27.3.08

Diossina nella mozzarella: Ecco il colpevole!


Grandioso e sublime OT

Di Comandante Nebbia - MenteCritica


Lasciate perdere il governatore. Lui è solo una mia promanazione, un pupazzo nelle mie mani. Fa solo ciò che voglio ed è lì solo perché io l’ho voluto. La Sindaco? Ma l’avete vista? Secondo voi conta qualcosa? E insieme a loro lasciate perdere gli amministratori locali. Migliaia di parassiti che, agitando bandierine colorate, svolgono la loro attività saprofita come vermi nell’humus putrescente che nello stesso tempo è la loro casa, il loro cibo e la loro merda.
Il vero responsabile di questa situazione sono io.
Solo io.

Io sono quello che ora si nasconde dietro una indignazione corrucciata e severa. Io sono quello che adesso punta il dito e chiede la forca. Io sono quello che oggi veste i panni della vittima, ma in realtà sono lo spietato carnefice che ha succhiato la linfa di una terra bellissima fino all’ultima stilla e ora mi consumo nella rabbia perché è rimasta solo veleno da suggere.

Ho cominciato da scurdammece o passato, chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato. Poi, passando per tutti dobbiamo campare son arrivato a lo fanno tutti mo lo faccio pure io.

Sono io che ho messo i vermi dove stanno e sono sempre io che li ho usati per chiedere favori e un occhio di riguardo per carità perché funziona accusì.

Sono io che ho messo le città a ferro e fuoco e ho occupato la ferrovia perché la lega mi aveva retrocesso la squadra di pallone e poi ho vissuto insieme alla monnezza perché ce vo pacienza. Sono io che ho chiuso un occhio e anche due quando il mio vicino scaricava merda nel mio cortile e poi ho fatto la guerra contro i carabinieri per non far aprire la discarica. Sono io che, quando mi vado a chiavare le puttane nigeriane sulla Domiziana, mentre faccio lo slalom tra le montagne di immondizia, non me ne fotto un cazzo perché ormai i rifiuti fanno parte del paesaggio come se fossero alberi, cespugli o fiori.

Sono io che annuisco comprensivo quando uno mi racconta che surgela il latte di bufala in inverno perché si vende meno prodotto e lo scongela d’estate quando la domanda raddoppia perché tutti vogliono la caprese cu a fugliulella e basilico n’coppa. E sono sempre io che, mentre sono in servizio, quando becco uno che scarica rifiuti abusivamente, lo lascio andare perché almeno nun fa ‘o spaccio.

E sono ancora io, in procura, ad aprire decine di fascicoli su Moggi, le partite truccate, la retrocessione del Napoli e poi a lasciare chiusi quelli giusti perché non conviene per la salute e poi c’è la partita su sky o la bolletta da giocare.

E ora? Ora piango miseria perché il mio caseificio chiude, il mio albergo è vuoto, i miei clienti non mi portano fatture da registrare, il dottore mi ha ulteriormente ridotto la paga anche se continua a farmi firmare per intero.

Ora, dopo aver permesso con i miei atti, le mie opere e le mie omissioni che l’aria dolcissima nella quale ero nato diventasse torbida e persa. Ora, dopo essermi venduto mille volte al silenzio, al compromesso ed alla complicità, dopo aver aperto le porte della mia casa ed aver accolto i furbi alla mia tavola per mangiare insieme a loro, ora, soltanto ora, mi accorgo che non ne valeva la pena.

Ora ho capito che per trenta denari ho venduto la mia terra e con essa il futuro dei miei figli.
I miei figli. Per loro c’è l’Europa. L’Irlanda, l’Olanda, il Belgio. Come i loro bisnonni che partivano con la valigia di cartone, loro piegheranno la loro bella laurea e partiranno per il Nord freddo ed incontaminato.

E gli altri? Quelli che non hanno nemmeno una laurea da offrire? Quelli che dovranno mettersi in competizione con tunisini, turchi, nigeriani?
Per loro ci sono le migliaia di incroci di cui le città sono disseminate. Per le mie figlie invece ci sono le desolate periferie e gli operai con la paga del sabato da spendere. Quando russe, ucraine e polacche troveranno finalmente lavori migliori ci sarà tanto posto per loro.

E non può essere altrimenti perché ormai ho capito che si raccoglie sempre ciò che si semina. Sempre e comunque.

Se ti sei riconosciuto in questo racconto e ti sei offeso, sono cazzi tuoi. Personalmente me ne fotto.

4 comments:

Anonymous said...

ahahahahah fantastico!
Adesso mi faccio un giro a casa tua :D
ciao e grazie di avermi visitato e lasciato le tue idee.

Sar@ said...

@beppone: grazie che sei passato di qua!

Luca Tittoni said...

Articolo diretto e molto realistico. Come italiano (anche se non campano) mi ci ritrovo. Su alcuni punti stento ma in linea generale non posso che concordare. Un bacio Saretta, sempre interessanti i tuoi post! Lu

Sar@ said...

Grazie Luca! Ma il merito non è mio, è di Comandante Nebbia di MenteCritica! Un bacio!