31.8.12

Cecilia Camellini ORO, Oxana Corso ARGENTO e Federico Morlacchi BRONZO le medaglie di questi primi due giorni paralimpici!



Cecilia Camellini Oro e record del mondo nei 100 stile libero S11!
Stamattina dopo le batterie che l'avevano vista qualificarsi per la finale, aveva dichiarato di essersi risparmiata per poter dare tutto questa sera: Cecilia Camellini, doppio Argento alle Olimpiadi di Pechino nei 100 stile libero e nei 50 stile libero nella categoria S11, è stata di parola e ha conquistato la medaglia d'Oro nella finale dei 100 stile libero.
Una finale vissuta tutta in testa dimostrando una evidente superiorità sulle avversarie, cinese Li Guizhi compresa; nonostante un paio di sbandate nella vasca di ritorno, la ventenne emiliana ha sgretolato il primato del mondo che già le apparteneva abbassandolo di più di un secondo e portandolo a 1'07"29, tempo che la ha lasciata incredula nelle interviste del dopo gara e per il quale ha ringraziato lo splendido pubblico dell'Aquatics Centre.
Cecilia Camellini ha preceduto di 2"54 la neozelandese Mary Fisher mentre la cinese Li Guizhi che ha cercato inizialmente di tenere il ritmo dell'azzurra ha dovuto accontentarsi della medaglia di Bronzo a 2"96 dall'azzurra. Distacchi abissali.



Oxana Corso argento nei 200 metri T35!
Campionessa d'Europa in carica nei 100 e nei 200 metri, Oxana, romana d'adozione, non ha deluso le aspettative. Pur partendo dalla nona corsia, sfavorevole in termini di visibilità delle avversarie, si è fatta largo a colpi di falcate. Migliorando, con il tempo di 33.68 il suo migliore personale e facendo segnare il record europeo ha chiuso al secondo posto arrendendosi solo all'eccezionale cinese Liu che in 32.72 ha avvicinato il record del mondo che le appartiene con 32.27.



Federico Morlacchi bronzo nei 100 m farfalla T9!
Porta la firma di Federico Morlacchi la prima medaglia dell'Italia ai XIV Giochi Paralimpici Estivi di Londra 2012. Il nuotatore lombardo ha conquistato la medaglia di Bronzo nei 100 farfalla di categoria S9 grazie al tempo di 1:00.77. L'oro è andato all'ungherese Sors (59.54), l'argento all'australiano Cowdrey (59.91). Si conclude, pertanto, con il primo podio della spedizione azzurra a questi Giochi la giornata di gare di nuoto all'Aquatics Centre. 
Nelle altre finali di giornata all'Aquatics Center,  Emanuela Romano nella finale dei 100 dorso femminile di categoria S6 porta a casa il settimo posto con il tempo di 1:33.90. Oro alla cinese Lu, Argento e Bronzo, rispettivamente, alla britannica Kindred ed all'olandese De Koning-Peper.
Ottavo tempo, invece, per Fabrizio Sottile, impegnato nei 400 stile libero S12. Il lombardo ha nuotato in 4:36.74, 2 secondi in meno rispetto alle batterie di questa mattina ma un tempo non sufficiente per portare a casa una medaglia. La gara è stata vinta dal russo Punko, che ha preceduto lo spagnolo Floriano e l'ucraino Klippert.


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30.8.12

Sono iniziate le Paralimpiadi!

Da ilpost.it

Ieri sera la Regina Elisabetta II ha inaugurato ufficialmente l’inizio della quindicesima edizione delle Paralimpiadi, a Londra. All’Olympic Stadium di Stradford, est di Londra, circa ottantamila spettatori hanno assistito a Enlightement, lo spettacolo diretto dai coreografi britannici Jenny Sealey e Hemmings Bradley. Margaret Maughan, la prima atleta britannica ad aver vinto una medaglia d’oro alle Paralimpiadi (Roma 1960, tiro con l’arco) è stata l’ultimo tedoforo a portare la fiamma olimpica (sono stati 580 in totale) e ha acceso il braciere olimpico, simbolo dell’inizio dei Giochi. Il braciere, composto da 166 petali come le nazioni partecipanti, è stato progettato, come quello per le Olimpiadi, dal designer inglese Thomas Heatherwick.
Prima che la Regina Elisabetta dichiarasse l’inizio ufficiale dei giochi, otto atleti della Gran Bretagna del basket in sedia a rotelle hanno portato la bandiera della nazione ospitante, innalzata poi dagli ufficiali delle forze armate. Sei, tra atleti ed ex atleti paralimpici, hanno fatto l’ingresso allo stadio su delle sedie a rotelle d’oro e subito dopo David Rawlins, ex militare che ha combattuto in Afghanistan oggi disabile, ha fatto un giro sopra lo stadio alla guida di un aereo. Poi un ombrello gigante si è trasformato in una palla di fuoco come simbolo del big bang, dando inizio alle coreografie. E tanti piccoli funghi di color argento hanno iniziato a saltellare, a simboleggiare il bosone di Higgs.
I due direttori creativi hanno incentrato lo spettacolo sul tema dell’Illuminismo, collegandolo a due diversi concetti: la speranza di abbattere i pregiudizi verso i disabili e il ricordo del diciottesimo secolo come epoca di grandi scoperte scientifiche. Due temi che sono stati raccontati e narrati da Stephen Hawking, tra i più importanti matematici e fisici del mondo, affetto da sclerosi laterale amiotrofica (SLA).
Inoltre, durante lo spettacolo, il racconto di Hawking ha avuto anche il ruolo di guida per Miranda, il personaggio del dramma La tempesta di William Shakespeare messo in scena nella cerimonia, e per Prospero, altro protagonista del dramma, interpretato dall’attore britannico Ian McKellen. Il tema de La tempesta è comparso in tutte le cerimonie di Londra 2012 come simbolo di «temperanza e moderazione». È stata una cerimonia «sia spettacolare, che profondamente umana», hanno detto gli organizzatori. «Guardate verso le stelle e non ai vostri piedi, siate curiosi», ha concluso Stephen Hawking.


Nell’edizione delle Paralimpiadi di Pechino 2008 la nazione che ha vinto più medaglie è stata la Cina (211 in totale e 89 d’oro). Da oggi iniziano le gare e si andrà avanti fino al nove settembre: ci saranno in programma il basket in carrozzina, il tiro con l’arco, il nuoto e il ciclismo su pista. Già nella prima giornata ci saranno delle finali, tra cui quindici nel nuoto. Altre medaglie saranno assegnate nel ciclismo su pista, nell’equitazione, nel judo, nel tiro a bersaglio.

