4.6.10

Storica Finale per Francesca Schiavone nel Rolland Garros!!!


(Da olimpiadi.blogosfere.it)

Non si ferma più Francesca Schiavone e, con la vittoria nella semifinale contro Elena Dementieva, entra a 29 anni nella storia come la prima tennista italiana a conquistare il diritto di disputare la finale in un torneo del Grande Slam, una affermazione personale che vale più di 20 Fed Cup.

In passato, solo in campo maschile, sono state sei le finali disputate dai colori azzurri, sempre a Parigi con le vittorie di Nicola Pietrangeli nel 1959 e nel 1960 e di Adriano Panatta nel 1976.

La finale arriva dopo la vittoria di oggi controla russa Elena Dementieva, quinta favorita del seeding, ritiratasi per un problema al polpaccio sinistro dopo aver perso il primo set al tie-break per 7 punti a 3. Nel set più importante della sua vita, la tennista milanese non ha subito alcun imbarazzo nonostante abbia subito un break nel settimo gioco. La russa, però, restituisce subito il favore commettendo due doppi falli ed il punteggio torna in equilibrio. Si arriva al tie-break: Dementieva scatta 2-0, Francesca infila sei punti di fila, la russa salva un primo set point con una stop volley ma poco dopo spedisce una palla in corridoio ed è 7-6 Schiavone.

In finale, sabato, Francesca Schiavone troverà l'australiana Samantha Stosur, testa diserie di numero 7, che ha dominato la sua semifinale contro Jelena Jankovic imponendosi per 6-1 6-2 in appena 59 minuti di gioco.

Con la vittoria di oggi, la Schiavone, conquista la settima posizione del Ranking Wta sorpassando Kim Cljisters e Agnieszka Radwanksa. Un eventuale successo in finale la porterebbe in posizione numero 6, con la Stosur al 7. Ad arricchire il prossimo lunedì di classifiche ci sarà la simultanea presenza di Francesca Schiavone e Flavia Pennetta (10) nelle Top Ten.

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21.4.10

Sport in lutto, è morto Juan Antonio Samaranch




Da olimpiadi.blogosfere.it

Il mondo dello sport è in lutto. Si è spento oggi a Barcellona il Presidente Onorario del Comitato Olimpico Internazionale, Juan Antonio Samaranch. Aveva 89 anni. Era stato ricoverato all'Ospedale Quiron della città catalana per una grave insufficienza cardiaca.

Padre padrone dello sport mondiale per 20 anni, Juan Antonio Samaranch era nato il 17 luglio 1920, a Barcellona. Membro CIO dal 1966, era entrato nell'Esecutivo del Comitato Olimpico Internazionale nel 1970 e assunto il ruolo di vice Presidente nel 1974. Nel 1980 era stato eletto Presidente, raccogliendo il testimone dall'irlandese Michael Morris Killanin. Nel corso della sua Presidenza, dopo aver superato il difficile momento legato al doppio boicottaggio delle edizioni olimpiche di Mosca e Los Angeles, si era fregiato del merito di far ottenere ai Giochi Olimpici il titolo di manifestazione sportiva più importante del mondo, aprendo anche alla partecipazione degli atleti professionisti. Nel 2001, lasciata la poltrona di numero uno a Jacques Rogge, era stato insignito del ruolo di Presidente Onorario, mentre uno dei due figli, Juan Antonio Junior, era entrato come membro. E' stato anche Presidente (1967-1970) del Comitato Olimpico Spagnolo e Vice-Presidente del Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo, oltre che Presidente della Federazione Spagnola di pattinaggio. Aveva ricoperto il ruolo di capo missione ai VII Giochi Olimpici Invernali di Cortina d'Ampezzo nel 1956 e ai XVII e XVII Giochi Olimpici Estivi di Roma 1960 e Tokyo 1964. Diplomato in economia, è stato tra l'altro membro del consiglio di amministrazione di diverse banche, Presidente Onorario di "La Caixa", consigliere comunale responsabile per lo sport nella città di Barcellona e delegato nazionale per l'Educazione Fisica e Sportiva. E' stato infine ambasciatore spagnolo presso l'Unione Sovietica e la Repubblica di Mongolia popolare (1977-1980). Da giovane aveva frequentato il college tedesco, la scuola di Barcellona per gli studi di business e studiato all'estero a Londra e negli Stati Uniti. Amava l'hockey e aveva praticato la boxe e il calcio.

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4.3.10

Su youtube un canale ufficiale dedicato a Vancouver!


Su youtube da ieri c'è un canale ufficiale di Vancouver, con tutti gli highlights delle gare e le premiazioni...Ve lo consiglio!
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27.2.10

Gold medalist, representing Italy...Razzoli detto il Razzo, un ragazzo Speciale!!


Questa è la serata di Giuliano "Razzo" Razzoli. Uno slalom insidioso, più che altro l'ultima speranza per gli italiani dello sci alpino. Un tracciato adatto a Razzoli, che di solito va forte con le curve "dolci" e nei tracciati in cui sono previsti dei piani.
Dopo la prima manche era primo con 43 centesimi di vantaggio sullo sloveno Valencic (a sopresa secondo), 54 centesimi su Benjamin Raich e 58 su Ivica Kostelic. Quinto il nostro Manfred Moelgg.
E' stata una seconda manche emozionante, la tensione saliva man mano che ci si avvicinava al momento clou. Lo svedese Myhrer, decimo dopo la prima manche, ha segnato un tempo che con la neve bagnata e fragile poteva significare podio, e infatti è stato così. Dopo di lui anche Ivica Kostelic ha fatto un'ottima seconda manche, e così aumentava la paura per l'ennesima delusione possibile.
Manfred Moelgg è arrivato settimo. Rispetto agli altri ha faticato un pò in tutto il tracciato, soprattutto all'inizio e sul muro, e alla fine non è riuscito a mollare gli sci. Dati gli ultimi risultati comunque per lui era importante arrivare e disputare due manche lineari, un rimpianto dovuto a un'inforcata sarebbe stato troppo per lui.
Poi è arrivato il momento del Razzo: è parso da subito determinato, ma tranquillo. Nella prima parte per lui era necessario monetizzare, dato che sul muro l'allenatore di Raich aveva disegnato porte più angolate per favorire il suo pupillo. E infatti sia al primo che al secondo intermedio ha incrementato il suo vantaggio, alla fine non rimaneva che mollare gli sci...Cosa che ha puntualmente fatto!!! Ha vinto, anzi dominato, con 16 centesimi di vantaggio su Kostelic, e 44 centesimi su Myhrer.
All'arrivo è caduto a terra quasi come gli sciatori del fondo, ad esultare per quello che ha fatto. E così, dopo Calgary '88, dopo Alberto Tomba, è il campione olimpico dello slalom speciale. E così dopo Calgary '88, dopo il suo conterraneo, è toccato anche a lui, appenninino di Villa Minozzo, risollevare la spedizione italiana decisamente fallimentare.
La premiazione ufficiale sarà alle 3, finalmente anche noi avremo una "nostra" cerimonia!

Bravo Razzo, grazie!!!
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Le competizioni di questa sera e gli azzurri in gara

Non avrei mai pensato di dirlo, ma finalmente si sta esaurendo questa tornata olimpica, così carica di delusioni.

Questa sera per i nostri colori sono due gli appuntamenti fondamentali, lo slalom speciale maschile e la 30 km mass start di fondo femminile, che comincerà alle 20.45.

Lo slalom speciale è l'ultima occasione dello sci alpino per conquistare una medaglia. Il più in forma sembra Giuliano Razzoli, che si è allenato su qualsiasi neve per queste olimpiadi (che sia la volta buona?), e poi Manfred Moelgg, che in realtà sarebbe l'azzurro di punta, ma nelle ultime gare ha sempre inforcato. Inoltre gareggeranno anche Patrick Thaler e Cristian Deville. La prima manche sarà alle 19.00, la seconda alle 22.45.

Inoltre questa sera ci saranno le ultime due discese del Bob a 4 (alle ore 22.00 e 23.15), coi nostri Simone Bertazzo,Samuele Romanini, Danilo Santarsiero e Mirko Turri.

Un'altra specialità spettacolare è lo slalom gigante parallelo dello snowboard, cui prenderanno parte Meinhard Erlacher, Roland Fischnaller e Aaron March. Le eliminatorie inizieranno alle 19.30.

