27.2.10

Gold medalist, representing Italy...Razzoli detto il Razzo, un ragazzo Speciale!!


Questa è la serata di Giuliano "Razzo" Razzoli. Uno slalom insidioso, più che altro l'ultima speranza per gli italiani dello sci alpino. Un tracciato adatto a Razzoli, che di solito va forte con le curve "dolci" e nei tracciati in cui sono previsti dei piani.
Dopo la prima manche era primo con 43 centesimi di vantaggio sullo sloveno Valencic (a sopresa secondo), 54 centesimi su Benjamin Raich e 58 su Ivica Kostelic. Quinto il nostro Manfred Moelgg.
E' stata una seconda manche emozionante, la tensione saliva man mano che ci si avvicinava al momento clou. Lo svedese Myhrer, decimo dopo la prima manche, ha segnato un tempo che con la neve bagnata e fragile poteva significare podio, e infatti è stato così. Dopo di lui anche Ivica Kostelic ha fatto un'ottima seconda manche, e così aumentava la paura per l'ennesima delusione possibile.
Manfred Moelgg è arrivato settimo. Rispetto agli altri ha faticato un pò in tutto il tracciato, soprattutto all'inizio e sul muro, e alla fine non è riuscito a mollare gli sci. Dati gli ultimi risultati comunque per lui era importante arrivare e disputare due manche lineari, un rimpianto dovuto a un'inforcata sarebbe stato troppo per lui.
Poi è arrivato il momento del Razzo: è parso da subito determinato, ma tranquillo. Nella prima parte per lui era necessario monetizzare, dato che sul muro l'allenatore di Raich aveva disegnato porte più angolate per favorire il suo pupillo. E infatti sia al primo che al secondo intermedio ha incrementato il suo vantaggio, alla fine non rimaneva che mollare gli sci...Cosa che ha puntualmente fatto!!! Ha vinto, anzi dominato, con 16 centesimi di vantaggio su Kostelic, e 44 centesimi su Myhrer.
All'arrivo è caduto a terra quasi come gli sciatori del fondo, ad esultare per quello che ha fatto. E così, dopo Calgary '88, dopo Alberto Tomba, è il campione olimpico dello slalom speciale. E così dopo Calgary '88, dopo il suo conterraneo, è toccato anche a lui, appenninino di Villa Minozzo, risollevare la spedizione italiana decisamente fallimentare.
La premiazione ufficiale sarà alle 3, finalmente anche noi avremo una "nostra" cerimonia!

Bravo Razzo, grazie!!!
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Le competizioni di questa sera e gli azzurri in gara

Non avrei mai pensato di dirlo, ma finalmente si sta esaurendo questa tornata olimpica, così carica di delusioni.

Questa sera per i nostri colori sono due gli appuntamenti fondamentali, lo slalom speciale maschile e la 30 km mass start di fondo femminile, che comincerà alle 20.45.

Lo slalom speciale è l'ultima occasione dello sci alpino per conquistare una medaglia. Il più in forma sembra Giuliano Razzoli, che si è allenato su qualsiasi neve per queste olimpiadi (che sia la volta buona?), e poi Manfred Moelgg, che in realtà sarebbe l'azzurro di punta, ma nelle ultime gare ha sempre inforcato. Inoltre gareggeranno anche Patrick Thaler e Cristian Deville. La prima manche sarà alle 19.00, la seconda alle 22.45.

Inoltre questa sera ci saranno le ultime due discese del Bob a 4 (alle ore 22.00 e 23.15), coi nostri Simone Bertazzo,Samuele Romanini, Danilo Santarsiero e Mirko Turri.

Un'altra specialità spettacolare è lo slalom gigante parallelo dello snowboard, cui prenderanno parte Meinhard Erlacher, Roland Fischnaller e Aaron March. Le eliminatorie inizieranno alle 19.30.

Per vedere il programma completo andate qui.
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Riassunto degli ultimi giorni, basta una parola: Disastro


L'altra sera si è disputato il gigante. Spezzettato in due giorni -idea che non sarebbe regolamentare-, a causa del tempo maligno. Due sere fa la gara più surreale, con una nebbia fitta, poi neve, partenze ogni 1'15", poi ogni 40". Sembrava la gara della domenica alla scuola di sci. In tv causa nebbia non abbiamo visto metà discesa di molte atlete, per cui solo intervistando la Brignone si è capito che ha fatto un errore in alto, e grazie al reply invece abbiamo potuto constatare che la Karbon (30esima dopo la prima manche) aveva rischiato grosso sempre nel primo intermedio, è stata in piedi per poco e si è praticamente fermata.
E' successo un episodio insolito, quantomeno per un'olimpiade: la Vonn è uscita di pista, ma a causa della partenza ravvicinata e -a questo punto- della scarsa preparazione degli uomini sul tracciato non è stata fermata la Mancuso, che è partita, per poi trovarsi bandiera gialla nel punto in cui era uscita la Vonn, ancora dolorante. Mancuso che non gliele ha mandate a dire, anche perchè è dovuta scendere, poi l'hanno riportata su in motoslitta, ed ha gareggiato per 31esima (aveva il pettorale 16), non potendo sfruttare l'occasione di riconfermarsi campionessa olimpica. Un altro episodio assurdo in queste olimpiadi che dovevano essere le olimpiadi dell'ecologia e invece sono le olimpiadi dei disastri.
E le nostre? Le nostre con la nebbia (a quanto pare ne hanno risentito più delle altre, strano!) e con la neve non ghiacciata (à ridaje!) hanno disputato il peggior gigante della stagione. Ognuna si è impegnata per fare il peggio che poteva. E così Manuela Moelgg, ottava dopo la prima frazione, è arrivata 17 esima, Federica Brignone 18esima, Nicole Gius 20esima, Denise Karbon 23esima grazie al miglior tempo della seconda manche. Almeno loro c'hanno provato, vien da dire dopo aver assistito al gigante maschile la sera precedente.
Per la cronaca ha vinto la tedesca Viktoria Rebensburg davanti a Tina Maze e a Elisabeth Goergl (che secondo i telecronisti RAI è scesa in un momento in cui non c'era nebbia perchè dalla tv si vedeva).

Dopodichè vien la volta delle soddisfazioni nel fondo, dove la staffetta femminile non è andata oltre il 4° posto. E' stata una gara appassionante, con Arianna Follis che ha corso al massimo delle sue possibilità, e poi Silvia Rupil (che sicuramente ci darà buone soddisfazioni in futuro) e Maria Longa hanno consegnato a Sabina Valbusa il secondo posto, anche grazie a ottimi sci. Però non è bastato, perchè la norvegese Bjoergen è scappata staccandola all'istante, ed è stata raggiunta anche dalla tedesca e dalla finlandese, poi medaglia d'argento e di bronzo. Anche qui la parziale soddisfazione è che è stata una gara intensa, le nostre hanno dato il massimo, e in più la scena finale della Bjoergen che è arrivata con la bandiera norvegese sventolante è stata quasi commovente.

Non possiamo evitare di parlare della staffetta maschile, sempre 4x10 km, che ha visto i nostri azzurri arrivare noni. Non so come commentare questa prestazione, se non ricordando che la neve era fiappa e bagnata e che quindi come al solito qualcuno ha vinto anche su questa neve ma i nostri no. Piller Cottrer ha commentato così: "Ci credevamo, sapevamo di non poter puntare all'oro, ma volevamo il bronzo. Abbiamo 142 anni in quattro, la staffetta più vecchia dell'Olimpiade. Per fortuna c'è stato il mio argento e poi non è ancora finita, ci sono le donne e la 50 km". E così si chiude un ciclo di quasi vent'anni, era dal '92 che il fondo non tradiva mai.


La serata di ieri invece è stata per noi allietata soprattutto dallo slalom speciale femminile e dalla gara a squadre del pattinaggio di velocità.
Per quanto riguarda lo slalom ieri sera nevicava, quindi la neve non era ghiacciata, quindi niente da fare. Ormai i telecronisti dovrebbero smettere di usare questa come scusa, perchè tanto se l'equazione è "neve poco ghiacciata=schifezza" si abbassa l'audience!
Almeno la gara è durata un giorno solo.
Per noi la Gius è stata la migliore, ottava alla fine, seguita da Manuela Moelgg 11esima e Denise Karbon 18esima (entrambe hanno recuperato molte posizioni nella seconda manche), mentre è uscita proprio nella seconda discesa Chiara Costazza. Gara meritatamente vinta da Maria Riesch, davanti all'austriaca Marlies Schild e alla ceca Zahrobska.

Infine grazie al pattinaggio abbiamo un motivo in più per dichiarare queste olimpiadi fallimentari, infatti i nostri Stefani, Anesi e Fabris hanno perso nei quarti di finale contro il Canada, che ha segnato il record olimpico e che oggi disputerà la finale contro gli Stati Uniti (come nell'hockey). I nostri hanno fatto un tempo sufficiente diciamo, ma non è bastato. Fabris è parso ancora una volta legnoso, non pronto per la fatica olimpica. E poi qua il ghiaccio non è d'altura, quindi più o meno vale l'equazione di prima.

Vorrei un attimo parlare anche di Carolina Kostner: l'altoatesina, reduce dalla vittoria agli europei, prometteva di stupire, e invece dopo il programma corto era settima, ed ha finito sedicesima dopo il libero. E' caduta tre volte. Mi piacerebbe sapere se ha l'ansia per le gare più importanti o se ha dei problemi tecnici a questo punto, delle insicurezze sui salti che sono tecniche prima che psicologiche.

Sta di fatto che l'analogia tra le sue cadute e i risultati degli altri italiani viene fin troppo facile.
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26.2.10

Carolina Kostner sedicesima, peccato!



(da IlSole24Ore)

Mani nei capelli e testa bassa quasi a volerla mettere sotto il ghiaccio. Quasi più eloquente delle tre cadute e mezzo nella prima parte del programma libero che hanno trasformato le Olimpiadi di Carolina Kostner in un disastro. Fresca campionessa europea a gennaio, la Kostner aveva chiuso il programma corto al settimo posto con il punteggio di 63.02, distante sette punti dalla zona podio. La scorsa notte le speranze di rimonta dell'azzurra si sono infrante sull'indecisione nel primo salto. Il sogno è poi diventato incubo con le altre tre cadute che l'hanno fatta scivolare al sedicesimo posto con un totale di 151.90 (88.88 nel libero). L'oro è andato alla campionessa coreana Yu-Na Kim, che ha incantato giuria e pubblico finendo con il punteggio record di 228.56 che le varrà un mega-assegno di un milioni di dollari messo in palio da una banca coreana. Argento alla giapponese Mao Asada (205.50) davanti alla canadese Joannie Rochette (202.64), colpita pochi giorni fa dal lutto per la madre. «È difficile spiegare, ero preparata bene, avevo voglia di gareggiare e di fare bene», dice mentre le lacrime solcano il suo viso di ragazza e, almeno stavolta, campionessa mancata. «Sento molto forte di avere talento e non posso arrendermi così. Oggi non è venuto ma deve venire, da qualche parte c'è».

Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, immediatamente dopo la prova dell'azzurra non ha nascosto la sua «delusione e tristezza». «Mi dispiace per l'atleta - ha aggiunto - ci aspettavamo grandi cose da lei. È una campionessa europea e non potevamo dubitare della sua qualità. Quando balla è bellissima ma il punteggio è obiettivo». Troppo presto per tirare le somme o pensare al sostegno, anche economico, che il Coni ha dato all'atleta per trasferirsi alla corte del guru del ghiaccio Frank Carrol a Los Angesel. «Io devo pensare all'atleta. Mi dispiace per lei perchè so quanto si allena e tutto il lavoro che ha fatto. Le siamo vicini, capisco il suo dolore e il suo dramma personale». Lo ha capito anche il pubblico del Pacific Coliseum che l'ha sostenuta con un caloroso applauso.
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24.2.10

Un'altra Gigantesca delusione


Sembra che in queste olimpiadi non siamo all'altezza dei vertici sportivi mondiali.
Anche ieri un'altra gara storta, un'altra competizione per cui nutrivamo buone aspettative, iniziata abbastanza bene e peggiorata col passare del tempo. E così ci troviamo a ricordare che l'ultima medaglia dello sci alpino maschile è stata a Lillehammer, 16 anni fa. In questo lasso di tempo il nulla, tanti piazzamenti, tante occasioni sfuggite, poi basta.
La gara di ieri sera è partita scoppiettante, con Hirsher sceso in 1'17"48 e subito dopo, col pettorale 3, Massimiliano Blardone, subito davanti con un centesimo di vantaggio sull'austriaco. Il tempo sembra buono, in grado di consentire un piazzamento tra le prime 5 posizioni. Lo svizzero Carlo Janka completa una buona prima manche portandosi davanti per 20 centesimi, e dopo di lui Baumann e Svindal.
Quindi dopo la prima discesa c'è Blardone quarto, Simoncelli 17esimo a 1'25" di distacco, Ploner 20esimo a 1'40", e Manfred Moelgg, autore di una prova molto opaca, 24esimo, con 1'67" di ritardo.

Nella seconda manche la medaglia sembra possibile, e invece Jansrud disputa una manche perfetta, miglior crono parziale per lui. Blardone invece non è mai al passo, col 24esimo tempo di manche finisce 11esimo. Uno scandalo.
E il bello è che sembra che ogni volta ce ne sia una: Simoncelli -19esimo- ha un problema al ginocchio (speriamo che riprenda la forma presto), Moelgg -22esimo- non va bene su questa neve, che sembra inadatta a tutti azzurri, ragazze comprese, perchè poco ghiacciata. I nostri patiscono perchè sono più tecnici degli altri. Sarà, ma se la tecnica non serve a vincere mi devono spiegare qual è il suo scopo. Anche Ploner, 18esimo, ha disputato una delle peggiori gare della stagione, da lui ci si aspettava un buon piazzamento.

La medaglia d'oro è andata a Janka, l'argento a Jansrud, il bronzo a Svindal, che in queste olimpiadi ha tre medaglie all'attivo. Insomma, Janka è una sorpresa, Svindal in gigante è una mezza sorpresa. Sembrano tutti in grado di stupire tranne gli italiani.

Per quanto riguarda le altre gare, Fabris non ha preso parte ai 10000 metri maschili, ha rinunciato per un risentimento misterioso occorsogli durante la notte. Probabilmente ha valutato che data la scarsa condizione di forma è meglio tenere le forze per la staffetta.

Karolina Kostner dopo il corto è al momento settima, in una gara molto serrata e difficile.

Per il programma di questa sera andate qui.
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23.2.10

Le competizioni di questa sera e gli azzurri in gara

Anche questa sera il programma è molto fitto. Teoricamente avremmo qualche chance di medaglia, soprattutto nel gigante maschile, ma ormai è difficile illudersi o sognare dopo le delusioni cocenti di questi giorni.

Alle 18.30 è prevista la prima manche dello slalom gigante maschile con Moelgg, Blardone, Simoncelli e Ploner alla ricerca di medaglie preziose. La seconda manche inizierà alle 22.00.
Alle 19.00 torna Pittin, impegnato nella combinata nordica e più precisamente nel salto squadre, dove a dire il vero l'Italia non ha molte possibilità di podio. Oltre a Pittin gareggeranno Michielli, Bauer e Runggaldier. La finale sarà alle 22.00.

Alle 20.00 Fabris cercherà il riscatto (a mio avviso molto difficile, dato quanto ha sofferto nei 5000) nella finale dei 10000 metri del pattinaggio velocità.

All'01.30 inizia l'avventura olimpica di Carolina Kostner, che cercherà di dare il massimo nel programma breve del pattinaggio di figura. Sarà una gara molto tirata, in cui bisogna mostrare solidità e precisione. I giudici infatti finora hanno premiato la pulizia al tasso tecnico mirabolante (ricordate Plushenko?).

Per il programma completo andate qui.

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Queste olimpiadi stanno proprio andando storte


(di LaStampa)


VANCOUVER
Le azzurre Arianna Follis e Magda Genuin hanno mancato il podio, arrivando quarte, nel team sprint di fondo alle Olimpiadi invernali di Vancouver. La Germania, con la coppia Evi Sachenbacher Stehle-Claudia Nystad, ha vinto la medaglia d’oro nel team sprint di fondo donne alle Olimpiadi invernali di Vancouver. L’argento è andato alla Svezia (Charlotte Kalla-Anna Haag), il bronso alla Russia (Irina Khazova-Natalia Korosteleva). Le azzurre Arianna Follis e Magda Genuin si sono classificate quarte.

«Ho cercato di chiudere il buco, di dare tutto il possibile per poi provare a giocarmela nel finale, ma non ci sono riuscita. Pazienza». Arianna Follis racconta così l’ultima frazione della Team Sprint che l’ha vista impegnata nel tentativo di rientrare sulla prime tre, dopo che Magda Genuin le aveva passato il testimone con un ritardo notevole da recuperare. «Ho dato tutto, tanto che avete visto che sono crollata dopo il traguardo», commenta la Genuin. «Le avversarie erano quella di sempre. È stata una gara avvincente fin dalle qualifiche. In finale siamo arrivate quarte, il posto più brutto per chiudere una gara», aggiunge Arianna, che delusa, pensa già al prossimo impegno con la staffetta. «Adesso ci sono due giorni di quasi relax, con la solita sciatina per recuperare più in fretta possibile. Speriamo di potercela giocare con più fortuna».

Magda Genuin, non cerca scuse, ma ricorda che «non è stata questione di un mancato recupero, è che qui siamo alle Olimpaidi dove si vincono le medaglie e tutti danno il massimo», quindi, un messaggio augurale per le restanti gare. «Un settimo, un quinto ed un quarto, ora tocca alle prossime finire un gradino più in su».



Nulla da fare anche per Zorzi e Pasini. Gli italiani arrivano ottavi. I norvegesi Oeystein Pettersen e Petter Northug hanno vinto la medaglia d’oro nel team sprint di fondo alle Olimpiadi invernali di Vancouver. L’argento è andato alla Germania (Tim Tscharnke-Axel Teichmann), il bronzo alla Russia (Nikolay Morilov-Alexey Petukhov).
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21.2.10

Un'altra notte deludente, la situazione non può che migliorare


Ieri c'erano molte aspettative per i nostri azzurri: Enrico Fabris innanzitutto, chiamato a confermarsi come campione olimpico sui 1500, poi i ragazzi del fondo, Di Centa in testa, e magari ci poteva stare la sorpresa di una medaglia nello short track.
Invece non è andato bene (quasi) niente.
Cominciamo da Fabris: il vicentino già in Coppa del Mondo è sembrato in un'annata storta, non è stato praticamente mai in grado di salire sui pirmi gradini del podio, con Kramer e Davis che l'hanno quasi sempre surclassato. In più aveva già mostrato nei 5000 segni di sofferenza su questa pista, per lui abituato al ghiaccio d'altura forse troppo lenta. E' arrivato decimo con 1'47"02, in una gara caratterizzata da una prtenza troppo lenta che ha vanificato il suo recupero nel finale. Ha perso sicuramente un'ottima occasione, perchè l'attesissimo Shani Davis è arrivato secondo, ha vinto a sorpresa l'olandese Mark Tuitert con 1'45"57.

