2.8.08

Diario di bordo (2)


Ci dirigiamo verso le Coronate, un insieme di isole elette parco naturale. Col gommoncino arriviamo a un ristorante pensando di poter buttare la spazzatura. Qui c'è la prima perla delle vacanze: chiediamo a un dipendente della trattoria se possiamo buttarla da loro e ci dice di si, facciamo per prenderla ed esce il proprietario che chiede "mangi qui?" no!
Allora portala là la spazzatura, vedi? Con un sorrisino sotto i baffi indica il mare! Simpatico, molto simpatico! La Chiara si incazza, nel frattempo io e la Veronica ridiamo, e molto, e decidiamo di fare una passeggiata in compagnia del nostro sacchetto. Tempo di fare dieci passi: oddio, c'è una mandibola! ...Qui c'è la colonna vertebrale...Qui il mantello! Qualcuno aveva scuoiato una pecora. Qui ridere sta cominciando a diventare faticoso! Torniamo al pontile aspettando Matteo che ci deve venire a prendere col gommoncino, ma lui e gli altri due uomini stanno trafficando con l'ancora. Passiamo la sera li, il giorno dopo partiamo alla volta di Vodice, poi andiamo a Sebenico, lì vicino ci sono le cascate di Krka, un parco naturale nazionale. I croati ne vanno molto fieri, tant'è che hanno stampato un depliant solo in italiano tradotto con google, una meraviglia. Noi quattro ragazzi e Gigi Prendiamo il traghetto per andare a queste cascate, Romano (lo skipper) rimane alla barca. Arriviamo e ci troviamo di fronte un paesaggio fiabesco, stupendo. Qui Qualcuno si è dimenticato un pezzetto di Eden.
Tra l'altro per arrivare abbiamo risalito un fiume, impressionante il cambiamento di paesaggio, dalla terra brulla alle pinete, sembra quasi di essere in Canada o sulle alpi...
Ascolto blues immaginando di essere sul mississipi, mi sto innamorando della vita in barca. Il giorno dopo è stato forse il giorno più bello, in una baietta splendida e poi in mare aperto per arrivare a Primosten, ho anche timonato! A parte i primi minuti è stato un piacere assoluto, è incredibile la quantità di sensazioni che si provano in quei momenti, sicurezza e insicurezza si intrecciano e si confondono, concentrazione e pensieri si alternano, la mente gioca divertita. Ho capito che è meglio commettere piccole imperfezioni rispetto alla rotta per rimanere in equilibrio col mare piuttosto che cercare la perfezione e sbandare alla prima onda in arrivo. Va creato un bilanciamento tra l'assecondamento del mare e lo smorzamento della sua forza.
I paesini croati sembrano quasi finti tanto sono belli, le case sono costruite con pietre calcaree squadrate e i tetti in legno, i vicolini sono in marmo rosa e nelle piazzette ci sono bar, osterie e trattorie. Il giorno dopo arriviamo a Trogir, c'è un altro paese di questo genere, con qualche palazzo in tipica architettura veneziana.
La vacanza sta già finendo, meglio non pensarci, più che una vacanza un viaggio, l'approdo in un'altra dimensione, la percezione contemporanea del confine e dello sconfinato. Non mi manca niente della solita vita, non mi mancano la tv, il letto comodo, gli spazi grandi, la città, il motorino. Non me ne frega niente di quello che sta succedendo in Italia.
Il traghetto per tornare in Italia è a Spalato, arriviamo dopo essere stati in un'altra baia con un fondale degno di documentario televisivo... Spalato è una vera e propria città, architettura romana, è più moderna, però al mercato ortofrutticolo ci sono sempre le signore che pesano con i pesetti, tutto un pò approssimativo ma bello da vedere, incredibile come le cose funzionino bene anche più semplicemente rispetto a come siamo abituati.
E così arriva l'ora di partire, di tornare a casa passando per il mare aperto, su un traghetto enorme che sembra un salotto. Ho un pò di magone, il che mi succede dopo i viaggi magici, passati con gente speciale in un'atmosfera speciale. Ripenso alle nostre chiacchierate, alle risate, alle passeggiate, agli scherzi tesi da Matteo, alla cultura di Gigi e alla saggezza pratica di Romano. Penso alle nostre cantate ascoltando la musica italiana dell'ipod a prua, attendendo l'onda successiva e ammirando semplicemente l'acqua. Adesso vedo solo mare. E cielo.
A volte non è importante l'obiettivo del viaggio, ma il viaggio in sè e con chi lo fai.

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