Per vedere il programma completo andate qui.
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Riassunto degli ultimi giorni, basta una parola: Disastro


L'altra sera si è disputato il gigante. Spezzettato in due giorni -idea che non sarebbe regolamentare-, a causa del tempo maligno. Due sere fa la gara più surreale, con una nebbia fitta, poi neve, partenze ogni 1'15", poi ogni 40". Sembrava la gara della domenica alla scuola di sci. In tv causa nebbia non abbiamo visto metà discesa di molte atlete, per cui solo intervistando la Brignone si è capito che ha fatto un errore in alto, e grazie al reply invece abbiamo potuto constatare che la Karbon (30esima dopo la prima manche) aveva rischiato grosso sempre nel primo intermedio, è stata in piedi per poco e si è praticamente fermata.
E' successo un episodio insolito, quantomeno per un'olimpiade: la Vonn è uscita di pista, ma a causa della partenza ravvicinata e -a questo punto- della scarsa preparazione degli uomini sul tracciato non è stata fermata la Mancuso, che è partita, per poi trovarsi bandiera gialla nel punto in cui era uscita la Vonn, ancora dolorante. Mancuso che non gliele ha mandate a dire, anche perchè è dovuta scendere, poi l'hanno riportata su in motoslitta, ed ha gareggiato per 31esima (aveva il pettorale 16), non potendo sfruttare l'occasione di riconfermarsi campionessa olimpica. Un altro episodio assurdo in queste olimpiadi che dovevano essere le olimpiadi dell'ecologia e invece sono le olimpiadi dei disastri.
E le nostre? Le nostre con la nebbia (a quanto pare ne hanno risentito più delle altre, strano!) e con la neve non ghiacciata (à ridaje!) hanno disputato il peggior gigante della stagione. Ognuna si è impegnata per fare il peggio che poteva. E così Manuela Moelgg, ottava dopo la prima frazione, è arrivata 17 esima, Federica Brignone 18esima, Nicole Gius 20esima, Denise Karbon 23esima grazie al miglior tempo della seconda manche. Almeno loro c'hanno provato, vien da dire dopo aver assistito al gigante maschile la sera precedente.
Per la cronaca ha vinto la tedesca Viktoria Rebensburg davanti a Tina Maze e a Elisabeth Goergl (che secondo i telecronisti RAI è scesa in un momento in cui non c'era nebbia perchè dalla tv si vedeva).

Dopodichè vien la volta delle soddisfazioni nel fondo, dove la staffetta femminile non è andata oltre il 4° posto. E' stata una gara appassionante, con Arianna Follis che ha corso al massimo delle sue possibilità, e poi Silvia Rupil (che sicuramente ci darà buone soddisfazioni in futuro) e Maria Longa hanno consegnato a Sabina Valbusa il secondo posto, anche grazie a ottimi sci. Però non è bastato, perchè la norvegese Bjoergen è scappata staccandola all'istante, ed è stata raggiunta anche dalla tedesca e dalla finlandese, poi medaglia d'argento e di bronzo. Anche qui la parziale soddisfazione è che è stata una gara intensa, le nostre hanno dato il massimo, e in più la scena finale della Bjoergen che è arrivata con la bandiera norvegese sventolante è stata quasi commovente.

Non possiamo evitare di parlare della staffetta maschile, sempre 4x10 km, che ha visto i nostri azzurri arrivare noni. Non so come commentare questa prestazione, se non ricordando che la neve era fiappa e bagnata e che quindi come al solito qualcuno ha vinto anche su questa neve ma i nostri no. Piller Cottrer ha commentato così: "Ci credevamo, sapevamo di non poter puntare all'oro, ma volevamo il bronzo. Abbiamo 142 anni in quattro, la staffetta più vecchia dell'Olimpiade. Per fortuna c'è stato il mio argento e poi non è ancora finita, ci sono le donne e la 50 km". E così si chiude un ciclo di quasi vent'anni, era dal '92 che il fondo non tradiva mai.