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27.8.12

Il Medagliere finale e gli equilibri geopolitici



Grazie al mitico e impegnativo lavoro di Ale Bosk dedicato a Pinguino Sportivo possiamo fare qualche considerazione sull'impatto globale degli ori olimpici organizzati per continente. Vi consiglio di espandere la foto cliccandoci sopra, ne vale la pena!
Si sa che il computo totale degli ori è importante soprattutto per alcune nazioni che devono affermare attraverso i giochi la loro "potenza" sportiva e non solo. Del resto lo sport ad alti livelli non è solo fatto da atleti che hanno talento, ma richiede grande organizzazione, pianificazione serrata e lavoro di team molto preciso e competente. Tutte cose che alla gran parte delle nostre federazioni risultano oscure o sconosciute.
Da quando la Cina ha scelto di ospitare i Giochi Olimpici la sua ascesa nel medagliere è stata costante, fino all'apice di Pechino. Ora si sapeva (l'aveva previsto anche Sport Illustrated) che gli Stati Uniti l'avrebbero battuta, ma fino al penultimo giorno è stata una gara "punto a punto", veramente tirata. Del resto per la Cina l'atleta è propaganda di regime, i suoi successi sono i successi dello stato, l'investimento nello sport deriva sia dal fatto che è una nazione emergente, sia da questa necessità di ottenere pieno riconoscimento di "potenza globale". Per questo gli atleti più meritevoli vengono spesso sottratti alle famiglie, che non li possono più contattare se non telefonicamente ogni tanto, vengono fatti allenare con metodi molto duri da quando sono piccoli (ad esempio bambini di 4 anni piangenti che devono rimanere quanto più possono appesi alle sbarre per gli allenamenti nell'accademia di ginnastica artistica), e devono ottenere sempre il massimo. Delle macchine da risultato praticamente. Aggiungiamo che contare su 1,5 miliardi di popolazione aiuta, basta guardare le statistiche con la proporzione medaglie/100 milioni di abitanti: la Cina ne ha appena 6,6, l'Europa 51.
Altra potenza globale che sicuramente tiene anche al risultato sportivo sono gli Stati Uniti, che tengono a mantenere la tradizione del primo posto nel medagliere. Da quando si è fatta sotto la Cina poi, hanno tutto l'interesse a rimanerle davanti. Almeno nello sport, dato che la Cina detiene 480 miliardi di dollari di titoli di stato USA.
Del resto negli Stati Uniti c'è una cultura sportiva molto radicata, i college privati solitamente costosissimi offrono delle borse di studio agli atleti più talentuosi praticamente in tutte le discipline, con le punte di diamante degli sport USA per eccellenza: basket, baseball, football. Negli Stati Uniti si va dalla partita domenicale vissuta come spettacolo familiare post-barbecue da effettuare rigorosamente nel parcheggio dello stadio, al beach volley, all'atletica passando per il nuoto (ricordo che Phelps si è ritirato dopo aver vinto quasi tutto il vincibile anche in queste olimpiadi). Insomma ce n'è per tutti i gusti.
Il percorso dell'atleta è graduale, il passaggio al professionismo è ammortizzato appunto dal college, che fa crescere lo sportivo e lo porta ad ottimi livelli consentendogli di praticare sport senza spese e frequentando l'università.
In Italia molti degli atleti medagliati fanno parte dei gruppi militari, che dànno loro uno stipendio, ma che non aiutano nel percorso da dilettante a professionista, e soprattutto indeboliscono le squadre sportive, "privandole" dei migliori talenti. Del resto se abbiamo federazioni che spendono milioni di euro, con un esubero di dirigenti e dipendenti enorme, con sedi sproporzionate ai reali bisogni incapaci di sovvenzionare a sufficienza le squadre sportive non ci possiamo lamentare più di tanto.
Ecco, siamo passati per l'Italia per arrivare a parlare di Europa. E' di queste ore la notizia che la Merkel vuole ridisegnare le regole politiche ed economiche della UE, che si avvierebbe a diventare un grande stato federale. Proviamo quindi a considerare le medaglie europee come appartenenti a un unico grande stato: 108 ori complessivi, sarebbe sicuramente prima nel medagliere (forte dei 29 ori inglesi, credo che nessuno si sarebbe aspettato questa ascesa britannica). Sicuramente l'Inghilterra e l'Europa in generale sono i luoghi in cui è stato inventato lo sport moderno, la cultura sportiva è variegata all'interno dei diversi stati europei, ad esempio possiamo pensare a come vivono lo sport i francesi, gli spagnoli, noi stessi, o gli olandesi (uno degli sport nazionali è il pattinaggio su ghiaccio velocità, tanto per fare un esempio), ma il fil rouge è la densità delle persone che praticano sport da bambini semplicemente perchè è considerato "normale" farlo. Sicuramente -crisi a parte- l'economia europea ha sempre consentito una pratica diffusa dello sport.
Il Centro-sud america può contare sui suoi 20 ori. Sicuramente cresceranno, dato che le prossime olimpiadi a Rio daranno modo al Brasile di crescere sotto ogni punto di vista (Sportivo, s'intende). 
Vorrei parlare anche dell'Africa: 11 ori, di cui 3 etiopi, fanalino di coda insieme all'Oceania con 13 ori. Questo è un esempio che forse confuta la teoria secondo cui dal PIL si possono prevedere le medaglie olimpiche. Nel caso dell'Etiopia ad esempio 3 ori sono molto più rispetto a quanto ci si aspetterebbe, e dall'altro lato il PIL australiano è decisamente più alto di quello "necessario" per arrivare a 6 ori. 
Diciamo che per noi che abbiamo una informazione così "europacentrica", sembra che i mass media non vadano oltre le colonne d'Ercole, forse sarà possibile accorgerci dell'Africa solo quando vinceranno più medaglie olimpiche, quando avranno un peso anche nello sport. Speriamo che accada presto ovviamente, anche se attualmente i disegni politici riguardano l'Africa solo marginalmente, come sempre. Durante le Olimpiadi sono scappati atleti africani dalle loro delegazioni, semplicemente per ottenere il passaporto britannico, per potersi allenare, avendo i mezzi e la pace necessaria a garantire una preparazione. E probabilmente anche i mezzi economici per sopravvivere ed evitare la fame una volta finita la carriera agonistica.

Quindi, concludendo, da questo computo totale degli ori emerge che le Olimpiadi sono lo specchio di quel che accade nel mondo oggi: l'Europa e gli Stati Uniti dominano la scena mondiale, la Cina appare in rincorsa date le sue enormi potenzialità e il loro sfruttamento diciamo sistematico, l'Oceania è alla periferia, il Sud America ha ancora molta strada da fare (ma ha dalla sua la ripresa dopo la crisi economica dell'Argentina che aveva trascinato nel baratro altri stati e l'assegnazione dei giochi del 2016 a Rio), e l'Africa fanalino di coda, vera culla antica dell'umanità ma adesso veramente mai considerata, poco aiutata e in perenne stato d'emergenza.

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20.8.12

Le Olimpiadi degli sport di squadra


 Dopo aver analizzato gli sport individuali veniamo agli sport di squadra:
- Pallanuoto: Settebello da incorniciare, splendido argento dietro la Croazia del maestro Ratko Rudic che è parsa imbattibile. I nostri in finale hanno tenuto nel primo tempo partendo in vantaggio con un parziale di 2 a 0 e poi resistendo per qualche minuto alla rimonta croata. Poi gli avversari sono saliti in cattedra, erano più solidi sia in difesa che in attacco e hanno piazzato due break. Noi non siamo più stati capaci di sfruttare l'uomo in più, molte nostre azioni si sono concluse senza tiri ambiziosi allo scadere del tempo concesso, e il successo croato è stato inevitabile. Ottimo lavoro di Sandro Campagna chiamato alla ricostruzione del movimento dopo il fallimento della giovane squadra italiana ai Mondiali di Roma 2009: ha preservato e lavorato sui giovani migliori affiancando grandi esperti (v. Felugo e Tempesti), veri fari di questa nazionale.
Setterosa assolutamente insufficiente, settima davanti solo alla Gran Bretagna, qualificata in quanto paese ospitante. Mai in grado di battere nessuna avversaria, unico scatto d'orgolio contro gli Stati Uniti nei quarti, comunque troppo forti per noi, poi sono diventate campionesse olimpiche. Francamente fatico a capire questa involuzione dopo l'oro europeo, penso che si sia trattato di un "torneo no" da valutare al di là del reale stato di salute del movimento e del lavoro di Fabio Conti.



- Pallavolo: che bello vedere i ragazzi sul terzo gradino del podio con la maglia numero 16 di Bovolenta, sicuramente un'immagine icona di queste olimpiadi. I ragazzi hanno disputato un torneo al massimo delle loro potenzialità, battendo nei quarti di finale gli Stati Uniti, cosa che nessuno si sarebbe aspettato. Contro il Brasile non hanno potuto nulla, e nella finalina per il bronzo si sono riscattati vincendo contro la Bulgaria che li aveva battuti nel girone 3 a 0. 
Le ragazze anche in questo caso hanno deluso le aspettative, si sono fermate ai quarti di finale come ad Atene e a Pechino, rimane la maledizione olimpica per loro. Secondo me è necessario un cambio generazionale dato che abbiamo una delle squadre più anziane, è ora di dare spazio alle giovani sostenendo il loro percorso ai vertici.

- Beach volley: buoni risultati per questo movimento sportivo in crescita compatibilmente con le scelte federali di portare solo una coppia maschile e una femminile. Cicolari-Menegatti e Nicolai-Lupo si fermano ai quarti, era francamente impossibile sperare di meglio. 


- Calcio: non pervenuto. Non che durante le olimpiadi io senta particolare necessità di parlare di calcio, quindi è stata un'assenza per me indolore, ma con tutto il carrozzone mediatico e i soldi che muove il calcio il Italia una qualificazione under 21 era quanto meno augurabile. Anche qui c'è un problema di fondo: non si lavora sul passaggio dei giocatori dai vivai alle prime squadre, col risultato che i grandi club si affidano a stranieri già "pronti" e si indebolisce il nostro movimento.

- Pallamano: peggio che andar di notte. Come sempre, non si sono qualificate le nostre squadre in questo sport veramente emozionante. Pare che la federazione per prima non abbia neanche capito le potenzialità di questo sport relegato ai margini. Adesso partirà un progetto federale per cui le ragazze giovani della nazionale formeranno una squadra che gareggerà nel campionato nazionale, in modo da far crescere l'intera nazionale e raggiungere la qualificazione olimpica.

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Il Medagliere finale - bilancio olimpico degli sport individuali


E' ora di tirare le somme per la nostra spedizione olimpica. Abbiamo chiuso ottavi con 28 medaglie (8 ori, 9 argenti e 11 bronzi), quindi con una medaglia di bronzo in più rispetto a Pechino, la domanda è: possiamo ritenerci soddisfatti di questi risultati? Risposta: si e no.
Sì perchè obiettivamente le caute premesse di Petrucci che si augurava 25 medaglie e il decimo posto nel medagliere non lasciavano molti spazi per l'ottimismo, sì perchè nonostante tutti i tagli allo sport e una programmazione olimpica non ottimale comunque le medaglie le abbiamo portate a casa. No perchè hanno latitato gli sport principali delle olimpiadi, ovvero nuoto e atletica, in generale abbiamo conquistato molte medaglie negli sport "minori", ovvero quelli in cui c'è meno bagarre a livello internazionale dato che non sono universalmente praticati. No perchè abbiamo intere federazioni (aggiungiamo canottaggio, volendo anche canoa, sollevamento pesi, lotta, tuffi maschili, badminton, equitazione), che non paiono in grado di sostenere gli atleti portandoli ad un livello massimale. No per lo stesso motivo del sì: non è possibile che non abbiamo una programmazione sportiva in base al calendario olimpico diffusa in tutti gli sport. L'anno olimpico dev'essere considerato l'apice per ottenere i maggiori risultati, invece noi spesso ci affidiamo non dico al caso ma ai singoli atleti.

