22.10.07

Intervista a Tomas Locatelli



Intervista a Tomas Locatelli, calciatore del Siena:

Quando è nata la tua passione per il calcio? E quando hai cominciato?
Mamma diceva che giocavo già prima di nascere, o comunque da piccolissimo.

A che età hai esordito in serie A?
A 17 anni. Ho giocato con Atalanta, Milan, Udinese, Bologna, Siena.

Il calciatore viene visto solitamente come persona privilegiata, con un grande rilievo sociale. E' uno stereotipo? Tu come vivi questa cosa?
Per chi vede il calcio dall'esterno noi siamo avvantaggiati rispetto alla gente comune, anche se abbiamo i soldi i sacrifici sono tanti...Magari a volte vorresti fare altro, ma devi allenarti...

Tu senti la pressione di tutto il mondo del calcio e di tutti gli interessi che gli girano attorno?
Ci sono tanti interessi, ma chi fa il calciatore lo fa perchè gli piace, per passione. Quando entri in campo sparisce tutto, cerchi di concentrarti sulla partita.

Tra i dilettanti e i professionisti, oltre alla differenza di bravura, cambia qualcosa a livello mentale?
Cambia all'inizio, da ragazzi. La differenza mentale è nei sacrifici che uno è disposto a fare. Non è detto che il più bravo arrivi a giocare in serie A, ma sicuramente arriva chi è disposto a fare quei sacrifici. Si fanno per passione, non perchè si vuole diventare come Del Piero.

Voi atleti siete sempre in un equilibrismo precario tra salute e malanni fisici?
Dobbiamo stare attenti, ad esempio se giochiamo sui campi duri da calcetto, dato che siamo abituati a giocare sull'erba, ci viene la tendinite al tallone.

Perchè in Italia c'è molto interesse per il calcio maschile e per quello femminile no?
Perchè tanti seguono il calcio maschile, le donne devono ancora arrivare ai risultati, quando ne raggiungeranno qualcuno vedremo.

Ma tu: riesci a sopportare la moviola?
Fa parte del gioco, non serve a nulla se non decidono di metterla in campo se non per far delle chiacchiere. Ci si ride sopra se ti danno un rigore che non c'era, ci si incavola 5 minuti se lo danno all'altra squadra.

Ultima domanda: il calcio è in tv perchè piace o piace perchè è in tv?
Sicuramente la prima. Il calcio è in tv perchè piace, perchè quando non c'era la tv era seguito lostesso, nei bar si parlava di quello.

2 comments:

Alessandro said...

Quando è nata la tua passione per il calcio? E quando hai cominciato?
> all'asilo

A che età hai esordito in serie A?
> alla Play(station)?

Il calciatore viene visto solitamente come persona privilegiata, con un grande rilievo sociale. E' uno stereotipo?
> io lo vedo come un ignorante coi soldi se è in serie A

Tu senti la pressione di tutto il mondo del calcio e di tutti gli interessi che gli girano attorno?
> li presserei io x conseguir la terza media...

Tra i dilettanti e i professionisti, oltre alla differenza di bravura, cambia qualcosa a livello mentale?
> all'inizio non 6 montato o un buffone

Voi atleti siete sempre in un equilibrismo precario tra salute e malanni fisici?
> se si dopassero meno...

Perchè in Italia c'è molto interesse per il calcio maschile e per quello femminile no?
> Sara sta ancora studiando... se no lo seguirei con più partecipazione

Ma tu: riesci a sopportare la moviola?
> E' Biscardi che dovrebbero abolire

Ultima domanda: il calcio è in tv perchè piace o piace perchè è in tv?
> non è che se i cavolfiori vanno in tv allora cominciano a piacermi...

che domanda del biiip

^^

Sar@ said...

Ciao Alebosk!
Guarda che l'ultima domanda racchiude tanti significati nascosti. Ad esempio, un pomeriggio trasmettevano una partita importante dell'under 21 e una partita degli europei di basket. Qual è stato lo sport più visto? Il basket. Questo significa che quando la gente può scegliere guarda altri sport.
E se la tv non influenzasse per niente non esisterebbe la pubblicità!