Anche nella pursuit maschile il risultato è stato sorprendente e inatteso, col domino svedese grazie a Marcus Hellner primo, e Johan Olsson terzo. I protagonisti favoriti cioè Lukas Bauer Petter Northug, Dario Cologna sono finiti rispettivamente settimo 11esimo e 13esimo. L'azzurro con più possibilità era sicuramente Giorgio Di Centa, protagonista di una buona gara per i primi 25 chilometri. Ha ceduto negli ultimi 5 km, finendo al dodicesimo posto a 53"7 da Hellner. Pietro Piller Cottrer non ha mai insidiato i migliori, e ha concluso 14esimo a 1'08". Thomas Moriggl invece è 24esimo posto a 2'29", e David Hofer 53esimo a quasi dieci minuti. Giorgio di Centa se la prende coi materiali: «Oggi il problema erano gli sci. Gli svedesi avevano dei materiali eccezionali, scivolavano via con facilità, soprattutto in discesa, dove hanno anche provato a ostacolarmi. Noi invece facevamo molta più fatica. Peccato perchè stavo bene»

Nello short track invece si è assistito al dominio coreano (doppietta nei 100 metri maschile e 2°-3° posto nei 1500 femminili), con la nostra Arianna Fontana decima. Si è fermata in semifinale, e si è poi consolata vincendo la finalina B.

Risultato ottimo invece per Johanna Schnarf, quarta in uno strano superG femminile. L'azzurra ha concluso a 11 centesimi dal podio, ma è parsa da subito soddisfatta, perchè è alla sua prima olimpiade ed è stata convocata in seguito all'infortunio di Nadia Fanchini. Se il quarto posto di Heel ha suscitato amarezza perchè è stato un podio mancato questo invece è stato un buon piazzamento, in una gara in cui ha ben figurato anche Lucia Recchia, settima, che si è presa la soddisfazione di finire davanti alla Riesch, alla Mancuso e alla Paerson.
Gara strana, dicevamo, perchè all'inizio la Mancuso ha segnato un tempo che sembrava buono ma migliorabile, per via di un errore che le è costato un secondo. Dopo un pò è scesa la Vonn, soddisfatta del suo tempo, che anche questa volta sembrava inattaccabile (alla fine è medaglia di bronzo a 74 centesimi di distacco). Poi, a metà gara, il colpo di scena: il sole ha illumina to prepotentemente alcuni passaggi della pista molto difficili e tecnici, per cui i tempi sono migliorati, in un momento in cui il fondo era ancora buono e poco rovinato. Ha vinto così l'austriaca Andrea Fischbacher in 1'20"14, davanti alla slovena Tina Maze giunta al traguardo con un ritardo di 49 centesimi.
Per quanto riguarda le altre due azzurre, Elena Fanchini ha chiuso 14esima (troppo tirata, non ha mai spinto forse per paura), e Daniela Merighetti invece è caduta per la terza volta in queste olimpiadi.
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20.2.10

Le competizioni di questa sera e gli azzurri in gara!

Questa sera i due piatti forti saranno il super gigante femminile alle 19.00 che vedrà quattro italiane al via (Fanchini, Recchia, Merighetti, Schnarf), e poi alle 22.30 la pursuit maschile di sci di fondo con Di Centa e Piller Cottrer che se la possono giocare per una medaglia (e in più Moriggl e Hofer).

Poi ci aspettiamo molto anche da Enrico Fabris, alle prese all'1.15 coi 1500 metri del pattinaggio velocità (nei quali gareggerà anche Matteo Anesi), e da Arianna Fontana che disputerà i 1500 metri dello short track (comincerà alle 02.45, saranno impegnate anche la Zini e la Maffei).

Inoltre ci sarà anche la finale del salto con gli sci alle 21.30 con Morassi e Colloredo, le prime due manche del bob a 2 con Bertazzo, Riva, Romanini, Tonini alle 02.00, e i 1000 metri dello short track maschile con Confortola, Bean e Rodigari.

Per il programma completo andate qui.
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19.2.10

Amaro Super-G: tra Heel e il podio 2 strani e antipatici centesimi



Fosse stata una gara di Coppa del Mondo avremmo gioito per l'ottimo risultato di squadra, per la compattezza mostrata e per i piazzamenti a ridosso del podio. E invece no, siamo alle olimpiadi e conta (quasi) solo il podio. Su cui finiscono Svindal, che nei grandi appuntamenti si carica ancora di più, Bode Miller, e Weibrecht, sicuramente la sorpresa (non voluta, almeno da noi).

Ecco la cronistoria coi momenti salienti:
Peter Fill parte col pettorale 4, è un buon numero perchè già si vedono solchi sulla pista e fa caldo. Si capisce subito che ci sono alcuni punti molto difficili, in cui dopo un errore si fatica a mantenere la corretta traiettoria. Fill parte bene, all'intermedio ha 3 centesimi di vantaggio su Weibrecht, ma da metà pista in poi comincia a subire quelle curve. Praticamente all'arrivo è troppo in ritardo, cerca di rientrare (rischiando molto dato il suo infortunio) ma inforca. I suoi addominali e gli adduttori non ne hanno risentito, però poi gli è venuto un forte dolore alla schiena, addirittura sembra in dubbio per la combinata, speriamo di no.
Poi è la volta di Patrick Staudacher, per lui quella curva insidiosa in alto con l'ombra è molto difficile, ma commette pochi errori e conclude in 1'30"74, a 9 centesimi da Weibrecht. Alla fine della gara sarà settimo.
Bode Miller è sicuramente tra i più attesi, questa pista così difficile (disegnata dall'allenatore degli italiani) si presta a qualche suo numero funambolico. Infatti finisce primo con 1'30"62 e 3 centesimi di vantaggio su Weibrecht. Sembra che questa pista non permetta di essere contemporaneamente veloci al massimo e precisi.
Poi scende Innherhofer: è momentaneamente terzo a 11 centesimi da Miller con 1'30"73. Peccato, ha sbagliato tantissimo ma è riuscito a stare in piedi e non ha perso molto perchè quella era la parte più veloce del tracciato. A fine gara sarà sesto, un ottimo risultato comunque.
Scende Cuche, il favorito, col pollice rotto: non riesce ad interpretare la pista al meglio (o forse ci tiene alla sua pellaccia?!?). All'arrivo il suo tempo è di 1'31"06, a 44 centesimi da Miller.

Poi l'altro azzurro su cui riponevamo le maggiori speranze: Werner Heel. Anche per lui ottima gara, diversamente dagli altri è in ritardo al primo intermedio e recupera nel finale con delle ottime linee. E' terzo a 5 centesimi da Miler, con 1'30"67. Non rimane che sperare in qualche errore di Svindal.
Svindal è l'unico che oltre ad essere veloce è anche molto pulito, gara praticamente perfetta, finisce in 1'30"34 con 24 centesimi di vantaggio su Miller, vincendo la seconda medaglia dopo l'argento in discesa.

Gara guastata dalla brutta inforcata di Jaerbyn in uno dei punti più veloci. Jaerbyn, alla sua quinta Olimpiade, è stato soccorso in pista e poi trasportato in toboga all'ospedale. Secondo le prime notizie ufficiose avrebbe il volto tumefatto ma sarebbe lucido. Sembra che non abbia lesioni alla colonna vertebrale ma è tutto ancora da accertare. Peccato perchè si allena con Svindal, chissà come festeggerà il norvegese questa vittoria.

Per quanto riguarda lo sci di fondo forse ci aspettavamo qualcosa in più per le azzurre. ha vinto Marit Bjoergen nella 15 km pursuit femminile di sci di fondo, precedendo la svedese Anna Haag, argento, e la polacca Justyna Kowalczyk. Settimo posto per Marianna Longa, migliore delle italiane a 1'04''1, mentre nona Arianna Follis (a 1'23''5). Arianna Follis sembra proprio non in condizione, forse in questa stagione l'ha raggiunta troppo presto, adesso non è più brillante. Più che altro bisogna vedere per la staffetta sprint femminile, vedremo quali saranno le scelte nell'ordine di partenza delle nostre. Chissà se l'ultima sarà Magda Genuin o proprio la Follis. Speriamo che le torni la condizione per consentire a tutta la squadra di arrivare a un podio importante!
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Le competizioni di oggi e gli azzurri in gara!

Questa sera sono tante le aspettative per i nostri azzurri, infatti è il giorno del Super-G, che comincerà alle 20.30, con Werner Heel, Christof Innerhofer, Dominik Paris, e Patrick Staudacher.

Alle 19.00 iniziano le qualificazioni del Salto con gli sci con

Questa sera attendiamo anche il riscatto anche per le ragazze del fondo: alle 22.00 Magda Genuin, Arianna Follis, Marianna Longa e Sabina Valbusa gareggeranno nella 7,5 km Tecnica classica + 7,5 km Tecnica Libera.

Come al solito comincia tardissimo (all'1.45) il pattinaggio di figura, con Faiella\Scali e Cappellini\Lanotte.

Si disputano anche le dello skeleton, con Zanoletti e la Drocco.

Per vedere il calendario completo andate qui. Continua...

18.2.10

Le competizioni di oggi e gli azzurri in gara!