Ma vediamo quali sono le note positive e i "tasti dolenti" procedendo per sport:
- Scherma: il solito bottino di medaglie, 7, con l'en plein del fioretto femminile e l'oro a squadre maschile che rimarranno per molto tempo negli almanacchi. Nonostante la globalizzazione della scherma abbiamo ancora le scuole e i maestri migliori, anche se rimane un pò l'amaro in bocca per la spada, all'asciutto da medaglie. Dalla sciabola non ci si poteva aspettare molto di più dato il secondo posto di Occhiuzzi e il bronzo a squadre con Aldo Montano a mezzo servizio.
- Pugilato: rispetto a Pechino un oro in meno, con Cammarelle beffato dalla giuria in un verdetto stile Lupin a favore del pugile di casa. Francamente in questi casi non si può recriminare nulla all'atleta. Russo conferma il secondo posto, e Mangiacapre chiude con la medaglia di bronzo, peccato che passerà al professionismo. Si ferma prima delle semifinali Valentino, la sensazione è che per lui sia finita l'epoca d'oro.
- Taekwondo: l'efficienza è il profumo della vita. Due atleti qualificati e due medaglie, Sarmiento bronzo dopo l'argento di Pechino e Molfetta oro, vera sopresa di questi giochi, anche perchè gareggiava in una categoria veramente ostica.
- Tiro a volo: alti e bassi in questa olimpiade, era lecito aspettarsi qualcosa in più. Certo trionfale la corsa all'oro di Jessica Rossi praticamente perfetta. Ottimo anche l'argento di Fabbrizi. Ci si aspettava un rendimento più alto in generale, e una-due medaglie in più, ma negli equilibri olimpici ci può stare.
- Tiro a segno: grande ritorno dopo il fallimento di Pechino di questa disciplina, che grazie a Campriani trova un oro e un argento, e un altro argento con Luca Tesconi nella prima giornata olimpica
- Tennis: obiettivamente i nostri non potevano fare di più. Wimbledon = erba, superficie che non si addice alle caratteristiche dei nostri giocatori mediamente più "terraioli". Ci si aspettava una medaglia dal doppio Errani-Vinci, seconde in quanto a bravura solo alle sorelle Williams, ma il sorteggio beffardo le ha accoppiate ai quarti, è stato un match a senso unico a favore delle statunitensi.
- Vela: era forse utopistico pensare all'ennesima medaglia per Alessandra Sensini che ha concluso la sua carriera dopo le olimpiadi, se la sarebbe meritata, questo è certo. Otteniamo due buoni piazzamenti di Conti-Micol in campo femminile e di Zandonà-Lucchetti. Rimane l'amaro in bocca per la gestione federale del caso Pietro Sibello, escluso dalle olimpiadi nonostante si fosse qualificato anche se col fratello non gareggiavano per la FIV.
- Triathlon: il decimo posto di Fabian è un ottimo risultato considerando il campo partecipanti e le potenzialità del nostro atleta, speriamo che si possa migliorare a Rio.
- Tiro con l'arco: dopo il fantastico oro a squadre maschile è stato il nulla, vuoto cosmico. Sia gli uomini che le donne eliminati quasi subito, in particolare la squadra femminile ha deluso essendo campione del mondo in carica.
- Tennis Tavolo: risultati consoni alle aspettative in una disciplina dominata dai cinesi.
- Sollevamento Pesi: federazione dove sei? Disciplina che non aveva qualificato nessuno per questi giochi, a Londra per caso per qualche squalifica altrui. Ovviamente nessun risultato degno di nota.
- Pentathlon moderno: quattro qualificati per le finali su quattro, De Luca nono e una disciplina che appare in crescita, bene così.
- Tuffi: forse il rimpianto più grande per Tania Cagnotto, arrivata quarta nell'individuale per 20 centesimi di punto beffata dalla messicana Sanchez che mai l'aveva battuta e quarta nel sincro sempre da 3 metri con Francesca Dallapè. Ci siamo commossi con lei quando ha risposto in lacrime alle domande di Elisabetta Caporale, è una grande campionessa. Per il resto Noemi Batki decima dalla piattaforma. Uomini: non pervenuti. Anche qui urge esame di coscienza federale dopo il vuoto cosmico da quando hanno lasciato i fratelli Marconi.
- Nuoto: vero tasto dolente di questi giochi, un'unica medaglia della Grimaldi, bronzo nella maratona 10 km in acque libere, poche finali raggiunte dai nostri. Se il bis della Pellegrini agli occhi degli esperti pareva poco probabile dati i tempi registrati dalle avversarie quest'anno, comunque ci si aspettava almeno l'ingresso in finale dei 100 stile di Magnini, risultati più convincenti dalle staffette, una medaglia di Scozzoli, e perchè no una medaglia da Paltrinieri, il più giovane della spedizione che comunque col suo quinto posto ha ottenuto il piazzamento migliore dei nostri atleti in piscina (insieme alla Pellegrini e ad Ilaria Bianchi, l'unica in grado di migliorare il suo personale ai giochi).
- Atletica: voglio affrontare anche questa delusione per togliermi il pensiero. Il problema non è che avessimo grosse speranze di medaglia (a parte Shwarzer e la Di Martino nel salto in alto, infortunata), il problema è che nella disciplina regina dei giochi non abbiamo una squadra in grado di ambire a qualche risultato decente. Sono anni e anni che mi chiedo com'è possibile che lo sport più praticato a scuola (ore e ore in fila dietro ai compagni di classe invece di fare movimento o giocare a sport di squadra per aspettare il proprio turno per gettare il peso o per saltare in lungo, un vero incubo), più economico da praticare, in alcune discipline (vedi corsa) veramente accessibile a tanti, non sforni praticamente nessun campione. Risposta? Le altre federazioni coltivano gli atleti, li gestiscono a differenza nostra (v. pessima gestione di Howe, ci si potrebbe scrivere almeno il capitolo di un libro), mettono a disposizione centri federali di tutto rispetto e le piste d'atletica sparse per il territorio non sono vecchie di cent'anni come le nostre strutture di provincia. In più, come se ciò non bastasse, la federazione ha imposto dei limiti di qualificazione più severi dei limiti IAAF, ed ha impedito ad Howe reduce dall'ultimo grave infortunio di partecipare alla staffetta perchè giustamente non aveva accettato gli intensi allenamenti per i cambi, troppo precoci per lui. Per avere un cambio più pulito abbiamo rinunciato all'unico alteta in grado di combinare qualcosa. Complimenti, spedizione sponsorizzata dal brand "prosciutto sugli occhi". Insieme alla federazione del nuoto ci sarebbe da fare piazza pulita e ripartire da zero. Parzialmente consolatorio il bronzo di Donato associato al quarto posto di Greco nel salto in lungo.
Canottaggio: voglio chiudere il trittico delle federazioni magiche. In questo caso almeno è stato allontanato il tecnico, ci si chiede ancora perchè adesso e non un anno fa. L'unica medaglia arriva dal doppio Sartori-Battisti, anche loro non sostenuti dalla federazione.
- Canoa: anche qui alti e bassi. Storica la Idem, quinta, semplicemente da ringraziare per la sua splendida carriera. Anche qui da registrare il fatto che si è allenata da sola senza il sostegno federale. Insomma queste federazioni aiutano o sono dei macchinoni politici che si frappongono fra l'atleta e il risultato ad alti livelli? Gli altri atleti non pervenuti, comunque gli italiani erano solo in 3, decisamente pochi.
- Canoa slalom: splendido oro di Molmenti in un crescendo gara dopo gara, abbiamo qualificato 4 atleti su 4, insomma ottima olimpiade.
- Badminton: siamo alla periferia delle gerarchie mondiali, è uno sport che in Italia non prende piede nonostante la crescita di Agnese Allegrini, che però alle olimpiadi si è fermata subito.
- Ciclismo su strada: altro capitolo da aprire. In campo maschile non si spiegano alcune scelte di Bettini nelle convocazioni, la squadra non è mai parsa in grado di lottare per una medaglia, brutta corsa. In campo femminile abbiamo puntato tutto sulla Bronzini sbagliando nettamente, l'olandese era comunque troppo forte per ambire a un oro, ma potevamo lottare per una medaglia, cosa che non è avvenuta dato che la nostra formazione è sempre parsa in ombra.
- Ciclismo su pista: paghiamo in parte le scelte del CIO che ha recentemente cambiato le discipline olimpiche, ma anche qui appare un movimento latitante. Elia Viviani ottiene comunque un buon piazzamento nell'omnium.
- Mountain Bike: la gara di Fontana ha dell'incredibile: primo per un buon tratto di gara, si rompe la sella, ed in modo eroico resiste terzo correndo sempre sui pedali, arrivando in lacrime. In campo femminile ci si aspettava di più da Eva Lechner.
- BMX: De Vecchi fa quello che può in questa disciplina emergente. In italia praticamente non abbiamo piste e neanche praticanti, nessuna pista italiana ha la rampa di lancio olimpica, pareva fracamente impossibile fare di più in questo sport in cui chi vuole fare il professionista emigra negli Stati Uniti. 
- Ginnastica artistica: ottimo bronzo di Matteo Morandi, quarti posti per Busnari e Vanessa Ferrari scippata del bronzo. Gli anni d'oro di Chechi e Cassina sembrano finiti perlomeno in quest'epoca di cambio generazionale, olimpiade comunque positiva.
- Ginnastica ritmica: buono il bronzo nella gara a squadre, le ragazze hanno pagato qualche errore in finale ma possiamo dire che è stata una spedizione positiva.
- Lotta: Timoncini esce al primo turno, era obiettivamente impossibile sperare nell'oro come era accaduto a Pechino con Minguzzi ma si poteva fare meglio.
- Judo: si temeva il nulla dato l'anno non positivo di Giulia Quintavalle (poi quinta) e l'infortunio di Elio Verde, anche lui quinto, e invece è arrivato lo splendido bronzo di Rosalba Forciniti. Forse ci si aspettava una medaglia in più ma sono comunque risultati sufficienti. 

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11.8.12

Mauro Sarmiento bronzo nel Taekwondo!!!


L'Olimpiade di Mauro Sarmiento si decide negli ultimi due secondi della semifinale contro lo spagnolo Garcia Hemma quando subisce il calcio che lo costringe alla sconfitta e ad abbandonare i sogni di medaglia d'Oro nella categoria -80 kg del torneo di Taekwondo maschile dove quattro anni fa a Pechino aveva conquistato la medaglia d'Argento.
Sarmiento ha un attimo di sconforto ma la sessantina di minuti che lo separano dalla finale per il Bronzo riescono a fargli ritrovare la convinzione per raggiungere un risultato comunque importante. L'avversario è lo scorbutico afghano Bahawi che cerca di imbrigliare le iniziative del ventinovenne di Casoria. Un calcio al caschetto nella terza ripresa risolve l'incontro e, con la vittoria per 4-1, porta a Sarmiento la medaglia di Bronzo, la seconda medaglia olimpica della sua carriera, che dedica alla fidanzata Veronica Calabrese e alla figlia che la coppia sta aspettando.
Non è stato facile per Sarmiento il cammino verso le semifinali: l'azzurro ha dovuto superare negli ottavi di finale il kirgiso Abduraim per 5-1 ma lo scoglio più importante lo ha trovato nei quarti di finale dove il sorteggio lo aveva opposto al favorito della vigilia, l'azero Azizov, reduce dalla vittoria sullo statunitense Steven Lopez. E' nel combattimento contro l'azero che l'azzurro costruisce la sua medaglia: controlla per le prime due riprese gli attacchi di Azizov e riesce ad imporsi per 2-1 nella terza ripresa.
Per la seconda Olimpiade consecutiva il Taekwondo italiano sale, grazie a Mauro Sarmiento, sul podio e domani sarà la volta di Carlo Molfetta, medaglia d'Argento ai Campionati Mondiali del 2009 e di Bronzo ai Mondiali del 2011.
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10.8.12

Tutti i risultati di oggi in attesa delle due semifinali di pallavolo e pallanuoto



Giornata "discreta" per i nostri colori, ci sono sfuggite due medaglie a cui potevamo sicuramente puntare, ma procediamo con ordine.

Nel Taekwondo Mauro Sarmiento è arrivato ai quarti battendo l'atleta del Kyrgyzstan Rasul Abduraim per 5-1. Ai quarti ha affrontato l'azero Ramin Azizov, numero uno del ranking battendolo per 3-2 in una gara tattica che si è accesa nel finale. Attendiamo semifinale ed eventuale finale!

Nella boxe oggi si sono disputate le tre semifinali di Mangiacapre, Russo e Cammarelle.
Mangiacapre ha perso per 15-8 dal cubano Roniel Sotolongo, e così non accede alla finale. L'azzurro è parso lievemente inferiore rispetto all'avversario nella prima e nella terza ripresa, mentre nella seconda ha portato molti colpi, che però non sono stati valutati positivamente dalla giuria. Per il 23enne azzurro un buon bronzo.

Clemente Russo è arrivato in finale battendo il pugile dell'Azerbaijan, ma la federazione avversaria ha fatto ricorso che non ha dato esito positivo, in quanto la giuria ha confermato l'esito.

Nel nuoto 10 km in acque libere maschile Valerio Cleri non va oltre il 17esimo posto, peccato perchè l'azzurro, arrivato a Pechino 4 anni fa, era quotato per ben altri risultati. Gara di altissimo livello vinta dal tunisino Mellouli (già bronzo nei 1500 metri sl in piscina), argento per il tedesco Lurz e bronzo per il canadese Richard Weinberg.

Le farfalle della ginnastica ritmica si sono qualificate per la finale col secondo punteggio dietro la Russia. Domenica speriamo in una medaglia!

Nella vela 470 Gabrio Zandonà e Pietro Zucchetti non riescono ad agguantare il podio, finiscono quarti con 72 punti. Medaglia d'oro per gli australiani Belcher-Page a 22 punti, argento per i britannici Patience-Bithela con 30 punti e bronzo Calabrese-de la Fuente a 63 punti.
Nella 470 femminile Conti-Micol hanno concluso la medal race seconde, e hanno finito la competizione quinte con onore a 73 punti.

Nella ginnastica ritmica Julieta Cantaluppi non si è qualificata per la finale della gara individuale. L'azzurra, con il punteggio di 105.275, ha chiuso il turno di qualificazione sedicesima (entravano in finale le prime 14).

Nella canoa Norma Murabito è stata eliminata nelle batterie del K1 200 metri, è arrivata settima nella sua batteria in 43"820.
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Giorno 13 - Il Medagliere


Oggi giornata ricca di emozioni e bei risultati per i nostri atleti.
Da un lato l'ultima gara di Josefa Idem, quinta a un passo dal bronzo, una grande atleta, una grande sportiva, una grande donna e mamma. Leggenda olimpica, e un esempio per tutti.
Poi le medaglie, Martina Grimaldi bronzo nel fondo (nuoto acque libere) 10 km, Fabrizio Donato bronzo nel salto triplo

Le nostre medaglie sono attualmente 19, ma dobbiamo considerare anche le tre del pugilato perchè Mangiacapre, Cammarelle e Russo sono in semifinale, quindi 22, vedremo di che colore.

Domani giornata ricca di emozioni: finale della vela 470 maschile che doveva essere oggi ma è stata rinviata per vento (i nostri possono lottare per il bronzo), Sarmiento nel taekwondo, Valerio Cleri nei 10 km di nuoto in acque libere, i tre pugili per l'appunto, e ovviamente le due semifinali di pallavolo e pallanuoto. Inoltre segnalo soprattutto per le spettatrici che domani ci sarà la qualifica dei tuffi dalla piattaforma 10 m maschile. Forza ragazzi!!!


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Fabrizio Donato bronzo nel salto triplo, Greco quarto



Da olimpiadi

Era dai tempi di Giovanni Gentile alle Olimpiadi di Città del Messico, che l'Italia non era protagonista a questi livelli in una finale di Salto Triplo delle Olimpiadi. Quarantaquattro anni fa fu medaglia di Bronzo dietro al russo Saneyev e al brasiliano Prudencio, nella serata londinese è stata, come allora, medaglia di Bronzo per Fabrizio Donato preceduto dagli statunitensi Taylor e Claye ma ci sono i colori azzurri anche al quarto posto con Daniele Greco.
E' eccezionale la serie dei primi quattro salti del trentaseienne (tra pochi giorni) di Latina in un continuo crescendo di misure e sensazioni: 17.38, 17.44, 17.45, 17.48. In una gara di altissimo livello, nonostante l'assenza annunciata da mesi del francese Tamgho e l'esclusione nelle qualificazioni del britannico Idowu, Donato deve però inchinarsi allo strapotere dello statunitense Christian Taylor che prima rischia con due nulli nei primi tre salti e una "comoda" qualificazione a 17.15 per poi sfogare tutta la sua potenza nel quarto salto, libero dal fantasma dell'eliminazione, con la miglior prestazione mondiale stagionale a 17.81.
Il suo connazionale William Claye aveva già messo le mani su una medaglia al secondo salto con 17.54 per poi raggiungere il definitivo 17.62 al quarto salto.
E' diversa la gara di Daniele Greco che approccia il primo salto in tutta sicurezza, spara un ottimo 17.34 al secondo salto e si spegne con due nulli attaccato dai crampi dovuti probabilmente alla tensione nervosa.
Entrambi gli italiani "passano" il quinto salto per tentare il tutto per tutto con le poche risorse ancora a disposizione all'ultim tentativo quando già la medaglia italiana è al sicuro: Greco si ferma a 16.92, Donato si blocca all'altezza dello step ma parte il momento della celebrazione per l'azzurro che trova il degno coronamento olimpico ad una carriera eccezionale dove talvolta è stato frenato dagli infortuni soprattutto nelle stagioni all'aperto.


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9.8.12

Martina Grimaldi bronzo nella 10 km di nuoto acque libere!


 Finalmente l'acqua di Londra diventa ancora più azzurra: arriva oggi la prima medaglia della nostra spedizione natatoria in questa rassegna olimpica grazie a Martina Grimaldi.

Questo bronzo è importante anche perchè è la prima medaglia italiana olimpica per il nuoto in acque libere presente nel programma dei giochi dal 2008, e la Grimaldi è la quarta donna italiana del nuoto a vincere una medaglia olimpica dopo la Calligaris, la Pellegrini e la Filippi.

