21.8.07

Judo


Lo so lo so oggi è martedì e devo ancora scrivere lo sport della settimana, ma ieri non ero per niente ispirata! Non so se è una giustificazione sufficiente, ma come prudentemente scrivono in altri blog "questa non è una testata giornalistica perchè l'inserimento degli articoli non rispetta nessuna periodicità", quindi non posso essere così costante con queste mascottes!
Come avrete ormai capito, scelgo gli sport in base a quel che osservo o che mi viene in mente al momento (siete delusi perchè non ho una precisa strategia? Allora sappiate che per creare ordine bisogna partire dal caos! Non so se ha senso ma in questo post scriverò TUTTO quel che mi balena nel cervello). Quindi la domanda è: perchè ho scelto il judo? E' presto detto: ieri ho incrociato in città il mio professore di diritto alle superiori (un mito), lui faceva judo, e io vi parlo del judo! E per prima cosa vi ricordo quel fantastico Pino Maddaloni commosso sul gradino più alto del podio a Sydney...Ho seguito quasi tutti i suoi combattimenti all'epoca, e così ho capito qualche regola; a seconda delle manovre (o meglio del tipo di caduta che provocano) vengono assegnati diversi punteggi. C'è lo ippon -o qualcosa del genere- che assegna direttamente la vittoria. Ci sono le varie categorie di peso e le cinture come in tutte le arti marziali, questa è giapponese. E' alle olimpiadi dal 1964 (Tokyo).

Questa è la filosofia (affascinante) di questa disciplina:
« Il judo ha la natura dell'acqua che scorre per raggiungere un livello equilibrato. Non ha forma propria, ma prende quella del recipiente che la contiene; è permanente ed eterna come lo spazio ed il tempo,è indomabile e penetra ovunque. Invisibile allo stato di vapore, ha tuttavia la potenza di spaccare la crosta della terra. Solidificata in un ghiacciaio ha la durezza della roccia. Rende innumerevoli servigi e la sua utilità non ha limiti. Eccola, turbinante nelle cascate del Niagara, calma nella superficie di un lago, minacciosa in un torrente o dissetante in una fresca sorgente scoperta in un giorno d'estate. »
Gunji Koizumi, 8° dan (1886-1964)

Il termine jūdō è composto da due kanji (caratteri cinesi): 柔 (, adattabile, flessibile) e 道 (, la via) e significa qualcosa di simile a "Via della flessibilità"; con questo, si cerca di spiegare che il modo per vincere una forza non è opporvisi, bensì il contrario, sfruttandola e dirigendola per il proprio fine. Sotto il peso della neve i rami del salice si flettono in modo da poterla scaricare a terra e riprendere cosi la posizione naturale, al contrario della "robusta" quercia che finirà invece per spezzarsi.

Soddisfatti? Convinti? Non siete d'accordo? Troppo difficile? A me piace! Anche se non sono per niente flessibile e agile, e risento di ogni caduta sulla schiena

4 comments:

lale said...

...che bello! incontri un tuo vecchio professore e parli dello sport che praticava...se io incontrassi la mia vecchia maestra dell'asilo, potrei parlare per ore della tecnica che utilizzava nel colpire la mia faccia con i propri palmi...oddio anche nel rovescio non era male.

Sar@ said...

Ma non faceva judo con noi!!
Ma aveva due bicipiti...Era proprio affascinante!!...Non fosse stato alto 1.65 sarebbe stato proprio un figo!! Poi sai agli ormoni giovanili dell'obiettività non gliene frega proprio niente

Anonymous said...

quello che stavo cercando, grazie

Anonymous said...

La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu