10.2.08

Cina alla ricerca dell'atleta perfetto?



Tutto ciò è inquietante, c'è da sperare che sia falso, perchè in caso contrario dovremmo scontrarci con la cruda realtà degli esperimenti genetici sull'uomo. Lascio giudicare a voi i toni dell'articolo, a me sembrano sensazionalisti ma stringi stringi non c'è nessun particolare, chissà, è uno di quei misteri destinati a rimanere indecifrabili.

Di Michele Diomaiuta - Real Trust
Il campione di basket dell’NBA Yao Ming alto 2 metri e 26 centimetri, sarebbe il risultato genetico di un esperimento scientifico portato avanti segretamente da un equipe di medici cinesi, ai quali venne ordinato di creare un atleta perfetto. Real Trust ispirandosi all’inchiesta del cronista del Newsweek Brook Larmer proverà a fare luce su questa sconvolgente vicenda.

La figura di un campione dello sport può avere una forza comunicativa superiore a quella di tante altre personalità, in quanto un fuoriclasse di una popolare disciplina sportiva ha una visibilità internazionale unica. Il fatto che spesso un atleta diventi il simbolo di un modo di intendere la vita, può incidere in maniera positiva sul comportamento sociale di milioni di giovani, e non a caso spesso i campioni dello sport sono chiamati a fare da testimonial per le campagne contro l’uso delle droghe o contro la guida in stato di ebbrezza. Tutto il potere comunicativo di un atleta sul piano dell’immagine è anche un enorme affare economico, se pensiamo che spesso le multinazionali investono montagne milioni per assicurarsi il volto di un atleta. Questa inchiesta di Real Trust è dedicata ad una misteriosa vicenda legata al campione di basket Yao Ming, in cui si intrecciano ingegneria genetica, politica e sport.

Nella più importante lega professionistica del mondo per quanto riguarda il basket, l’americana NBA, da alcuni anni milita un vero e proprio gigante. Si chiama Yao Ming, stella degli Houston Rockets. Nato in Cina nel 1980 sembra essere stato creato appositamente per diventare un campione di pallacanestro. Spesso per gli atleti fuoriclasse questa frase può essere quasi un modo di dire, ma nel caso di Yao Ming, alto 2 metri e 26 centimetri, è una riflessione che hanno fatto in molti, finché un giornalista del Newsweek ha voluto aprire segretamente un’inchiesta per capire cosa si nascondesse dietro al fisico da super uomo del cestista cinese.

Si chiama Brook Larmer il cronista del Newsweek, da sempre un estimatore dei campioni di basket, che dopo aver esultato davanti alle gesta atletiche di Michael Jordan, restò stupefatto quando vide in campo Yao Ming. Secondo il giornalista quel gigante sembrava non avere nulla di naturale, in quanto la sua eccezionale altezza sembrava essere il risultato riuscito di un processo di eugenetica. Si trattava di una fantasia dovuta al mito di Frankenstain? Brook decise di scoprire se poteva essere credibile pensare che degli scienziati avessero creato in un laboratorio segreto il giocatore di basket che partendo dalla Cina di Mao-Tse-Tung avrebbe dovuto conquistare l’America.

Quando Brook Larmer, l’uomo che voleva scoprire la verità sullo straordinario fisico di Yao Ming, arrivò in Cina per mettersi sulle tracce di quell’enigma, capì immediatamente che le autorità avevano qualcosa da nascondere. Il cronista intuì che la sua presenza a Pechino per distruggere l’immagine pubblica di quello che era il più famoso cinese nel mondo non era affatto ben vista. Si trattava soltanto della difesa di un patriottismo e di interessi economici? Oppure le dinamiche della nascita di quell’uomo alto 2 metri e 26 dovevano essere celate al mondo intero?

Un cronista americano che si aggira tra le strade della Cina ancora oggi può suscitare sospetti da parte delle forze dell’ordine di un paese che nel 2008 organizzerà i giochi olimpici, ma nel quale vige ancora la pena di morte. Larmer per trovare elementi utili a portare avanti la sua inchiesta fu costretto ad agire spesso nell’anonimato. Il suo primo passo fu andare a scavare nel passato di Yao Ming e della sua famiglia, per capire quale struttura fisica eccezionale avevano i suoi genitori. Fu proprio allora che saltò fuori il primo clamoroso e sconcertante segreto.