La bolognese conduce tutta la gara nel gruppo di testa, inizialmente seguendo l'inglese Payne, poi, quando ha capito che questa era in crisi, ha cambiato "treno", buttandosi sulla scia di Eva Hristov.
In una maratona di nuoto così dispendiosa da ogni punto di vista sono importanti due cose: il "passo di gara" e la tattica: Martina Grimaldi ha azzeccato soprattutto la tattica, cercando di risparmiare quante più energie possibili stando in scia. Al settimo chilometro Eva Risztov, che già pareva più veloce delle altre, ha accelerato ancora una volta il ritmo, e l'azzurra si è portata subito dietro di lei, le altre 4 rimaste davanti parevano non in grado di mantenere il ritmo delle prime due. Poi però, un altro colpo di scena: l'azzurra non è riuscita ad affiancare l'ungherese troppo veloce, è mancato l'accordo, e così è stata raggiunta. E' stata poi superata dalla Anderson che è riuscita a passare all'interno all'ultima boa. Nell'ultimo chilometro l'americana ha rimontato sulla Risztov, non riuscendo però a colmare del tutto il gap. All'arrivo la Risztov ha chiuso in 1h57'38", la Grimaldi è giunta terza dopo 3"60 con grande soddisfazione sua e del suo team. 
L'atleta della UISP infatti si è preparata con l'allenatore con un percorso differente rispetto agli atleti della piscina, hanno effettuato un cammino di avvicinamento accorto e curando ogni particolare, compresa la tattica che è servita per ottimizzare la prestazione, anche alla luce del fatto che la Grimaldi manca lievemente nella velocità di punta rispetto alle sue avversarie più quotate.
Un grande risultato per il nuoto in acque libere, specialità di grande tradizione per i nostri colori (ricordo ancora le gare avvincenti di Viola Valli, di Baldini, e in tempi più recenti di Valerio Cleri), speriamo che ne arrivino altri!

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Le squadre maschili in semifinale grazie a due grandi partite!






Da Luigi Mastrangelo a Stefano Tempesti, da Ivan Zaytsen a Danijel Premus. Finalmente l'Italia riesce a fare squadra, pallavolo e pallanuoto sono alle semifinali olimpiche. Eccoli arrivano i nostri, sono gli "azzurroni", sopra la rete e dentro l'acqua, ragazzi statuari, imponenti, superatleti che superano anche i due metri. E che si sono massacrati di allenamenti per arrivare fino a qui. Alessandro Fei è alto 2.04, e infatti fa muro, Stefano Tempesti,  il nostro portierone del Settebello, misura 2.05 per il Coni, e 2.03 per la Pro Recco: comunque sia tocca il fondo profondo 1,97. Cominciamo a girare in zona medaglia, un'altra partita e si lotta per l'oro: la pallavolo troverà il Brasile, la pallanuoto la Serbia. Formidabili avversari, il più difficile  -  e il bello dunque - deve ancora arrivare. Bisogna ancora scalare la montagna. "Non ci accontentiamo, non ci fermiamo qui" hanno detto i due allenatori, a distanza di poche ore e da due parti opposte di Londra. C'è feeling tra le due squadre e si sente nell'aria, portano la bandiera di sport diffusi, non popolari come il calcio, molto molto diversi, ma ugualmente bollenti e sanguigni, con i palazzetti che traboccano e urlano di passione.
Arrivano le partite svolta di questa olimpiade azzurra che nella seconda parte ha conosciuto le polemiche e i veleni del doping che hanno oscurato, purtroppo, quanto di buono hanno fatto la scherma, i tiri, e tutti quegli sport che sono il nostro tradizionale serbatoio.

Pallanuoto e pallavolo si portano appresso una passione diversa, non serve il tempo o la perfezione. Sono sport dove si lotta letteralmente  -  la pallanuoto, "lotta greco romana in acqua ormai" come l'ha definita Elisa Casanova capitano del Setterosa  -  o ci si sfinisce psicologicamente  -  la pallavolo  -  perché un gol o punto non dipendono da una persona sola ma da un gruppo, da un sincronismo eccezionale. Bisogna muoversi e ragionare, allenatore compreso, come una persona sola. Sia la squadra di Mauro Berruto, 43 anni, allenatore intellettuale, laureato in antropologia, grande comunicatore e psicologo, torinese e torinista fino all'ultimo capello che non ha più, e Alessandro Campagna, 49 anni, siciliano, medaglia d'oro a Barcellona '92, grandissimo tifoso juventino invece, e come dice lui "direttore d'orchestra" di questo Settebello 2012, avevano cominciato tra molti dubbi, in gironi imperfetti se non quasi del tutto sbagliato. "Certe critiche ci avevano fatto molto male, ma non è l'ora di togliersi i sassolini dalle scarpe" ha detto Mauro Berruto. "Certe critiche mi avevano fatto molto incazzare" è andato giù duro il vicecapitano e regista Felugo.
   La partenza sbagliata è toccata all'Italia della pallavolo. Gli azzurroni hanno cominciato male, 1-3 con la Polonia, e chiuso ancora peggio, 0-3, dalla Bulgaria. L'Italia ha acchiappato l'ultimo posto possibile e da quarta ha incrociato gli Usa, primi nell'altro girone. Sembrava dovessero fare un solo boccone di noi ed è stato il contrario. Anche il Settebello aveva convinto poco, ma insomma era andato in crescendo, tant'è vero che aveva chiuso al secondo posto, andando a prendere l'Ungheria. Uno dei peggiori avversari possibili: l'Ungheria è la pallanuoto, è "la Squadra" come ha detto Christian Presciutti, che l'ha affondata con tre gol e altri otto dei formidabili Felugo, Figlioli & C.

Pallanuoto e pallavolo sono espressione del nuovo sport , un'Italia allargata verso il mondo e verso l'Europa. Ivan Zaytsev è figlio di grandi sportivi russi, nato a Spoleto, Travica ha origini croate, Lasko polacche: la pallavolo è un formidabile accrocco di ragazzi marchigiani - Bari, Birarelli, Papi sono nati ad Ancona e Senigallia  -  e  ha in Macerata, dove Berruto ha allenato a lungo, il nucleo di riferimento. La pallanuoto ha accolto nel suo grembo Pietro Figlioli, atleta con tre passaporti nato a Rio, i croati Fiorentini e Premus, il cubano Perez, Alex Giorgetti è nato a Budapest. Il goleador-velocista Pietro Figlioli ha una storia straordinaria: è figlio di José Fiolo, ex ranista recordman brasiliano, la sua famiglia di origini italiane si strasferì in Australia e lui è arrivato fino alla nazionale di pallanuoto australiana partecipando ai Giochi di Pechino, poi il trasferimento in Italia a Recco e dunque il Settebello. Già perché il cuore del Settebello è della Pro Recco  -  8 giocatori su 13 Felugo, Figlioli, Fiorentini, Giacoppo, Giorgetti, Gitto, Pastorino e Tempesti  -  il formidabile club ligure che vince tutto in Italia e in Europa.

Ci toccano adesso avversari duri e tostissimi. Nella pallvolo il Brasile lo abbiamo affrontato infinite volte, l'ultima che conta quattro anni fa in semifinale a Pechino e non ci andò bene. E' ora di rifarci. La Serbia è un'altra potenza della pallanuoto: bronzo a Pechino, oro ai Mondiali di Roma, oro agli Europei di gennaio a Eindhoven. Ma anche argento ai mondiali dello scorso anno a Shangai, quando la battemmo 8-7 con gol di Felugo allo scadere dei supplementari prendendoci il mondo. Sono grandi, grossi, enormi, veri e propri squali: e vorranno vendicarsi. Ma quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare. 
Fonte: Repubblica.it
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8.8.12

Le azzurre della pallavolo sconfitte dalla Corea ai quarti, sfuma una grande occasione



Evidentemente le nazionali italiane di pallavolo più forti devono rimanere all'asciutto dall'oro olimpico. Anche questa nazionale, che ha vinto veramente tutto quello che si poteva vincere dominando per qualche anno la scena internazionale, ha perso per la terza volta consecutiva ai quarti di un'olimpiade. Era accaduto anche ad Atene e Pechino, e ieri sera è stato lo stesso, 1-3 il risultato finale (25-18, 21-25, 20-25, 18-25). Abbiamo iniziato bene nel primo set, solide, compatte, buon gioco, sembravamo aver capito la chiave della partita.
Poi nel secondo set sono salite le coreane: molto meglio di noi in ricezione (c'è anche da dire che le loro battute erano decisamente più insidiose), meglio in difesa, la schiacciatrice Kim Yeon veramente strepitosa (alla fine mette a referto 28 punti) ha messo giù praticamente ogni pallone, soprattutto diagonali velenose chiuse grazie a un polso invidiabile. La nostra tattica doveva essere quella di limitare Kim Yeon ma senza troppa ossessività perchè è comunque troppo forte, mentre dovevamo stare più attente alle altre, costruire il gioco su di loro, e invece non è stato così. Ogni volta che recuperavamo il gap le coreane si riportavano di nuovo in avanti, capaci a differenza nostra di impostare il loro gioco in maniera continua. 
Anche il nostro attacco non è stato fenomenale, anche a causa delle ricezioni e delle difese imprecise che costringevano la Lo Bianco ad alzate difficili e che riducevano il numero delle soluzioni possibili. In particolare sono parse appannate Carolina Costagrande, sostituita forse un pò tardivamente nel terzo set dalla Piccinini, e la Gioli a partire dal secondo set, la cui fast è stata meno pericolosa del solito.
Le migliori a mio avviso Del Core (16 Punti), Bosetti (14 punti) e Arrighetti (13 punti). La Del Core è stata importante anche a muro, altro fondamentale in cui non abbiamo brillato.