La serata di ieri invece è stata per noi allietata soprattutto dallo slalom speciale femminile e dalla gara a squadre del pattinaggio di velocità.
Per quanto riguarda lo slalom ieri sera nevicava, quindi la neve non era ghiacciata, quindi niente da fare. Ormai i telecronisti dovrebbero smettere di usare questa come scusa, perchè tanto se l'equazione è "neve poco ghiacciata=schifezza" si abbassa l'audience!
Almeno la gara è durata un giorno solo.
Per noi la Gius è stata la migliore, ottava alla fine, seguita da Manuela Moelgg 11esima e Denise Karbon 18esima (entrambe hanno recuperato molte posizioni nella seconda manche), mentre è uscita proprio nella seconda discesa Chiara Costazza. Gara meritatamente vinta da Maria Riesch, davanti all'austriaca Marlies Schild e alla ceca Zahrobska.

Infine grazie al pattinaggio abbiamo un motivo in più per dichiarare queste olimpiadi fallimentari, infatti i nostri Stefani, Anesi e Fabris hanno perso nei quarti di finale contro il Canada, che ha segnato il record olimpico e che oggi disputerà la finale contro gli Stati Uniti (come nell'hockey). I nostri hanno fatto un tempo sufficiente diciamo, ma non è bastato. Fabris è parso ancora una volta legnoso, non pronto per la fatica olimpica. E poi qua il ghiaccio non è d'altura, quindi più o meno vale l'equazione di prima.

Vorrei un attimo parlare anche di Carolina Kostner: l'altoatesina, reduce dalla vittoria agli europei, prometteva di stupire, e invece dopo il programma corto era settima, ed ha finito sedicesima dopo il libero. E' caduta tre volte. Mi piacerebbe sapere se ha l'ansia per le gare più importanti o se ha dei problemi tecnici a questo punto, delle insicurezze sui salti che sono tecniche prima che psicologiche.

Sta di fatto che l'analogia tra le sue cadute e i risultati degli altri italiani viene fin troppo facile.
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26.2.10

Carolina Kostner sedicesima, peccato!



(da IlSole24Ore)

Mani nei capelli e testa bassa quasi a volerla mettere sotto il ghiaccio. Quasi più eloquente delle tre cadute e mezzo nella prima parte del programma libero che hanno trasformato le Olimpiadi di Carolina Kostner in un disastro. Fresca campionessa europea a gennaio, la Kostner aveva chiuso il programma corto al settimo posto con il punteggio di 63.02, distante sette punti dalla zona podio. La scorsa notte le speranze di rimonta dell'azzurra si sono infrante sull'indecisione nel primo salto. Il sogno è poi diventato incubo con le altre tre cadute che l'hanno fatta scivolare al sedicesimo posto con un totale di 151.90 (88.88 nel libero). L'oro è andato alla campionessa coreana Yu-Na Kim, che ha incantato giuria e pubblico finendo con il punteggio record di 228.56 che le varrà un mega-assegno di un milioni di dollari messo in palio da una banca coreana. Argento alla giapponese Mao Asada (205.50) davanti alla canadese Joannie Rochette (202.64), colpita pochi giorni fa dal lutto per la madre. «È difficile spiegare, ero preparata bene, avevo voglia di gareggiare e di fare bene», dice mentre le lacrime solcano il suo viso di ragazza e, almeno stavolta, campionessa mancata. «Sento molto forte di avere talento e non posso arrendermi così. Oggi non è venuto ma deve venire, da qualche parte c'è».

Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, immediatamente dopo la prova dell'azzurra non ha nascosto la sua «delusione e tristezza». «Mi dispiace per l'atleta - ha aggiunto - ci aspettavamo grandi cose da lei. È una campionessa europea e non potevamo dubitare della sua qualità. Quando balla è bellissima ma il punteggio è obiettivo». Troppo presto per tirare le somme o pensare al sostegno, anche economico, che il Coni ha dato all'atleta per trasferirsi alla corte del guru del ghiaccio Frank Carrol a Los Angesel. «Io devo pensare all'atleta. Mi dispiace per lei perchè so quanto si allena e tutto il lavoro che ha fatto. Le siamo vicini, capisco il suo dolore e il suo dramma personale». Lo ha capito anche il pubblico del Pacific Coliseum che l'ha sostenuta con un caloroso applauso.
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24.2.10

Un'altra Gigantesca delusione


Sembra che in queste olimpiadi non siamo all'altezza dei vertici sportivi mondiali.
Anche ieri un'altra gara storta, un'altra competizione per cui nutrivamo buone aspettative, iniziata abbastanza bene e peggiorata col passare del tempo. E così ci troviamo a ricordare che l'ultima medaglia dello sci alpino maschile è stata a Lillehammer, 16 anni fa. In questo lasso di tempo il nulla, tanti piazzamenti, tante occasioni sfuggite, poi basta.
La gara di ieri sera è partita scoppiettante, con Hirsher sceso in 1'17"48 e subito dopo, col pettorale 3, Massimiliano Blardone, subito davanti con un centesimo di vantaggio sull'austriaco. Il tempo sembra buono, in grado di consentire un piazzamento tra le prime 5 posizioni. Lo svizzero Carlo Janka completa una buona prima manche portandosi davanti per 20 centesimi, e dopo di lui Baumann e Svindal.
Quindi dopo la prima discesa c'è Blardone quarto, Simoncelli 17esimo a 1'25" di distacco, Ploner 20esimo a 1'40", e Manfred Moelgg, autore di una prova molto opaca, 24esimo, con 1'67" di ritardo.

Nella seconda manche la medaglia sembra possibile, e invece Jansrud disputa una manche perfetta, miglior crono parziale per lui. Blardone invece non è mai al passo, col 24esimo tempo di manche finisce 11esimo. Uno scandalo.
E il bello è che sembra che ogni volta ce ne sia una: Simoncelli -19esimo- ha un problema al ginocchio (speriamo che riprenda la forma presto), Moelgg -22esimo- non va bene su questa neve, che sembra inadatta a tutti azzurri, ragazze comprese, perchè poco ghiacciata. I nostri patiscono perchè sono più tecnici degli altri. Sarà, ma se la tecnica non serve a vincere mi devono spiegare qual è il suo scopo. Anche Ploner, 18esimo, ha disputato una delle peggiori gare della stagione, da lui ci si aspettava un buon piazzamento.

La medaglia d'oro è andata a Janka, l'argento a Jansrud, il bronzo a Svindal, che in queste olimpiadi ha tre medaglie all'attivo. Insomma, Janka è una sorpresa, Svindal in gigante è una mezza sorpresa. Sembrano tutti in grado di stupire tranne gli italiani.

Per quanto riguarda le altre gare, Fabris non ha preso parte ai 10000 metri maschili, ha rinunciato per un risentimento misterioso occorsogli durante la notte. Probabilmente ha valutato che data la scarsa condizione di forma è meglio tenere le forze per la staffetta.

Karolina Kostner dopo il corto è al momento settima, in una gara molto serrata e difficile.

Per il programma di questa sera andate qui.
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23.2.10

Le competizioni di questa sera e gli azzurri in gara

Anche questa sera il programma è molto fitto. Teoricamente avremmo qualche chance di medaglia, soprattutto nel gigante maschile, ma ormai è difficile illudersi o sognare dopo le delusioni cocenti di questi giorni.

Alle 18.30 è prevista la prima manche dello slalom gigante maschile con Moelgg, Blardone, Simoncelli e Ploner alla ricerca di medaglie preziose. La seconda manche inizierà alle 22.00.
Alle 19.00 torna Pittin, impegnato nella combinata nordica e più precisamente nel salto squadre, dove a dire il vero l'Italia non ha molte possibilità di podio. Oltre a Pittin gareggeranno Michielli, Bauer e Runggaldier. La finale sarà alle 22.00.

Alle 20.00 Fabris cercherà il riscatto (a mio avviso molto difficile, dato quanto ha sofferto nei 5000) nella finale dei 10000 metri del pattinaggio velocità.

All'01.30 inizia l'avventura olimpica di Carolina Kostner, che cercherà di dare il massimo nel programma breve del pattinaggio di figura. Sarà una gara molto tirata, in cui bisogna mostrare solidità e precisione. I giudici infatti finora hanno premiato la pulizia al tasso tecnico mirabolante (ricordate Plushenko?).

Per il programma completo andate qui.

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Queste olimpiadi stanno proprio andando storte


(di LaStampa)


VANCOUVER
Le azzurre Arianna Follis e Magda Genuin hanno mancato il podio, arrivando quarte, nel team sprint di fondo alle Olimpiadi invernali di Vancouver. La Germania, con la coppia Evi Sachenbacher Stehle-Claudia Nystad, ha vinto la medaglia d’oro nel team sprint di fondo donne alle Olimpiadi invernali di Vancouver. L’argento è andato alla Svezia (Charlotte Kalla-Anna Haag), il bronso alla Russia (Irina Khazova-Natalia Korosteleva). Le azzurre Arianna Follis e Magda Genuin si sono classificate quarte.

«Ho cercato di chiudere il buco, di dare tutto il possibile per poi provare a giocarmela nel finale, ma non ci sono riuscita. Pazienza». Arianna Follis racconta così l’ultima frazione della Team Sprint che l’ha vista impegnata nel tentativo di rientrare sulla prime tre, dopo che Magda Genuin le aveva passato il testimone con un ritardo notevole da recuperare. «Ho dato tutto, tanto che avete visto che sono crollata dopo il traguardo», commenta la Genuin. «Le avversarie erano quella di sempre. È stata una gara avvincente fin dalle qualifiche. In finale siamo arrivate quarte, il posto più brutto per chiudere una gara», aggiunge Arianna, che delusa, pensa già al prossimo impegno con la staffetta. «Adesso ci sono due giorni di quasi relax, con la solita sciatina per recuperare più in fretta possibile. Speriamo di potercela giocare con più fortuna».

Magda Genuin, non cerca scuse, ma ricorda che «non è stata questione di un mancato recupero, è che qui siamo alle Olimpaidi dove si vincono le medaglie e tutti danno il massimo», quindi, un messaggio augurale per le restanti gare. «Un settimo, un quinto ed un quarto, ora tocca alle prossime finire un gradino più in su».



Nulla da fare anche per Zorzi e Pasini. Gli italiani arrivano ottavi. I norvegesi Oeystein Pettersen e Petter Northug hanno vinto la medaglia d’oro nel team sprint di fondo alle Olimpiadi invernali di Vancouver. L’argento è andato alla Germania (Tim Tscharnke-Axel Teichmann), il bronzo alla Russia (Nikolay Morilov-Alexey Petukhov).
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21.2.10

Un'altra notte deludente, la situazione non può che migliorare


Ieri c'erano molte aspettative per i nostri azzurri: Enrico Fabris innanzitutto, chiamato a confermarsi come campione olimpico sui 1500, poi i ragazzi del fondo, Di Centa in testa, e magari ci poteva stare la sorpresa di una medaglia nello short track.
Invece non è andato bene (quasi) niente.
Cominciamo da Fabris: il vicentino già in Coppa del Mondo è sembrato in un'annata storta, non è stato praticamente mai in grado di salire sui pirmi gradini del podio, con Kramer e Davis che l'hanno quasi sempre surclassato. In più aveva già mostrato nei 5000 segni di sofferenza su questa pista, per lui abituato al ghiaccio d'altura forse troppo lenta. E' arrivato decimo con 1'47"02, in una gara caratterizzata da una prtenza troppo lenta che ha vanificato il suo recupero nel finale. Ha perso sicuramente un'ottima occasione, perchè l'attesissimo Shani Davis è arrivato secondo, ha vinto a sorpresa l'olandese Mark Tuitert con 1'45"57.

Anche nella pursuit maschile il risultato è stato sorprendente e inatteso, col domino svedese grazie a Marcus Hellner primo, e Johan Olsson terzo. I protagonisti favoriti cioè Lukas Bauer Petter Northug, Dario Cologna sono finiti rispettivamente settimo 11esimo e 13esimo. L'azzurro con più possibilità era sicuramente Giorgio Di Centa, protagonista di una buona gara per i primi 25 chilometri. Ha ceduto negli ultimi 5 km, finendo al dodicesimo posto a 53"7 da Hellner. Pietro Piller Cottrer non ha mai insidiato i migliori, e ha concluso 14esimo a 1'08". Thomas Moriggl invece è 24esimo posto a 2'29", e David Hofer 53esimo a quasi dieci minuti. Giorgio di Centa se la prende coi materiali: «Oggi il problema erano gli sci. Gli svedesi avevano dei materiali eccezionali, scivolavano via con facilità, soprattutto in discesa, dove hanno anche provato a ostacolarmi. Noi invece facevamo molta più fatica. Peccato perchè stavo bene»

Nello short track invece si è assistito al dominio coreano (doppietta nei 100 metri maschile e 2°-3° posto nei 1500 femminili), con la nostra Arianna Fontana decima. Si è fermata in semifinale, e si è poi consolata vincendo la finalina B.