Brook Larmer per svelare la verità su Yao Ming provò ad individuare i suoi genitori, fatto che dovrebbe essere normale per un cronista che vorrebbe intervistare la famiglia di un fuoriclasse dello sport. L’impresa però si rivelò incredibilmente ardua: per Larmer non fu facile intercettare la famiglia del campione e riuscì soltanto a scoprire come erano venuti a contatto. Per scoprire queste verità tenute Top Secret, il giornalista dovette anche affidarsi alla memoria di alcuni cinesi che dichiararono che i genitori di Yao Ming erano stati a loro volta due campioni dello sport.

Per Brook Larmer fu subito chiaro quanto era avvenuto in Cina per creare il perfetto giocatore di basket. Da una lunga e complicatissima indagine emerse un dato inquietante. I genitori di Yao Ming, il padre Yao Zhi Yuan e la madre Fang Feng Di, erano entrambi due ex giocatori di basket, che per la loro altezza potevano essere considerati dei giganti. Il fatto che due campioni eccezionalmente alti abbiano condiviso un amore non dettato da interessi di stato, potrebbe anche essere credibile.. ma le scoperte del cronista americano andarono oltre.

Ci fu un sensazionale colpo di scena quando Brook Larmer scoprì che i genitori di Yao Ming erano stati fatti incontrare per generare quello che sarebbe diventato il simbolo della Cina vincente nella società degli Stati Uniti d’America. I due, secondo la sua indagine raccontata poi nel libro Operation Yao Ming, neanche si erano mai visti personalmente quando il governo di Pechino, per esplicito volere del dittatore Mao-Tse-Tung, gli impose di fare un figlio. Ad avallare la tesi di Brook Larmer c’era anche un’ ulteriore incredibile scoperta.

La prova inoppugnabile per dimostrare che Yao Ming era il risultato di un esperimento genetico stava nel fatto che in Cina, per controllare e limitare la sovrappopolazione, il governo aveva vietato ai cittadini di avere più di un figlio. Per i genitori del campione fu però fatta un’eccezione. Il sospetto a Brook Larmer venne immediatamente ed iniziò a pensare che forse in Cina esistevano nell’anonimato diversi fratelli di Yao Ming, creati per diventare delle stelle del basket e poi scartati perché non idonei a quella inquietante missione.

Il giallo legato alla nascita di Yao Ming diventava sempre più intenso. Più il cronista andava avanti con le sue indagini, maggiori erano le conferme che trovava a quella sua tesi. Ormai gli era chiaro che il giocatore cinese degli Houston Rockets non era nato come tutti gli altri uomini, ma secondo un progetto genetico, studiato da alcuni scienziati obbligati dal governo di Pechino a mettere in atto quella spaventosa missione. Il giornalista del Newsweek stava per scovare altre sensazionali notizie, che lo avrebbero lasciato sconvolto.

Brook Larmer scoprì che Yao Ming subito dopo la nascita venne seguito da uno staff di medici, fino all’età dell’adolescenza, quando diventò un potenziale fuoriclasse del basket. Il cestista venne prelevato dalla sua famiglia naturale per vivere quotidianamente a contatto con degli scienziati, più come un robot che come un bambino. Privato quindi del tutto degli affetti, Yao Ming aveva una sola funzione sociale, diventare il più grande giocatore di pallacanestro del mondo.. per realizzare questo folle progetto fu sottoposto ad un trattamento spietato.

Il talento e il fisico di Yao Ming Non erano il risultato della casualità e di un normale allenamento. Per il cronista Brook Larmer costituivano la prova della mancanza di rispetto dei diritti umani nella società cinese. Il giornalista però aveva scoperto solo la prima parte del mistero di Yao Ming; c’erano ancora delle verità che ad un europeo possono apparire tanto ciniche quanto grottesche: gli allenamenti a cui fu sottoposto l’atleta cinese erano stati incredibilmente massacranti sin da quando era un bambino.

Gli allenamenti a ritmi inumani a cui venne sottoposto Yao Ming erano la prova dell’inquietante esperimento voluto dalle autorità cinesi. Brook Larmer voleva però andare oltre e scoprire se ad una selezione genetica per trovare i genitori di un uomo che sarebbe diventato alto 2 metri e 26 centimetri, erano stati affiancati anche dei farmaci per far di Yao Ming un gigante. L’ipotesi del giornalista era che al giocatore di basket fossero stati somministrati degli ormoni della crescita, ignorando del tutto la sua salute pur di farlo diventare un fenomeno.