Insomma, è parsa una squadra poco solida la nostra, poco compatta nelle azioni di gioco, appannata e incapace sia di contenere le avversarie che proporre valide soluzioni in attacco, con un servizio sicuramente da migliorare e un muro da ritrovare.
Peccato, dispiace per quello che Barbolini e le ragazze avevano costruito in questi anni, e per il loro cammino di avvicinamento a queste olimpiadi, che faceva ben sperare (infortuni a parte, ricordo che il libero Paola Cardullo è rimasta a casa e la Lo Bianco aveva ancora problemi alla schiena). Temo che quella di ieri sera fosse l'ultima partita di Barbolini come ct azzurro, vedremo come evolveranno i fatti. 
Certamente rimane l'amarezza per quest'oro olimpico che come l'orizzonte si vede ma non si riesce a raggiungere.


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7.8.12

Giorno 11 - Il Medagliere e un breve riassunto dei risultati odierni



Quest'oggi per noi era una giornata interlocutoria, non abbiamo vinto medaglie ma resistiamo settimi. Si sono disputate diverse gare di qualificazione concluse positivamente per i nostri atleti come la canoa K1 femminile in cui Josefa Idem (alla sua ottava olimpiade) è arrivata in finale, e il salto triplo, in cui Greco e Donato sono entrambi qualificati per la finale.
La Ferrari purtroppo torna a casa con una medaglia di legno che certamente non si meritava, ma si sa che in alcuni sport le giurie sono influenzate dal peso "politico" dei singoli paesi. Pratica sicuramente sbagliata, ma fino a quando non avremo una federazione credibile a livello internazionale, fino a quando non ci faremo sentire le cose continueranno così.
Nel nuoto sincronizzato le nostre Giulia Lapi e Mariangela Perrupato chiudono settime con 181,420.
Alessandra Sensini (alla sua sesta olimpiade) chiude nona la medal race della classe RS:X (windsurf).

Al medagliere dobbiamo aggiungere le due medaglie sicure dei pugili Cammarelle e Russo che si sono qualificati per le semifinali, speriamo nel colore dorato ovviamente!
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Vanessa Ferrari medaglia di legno, beffata dalla giuria




LONDRA - "Tu ti sbatti per poter conquistare una medaglia e arriva quella che ha tre decimi in meno e ti frega il posto". A parlare è una Vanessa Ferrari in lacrime, amareggiata per la sua esclusione dal podio, perché "dopo diverse gare dove ho preso la medaglia di legno questa me la meritavo".

La Ferrari ha terminato la gara con lo stesso punteggio che ha regalato il bronzo alla russa Alya Mustafina (14.900), ma nella ginnastica non esistono ex aequo e i giudici hanno premiato l'esecuzione dell'atleta russa.

L'azzurra non ci sta e ha delle recriminazioni anche per il giudizio su Carolina Ponor, medaglia d'argento: "A fine esercizio ero felice perché non avevo commesso errori, infatti ho sorriso. Un voto al mio esercizio? Dico 15.200, se la ha preso la Ponor potevo prenderlo anche io. Però lei è rumena... Non doveva neanche essere in finale perché in qualifica aveva commesso un grosso errore, ma l'hanno fatta entrare comunque"

"Brucia abbastanza" anche per l'allenatore Enrico Casella che non vuole "fare un processo ai giudici", ma è convinto che non ci siano state tre atlete migliori di Vanessa. Per Casella non dobbiamo dimenticare che "siamo l'Italia e rispetto ad altre nazioni come Russia o Romania siamo piccoli, con le spalle più strette."

Vanessa Ferrari è sei volte campionessa italiana, è arrivata sul gradino più alto del podio anche ai mondiali del 2006 e agli europei del 2007. Ora, prima di decidere sul suo futuro, vuole lasciarsi Londra alle spalle e tornare a casa.
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Giorno 10 - Il Medagliere



In questa giornata agrodolce per il trio delle medaglie conquistate e per la squalifica di Alex Schwarzer per doping, torniamo settimi nel medagliere sorpassati dalla Russia, che ha sette ori come noi ma vanta un maggior numero di argenti. Oggi non potevamo chiedere di meglio, doping a parte giornata veramente trionfale, complimenti ai nostri atleti!!!


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6.8.12

Clamoroso: Alex Schwarzer escluso dal CONI perchè positivo all'EPO



Questa è una notizia che fa male, ferisce in questa giornata d'orgoglio per i nostri colori.
L'altoatesino, che doveva partire per Londra per difendere il suo titolo olimpico a Pechino nella 50 km di marcia, è stato bloccato dal CONI perchè risultato positivo all'EPO in un controllo antidoping a sorpresa della WADA, sembra o a St. Moritz, o a Oberstorf in luglio.

(Nel frattempo un altro atleta, Nicholas Delpopolo, judoka statunitense, è stato fermato per essere risultato positivo alla cannabis. Ha dichiarato "La mia positività è dovuta al fatto che ho inavvertitamente mangiato un cibo che non sapevo essere stato cucinato con la marijuana prima che io partissi per Londra". A noi diffidenti viene difficile credere a questa contaminazione (c'è pieno al mondo di specialità tipiche cucinate con la marijuana, ma per favore!), ma siamo solidali con lui perchè probabilmente per una canna di troppo non solo non ha avuto vantaggi in termine di prestazione (tant'è che è arrivato settimo), ma probabilmente si beccherà una squalifica. Le prossime serate fanta e pop-corn!)

Ma torniamo a parlare della vicenda di Schwarzer: grande amarezza per questa notizia, lui ha dichiarato "Ho sbagliato, ho fatto tutto da solo e di testa mia. Volevo essere più forte in quest'olimpiade. La mia carriera è finita." Alla madre è venuto un malore. Un'ipotesi possibile è che l'atleta, pulito a Pechino, ha constatato che non sarebbe più stato in grado di ripetersi, e si è dopato. Schwarzer aveva già ventilato l'ipotesi di ritiro due anni fa, aveva detto che non trovava più le motivazioni, che non si divertiva più e non si sentiva più capace.

Io non riesco a pronunciarmi con certezze, perchè mi partono una serie di domande che mi tormentano da quel maledetto '99 in cui a 13 anni, con la maledetta vicenda di Pantani, ho scoperto cos'è il doping. (Ricordo che in quell'occasione avevano controllato l'ematocrito prima a lui, ufficialmente risultato con 52.3, poi a Savoldelli, 49.9, ed infine a Gotti, 49.2. Guardacaso tre risultati decrescenti con l'aumentare del tempo)

Ecco i grandi quesiti:
1) Sono (quasi) tutti dopati ma solo qualcuno viene scoperto? 
2) Spesso gli atleti risultano positivi ai "coprenti", solitamente diuretici. Gli altri si "coprono" meglio?
3) Perchè una grossa percentuale dei maratoneti risulta asmatico? 
4) Come fa un atleta singolo a procurarsi dell'EPO di nascosto da tutto il suo team? 
5) Come si può dire "ha sbagliato" come se ormai tutto sul doping non fosse noto e arcinoto?
6) Quanto contano gli sponsor e quanto le pressioni di tutto il movimento sugli atleti?
7) Perchè ogni dopato che viene squalificato poi quando torna alle competizioni torna forte (o quasi) come prima? Forse perchè il doping è inutile o perchè torna a doparsi in modo un pò più "accorto"? 
8) E le donne dell'atletica con quelle spalle e quelle braccia assurde?
9) Com'è possibile che in alcune indagini (v. Dott. Fuentes) siano stati resi noti solo i nomi dei ciclisti coinvolti e non quelli dei tennisti o dei calciatori di cui si vociferava? Significa che a volte si scopre qualche risultato quntomeno dubbio e lo si tiene nascosto?

Non so se è "etico" per chi scrive di sport porsi queste domande, probabilmente bisognerebbe semplicemente fidarsi: chi risulta positivo lo è, chi passa tutti i controlli è pulito.
Però io non ci riesco, ne ho viste troppe, purtroppo ad esempio ho dovuto smettere di appassionarmi in modo viscerale al ciclismo perchè ogni volta ne succedeva una, era solo questione di tempo e un buon piazzamento o una vittoria al Tour, al Giro, potevano risultare positivi a un qualsiasi tipo di doping.
E ogni volta si scopre che questi atleti "sfortunati" capitano sempre nei ristoranti sbagliati che cucinano carne contaminata, oppure utilizzano dentrifrici malefici, creme potentissime, shampoo ricolmi di ormoni. Addirittura Nadal ha dichiarato che ha il terrore di cenare fuori perchè potrebbero dargli apposta della carne contaminata per farlo risultare dopato!! (E potrebbero anche attaccarci gli ufo a causa di un complotto intergalattico, attenzione).