Risultato ottimo invece per Johanna Schnarf, quarta in uno strano superG femminile. L'azzurra ha concluso a 11 centesimi dal podio, ma è parsa da subito soddisfatta, perchè è alla sua prima olimpiade ed è stata convocata in seguito all'infortunio di Nadia Fanchini. Se il quarto posto di Heel ha suscitato amarezza perchè è stato un podio mancato questo invece è stato un buon piazzamento, in una gara in cui ha ben figurato anche Lucia Recchia, settima, che si è presa la soddisfazione di finire davanti alla Riesch, alla Mancuso e alla Paerson.
Gara strana, dicevamo, perchè all'inizio la Mancuso ha segnato un tempo che sembrava buono ma migliorabile, per via di un errore che le è costato un secondo. Dopo un pò è scesa la Vonn, soddisfatta del suo tempo, che anche questa volta sembrava inattaccabile (alla fine è medaglia di bronzo a 74 centesimi di distacco). Poi, a metà gara, il colpo di scena: il sole ha illumina to prepotentemente alcuni passaggi della pista molto difficili e tecnici, per cui i tempi sono migliorati, in un momento in cui il fondo era ancora buono e poco rovinato. Ha vinto così l'austriaca Andrea Fischbacher in 1'20"14, davanti alla slovena Tina Maze giunta al traguardo con un ritardo di 49 centesimi.
Per quanto riguarda le altre due azzurre, Elena Fanchini ha chiuso 14esima (troppo tirata, non ha mai spinto forse per paura), e Daniela Merighetti invece è caduta per la terza volta in queste olimpiadi.
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20.2.10

Le competizioni di questa sera e gli azzurri in gara!

Questa sera i due piatti forti saranno il super gigante femminile alle 19.00 che vedrà quattro italiane al via (Fanchini, Recchia, Merighetti, Schnarf), e poi alle 22.30 la pursuit maschile di sci di fondo con Di Centa e Piller Cottrer che se la possono giocare per una medaglia (e in più Moriggl e Hofer).

Poi ci aspettiamo molto anche da Enrico Fabris, alle prese all'1.15 coi 1500 metri del pattinaggio velocità (nei quali gareggerà anche Matteo Anesi), e da Arianna Fontana che disputerà i 1500 metri dello short track (comincerà alle 02.45, saranno impegnate anche la Zini e la Maffei).

Inoltre ci sarà anche la finale del salto con gli sci alle 21.30 con Morassi e Colloredo, le prime due manche del bob a 2 con Bertazzo, Riva, Romanini, Tonini alle 02.00, e i 1000 metri dello short track maschile con Confortola, Bean e Rodigari.

Per il programma completo andate qui.
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19.2.10

Amaro Super-G: tra Heel e il podio 2 strani e antipatici centesimi



Fosse stata una gara di Coppa del Mondo avremmo gioito per l'ottimo risultato di squadra, per la compattezza mostrata e per i piazzamenti a ridosso del podio. E invece no, siamo alle olimpiadi e conta (quasi) solo il podio. Su cui finiscono Svindal, che nei grandi appuntamenti si carica ancora di più, Bode Miller, e Weibrecht, sicuramente la sorpresa (non voluta, almeno da noi).

