10.6.07

Pallanuoto

Dunque la pallanuoto è il secondo sport, scelta obbligata perchè avendo giocato sette anni la conosco abbastanza bene...

Come mascotte c'è Beibei il pesce perchè è uno sport acquatico, avrei proposto una chimera con huanhuan dato che è uno sport di squadra, ma probabilmente hanno pensato che la fiamma in acqua non avrebbe potuto fare grandi cose! Purtroppo non ci sono cartoni animati avvincenti come Holly e Benji, ma se saranno trasmessi sarò la prima spettatrice!
La pallanuoto (soprattutto in certi ruoli) è un pò una lotta per la sopravvivenza, quasi greco-romana, a volte purtroppo sleale, in altri è velocità, agilità, si cerca di "volare sull'acqua".
E' uno sport di contatto quasi estremo, per certi versi il "rugby bagnato". Ma non è solo questo, è anche tanta tecnica per tirare in modo efficace, ci sono tanti schemi (anche se in tv non sembra), ed è una fatica quasi colossale, in confronto il calcetto mi sembra una passeggiata (la differenza è soprattutto nella partita piuttosto che in allenamento).
I miei miti sono Cristiana Conti (portiere), Giusy Malato (centroboa), Calcaterra (centroboa) e infine Tania Di Mario, maestosa ala destra , peserà 50 chili ma è una potenza della natura!
La pallanuoto è stata inventata alla fine dell'800 in Inghilterra (tanto per cambiare). Ha fatto la sua prima comparsa alle olimpiadi del 1900 di Parigi, edizione in cui si imposero proprio gli inglesi. La nazionale che vanta il maggior numero di titoli olimpici è quella ungherese con 8 successi. Si narra che fu drammatica la partecipazione degli ungheresi alle olimpiadi del '56 a Melbourne: in semifinale dovettero affrontare la nazionale dell'URSS, il cui esercito circa tre settimane prima aveva invaso il paese magiaro. L'Ungheria vinse 4 a 0, ma l'incontro fu così violento che i giornalisti all'epoca riferirono che l'acqua della piscina si macchiò del sangue dei giocatori.
Anche la nazionale italiana maschile (il superlativo settebello) vanta un'ottima tradizione in campo olimpico avendo vinto l'oro a Londra '48, Roma '60 e Barcellona '92. Il setterosa invece, come tutte le nazionali femminili, ha potuto giocare dal 2000, a Sydney, e ha vinto la medaglia d'oro ad Atene 2004. Ultimamente è più brillante di quella maschile, ma ci sono ottimi presupposti per far bene a Pechino! (Ungheria permettendo).

1 comment:

Luca Tittoni said...

Ciao Sara, sei un'enciclopedia sportiva! Complimenti. Sai che la Conti è del mio paese? Cioè non è di Castel Gandolfo... è di Genzano di Roma, ma qui ogni paese è praticamente attaccatto all'altro quindi risulta um mega comprensorio di 15 paesi. C'è una sua locandina in quasi tutte le palestre e centri di fisioterapia della zona. Ciaooooo