Sono tutte domande a cui un appassionato di sport non vuole trovare risposta, perchè continua a divertirsi, ad emozionarsi mentre guarda le prodezze di questi esseri umani che si spingono al limite, che sono i più forti, con o senza doping. Perchè rimanere col fiato sospeso durante una volata, mentre si guarda l'ultima vasca nella gara di nuoto, mentre si tifa per i propri beniamini, esultare per un buon risultato o amareggiarsi per una gara non all'altezza delle aspettative, appassionarsi alle grandi storie degli sportivi, è un insieme di sensazioni che il doping o qualsiasi altro illecito non potrà mai rubare allo sport e a chi lo guarda. 

 
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ORO ARGENTO E BRONZO il tris perfetto!

Grande giornata oggi per i nostri colori, vinciamo un oro, un argento e un bronzo.
Cito il blog olimpiadi perchè a causa del lavoro non ho (purtroppo) potuto vedere e seguire nessuna delle tre gare; gli aggiornamenti dell'app sull'iphone sulla grande prestazione nelle qualificazioni per Campriani non sono sufficienti per raccontare un grande successo!!


Niccolò Campriani ORO nella carabina 50m da tre posizioni:
E dire che alle 11 del mattino quando ancora erano in corso le prime serie di tiri a terra c'era chi, inconsapevole della lunghezza della prova, già parlava di flop nella Carabina Tre Posizioni. Effettivamente la partenza di Niccolò Campriani, favorito della vigilia, non era stata delle migliori con 396 punti a terra ma poi l'Argento olimpico della Carabina 10 metri si è ripreso alla grande: 390 punti nella serie in piedi, 394 nella serie in ginocchio,. Una prestazione straordinaria che lo ha posto primo in classifica a ben 8 punti dal secondo, l'americano e amico Emmons con 1172 punti, con 1180 punti e record olimpico (era 1177) stracciato. Gli altri più indietro.
Il problema era solo mantenere la giusta concentrazione per la finale. Ed effettivamente Niccolò Campriani la pressione l'ha sentita, qualche 9.x di troppo nella finale tanto che alla fine si ritrova con il settimo punteggio nei dieci tiri di finale con 98.5 ma è più che sufficiente per conquistare una medaglia d'Oro storica, la prima nella storia azzurra nella Carabina Libera Tre posizioni.
L'azzurro, che stabilisce anche il record olimpico sulla gara totale con 1278.5 punti, precede di 6 punti il coreano Kim Jonghyun e di 7.2 punti lo statunitense Emmons che come ad Atene e a Pechino rischia di mandare all'aria tutto con l'ultimo tiro, un 7.6, che comunque gli consente di salire sul podio.
Solo discreta la prestazione di Marco De Nicolo che con 1165 è qundicesimo a causa di una penalizzante serie in piedi (serie a terra 394, serie in piedi 380, serie in ginocchio 391).
Per Niccolò Campriani si chiude una Olimpiade da incorniciare: Oro nella Carabina Tre Posizioni, Argento nella Carabina 10 metri, settimo posto nella Carabina a Terra.

 Massimo Fabbrizi argento nella fossa olimpica:
E' il sesto piattello dii shoot off ad assegnare il titolo olimpico nella Fossa Olimpica maschile, ultime medaglie assegnate alle Olimpiadi di Londra alle Royal Artillery Barracks. Protagonisti del logorante spareggio il croato Giovanni Cernogoraz e l'azzurro Massimo Fabbrizi entrati in finale a tre e due piattelli dal perfetto, nelle qualificazioni a doppia canna, Michael Diamond, l'australiano che si presenta alla finale con 125/125 alla caccia del terzo titolo olimpico.
Con la singola canna della finale, Diamond non ha mai avuto un buon rapporto e si scioglie con 5 errori, concentrati nella seconda parte della finale e chiude a 145. 
In una finale strettissima dove fino agli ultimi piattelli tutti i sei tiratori sono stati in lizza per una medaglia, recupera posizioni su posizioni Cernogoraz che stampa un 24/25. Due sono gli errori di Massimo Fabbrizi e i due si ritrovano in vetta alla classifica con 146/150. Un piattello più sotto, a 145, Diamond è raggiunto anche dal kuwaitiano Aldeehani.
Ed è tempo di spareggi per le medaglie; si parte con lo shoot off per il terzo posto, Diamond risponde per quattro volte al centro di Aldeehani e poi si arrende. Vanno in pedana il croato e l'azzurro, alla sua prima Olimpiade, che per sorteggio è il primo a tirare. Centra i suoi primi 5 piattelli ma Cernogoraz non si arrende, l'errore arriva al sesto piattello mentre il croato di Capodistria fa centro e conquista la prima medaglia d'Oro croata nel Tiro a Volo. Sul viso di Massimo Fabbrizi la delusione dura pochi istanti lasciando poi spazio alla gioia per lo splendido Argento.

 Matteo Morandi bronzo negli anelli
Quinto alle Olimpiadi di Atene, sesto a Pechino, Matteo Morandi, 31 anni il prossimo mese di ottobre, mette il sigillo olimpico alla sua carriera dopo essere salito quattro vole sul podio mondiale e tre volte, tra le quali l'Oro di Birmingham 2010, sul podio europeo.
Il ginnasta di Vimercate si presenta in finale con il secondo punteggio di qualificazione, solo dietro al cinese Chen Yibing che è tra i primi ad affrontare il castello degli Anelli. Non è perfetto come sempre il cinese e soprattutto presenta un esercizio dello stesso livello di difficoltà (6.800) dei suoi avversari. La giuria gli riconosce 9.000 nell'esecuzione e l'Oro di Pechino 2008 si issa nella prima posizione della classifica provvisoria con 15.800 punti.  
Il russo Balandin parta con un decimo di handicap nella difficoltà, la sua esecuzione è pagata leggermente meno: quando Matteo Morandi sale in pedana sa che le porte del podio sono poste intorno al 15.666 del russo.
Morandi è concentrato, buono il suo esercizio anche se qualche posizione è tenuta solo per il tempo strettamente necessario e segna il suo risultato con un piccolo passetto nell'uscita; un passetto che dovrebbe valere un decimo di punto, il trentenne di Vimercate si ritrova dietro al cinese Chen Yibing di soli 0.067, l'impressione con i suoi 15.733 punti è che abbia perso l'occasione di superare il cinese ma che sia da podio.
Scorrono senza scossoni gli esercizi degli altri tra i quali il trentanovenne bulgaro Yovtchev alla sua ennesima finale olimpica, fino al brasiliano Arthur Nabarrete Zanetti. Ottima la sua esecuzione, l'uscita è perfettibile ma si tratta solo di una sensazione: il 9.100 che gli riconosce la giuria lo porta a 15.900 punti e alla medaglia d'Oro, Chen Yibing è d'Argento, Matteo Morandi sale finalmente sul podio con la medaglia di Bronzo. E' la sedicesima medaglia italiana, la diciassettesima se contiamo anche quella, non si sa il metallo, conquistata ieri sera da Clemente Russo.


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5.8.12

Giorno 9 - Il Medagliere!!!


 Ecco il consueto appuntamento col medagliere.
Siamo al nono giorno di Olimpiade ed oggi guadagnamo una posizione grazie all'oro del fioretto a squadre maschile, siamo sesti! 
Obiettivamente in pochi c'avrebbero scommesso... Forse ci si aspettava un maggior numero di medaglie ma una minor quantità di ori in proporzione, e invece sta accadendo il contrario.
Da segnalare in testa il doloroso sorpasso della Cina nei confronti degli Stati Uniti. Spiegherò in un post il motivo del "tifo" nei confronti degli Stati Uniti sulla Cina.
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Tutti i risultati azzurri di questa intensa domenica olimpica!

Oggi ancora una giornata parzialmente positiva, per l'oro conquistato dai ragazzi del fioretto in finale contro il Giappone.
Ho già scritto in merito a pallanuoto, tuffi 3m femminili, beach volley, eviterei di girare il coltello nella piaga, come si dice in un luogo comune che non gradisco ma che rende l'idea.

Al di là del medagliere arriva un fantastico ottavo posto nella maratona di Valeria Straneo. Secondo risultato di sempre nella maratona femminile per l'alessandrina Straneo, che poco tempo fa veniva operata di splenectomia (asportazione della milza) a causa della sferocitosi ereditaria, malattia che danneggia i globuli rossi. Ha recuperato alla grande, tanto che nei primi 10 km era addirittura in testa, approfittando della sua posizione per salutare i tifosi mentre correva veramente carica. Poi si è dovuta "arrendere" al maggior spessore delle altre maratonete, ha chiuso ottava, per lei un grande risultato, come se fosse una medaglia! La maratona è stata vinta dall'etiope Tiki Gelana in 2h23'07" grazie a un allungo nell'ultimo chilometro.

Nei 3000 siepi Floriani arriva tredicesimo in 8'40"07, bissare il secondo posto della semifinale era pressochè impossibile.
Si è fermato a 2,21 metri Gianmarco Tamberi, unico italiano in gara nel salto in alto, non qualificandosi per la finale.
Nel lancio del martello Nicola Vizzoni (capitano della spedizione azzurra di atletica) chiude ottavo con 76,07 m.