Ecco la cronistoria coi momenti salienti:
Peter Fill parte col pettorale 4, è un buon numero perchè già si vedono solchi sulla pista e fa caldo. Si capisce subito che ci sono alcuni punti molto difficili, in cui dopo un errore si fatica a mantenere la corretta traiettoria. Fill parte bene, all'intermedio ha 3 centesimi di vantaggio su Weibrecht, ma da metà pista in poi comincia a subire quelle curve. Praticamente all'arrivo è troppo in ritardo, cerca di rientrare (rischiando molto dato il suo infortunio) ma inforca. I suoi addominali e gli adduttori non ne hanno risentito, però poi gli è venuto un forte dolore alla schiena, addirittura sembra in dubbio per la combinata, speriamo di no.
Poi è la volta di Patrick Staudacher, per lui quella curva insidiosa in alto con l'ombra è molto difficile, ma commette pochi errori e conclude in 1'30"74, a 9 centesimi da Weibrecht. Alla fine della gara sarà settimo.
Bode Miller è sicuramente tra i più attesi, questa pista così difficile (disegnata dall'allenatore degli italiani) si presta a qualche suo numero funambolico. Infatti finisce primo con 1'30"62 e 3 centesimi di vantaggio su Weibrecht. Sembra che questa pista non permetta di essere contemporaneamente veloci al massimo e precisi.
Poi scende Innherhofer: è momentaneamente terzo a 11 centesimi da Miller con 1'30"73. Peccato, ha sbagliato tantissimo ma è riuscito a stare in piedi e non ha perso molto perchè quella era la parte più veloce del tracciato. A fine gara sarà sesto, un ottimo risultato comunque.
Scende Cuche, il favorito, col pollice rotto: non riesce ad interpretare la pista al meglio (o forse ci tiene alla sua pellaccia?!?). All'arrivo il suo tempo è di 1'31"06, a 44 centesimi da Miller.

Poi l'altro azzurro su cui riponevamo le maggiori speranze: Werner Heel. Anche per lui ottima gara, diversamente dagli altri è in ritardo al primo intermedio e recupera nel finale con delle ottime linee. E' terzo a 5 centesimi da Miler, con 1'30"67. Non rimane che sperare in qualche errore di Svindal.
Svindal è l'unico che oltre ad essere veloce è anche molto pulito, gara praticamente perfetta, finisce in 1'30"34 con 24 centesimi di vantaggio su Miller, vincendo la seconda medaglia dopo l'argento in discesa.

Gara guastata dalla brutta inforcata di Jaerbyn in uno dei punti più veloci. Jaerbyn, alla sua quinta Olimpiade, è stato soccorso in pista e poi trasportato in toboga all'ospedale. Secondo le prime notizie ufficiose avrebbe il volto tumefatto ma sarebbe lucido. Sembra che non abbia lesioni alla colonna vertebrale ma è tutto ancora da accertare. Peccato perchè si allena con Svindal, chissà come festeggerà il norvegese questa vittoria.

Per quanto riguarda lo sci di fondo forse ci aspettavamo qualcosa in più per le azzurre. ha vinto Marit Bjoergen nella 15 km pursuit femminile di sci di fondo, precedendo la svedese Anna Haag, argento, e la polacca Justyna Kowalczyk. Settimo posto per Marianna Longa, migliore delle italiane a 1'04''1, mentre nona Arianna Follis (a 1'23''5). Arianna Follis sembra proprio non in condizione, forse in questa stagione l'ha raggiunta troppo presto, adesso non è più brillante. Più che altro bisogna vedere per la staffetta sprint femminile, vedremo quali saranno le scelte nell'ordine di partenza delle nostre. Chissà se l'ultima sarà Magda Genuin o proprio la Follis. Speriamo che le torni la condizione per consentire a tutta la squadra di arrivare a un podio importante!
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Le competizioni di oggi e gli azzurri in gara!

Questa sera sono tante le aspettative per i nostri azzurri, infatti è il giorno del Super-G, che comincerà alle 20.30, con Werner Heel, Christof Innerhofer, Dominik Paris, e Patrick Staudacher.

Alle 19.00 iniziano le qualificazioni del Salto con gli sci con

Questa sera attendiamo anche il riscatto anche per le ragazze del fondo: alle 22.00 Magda Genuin, Arianna Follis, Marianna Longa e Sabina Valbusa gareggeranno nella 7,5 km Tecnica classica + 7,5 km Tecnica Libera.

Come al solito comincia tardissimo (all'1.45) il pattinaggio di figura, con Faiella\Scali e Cappellini\Lanotte.

Si disputano anche le dello skeleton, con Zanoletti e la Drocco.

Per vedere il calendario completo andate qui. Continua...