il mare e ricostruire il necessario.

Oggi hanno cominciato le ragazze del sincro, con l'esercizio preliminare del tecnico a squadre, in cui l'Italia si è piazzata sesta.

C'era poi grande attesa per il sincro da 3 metri maschile, in cui i carichissimi fratelli Marconi (simpaticamente soprannominati dal telecronista Bizzotto Premiata Tufferia Marconi) si aspettavano di disputare una buona qualifica per accedere poi alla finale. Questo è effettivamente avvenuto, già da stamattina la sensazione era di una finale di altissimo livello, nonostante l'anno post-olimpico solitamente caratterizzato da ritmi meno incalzanti.

E così è stato, veramente pochissimi tuffi sbagliati, molti punteggi attorno ai 90 punti, risultato incerto fino all'ultimo tuffo anche per i cinesi. O forse no, avrebbero dovuto sbagliare clamorosamente per non vincere l'oro, diciamo che il risultato incerto era dal secondo posto in giù. Secondo posto guadagnato dagli statunitensi.

Parliamo della gara dei due fratelli romani: è stata ottima, egregia, superlativa, non so veramente come definirla, già dopo i due tuffi obbligatori erano sopra i 100 punti, sono rimasti tutta la gara con la tensione e la concentrazione giusta per dimostrare il meglio in ogni tuffo. Il fatto è che ci sono riusciti, il podio sembrava cosa fatta, ma...Ma i canadesi (tra cui il grande Despatie) hanno rimontato col quinto tuffo, portandosi a soli 50 centesimi di punto dagli azzurri, e sorpassandoli con l'ultimo di soli 9 centesimi. Inutile dire che è una bazzeccola, mi è venuto subito in mente l'argento di Josefa Idem alle olimpiadi per un solo millesimo. Inutile dire che come ha detto Tommaso (il più giovane dei due) "brucia". Brucia perchè era l'occasione della vita, perchè il festeggiamento sarebbe stato fantastico, perchè mai nessun italiano nel sincro era arrivato al podio in un mondiale. A dir la verità mai nessun italiano era arrivato quarto a un mondiale, ma non è il risultato che tutti dopo quel quinto tuffo degli azzurri spettacolare da 88 punti si aspettavano. Eravamo tutti pronti a festeggiare un'emozione nuova, non abbiamo potuto cominciare a farlo per 9 centesimi su più di 400 punti.

So che a loro non basta, ma veramente meritano tutti i nostri complimenti per il coniglio che hanno saputo estrarre dal cilindro, per la finale magica che ci hanno regalato con anni e anni di lavoro fisico e mentale. Grazie!

...E tra pochissimo cerimonia d'apertura, non vedo l'ora! Sono già vestita d'azzurro.
Continua...

26.5.09

Il numero 3



E' da molto che non scrivo di sport.

Avrei voluto parlare dell'ultimo record della Pellegrini, dell'impresa di Tania Cagnotto agli europei di tuffi, avevo già in mente titolo e schema del post, ma la pigrizia e le tante cose da fare nella vita reale mi hanno impedito di mettermi alla tastiera a buttar giù qualcosa.

Però stamattina sono andata al bar a fare colazione -come ormai da tradizione il giorno dopo un esame se non ho tirocinio- , e ho letto qualche giornale.

Ho letto che Paolo Maldini disputerà la sua ultima partita a Firenze, dove sembra lo accoglieranno con alcuni striscioni per lui, dove forse riuscirà a fare il giro d'onore, dato che i buzzurri milanisti non gliel'hanno permesso.

La mia passione per il calcio non l'ho mai raccontata, ma è iniziata a tre anni e qualcosa, quando ho visto in tv una squadra di calcio, c'era uno nero con le treccine, uno quasi nero con i ricciolini ma i capelli più corti, uno che stava cominciando a perdere i capelli magrolino in difesa e uno che era giovane, sempre in difesa, col numero 3. Ho chiesto a mio papà chi fossero e come funzionava, e mi ha detto che erano Gullit, Rijkard, Baresi e Maldini, e che giocavano in una squadra che si chiamava Milan. Ho deciso che avrei tifato per quella squadra. E ho cominciato a litigare coi miei amichetti dell'asilo che dicevano di tifare juve. (Perchè ce l'avevano con me che tifavo milan l'ho capito anni dopo).