Come sempre si comincia alle 19.00 col biathlon 15 Km femminile con le nostre Haller, Oberhofer, Perathoner, Ponza.

Anche questa sera ci sarà lo sci alpino. E' finalmente arrivato il momento della supercombinata femminile: la discesa è alle 19.00, lo slalom alle 22.00. Per noi gareggeranno la Merighetti e la Schnarf.

Poi torna il biathlon, questa volta maschile: c'è la 20 Km alle 22.20. Per noi Windisch, De Lorenzi, Hofer, Vuillermoz.

Alle 22.00 un altro appuntamento importante: vedremo dove potrà arrivare Chiara Simionato nei 1000 metri di pattinaggio Velocità.

Forse la gara più attesa di questa sera è la finale del pattinaggio di figura col programma libero. Alle 02.00 vedremo se Plushenko si confermerà zar; speriamo che Bacchini e Contesti recuperino qualche posizione.

Infine sempre alle 02.00 comincerà lo skeleton.

Per noi sarà molto difficile conquistare medaglie in questa giornata olimpica, ma le sorprese sono sempre dietro l'angolo!!!
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Lindsey Vonn trionfa in discesa libera


Era la più attesa di queste olimpiadi, la favorita dei favoriti, quella che in Coppa del Mondo si era costruita un cammino trionfale. Poi in prova l'infortunio alla tibia "nebuloso", il dolore infilandosi gli scarponi, il possibile colpo di scena.
Ieri la discesa femminile era il fiore all'occhiello del programma, su questa pista dalla notevole difficoltà tecnica (molti salti seguiti da curve impegnative), ma evidentemente poco curata nei dettagli. Agli organizzatori quest'anno non ne va bene una, e così la gara di discesa si è rivelata una lotteria in cui molte ragazze sono uscite di pista, a volte con rovinose cadute, come nel caso di Dominique Gisin, Anja Paerson e la Miklos.
Peraltro si sono registrati distacchi notevoli, un pò per la supremazia assoluta della Vonn, un pò per la neve e il fondo.
Prima della Vonn ha spiccato la statunitense Julia Mancuso, che ha segnato un ottimo tempo (alla fine è arrivata seconda con un distacco di 56 centesimi), e l'unica altra pretendente al podio si è rivelata l'austriaca Elisabeth Goergl, che ha vinto il bronzo con un distacco di 1"46.

Male le nostre ragazze: la migliore è la veterana Lucia Recchia, nona con un ritardo di 2"31, e poi Johanna Schnarf è arrivata 22esima. Sono invece uscite Daniela Merighetti e Elena Fanchini.

Per quanto riguarda le altre gare, ha sorpreso Magda Genuin, che è riuscita ad approdare nella finale dello sprint a tecnica classica, ed è poi arrivata quinta.

Ci si aspettava di più invece dalle due coppie dello slittino, infatti Oberstolz/Gruber, al terzo posto dopo la prima run, sono stati rimontati dai tedeschi, finendo quarti a soli 7 centesimi dal podio. Plankensteiner/Haselrieder, l'altro equipaggio azzurro in gara, si e' classificato al nono posto a 944 millesimi dall'oro.
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Arianna Fontana bronzo nello short track!


Arianna Fontana ci ha regalato la quarta medaglia, per lei uno spelndido terzo posto in una finale che si è giocata bene dall'inizio con una partenza bruciante, che le ha poi permesso di mantenere la terza posizione!

(Da Repubblica)

VANCOUVER (Canada) - La quarta medaglia olimpica per l'Italia, la terza di bronzo, arriva dallo short track. A vincerla è Arianna Fontana, 20 anni il prossimo 14 aprile. L'atleta di Sondrio, uno 'scricciolo' di 154 cm, sale sul podio nei 500 metri (unica azzurra rimasta in gara dopo le batterie di domenica) bissando il bronzo vinto quattro anni a Torino con la staffetta. Nella finale a quattro raggiunta chiudendo la semifinale al secondo posto con un millesimo di vantaggio sulla cinese Yan Zhou, la vicecampionessa d'Europa, che in questa stagione ha raccolto risultati non proprio esaltanti in coppa del mondo (miglior risultato un quarto posto a Seul), chiude alle spalle della cinese Meng Wang, che bissa l'oro di quattro anni fa a Torino (stabilendo anche il nuovo record olimpico), e della canadese Marianne St.Gelais. Quarta è l'altra canadese Jessica Gregg. ''Mi aspettavo di vincere questa medaglia - ha detto la Fontana -. Sapevo che era alla mia portata e sono contenta di averla vinta. La dedico a me stessa. Anche quella di Torino mi aveva reso contenta, ma questa di più. Vincere in una prova individuale è un'altra cosa". Nel futuro dell'azzurro c'è l'appuntamento tra quattro anni a Sochi. "Ora aspetto i Giochi in Russia. Vediamo cosa potrò combinare là. Poi credo che smetterò. Lo short track non è tutto nella vita, e ho altri progetti. Come sposarmi, magari fare un figlio...".

STAFFETTA ELIMINATA - Niente finale nella staffetta per il quartetto azzurro formato da Yuri Confortola, Nicola Rodigari, Nicolas Bean e Claudio Rinaldi. Fatale uno scivolone di Rinaldi che, cadendo, è finito addosso al francese Benjamin Mace. Per questo motivo gli azzurri, che poi hanno chiuso ultimi, sono stati squalificati mentre i transalpini, nonostante il terzo posto, sono stati ammessi alla finale del 26 con Corea del Sud e Stati Uniti.

IN TRE AI QUARTI - En plein azzurro nelle qualificazioni dei 1000. Passano ai quarti Yuri Confortola, che vince la propria batteria con 1'27"073, Nicolas Bean, secondo nella sua heat (1'26"781), e Nicola Rodigari. Quest'ultimo, travolto dal francese Maxime Chataignier mentre era secondo nella propria batteria, è stato 'risarcitò dagli arbitri col passaggio del turno.
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17.2.10

Programma odierno e azzurri in gara

Il programma di questa sera è molto ricco.

Si comincia alle 19.15 con le qualificazioni dello sci di fondo sprint TC femminile, con le nostre Brocard, Genuin, Moroder, Follis.

Alle 19.40 le qualificazioni maschili con Frasnelli, Hofer, F. Pasini, R. Pasini.

Alle 20.00 la portata principale del banchetto olimpico: inizia la Discesa Libera femminile, con Fanchini, Merighetti, Recchia, Schnarf.

Alle 22.05 un'altra disciplina spettacolare e giovane: l'halfpipe, in cui gareggia l'azzurro Pietropoli.

Inoltre a notte inoltrata ci saranno le gare di pattinaggio velocità (per noi Anesi), di Short Track, e del doppio di slittino (puntiamo molto su Obertsolz-Gruber, Plankensteiner-Haselrieder, sempre tra i primi posti in Coppa del Mondo).

Per vedere il programma completo andate qui.
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I risultati di ieri e le aspettative per oggi


Ho deciso che il mio sport dei giochi olimpici invernali preferito è lo snowboard cross. E' spettacolare, gli atleti gareggiano con abbigliamento molto sportivo, c'è contatto ma con moderazione, servono forza, equilibrio e scorrevolezza. Fino alla fine non si è certi del risultato, ed è pieno di sorprese e di colpi di scena. Dicevo che la pista parte quasi in salita, e infatti ieri nel primo quarto di finale una ragazza si è fermata in cima alla prima gobba, ha dovuto spingersi per scendere!
La gara è stata vinta dalla Ricker che ha dominato la finale, davanti alla francese Deborah Anthonioz e alla svizzera Olivia Nobs. La nostra Raffaella Brutto ha chiuso 17esima.



Ieri sera si è disputato il programma corto del pattinaggio su ghiaccio, con il primo posto di Evgenji Plushenko, che ha cominciato tanto per gradire con quadriplo e triplo toeloop e che è stato l'unico a non cadere. Il punteggio (90.85) è a un soffio dal suo record del mondo, ed è pure un pò stretto rispetto al tasso tecnico di difficoltà e alla solidità mostrata dal russo. Del resto si chiama zar per qualcosa...La sensazione è che solo lui poss perdere questa medaglia d'oro, ma ha due inseguitori molto vicini, cioè lo statunitense Evan Lysacek (90.30) e il giapponese Daisuke Takahashi (90.25).
Ha un pò deluso invece Samuel Contesti, 14esimo con 70.80 punti per colpa di una caduta un pò strana sul triplo flip; l'altro italiano Paolo Bacchini ha ottenuto un buon ventesimo posto con 64.42 punti.
Ha gareggiato anche Chiara Simionato nei 500 metri di pattinaggio di velocità, arrivando 25esima. Lei che paga sempre uno scotto in partenza non era certo favorita da questa pista lenta, e in più tornava dal grave infortunio tendineo, solo da poco aveva cominciato a ritrovare le sensazioni pre-infortunio pattinando.
Per la cronaca ha vinto la sudcoreana Lee Sang Hwa, medaglia d'argento per la tedesca Jenny Wolf, campionessa mondiale e primatista mondiale; bronzo alla cinese Wang Beixing.