La pista da seguire per capire quali farmaci erano stati somministrati a Yao Ming, fu di fatto impossibile da percorrere, in quanto alle autorità cinesi era giunta la notizia che un cronista americano stava indagando nel passato del campione. Venne così oscurata qualsiasi iniziativa per portare avanti questo capitolo dell’indagine. A Larmer non restò quindi che analizzare l’infanzia e l’adolescenza di Yao Ming ed anche in questo caso venne a conoscenza di verità sorprendenti.

In genere i fuoriclasse dello sport sono come dei fiori che germogliano per caso illuminando la storia dello sport. Dei veri e propri geni irripetibili come il velocista Carl Lewis, detto anche il figlio del vento, o i dribbling del grande Diego Armando Maradona, non sono il risultato di inquietanti processi di ingegneria genetica. Mentre in seguito all’inchiesta del giornalista Brook Larmer sembra non essere un’ipotesi avventata poter dire che Yao Ming, l’atleta cinese più dell’NBA sia stato in realtà creato sul progetto di alcuni scienziati, a cui venne affidato l’agghiacciante compito di creare in laboratorio il giocatore di basket perfetto.

A confermare tutte le tesi di Brook Larmer c’era anche il curriculum atletico di Yao Ming, che quando aveva 13 anni già militava in una squadra professionistica come gli Shanghai Sharks. Il fatto che un bambino riuscisse ad essere superiore a degli atleti adulti in modo davvero schiacciante attirò sin da subito gli osservatori dell’NBA, che capirono quanto sarebbe stato utile accaparrarsi il cartellino di quel fuoriclasse acquistandolo. La missione era dunque riuscita, la Cina poteva vantare nella sua nazionale la presenza di Yao Ming, una stella del basket attualmente valutata per oltre 150 milioni di dollari.

Brook Larmer sapeva che quella sua inchiesta su Yao Ming avrebbe fatto grande scalpore ed era consapevole che rivelando quelle verità si sarebbe scontrato con enormi interessi economici e politici. Le smentite su quanto scoperto dal cronista americano, come si poteva prevedere, non mancarono, e per molti tifosi del campione di basket, quel giornalista era soltanto un tizio che voleva speculare sulla fama planetaria del loro gigantesco idolo. Ormai però Larmer era riuscito nel suo intento, cioè gettare sospetto sul passato di Yao Ming.

Molti giovani estimatori di Yao Ming non riuscivano a capire perché Brook Larmer volesse gettare fango sulla figura pubblica del loro campione. In realtà il giornalista si difese dimostrando che quella sua inchiesta non era contro il cestista cinese, ma denunciava esclusivamente la mancanza di rispetto della dignità di un uomo, trattato come una macchina. Inoltre Larmer sapeva che per diverse multinazionali americane un personaggio come Yao Ming, poteva essere soltanto uno strepitoso affare economico, considerato che utilizzandolo come testimonial avrebbero certamente conquistato un mercato di oltre un miliardo di cinesi.

L’unica vittima che emerge dall’inchiesta di Brook Larmer è proprio il campione dell’NBA Yao Ming, che attualmente viene strumentalizzato dalla politica cinese, in quanto deve rappresentare nel bene e nel male il suo paese nel mondo, nel quale certamente vige un relativo rispetto dei diritti civili. Mentre Yao Ming continua dunque a far canestri e a far innamorare del basket milioni di giovani, intorno a lui marcia una macchina potentissima che produce denaro. Il fatto che tutto questo non sia stato premeditato, grazie al cronista Brook Larmer, appare come un’ipotesi poco credibile, e ci spinge a credere che intorno alla nascita Yao Ming, probabilmente, ci sono ancora molte verità segrete.
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Rugby: l'Italia perde onorevolmente


L'Italia al Flaminio ha perso 19-23 contro l'Inghilterra. E' stata una nazionale a due facce: distratta e inefficace nel primo tempo e agguerrita nel secondo, in cui ha dato filo da torcere alla ben più titolata Inghilterra.
Aria di festa, Flaminio tutto esaurito da giorni. I presupposti per un match di livello ci sono tutti, con una speranza in piu' per l'Italrugby: capitan Vickery, gia' in forse per un problema al polpaccio, deve arrendersi ad un mal di pancia che lo costringe alla tribuna. Un'assenza in piu' in un'Inghilterra gia' rimaneggiata e priva di uno dei suoi cardini, Tindall, mentre Mallett conferma il XV caduto con onore in Irlanda con l'aggiunta di Galon al posto dell'infortunato Canavosio. Nick Mallett aveva chiesto attenzione per tutti gli ottanta minuti, ma le due mete inglesi del primo tempo nascono da topiche incredibili degli azzurri. I vice-campioni del mondo non avrebbero bisogno di regali e invece passano soli 3' ed ecco l'erroraccio italiano in touche che mette in moto la trequarti britannica, permettendo a Sackey di girare al largo e schiacciare senza particolari opposizioni. Wilkinson fa il suo in trasformazione e per Parisse e compagni l'inizio e' tutto in salita.
Ottimo Bortolussi, che ha segnato 5/5 calci piazzati, e Picone, che ha segnato una meta nei minuti conclusivi. Certo se fosse arrivata prima avrebbe potuto cambiare il risultato.
Comunque bisogna essere soddisfatti di questa Italia, competitiva e onorevole, supportata da un grande movimento di tifosi e guidata da un ct che sembra far ben sperare. Attendiamo fiduciosi la prima vittoria di questo 6 nazioni.