Poi è successo che nel '94 ero coi miei in Francia, ho saputo che l'Italia era in finale nei mondiali contro il Brasile, e siccome avevo già visto in tv la finale dei mondiali di pallavolo volevo vedere anche quella di calcio. Mio papà non era per niente appassionato, ma mi ha portato in un bar a vedere la partita. Eravamo nel centro della Francia, ma se dovessi immaginare un "peggiore bar di Caracas" sarebbe esattamente come quello, coi tavoli da biliardo sgualciti, bicchieri rotti sopra, odore di alcol, nebbia da fumo e gente ubriaca che urla. Per la gioia di mio papà.

Lì in quella partita giocava Maldini. Mio papà mi ha spiegato che era giovane ma era molto bravo, effettivamente tutti lo consideravano già un'entità degna di grande rispetto, IL numero 3. Ho pensato che essere giovani e giocare in nazionale per il proprio paese era una cosa magnifica e grandiosa. L'Italia ha perso, e mi ricordo che mi è partita una lacrima quando ho visto Maldini a capo chino e Baresi piangere abbracciato a Sacchi.

Quando i miei amici delle elementari attaccavano bottone con la storia delle squadre rivali io se ero stufa di discutere dicevo "si ma lì gioca Maldini", e la piccola e inutile querelle si fermava lì, perchè nessuno osava ribattere.

Il primo album di figurine Panini me l'ha regalato mio nonno, con qualche busta annessa, io ne ho comprate delle altre, volevo la figurina di Maldini, questo campione che faceva quei numeri in difesa, che correva per tutto il campo avanti e indietro sulla sua fascia, che era sempre concentrato ed era pure bello!! La stessa mattina -era giovedì, e a Mantova c'era il mercato- mio nonno mi ha regalato la maglietta di Maldini, col numero 3 dietro, ce l'ho ancora. Mi ero informata per prenderla originale, ma costava troppo e poi non aveva dietro il numero, ma io volevo proprio la sua, non una maglietta del milan a caso, io volevo quella col numero 3.

Insomma, se mi sono appassionata al calcio è stato anche grazie a questo campione silenzioso, schivo, uno dei pochi di cui non si sa molto della sua vita privata, uno di quelli che non fa dell'eccesso la sua ragione di vita. Uno misurato, che quando esulta per uno dei pochi gol che può fare essendo terzino lo fa per la sua squadra, non con quelle mossettine odiose autocelebrative. Uno che onora la sua professione, che sembra conscio del fatto che è fortunato a poter fare quel lavoro e quella vita, uno che sembra conoscere il significato della parola responsabilità.

Ho smesso di appassionarmi al calcio già prima di calciopoli, quando tutto il resto aveva preso il sopravvento, quando Maldini era diventato una delle poche eccezioni, quando i numeri delle maglie non contavano più niente, quando le società hanno cambiato troppe regole, quando si cominciava a discutere con tutto e con tutti per dei fuorigioco del cavolo, quando i giocatori sono diventati merce preziosa da scambiare a suon di miliardi, come io del resto facevo con tanta passione e ingenuità con le figurine.

Ma Maldini -nonostante la società in cui gioca che al momento non mi piace per niente- per me è e rimarrà un esempio, un uomo da cui imparare, e devo dire che sono anche un pò commossa al pensiero che non lo vedrò più in campo (anche se ultimamente praticamente non guardo mai le partite), al pensiero di non sentir più dire "Maldini" dai commentatori/giornalisti.

Che dire, forse le eccezioni che confermano la regola esistono. E magari hanno il numero 3.
Continua...