Nel frattempo il tempo rimane il protagonista: ieri infatti è stata annullata la supercombinata maschile perchè ha nevicato. La notizia positiva è che la precipitazione ha riguardato tutta la pista, uniformando il fondo, precedentemente compattato da 400 piedi di 200 volontari. Gli organizzatori hanno fatto un gran lavoro preparando la pista al meglio, ma oggi è previsto caldo, per cui in discesa (da ricordare che l'unica atleta ad aver provato interamente la pista è l'italiana Lucia Recchia) c'è il rischio che i pettorali alti non possano accedere a buoni tempi. La prima delle italiane sarà Lucia Recchia con il 7; poi Daniela Merighetti con il 17, Johanna Schnarf con il 26 ed infine Elena Fanchini con il 30.
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16.2.10

Calendario odierno e azzurri in gara

Questa sera saranno assegnati altri 6 titoli olimpici, ma la buona notizia è che alle 18.00 comincia il curling, dopo Torino effettivamente ci mancava un sacco. Spero che in qualche momento lo facciano vedere perchè mi mancano quelle scope per il ghiaccio e quelle pentole rotolanti!

Alle 19.00 comincia la Supercombinata, con la discesa libera maschile. Saranno impegnati Innerhofer, Fill, Moelgg e Paris.

Sempre alle 19.00 ci sono le qualificazioni dello snowboardcross femminile, con la Brutto.

Quest'oggi comincia l'olimpiade di Chiara Simionato, che gareggerà nei 500 metri del pattinaggio velocità alle 22.00

Alle 22.30 Ci sarà lo slalom speciale della supercombinata maschile.

Infine all'01.15 il pattinaggio di figura individuale maschile (programma breve) coi nostri Contesti e Bacchini.

Per vedere il programma completo andate qui.

Update: A causa delle nevicate di questa notte (era ora, direi) la supercombinata maschile è stata rinviata a venerdì. Il super-G previsto venrdì sarà spostato a domenica, al posto del gigante, che sarà al via martedì.
...Alla fiera dell'est, per due fiocchi, il programma olimpico ebbene slittò! Continua...

Primo argento per la squadra azzurra: ce lo regala Pietro Piller Cottrer!



Ieri sera è andata in onda una gara straordinaria: la 15 km tecnica libera maschile. Pietro Piller Cottrer è apparso competitivo già da subito, anche quando i distacchi erano ancora ridottissimi (al chilometro 2.3 Di Centa era undicesimo con 9 secondi circa di distacco). Ha continuato col suo ritmo, e nessun altro a parte Cologna sembrava in grado di stare al suo passo. Alla fine ha ceduto 24,6 secondi a Dario Cologna, lo svizzero sicuramente in ottima condizione, che quest'anno si è risparmiato apposta per l'olimpiade. Gli unici due che potevano insidiare "Caterpiller" erano lo svedese Hellner che è crollato nel finale, è arrivato al traguardo stremato uscendo dal podio, e Lukas Bauer, terzo a 35,7 secondi da Cologna.
Giorgio Di Centa ha chiuso invece al decimo posto a 1 minuto da Cologna, mentre Checchi è arrivato diciannovesimo e Moriggl ventiquattresimo.

Questo è un ottimo podio giunto in una giornata che non c'ha regalato altre soddisfazioni, perchè in discesa libera Werner Heel è arrivato dodicesimo con 88 centesimi di distacco (ha perso nella seconda parte della pista, dove è andato troppo piano rispetto agli altri) e Peter Fill quindicesimo, mentre ci si poteva aspettare almeno un piazzamento nei 10. (Ha vinto Defago davanti a Svindal e Bode Miller).

Nella 10 km a tecnica libera femminile Arianna Follis si è classificata solo undicesima, la Longa diciassettesima. Sono parse non in condizione, mai in gara, anche se sono rispettivamente campionessa e vicecampionessa del mondo.

Aveva buone possibilità Schiavon nello snowboard cross, che si era in teoria qualificato per i quarti di finale ma poi è stato squalificato (penso per una "lotta" corpo a corpo con un altro concorrente, ma non si è ben capito). Peccato perchè -forse a causa della partenza praticamente in salita- sono usciti tanti dei favoriti, e la sua condizione di forma era migliorata proprio nell'ultimo periodo.
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15.2.10

Calendario odierno e azzurri in gara

Questa sera si inizia a entrare nel vivo delle gare, perchè dalle 19.00 Arianna Follis, Marianna Longa, Silvia Rupil, Sabina Valbusa se la giocheranno nella 10 km di fondo Tecnica Libera. Arianna Follis sembra l'italiana con più chances di medaglia.

Alle 19.30 parte finalmente la discesa libera uomini con Peter Fill, Werner Heel, Christof Innerhofer, Patrick Staudacher. Werner Heel tra gli azzurri sembra il favorito, e ha anche un buon pettorale, Peter Fill viene dal lungo infortunio ma ha dimostrato di poter stare tranquillamente tra i primi. Innerhofer può essere un outsider, per Staudacher mi aspetto un buon piazzamento.

Alle 21.30 altra gara importante, la 15 km Tecnica Libera maschile, con Valerio Checchi, Giorgio Di Centa, Thomas Moriggl, Pietro Piller Cottrer. Qui un podio sarebbe auspicabile, e sicuramente i candidati sono Di Centa e Piller Cottrer.

Inoltre dalle 19.00 partono le qualificazioni per lo snowboard cross maschile, con Simone Malusà, Stefano Pozzolini, Federico Raimo, Alberto Schiavon. Le batterie continueranno durante la serata. In questa gara Schiavon dopo il terzo posto agli X games può fare bene, la sua condizione è migliorata proprio in quest'ultimo periodo.

Per vedere il programma completo andate qui.
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Zoeggeler terzo nello slittino, ma che brutto vederli esultare



Armin Zoeggeler è definitivamente nella leggenda, ha conquistato il quinto podio in cinque olimpiadi.
Dopo le prime due manches era terzo a 512 millesimi dal tedesco Loch, un altro campione ventenne. Nella terza manche ha disputato la sua discesa peggiore, non sembrava lui, ha fatto errori in tante curve, la sua linea è stata precisa solo in brevi tratti. Il russo Demtschenko ha così recuperato il distacco portandosi solo a 22 millesimi dal carabiniere italiano, e tutti abbiamo temuto una clamorosa rimonta nella manche finale. Invece Armin ha stretto i denti, e ha agguantato il suo quinto podio per soli 4 centesimi sul russo. Secondo posto al tedesco David Moeller. In questa gara hanno influito i materiali, importanti per le condizioni strane della pista, sottoposta a condizioni climatiche alternanti; si dice che i tedeschi avessero dei missili sotto la schiena, mentre i nostri hanno patito, fatto testimoniato dalle posizioni non all'altezza delle aspettative di Mair e Rainer, rispettivamente 17esimo e 21 esimo. Per questo motivo Zoeggeler ha dichiarato "Questo bronzo vale come un oro".

Questo è il lato sportivo della gara. Il lato umano non mi è piaciuto per niente. Innanzitutto per le polemiche sull'accorciamento della pista, ingaggiate dal presidente Fisi Giovanni Morzenti: «Siamo stati degli ingenui quando c'è stata la decisione di spostare la partenza di gara a quella delle donne. Si sapeva che i tedeschi ne sarebbero stati avvantaggiati. Si è cambiata la situazione. Dovevano, su una pista omologata, bastare le protezioni in più che sono state installate dopo l'incidente»
Questo mi sembra un discorso assurdo, tanto più dopo che è morto un ragazzo in una prova cronometrata. Forse il problema è che questa pista non la dovevano proprio omologare. In più abbassare la partenza era veramente il minimo che si potesse fare in una pista dove non erano state calcolate bene le massime velocità raggiungibili.
In più so che gli atleti si allenano anni e anni per arrivare all'olimpiade, so che si pretende sempre una loro presa di posizione, ma vederli esultare dopo la gara come se niente fosse è stato veramente brutto. Io ricordo gare di Formula 1 o di Moto Gp in cui qualcuno aveva fatto un incidente grave o mortale finite con un podio per niente festoso, anzi caratterizzato dal clima greve e angosciato.
Mi sembra che sia un minimo di rispetto necessario per un ragazzo che ha cominciato a scendere per quella pista e che ha finito li il suo percorso, in modo irreparabile.
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Primo bronzo per l'Italia, grande Alessandro Pittin!



La combinata nordica è uno sport moto affascinante, perchè sa di antico ma non è retrò.
Prima un salto dal trampolino piccolo, poi 10 km di fondo, una gara "veloce" che mette tutti alla prova. Dopo il salto ogni punto in più vale 4 secondi di vantaggio, e nel fondo si parte quindi scaglionati. Il nostro Pittin dopo il salto è sesto, con un punteggio di 123.5, nel gruppo dei migliori. Quindi la tattica è questa: nel fondo da un lato bisogna andare a prendere il finlandese Rynanen, l'unico che nel salto aveva staccato tutti con 135,5 punti, e dall'altro bisogna evitare il ritorno dei due grandi fondisti Gottwald e Moan, rimasti però penalizzati dal salto.
Il gruppetto di Pittin ha ripreso subito Rynanen, anche perchè è caduto nei primi chilometri perdendo qualche secondo, poi Pittin per tutta la gara sembra controllare, in modo molto attento. Sembra che abbia margine, insomma, che proceda con una maturità da trentenne.
All'ultimo chilometro il colpo di scena: parte il giapponese, e tutti ad inseguirlo, primo fra tutti l'americano Spillane che ha ricucito lo strappo (arrivato poi secondo), e poi il francese Jason Lamy Chappuis che ha vinto (è leader della Coppa del Mondo). Pittin ha superato l'altra parte del suo gruppetto e si è portato avanti. Siccome non è favorito nello sprint finale, per un attimo si è temuto che Todd Lodwick lo potesse superare, e invece è arrivato terzo regalandoci il primo bronzo di queste amare olimpiadi.
I retroscena di questo risultato svelano un ragazzo col professionismo nel sangue, un ragazzo che ha cominciato mesi fa ad allenarsi col fuso orario Canadese per abituarsi ed evitare il jet-lag, totalmente modesto, che è partito con l'entusiasmo del giovane ma con il realismo di un grande. Ha raggiunto anche la prima medaglia per l'Italia nella combinata nordica, dopo aver vinto per tre anni i mondiali juniores. Insomma, ne sentiremo ancora parlare, potrà darci molte soddifazioni in futuro, questo è un campione.
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14.2.10