Nella pallavolo femminile le ragazze perdono 3-2 contro la Russia al tie-break, arrivando seconde nel loro girone. Conosceranno la loro avversaria nei quarti di finale al termine di un sorteggio, probabilmente si tratterà di Cina o Corea. Le ragazze allenate da Barbolini sono finora parse un pò altalenanti, non hanno mostrato la costanza di rendimento di cui sono capaci, però siamo sicuramente fiduciosi!

Nel ciclismo su pista, specialità Omnium, Viviani arriva sesto al termine dell'ultima prova, la crono sul chilometro lanciato, dove segna il nono tempo (1'04"239). Dopo lo scratch era primo con 25 punti, al pari di Coquard e Hansen, ma il chilometro era il suo punto debole, e con una concorrenza così agguerrita non è riuscito a terminare sul podio. Vince l'oro Hansen, argento Coquard, bronzo il pupillo di casa Clancy.

Capitolo vela:
Alessandra Sensini è nona in classifica generale nella classe RS:X e si è così qualificata per la finale. Di fatto non ha possibilità di medaglia, dato che i punteggi non vengono azzerati; semplicemente i punti della finale varranno doppio.
Conti-Micol nella medal race della classe 470 femminile hanno chiuso prime la gara di oggi, e così sono quarte nella classifica generale. Nei prossimi giorni continueranno a sfidarsi con le avversarie, il 10 agosto la finale.

Nel cavallo con maniglie Alberto Busnari è quarto con 15.400. Per l'azzurro, che ha anche inventato una figura entrata nel punteggio internazionale e che porta il suo nome, ha pesato il tocco al cavallo, che ha comportato una penalità di 0.2 punti. L'oro è andato all'ungherese Berki con 16.066, Smith (GB) arriva allo stesso punteggio ma per una minima differenza nel coefficiente di difficoltà arriva secondo. Bronzo sempre alla Gran Bretagna con Whitlock. 

Nel nuoto sincronizzato Giulia Lapi e Mariangela Perrupato sono settime nel programma tecnico con  90.700. Domani il libero.

Tiro a volo e tiro a segno:
Massimo Fabrizi è secondo nella gara di fossa dopo la prima giornata di qualificazioni, con 74/75 insieme al tedesco Bindrich, i croati Glasnovic e Cernogoraz ed il rappresentante del Kuwait Al-Deehani. Primo l'australiano Diamond, per lui nessun errore. Giovanni Pellielo, alla sua sesta Olimpiade, 17esimo con 72/75. Domani ci saranno alle due serie di qualificazioni e alle 17 la finale per i primi sei.
Giuseppe Giordano quinto (656 punti) nella finale della pistola 50 metri. Oro e argento alla Corea, terzo posto alla Cina.

Personaggi di oggi:
Usain Bolt: il giamaicano ha bissato il successo olimpico nei 100 metri piani, segnando il record olimpico in 9"63. Questa volta evita di irridere gli avversari ed esulta con gioia per questo successo che lo pone nel gotha della specialità. Al secondo posto il connazionale Blake, al terzo l'americano Gatlin. Finale storica: tutti i partecipanti (escluso Asafa Powell infortunatosi nel finale) sotto i 10".
Andy Murray: vince l'oro olimpico in casa a Wimbledon contro un impotente Federer. Onore allo scozzese che sinceramente si meritava questa vittoria, oggi ha disputato la gara della vita contro un Federer praticamente fermo, dal servizio non incisivo, probabilmente ancora appesantito dopo la maratona in semifinale. Complimenti anche a Del Potro, il gigante argentino, che in quest'anno di grandi risultati dopo il lungo stop per infortunio vince il bronzo contro Djokovic. In queste Olimpiadi hanno vinto i "secondi", in perfetto stile olimpico, onore a loro e alla loro voglia di riscatto!

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Grande ORO nel fioretto maschile a squadre!!!



Un altro ORO nel fioretto grazie a Baldini, Avola, Cassarà e Aspromonte!
Possiamo dire che abbiamo la scuola di fioretto più forte al mondo, un'altra eccellenza italiana. Nonostante negli ultimi anni alcuni allenatori della scherma siano "fuggiti" all'estero, nonostante la globalizzazione di questa affascinante disciplina, non ce n'è per nessuno, nella scherma siamo i più forti.
Per la verità in questa gara a squadre i nostri ci hanno fatto soffire. Siamo arrivati in semifinale per poco, siamo parsi troppo contratti, in particolare Aspromonte non era sicuramente in forma, così nella semifinale è stato sostituito da Avola. In finale è stata lotta punto a punto contro i giapponesi, che all'inizio erano partiti davanti. Poi li abbiamo rimontati, ed è stata una gara sul filo del rasoio. Prima dell'ultimo assalto di Baldini il punteggio era 40-38 per noi. Baldini (per cui tifavo immensamente, la sua era la medaglia in cui speravo di più dopo che gli avevano scippato l'olimpiade di Pechino, in cui era il grande favorito) ha condotto un grande assalto, punteggio finale 45-39! Grandi grandi grandi i nostri schermidori, medaglia d'oro che rende onore alla scherma, al fioretto, e allo stile elegante, scattante e molto efficace di Baldini!
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20:00 - 21:00 : l'ora di passione e dei rimpianti



Vorrei raccontare l'ora di passione che abbiamo vissuto dalle 20:00 alle 21:00.
Contemporaneamente si stavano disputando la finale dei tuffi 3 m con Tania Cagnotto, il quarto di finale della pallanuoto contro gli Stati Uniti, il quarto di finale del beach sempre contro gli Stati Uniti.
Ora di passione perchè nessuna di queste tre gare si è conclusa a nostro vantaggio, facendo aumentare esponenzialmente la depressione.

Tania Cagnotto ha perso il terzo posto, ovvero la medaglia olimpica, l'unica che le manca nel carnoso palmares, per 20 centesimi di punto. Le due cinesi sono parse subito imbattibili, soprattutto Wu Minxia ha fatto gara a sè, bisognava lottare per il terzo posto, è stata lotta punto a punto con la messicana Sanchez e la statunitense Krug. L'altoatesina ha "sporcato" un unico tuffo, purtroppo le sono stati fatali quei pochi punti in meno, nonostante il suo doppio e mezzo rovesciato che da sempre è il suo cavallo di battaglia, e nonstante il punteggio finale di tutto rispetto, 362,20. Purtroppo i 76.5 punti dell'ultimo tuffo non le sono bastati per raggiungere la messicana Sanchez (la Krug era uscita dalla zona medaglia col suo ultimo tuffo), che così le è rimasta davanti per 20 centesimi di punto. Grande amarezza per Tania subito in lacrime, secondo quarto posto per lei in questa Olimpiade sfortunata. Al microfono di Stefano Bizzotto dice "l'olimpiade era il mio sogno, ma a volte la vita è anche altro..." mentre in lacrime cerca di rispondere, sconsolata. Come non capirla...


Proseguiamo nella narrazione di un'altra sofferenza: il Setterosa ha perso contro gli Stati Uniti 9-6. Brutta sconfitta per le azzurre, in parità fino all'inizio del secondo quarto. Poi gli Stati Uniti piazzano il break grazie alle azioni in superiorità numerica. Le nostre sono imballate in attacco, non riescono più a piazzare tiri pericolosi, in superiorità numerica non riescono mai a ferire le avversarie, che si trovano 6-3. Nel quarto parziale nuovo dominio statunitense: la nostra "tattica" di piazzare due giocatrici ai lati della porta mentre siamo in inferiorità numerica non paga, le statunitensi continuano a martellare di fronte a un'impotente Elena Gigli. Per contro noi continuiamo ad essere inefficaci nell'uomo in più, lente, indecise e prevedibili. I nostri unici due lampi sono un rigore segnato da Tania Di Mario e un gol segnati dalla Cotti, che ci permette di passare dal 9-5 al 9-6. 
Il parziale è così meno pesante, in un torneo olimpico in cui le nostre ragazze non sono quasi mai state in grado di entrare in partita. Unica vittoria contro la Gran Bretagna, qualificata unicamente in quanto paese ospitante; a parziale "discolpa" delle nostre il fatto che nelle prime due partite i nostri centroboa non siano stati nelle condizioni di giocare al meglio. Oggi non è stato così, perchè le statunitensi non hanno quasi mai applicato la zona, pressavano, e di conseguenza soprattutto la Frassinetti ha avuto occasioni per andare a tiro.
E' un peccato per questo solido gruppo, capace di vincere gli europei pochi mesi fa, peccato per tutto il lavoro di Fabio Conti, che qui di certo non ha portato i suoi frutti. Più che altro si sapeva che gli Stati Uniti erano superiori, bisognava evitare di finire contro di loro ai quarti piazzandosi meglio nel girone iniziale.
Ci rimane da disputare il tristissimo torneo "di consolazione" per assegnare i posti dal quinto all'ottavo.


Veniamo alla terza sconfitta, questa senza nessun rimpianto.
Cicolari e Menegatti hanno perso nettamente (0-2) contro le statunitensi nei quarti di beach volley, campionesse di Atene 2004 e Pechino 2008. Erano nettamente favorite, e non hanno deluso le aspettative. Sono -purtroppo per noi- parse di categoria superiore, piazzavano ogni pallone, difendevano qualsiasi cosa, erano veramente dominatrici del campo. Brave le nostre a continuare a crederci e a rimanere unite fino alla fine del match.
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