1.10.07

Il Grillo livornese vince, è doppietta per l'Italia ai mondiali!


Ragazzi che emozione...Un sabato con la vittoria mondiale della Bastianelli, la sera sognando l'A1 di pallamano, una domenica vissuta con le speranze per l'europeo azzurro e questo mondiale di ciclismo...
Era troppo importante per l'Italia vincere, bisognava dare un segnale forte alla federazione ciclistica. E Bettini c'è riuscito. McQuaid, presidente UCI, non solo non sta facendo niente per combattere il doping, ma agisce in base a simpatie determinate non si sa come (forse a seconda degli sponsor al seguito?). In base a questi principi assolutamente arbitrari ha prima impedito a Di Luca di gareggiare, e poi c'ha provato anche col Grillo livornese. Il motivo ufficiale è la mancata sottoscrizione da parte di Bettini dell'impegno anti-doping. Scelta sicuramente criticabile, ma non è un motivo sufficiente per escludere un corridore dal mondiale. E infatti il tribunale di Stoccarda ha ribadito questo concetto, consentendo a Bettini di correre (e di arrivare primo al traguardo sparando contro McQuaid). Credo che nel ciclismo la cosa più sbagliata se si vuole combattere il doping sia punire il singolo corridore senza guardare oltre. Ma si sta facendo di peggio: con alcuni corridori bastano sospetti per il deferimento, con altri coinvolti certamente in operazioni poco lecite non si batte ciglio (vedi Valverde). E non dico questo perchè gli atleti coinvolti sono italiani, mi sembra un sano principio quello di trattare tutti allo stesso modo. Ho guardato parte della gara, ma non l'arrivo perchè ero in treno, quindi passo la parola alla Gazzetta dello sport.

STOCCARDA, 30 settembre 2007 - "Sono ancora arrabbiato. Come prima della corsa. In questa settimana ne ho viste e sentite troppe". Paolo Bettini non riesce a scansare quel fondo di amarezza che circonda un'impresa storica. "Noi ciclisti abbiamo imparato sulla nostra pelle che chi sbaglia deve pagare. Ed è giusto che sia così anche per chi non corre in bici. Mi riferisco a chi ha infangato il mio nome". Parole di rabbia in un giorno di vittoria. Ma la portata dell'impresa è tale (è il quinto corridore a centrare due Mondiali di fila dopo Gianni Bugno, anch'egli vincitore a Stoccarda nel '91, e i belgi van Looy, van Steenbergen e Ronsse) che il sorriso ci mette un attimo a ricomparire sul volto del bicampione del Mondo.
INCHINO - Pat McQuaid, uno dei "grandi nemici" di Bettini, ha usato parole al miele. "E' venuto a Stoccarda, ha visto cosa lo aspettava, e ha vinto. E' un campione superbo. Non posso che fargli i complimenti". Paolo ha abbozzato un mezzo inchino. “Quando fanno arrabbiare Bettini questo è il risultato. Il mio inchino? C’era tutta la mia semplicità e i sacrifici di una carriera che qualcuno ha cercato di infangare. Ho pensato a tutti. A mio fratello, ai miei genitori, a mia moglie e a mia figlia Veronica, a cui vado a comprare il regalo perchè è stato il suo compleanno. E ai miei genitori dico di stare tranquilli perchè siamo tutti molto sereni e c’è chi lavora per la nostra serenità. La voglia di piantare tutto è tanta, ma la vita va avanti”. I festeggiamenti più apprezzati sono stati quelli dei tifosi, dei meccanici e dello staff che hanno "travolto" gli azzurri a suon di gavettoni e cori.
GREGARI DI LUSSO - Il giorno dopo restano nella mente alcuni flash della corsa di Stoccarda. Il lavoro da gregario di lusso di Cunego, la faccia sofferente di Bertolini a tirare il gruppo, il gesto con cui Bettini ha lanciato Tonti sulla prima salita del quinto giro. "La strategia era quella di fare una gara d'attacco, cercare fughe pericolose, ed è andata sempre come volevamo - ha detto Cunego, uno dei più applauditi ieri sera dai suoi stessi compagni di squadra -. Era giusto mettersi a disposizione di Bettini, che al momento è davvero il più forte. L'anno prossimo ci sono appuntamenti importanti e noi ci saremo".
BALLERINI - "La squadra era già in sintonia nel ritiro di Treviso - ha detto il c.t. - è bastato poco per legarci bene. Poi abbiamo gestito la corsa alla grande, nei momenti difficili, come quando hanno ripreso la fuga di Ballan ed eravamo fermi a soccorrere Bruseghin (che ha rotto il cambio, ndr). In quel momento si è creato un buco e siamo stati bravi a ricucire subito. Se dovessi dare un voto sarebbe un 10 esteso a tutti, con la lode per Paolo che ha compiuto un'impresa".

2 comments:

Luca said...

Ciò che sta facendo l'UCI è assurdo. Io mi chiedo come possa un presidente come McQuaid rimanere dov'è dopo ciò che è accaduto al Tour. Io queste cose non riesco a concepirle. La dignità dell'uomo (e qui di un intero ente) per le decisioni discutibili, arbitrarie, sovente sommarie dov'è? Il ciclismo purtroppo (per me) è pervaso da un vastissimo sostrato di omertà in cui i corridori sono attori e vittime allo stesso tempo e quindi sotto ricatto. Di certo la lotta al doping, e un migliore ciclismo non si ottengono con i metodi del dott. McQuaid. COntro l'Italia c'è stata una manovra politica di non poco conto. E l'anno prossimo col Tour che promette chiusura totale all'UCI ne vedremo delle belle. Un bacio Sara!

Sar@ said...

Sono perfettamente d'accordo con te, la tua è una sintesi perfetta!! Grande Luca!