America's Cup a BMW Oracle



Permettetemi una parentesi su una competizione non olimpica: la America's Cup. L'abbiamo attesa 2 anni, ci sono state bizze giudiziarie, praticamente i professionisti che hanno lavorato di più in questo lasso di tempo sono stati gli avvocati. Sono cambiate le regole, il defender Alinghi ha optato per dei barconi con le dimensioni di una crociera (larghezza pari a due campi da tennis), si è passati da barche a scafo singolo con un albero di 30 metri (comunque mica poco!) a barche multiscafo con alberi così alti che i grinder (quegli omoni che issano le vene a mano, o meglio a manovella) non bastavano più. Hanno installato dei motorini per issare le vele tramite sistemi idraulici, Alinghi ha optato per un catamarano che in teoria doveva essere migliore in condizioni di vento scarso, vela "classica"; Oracle invece si è presentato con un trimarano veramente impressionante, con una vela "speciale" cioè semirigida e divisa in 9 segmenti, ognuno manovrabile (sempre coi motorini) indipendentemente dall'altro. Questo serve perchè chiaramente a 50 metri d'altezza il vento è diverso da quello a pelo dell'acqua, e quindi si aumenta l'efficienza della vela.
Si è detto ai "tradizionalisti" che questi multiscafo sono utili e auspicabili perchè aumenta la tecnologia, e se aumenta la tecnologia aumenta lo spettacolo, quindi tutto perfetto. Peccato che a causa dei misfatti giudiziari si sia regatato a Valencia in Febbraio, cioè quando non c'è la brezza marina estiva o primaverile, ma il mare è più turbolento, e il vento più incostante. Queste barche così tecnologiche non riescono a navigare con un'onda alta un metro e mezzo (che più o meno sarebbe come se noi non riuscissimo a salire un gradino di 5 cm) e quindi ci sono stati due rinvii di partenza, con buona pace degli sponsor. Si è poi regatato la prima volta, e Alinghi ha preso una penalità immediatamente dopo la partenza, penalità recuperata verso la fine non senza difficoltà, ed è arrivata con tre chilometri e mezzo di distacco (più di un quarto d'ora). Poi la seconda regata è stata invece rinviata per mancanza di vento. Questo ci fa riflettere sulla reale utilità della tecnologia: è utile e auspicabile quando serve per rispondere a qualche necessità, è inutile se non funziona nelle reali condizioni in campo. Sarebbe come costruire dei bolidi di Formula 1 che però riescono ad andare solo dritti, e intanto aspettare che vengano prodotte piste senza curve. E' assurdo! Oggi la seconda regata: Oracle ha nuovamente vinto (con un vantaggio di più di 5 minuti), dato che Alinghi ha preso un'altra penalità in partenza. Quindi dato la Coppa America si gioca al meglio delle tre gare (tanto fumo e niente arrosto, mi verrebbe da dire) Oracle ha vinto la 33esima America's Cup.
In pratica chi ha proposto tutto ciò, riducendo anche il numero dei partecipanti (cioè due), e fabbricando la barca solo dopo aver visto Oracle, ha perso sonoramente in entrambe le regate, cioè la tecnologia che doveva essere migliore con vento scarso è risultata nettamente inferiore.
Forse è la prova che il fattore umano conta, e che potendo provare poco la barca gli errori aumentano. Anche con la barca potenzialmente migliore, se gli uomini non la provano e non la spingono al limite, non si va molto lontano.
In più credo che questa Coppa America abbia fatto perdere interesse: come in Formula 1 quando hanno il sopravvento i cambi (a volte assurdi) di regolamento, quando si stravolgono le regole, quando si pensa più alle carte che allo sport, tutto perde il fascino che aveva acquistato con tanta fatica. Per me sinceramente è molto spettacolare vedere ad esempio il trimarano che ha un lato che letteralmente vola, è fantastico vedere che gli scafi si sollevano superando il principio d'Archimede, però tutto ciò deve avere un senso e una fattibilità che non è stata calcolata.

Diciamo così: il trofeo velistico più prestigioso torna in un paese con il mare.
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Il calendario e gli azzurri in gara oggi

Questa sera per i nostri colori gara di punta è sicuramente quella dello slittino, in cui il nostro cannibale Armin Zoeggeler si giocherà il podio nelle ultime due manches.
La terza discesa sarà alle 22.00, la finale alle 00.10.

Un'altra gara dove un azzurro potrebbe essere un outsider è quella del trampolino piccolo, in cui il nostro Alessandro Pittin si batterà a partire dalle ore 19.00.

Alle 19.00 ci sarà la discesa della supercombinata femminile, con Federica Brignone, Elena Fanchini, Daniela Merighetti, Johanna Schnarf. Successivamente alle 22.00 lo slalom speciale che assegnerà il titolo.

Sempre alle 19.00 partirà la 10 km di biathlon, con Mattia Cola, Christian De Lorenzi, Lucas Hofer, Renè Laurent Vuillermoz, Markus Windisc.

Infine all'1.30 comincerà lo short program a coppie del pattinaggio di figura, con Nicole Della Monica e Yannick Kocon.


Per vedere la tabella con gli orari andate qui.

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Prima giornata opaca per gli azzurri




La prima giornata olimpica è finita con risultati non all'altezza delle aspettative.
Enrico Fabris è arrivato settimo nei 5000 metri: lui di solito parte "con calma" e poi il suo ritmo cresce progressivamente soprattutto dopo i 3000 metri, invece questa volta è partito come il suo solito, ma poi non è riuscito nell'escalation verso il podio. E' arrivato momentaneamente sesto (partiva nella 13esima batteria su 14), per poi finire settimo. Obiettivamente il primo posto era traguardo impossibile, dato che l'olandese Sven Kramer non solo è partito poco dopo la pulizia della pista avvenuta a metà gara, ma su questo ghiaccio comunque un pò lento (perchè non è in altura) ha segnato il record olimpico in 6'14"60. Come al solito lo stadio del ghiaccio era color arancione, grande gioia sugli spalti per le migliaia di tifosi olandesi.
Fabris all'arrivo era molto affaticato, ma dopo la gara ha dichiarato: "Di testa c'ero, ma non sono riuscito a dimostrare quanto valgo"; speriamo che sia vero, avrà ancora tre occasioni di riscatto, secondo me soprattutto nei 1500 metri è possibile una medaglia.
Per la cronaca il coreano Seung Hoon Lee è arrivato secondo e il russo Skobrev (che era nella stessa batteria di Fabris) terzo.
L'altro azzurro in gara, Luca Stefani, ha finito al venticinquesimo posto in 6'41"75.



Forse però il risultato che nessuno si aspettava è stato quello di Armin Zoeggeler, che dopo le prime due manches è terzo ma con un ritardo di 432 millesimi dal tedesco Loch (20 anni). Questo distacco nello slittino è un'eternità, o il tedesco fa un errore clamoroso (ma visto quel che è successo è proprio meglio di no), oppure la medaglia d'oro appare un miraggio. Se la può giocare per il podio, lottando col russo Demtschenko (ora quarto) e con l'altro tedesco David Moeller, che dopo le prime due manches è secondo a 282 millesimi da Loch, e che però solitamente è più discontinuo.
Hanno fatto peggio di Armin gli altri due italiani, Mainer e Mair, che di solito arrivano fra i primi dieci in Coppa del mondo, e invece sono adesso al diciassettesimo e diciottesimo posto con distacchi di quasi un secondo e mezzo.

Un'altra occasione importante sciupata è stata nella staffetta femminile dello short track, in cui le ragazze hanno fatto un errore seguito da caduta, e questo non ha permesso loro di agguantare la finale.
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13.2.10

Troppo poco



La pista dello slittino non c'entra con l'accaduto tragico di ieri. Questo è il responso giudiziario finale, per cui è stato catalogato l'errore come "umano". Probabilmente perchè se no rischiavano di saltare slittino, skeleton e bob. La pista verrà modificata semplicemente alzando le barriere nella maledetta curva 16 e levigando al massimo il ghiaccio. Troppo poco. Troppo facile confidare nella fortuna dopo quel che è già successo, andava almeno rivista tutta quella pista, in più mi aspetterei che prima di un'olimpiade il ghiaccio sia al massimo, e se c'è brutto tempo che lo sistemino prima delle prove.

Stasera ci saranno le prime due manche, alle 2.00 ora italiana, in cui gareggeranno Armin Zoeggeler, David Mair, Reinhold Reiner.

Le altre gare di spicco che vedono coinvolti gli azzurri sono la discesa libera e il pattinaggio velocità.

Sembra che ci siano reali possibilità di gareggiare in discesa libera, anche se ieri non è stato possibile provare per via del tempo. Comunque questa pista dovrebbe essere facile, quindi non dovrebbero esserci problemi di sicurezza. La gara comincierà alle 20.45. Gli azzurri impegnati saranno:
Peter Fill: numero di pettorale 7
Werner Heel: numero di pettorale 16 (subito prima di Miller e Cuche)
Christof Innerhofer: numero di pettorale 23
Patrick Staudacher: numero di pettorale 29

Per quanto riguarda il pattinaggio velocità invece ci saranno i 5000 metri maschili (ore 21.00) disputati per noi da Enrico Fabris, Massimo Anesi, Luca Stefani (esordiente olimpico).

Inoltre c'è lo short track 1500 uomini (ore 2.00), con Nicolas Bean, Yuri Confortola, Nicola Rodigar;
lo short track 500 metri donne (ore 2.45), con Arianna Fontana, Cecilia Maffei, Martina Valcepina.

In più biathlon, la 7,5 km sprint donne (alle 22), che vedrà impegnate Roberta Fiandino, Katia Haller, Karin Oberhofer, Michela Ponza

E infine il freestyle gobbe (ore 1.30) con Deborah Scanzio.

Quindi 6 titoli in palio, vedremo quante chances potremo giocarci, questa sera ci sarà un'altra diretta sempre qui, vi aspetto numerosi!!!

Se volete vedere un calendario ben fatto con tutti gli orari andate qui.
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Cerimonia d'apertura: la galleria fotografica

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Gli Highlights della cerimonia d'apertura



La cerimonia d'apertura è immersa in uno spirito poco olimpico e molto triste e rammaricato, a causa della tragedia che ha colpito lo slittinista georgiano Nodar Kumaritashvili. La cerimonia è dedicata a lui e ad Haiti.
Tutto comincia con le immagini di Vancouver dall'alto, poi uno snowboarder che scende dal crinale di una montagna disegnando linee fantastiche, ed entra nello stadio passando sotto i cerchi olimpici. Poi entrano Jacques Rogge, la governatrice del Canada e la bandiera canadese. Viene issata mentre una ragazza di 16 anni -bravissima- canta l'inno canadese, che rimane a mezz'asta in segno di lutto.
Ore 3:15 entrano i quattro popoli del Canada, la prima parte è dedicata agli aborigeni; ci sono quattro totem altissimi che sembrano ghiacciati, ognuno alza le braccia in segno di saluto, ci danno il benvenuto! L'inizio fino a questo momento è molto sobrio, per fortuna, francamente non si reggerebbe un altro tipo di atmosfera.
Ore 3:23 inizia la sfilata degli atleti, si nota che solo la bandiera del Canada è a mezz'asta per declibera del CIO, decisione stucchevole. La prima nazione come da tradizione è la Grecia, poi si segue l'elenco alfabetico inglese. Evidente un passo indietro rispetto a Torino 2006: le Coree sfilano separate. Anche Hong Kong indipendente dalla Cina, almeno durante le olimpiadi. Invece l'Iran ha UNA portabandiera, evento storico.
Ore 3:41 Entra la Georgia, con la bandiera abbrunata e le sciarpe nere, tutto lo stadio si alza in piedi per partecipare al lutto. I rappresentanti sono molto scossi, è un momento veramente toccante.
3:41 Entra l'Italia, le bandiere degli atleti sono più grandi rispetto a quelle di altre nazioni, ma per fortuna i nostri atleti mantengono un certo grado di sobrietà. Un piccolo passo per l'uomo, un grande passo per l'umanità. Ringraziamo Giorgio Di Centa e la sua saggezza, che sicuramente hanno aiutato.
3:57 Mi piace far notare che la musica in sottofondo è varia e soprattutto non è quella irlandese arcinota perdurata 2 ore a Pechino 2008, ringrazio sentitamente gli organizzatori
4:07 Aleggia tristezza nello stadio, la sfilata è molto pacata rispetto al solito...
4:16 Entrano gli Stati Uniti, finora più caciaroni di noi...Che bello quest'anno non abbiamo il record di decibel prodotti!
4:19
Anche il Canada si impegna nella speciale competizione "sbracciatevi più che potete, magari intanto urlate anche un pò! Se ci riuscite attardatevi anche nello stadio costringendo i volontari a mandarvi via", e credo che meriti il gradino più alto del podio davanti a Stati Uniti e ovviamente Italia. Abbiamo già una medaglia di bronzo!
4:22 Inizia la festa, entrano Brian Adams e Nelly Furtado, l'atmosfera in questo momento è familiare, sarà perchè sembra che chiunque nel pubblico sia dotato di tamburo da battere rigorosamente fuori tempo
4:27 I totem si abbassano per lasciare spazio alla neve (di carta riciclabile) sul palco.
Sarano olimpiadi all'insegna della tutela dell'ambiente, tema centrale nella vita canadese di tutti i giorni. Si festeggiano le quattro stagioni. Prima l'inverno, poi i smboli degli animali simbolo che sono aquila, coyote, grizzlie. Poi il disgelo, sembra che ci siano balene che nuotano e spruzzano acqua sotto lo stadio. Un ragazzino gioca col grano, poi un bosco cresce.

4:44
Nel frattempo dopo una riunione tecnica hanno deciso di innalzare le barriere intorno alla pista da slittino in modo da evitare uscite di pista e di levigare al massimo il ghiaccio per evitare sobbalzi. Non si sa se domani partiranno le prime due manches perchè la pista è sotto sequestro.

4:49 Scende una canoa dal cielo dominato dalla luna piena. Musiche col violino, strumento tradizionale. Sono fantastiche, certo non c'è la maestosità di Pechino, ma dal punto di vista tecnico-artistico è un puro piacere assistere ai ballerini e ai violinisti... Si chiude questa parte con un violinista mancino alternato a un ballerino di tip tap vestito in "abiti" tradizionali canadesi (quasi simili al kilt irlandese).
5:07 Cambia la scenografia, dei teli creano una montagna da cui scendono sciatori e snowboarder, scorrono immagini olimpiche. Forse fino ad ora è il momento più spettacolare, anche dal punto di vista scenografico-tecnologico.
5:16 Immagini del viaggio della torcia olimpica, viaggio praticamente solo in terre canadesi -a parte la Grecia, ovviamente- per evitare proteste come quelle di Pechino.
5:19
Jacques Rogge in lacrime fa le condoglianze alla famiglia dell'atleta georgiano, il presidente del comitato organizzatore canadese lo consola, questo è un altro momento sincero e mesto. Ricorda ancora il ragazzo georgiano, e poi ricorda agli atleti che sono dei modelli, e di gareggiare con lo spirito olimpico
5:33 Rogge dichiara aperti i ventunesimi giochi olimpici invernali!!!
5:34 La governatrice del Canada annuncia: "Ouvert les jeux de Vancouvèr"
5:35
Viene cantato l'alleluiah di Leonard Cohen, in questo mesto giorno è proprio una preghiera. Poi si alzano delle colombe in volo, simbolo della pace, simbolo olimpico
5:41 Viene annunciata la fiaccola, che ha percorso 45.000 chilometr.i Poi entra la bandiera olimpica, che viene issata
5:48 un minuto di silenzio per Kumaritashvili; ci sono la bandiera canadese e quella olimpica a mezz'asta
5:50
Ecco i giuramenti, uno in inglese e uno in francese! Giura l'hockeista canadese Hayley Wickenheiser giura onestà e di non far ricorso al doping; il giudice giura l'imparzialità
5:53 Entra la fiaccola nello stadio, portata nello stadio da un atleta paralimpico. La torcia passa all'NBA Steve Nash, poi alla campionessa olimpica di sci Nancy Green, simbolo dello sport canadese femminile. Poi Wayne Gretzky, l'olimpionico invernale canadese più grande di tutti i tempi!
6:03 Sorpresa: Tutti i 4 tedofori accendono la fiamma olimpica!!! O meglio, il calderone interno. Il protocollo prevede che ci sia quello ufficiale scoperto, acceso poco dopo. La fiamma olimpica arde!!!
6:03 Un unico fuoco d'artificio, questa parte penso sia stata ridotta per lutto.

La cerimonia si è svolta in stile molto sobrio. Poco spettacolare dal punto di vista tecnologico, però gioviale, accogliente, famigliare. Con il lutto è risultata decisamente più accettabile, se fosse stata troppo maestosa avremmo avvertito uno stridore molto spiacevole. Chissà se la tristezza era vissuta anche da tutte le persone presenti nello stadio, o solo da noi spettatori...


Update: rinviata la discesa maschile.

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Le olimpiadi iniziano con una tragedia

(Di Germano Antonucci - Fonte)

La tragedia nel giorno più atteso. Ore 11, Whistler Sliding Center: il georgiano Nodar Kumaritashvili, 21 anni, sta per terminare la sua prova. L'ultima in programma, prima della gara del week end olimpico. All'improvviso, perde il controllo dello slittino, sbatte contro una barriera, vola via dalla pista e si schianta contro un pilone. A oltre 140 km orari. L'atleta cade a terra privo di sensi. La visiera del casco staccata. I medici tentano di rianimarlo: gli praticano il massaggio cardiaco e la respirazione bocca-a-bocca. Nodar non si muove. Lo caricano in barella e lo trasportano via in ambulanza, poi con l'elicottero. Ma le immagini trasmesse in diretta dai canali olimpici fanno subito temere il peggio: un impatto terribile. Le prove vengono sospese, dopo un'ora e mezza arriva la conferma: Kumaritashvili non ce l'ha fatta. Le Olimpiadi di Vancouver si aprono nel peggiore dei modi: un lutto al posto della festa. A poche ore dalla cerimonia inaugurale (il cui svolgimento viene poi confermato dal Cio).

LE REAZIONI - Il presidente del Cio, Jacques Rogge, è scosso: «Il nostro primo pensiero va alla famiglia, agli amici e ai colleghi dell'atleta. Tutta la famiglia olimpica è toccata da questa tragedia, che chiaramente getta un'ombra su questi Giochi». «Siamo profondamente colpiti - dichiara il capo del Vanoc, John Furlong - e ci uniamo al Cio nell'estendere le condoglianze alla famiglia, agli amici e ai compagni di squadra dell'atleta, che era venuto a Vancouver per inseguire il suo sogno olimpico». Per il presidente della federazione internazionale di slittino, Josef Fendt, «è stato un terribile incidente. È la cosa più grave che possa capitare nello sport ed il pensiero nostro e della famiglia dello slittino va naturalmente a chi è toccato da questa tragedia». La delegazione georgiana pensa per qualche ora di lasciare Vancouver, ma alla fine decide di partecipare alla cerimonia e alle gare.

PISTA PERICOLOSA - La tragedia, sulla quale è stata avviata un'inchiesta, è destinata a scatenare nuove polemiche sulla sicurezza dell'impianto di Whistler. Considerata una delle piste più veloci del mondo, questo budello di ghiaccio è apparso da subito particolarmente pericoloso. Troppo. Nei giorni scorsi l'australiana Hannah Campbell-Pegg aveva lanciato l'allarme: «Stiamo andando un po' oltre il limite. Fino a che punto dobbiamo essere considerati solamente dei crash test dummies da lanciare giù per una pista?». Sulla stessa pista, la rumena Violeta Stramaturaru era rimasta priva di conoscenza per qualche minuto. Anche Armin Zoeggeler, il re della specialità, era stato coinvolto in un incidente, fortunatamente privo di conseguenze. Il Cannibale si era subito rimesso in piedi. Pochi minuti dopo, lo schianto fatale di Nodar.
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12.2.10

DIRETTAmente da Vancouver!!!



Questa notte a partire dalle 3 su questo blog manderò in onda la diretta della cerimonia d'apertura di queste olimpiadi!!! Vi aspetto qui su questo blog a commentare questo grande evento!
Pinguino Sportivo, dove lo spirito olimpico è la regola e la normalità!


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Tutto pronto per la ventunesima olimpiade invernale!


E' finalmente arrivato il momento che aspettavamo da 4 anni, ricominciano le olimpiadi invernali! Le ventunesime, per la precisione.
C'è massimo riserbo sullo svolgimento della cerimonia, che sarà al "coperto" grazie alla cupola pressurizzata di un impianto già utilizzato dai BC Lions (football americano), gli spettatori e gli spettacolanti saranno al caldo a 20°. Il filo conduttore sarà ovviamente il Canada (so che non l'avreste mai detto!). Rimane misteriosa anche l'identità dell'ultimo tedoforo, ma si vocifera che sarà la leggenda canadese dell'Hockey su ghiaccio Wayne Gretzky. L'Italia sfilerà 43esima. La divisa sarà molto fashion: cappotto grigio di lana, dolcevita di cachemire color panna, gilet di piuma d'oca color argento, pantalone sportivo bianco, cintura blu e scarponcino alto invernale color argento.

Francamente mi sarei aspettata una movimentazione mediatica maggiore, con tutto quel che c'è da dire sulle olimpiadi la protagonista assoluta in questi giorni è stata la neve...che non c'è.
Sarà perchè mancano forse personaggi di spicco dal punto di vista mediatico, sarà perchè sono olimpiadi invernali, sarà perchè vengono dopo la mobilitazione globale di Pechino, sarà perchè noi vivremo le gare di notte, ma le informazioni non mi sembrano così particolareggiate e incalzanti.
Protagonisti, dicevamo: probabilmente i due globalmente conosciuti e attesi sono l'americana Lindsey Vonn e lo zar Evgenij Plushenko, arrivati a questo appuntamento in due modi diametralmente opposti, almeno per quanto riguarda questo ultimo periodo. Lindsey Vonn infatti, data come superfavorita per le discipline veloci dello sci alpino, si è infortunata in allenamento, non ha neanche voluto fare esami radiografici (per lo meno, così si dice) per non aver la certezza di un infortunio grave. Sta di fatto che dice di riuscirsi a mettere gli scarponi solo con dolore, e sembra ancora in dubbio la sua partecipazione.
Plushenko invece riferisce di aver rispettato i programmi di preparazione, e di essere sereno e tranquillo.

La discesa femminile in generale quest'anno sembra non conoscere pace: dopo il gravissimo infortunio di Nadia Fanchini (speriamo che recuperi al meglio!), e quello della Vonn, nella prova olimpica di ieri è caduta rovinosamente l'americana Cook: è già stata dimessa dal policlinico olimpico, ma rimarrà in osservazione ancora 48 ore, poi deciderà se prender parte alla gara.



Per quanto riguarda le altre discipline, si sono svolte le prove per il salto con gli sci, e proseguono le prove di discesa maschile, a cui ha partecipato anche una lince, che ha attraversato la pista pacificamente. Il nostro Innerhofer parla di un tracciato facile, anche troppo per un'olimpiade, una pista in cui non si può mai sbagliare per andare sul podio.

Noi partiamo con poche certezze: non si conosce la preparazione di Enrico Fabris, che in coppa del mondo ha colto pochi buoni risultati, e almeno fino a novembre sembrava in evidente ritardo di preparazione. L'infortunio di Nadia Fanchini ha forse destabilizzato (ma speriamo di no) l'ala femminile dello sci alpino, dove le atlete di punta secondo me potrebbero essere Federica Brignone e Manuela Moellg. Per quanto riguarda gli uomini, Peter Fill quest'anno ha disputato una sola gara a causa del suo infortunio tendineo. Werner Heel sembra il più in forma nonostante il suo breve stop per una caduta in discesa a dicembre, e nella prima prova di discesa a Vancouver è arrivato quinto. Ci si potrebbe aspettare molto anche da manfred Moellg, ma ha inforcato negli ultimi slalom, speriamo che non ne risenta psicologicamente. Metterei come outsider Razzoli e Simoncelli.
Nello sci di fondo quest'anno sembrano in buona forma Arianna Follis, soprattutto nelle gare sprint, e penso che anche Piller Cottrer potrà disputare buone gare. Speriamo poi nell'orgoglio e nell'esperienza di Giorgio Di Centa, il nostro portabandiera!
La specialità in cui potremmo primeggiare è lo slittino, sia nel doppio, che nel singolo, col grande cannibale Armin Zoeggeler, che deve "solo" confermare la sua grandezza.

Non poteva mancare il doping: è trapelata la notizia di 30 controlli preolimpici positivi, e dei rispettivi atleti ammoniti. Come al solito si dichiara una lotta al doping senza precedenti. A me basta che non trovino positive le atlete di curling, in quel caso la mia scala di valori potrebbe crollare da un momento all'altro!

Tutto pronto quindi per quest'olimpiade immersa nella città più vivibile del mondo costata 37 milioni di dollari, in cui saranno rappresentati tutti i continenti. La grande festa durerà fino al 28 febbraio, giorno della cerimonia di chiusura, dopo cui il testimone passerà a Sochi 2014. Tutti in piedi questa notte alle 3! (Voi che farete?)
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10.2.10

Vancouver 2010, stiamo arrivando!!!



(di Paul Radford - fonte)

Mancano tre giorni alla cerimonia d'apertura dei Giochi olimpici invernali di Vancouver, e gli organizzatori stanno combattendo da ieri con tre problemi che, si spera, possano essere risolti in tempo per l'inizio delle gare.
La prima preoccupazione riguarda la carenza di neve, ma anche le possibili proteste durante la cerimonia d'apertura e la maledizione che vuole il Canada a secco di medaglie d'oro quando ospita le Olimpiadi non lasciano tranquilli gli organizzatori.
L'inusuale situazione che vede la costa atlantica del Nord America sotto tormente di neve e la costa del Pacifico con un inopportuno clima mite ha lasciato Vancouver a corto di neve, teatro davvero particolare per una città che deve ospitare le Olimpiadi invernali.
Mentre la neve è abbondante a Whistler Mountain, a circa 125 chilometri di distanza, la situazione è di tutt'altro tenore a Cypress Mountain, sulla sponda settentrionale di Vancouver.

NEVE, PROTESTE E MALOCCHIO

Cypress Mountain, dove si terranno le gare di sci freestyle e di snowboard, è stata aperta ieri per la prima volta ai media ma, secondo quanto riferito da un giornalista Reuters, l'aspetto è quello di un sito in costruzione. Gli atleti sono comunque soddisfatti. "Il percorso è buono, la neve è interessante", ha detto il canadese Vincent Marquis. "E' una situazione intermedia, tra la neve reale e il fangoso. Ma ci siamo già allenati in passato per questo".

Gli organizzatori confidano anche che le manifestazioni di protesta, già previste per la cerimonia d'apertura e per il primo giorno di gara, non creino particolari disturbi alla competizione. I cittadini, infatti, hanno indetto queste manifestazioni perché ritengono che i soldi spesi per organizzare le Olimpiadi sarebbero potuti essere destinati a problemi sociali come la povertà e la situazione dei senzatetto. Anche centinaia di manifestanti contrari alla globalizzazione sono attesi per il giorno dell'inaugurazione.

Il terzo problema che in Canada sperano di risolvere riguarda la maledizione delle medaglie d'oro. Nelle due precedenti occasioni nelle quali il Canada ha ospitato le Olimpiadi - quelle estive a Montreal nel 1976 e quelle invernali a Calgary nel 1988 - gli atleti di casa non sono mai saliti sul gradino più alto del podio.

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