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3.2.08

Quante cose da raccontare...


Dunque lo scorso weekend avrei avuto tantissimo da scrivere, è stato sportivamente parlando molto intenso. Cominciamo con lo sport meno conosciuto, il ciclo-cross: Cominelli ha vinto nella categoria under 23, dopo che ne sono successe di tutti i colori.
Passiamo al pattinaggio su ghiaccio, in cui Carolina Kostner ha vinto l'europeo di Zagabria per la seconda volta.
La vittoria più emozionante è arrivata però nello sci, con una Denise Karbon strepitosa che in gigante ha primeggiato col polso fasciato per una frattura, e un guantone verde-acqua gigante senza dita, una super-manopola insomma!
In questo weekend invece l'Italia di rugby ha perso 16-11 contro l'Irlanda nella prima partita del 6 nazioni, decisivi i calci piazzati sbagliati.
Nello sci invece Bode Miller ha vinto la super-combinata candidandosi così per la coppa di specialità; il nostro Peter Fill sembra in ripresa, ha chiuso al quinto posto.
Insomma, ho fatto un gran pastone generale, perdonatemi se ad ogni evento non ho dedicato un singolo post e se sto scrivendo poco, rimedierò presto!!!
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2.2.08

L'effetto farfalla e la meteorologia che non c'azzecca (quasi) mai


Quando vado in aereo cerco sempre il posto finestrino. Guardo fuori l'asfalto interminabile della pista, quegli strani automezzi che girano portando bagagli, carburante, scale. Poi guardo la città, le case sempre più piccole, ho sempre un pò di paura perchè sento il motore che romba e fatica.
E poi, lo spettacolo sublime: le nuvole. Prima di partire controllo sempre che la macchina fotografica sia carica, voglio fotografare il cielo. Finalmente, come nell'acqua, c'è anche la dimensione della profondità, e si capisce il vero spessore delle nuvole; la mia passione sono ovviamente quelle giganti bianche a forma di tanti ciuffi di Elvis raggruppati, ma anche le altre non mi dispiacciono. Non leggo in aereo, o quasi mai (sarà anche perchè non ho mai fatto viaggi lunghi), devo guardare il cielo, devo guardare il mondo dall'alto.
Una volta mentre viaggiavo mi è venuto in mente l'effetto farfalla, secondo il quale il battito di una farfalla in qualsiasi parte del mondo può modificare gli eventi meteorologici per sempre. E ho pensato: se fa questo una farfalla, chissà questo aereo con tutto il calore che sprigiona e gli scarichi di carburante che rilascia cosa può fare...Da quando ho scoperto questo paradosso, che in generale fa parte della teoria del caos, mi fanno molta tenerezza i meteorologi: agognati quando si deve partire per le vacanze e maledetti se le previsioni non corrispondono alla realtà. In fondo è una sorta di veggenza scientifica, ma siamo impotenti di fronte a una farfalla...Cosa ne può sapere il meteorologo di quello che succederà? Certo ha molti mezzi, considera le pressioni, i venti, ma in fondo è come un astrologo.
Anche noi nella nostra vita abbiamo alcuni mezzi per prevedere quello che può succedere, ma chi avrebbe mai pensato all'effetto Mastella? Con uno schiocco di manette a Ceppaloni per pochi voti siamo tutti nei casini, e forse le sorti del nostro Stato cambieranno per sempre. In una serata abbiamo prima esultato a sentire il canto soave del "mi dimetto", ci siamo incazzati perchè il Prodi che tanti hanno votato ha difeso il suo discorso sulla magistatura e l'ha applaudito -insieme a molti della sua coalizione-, attoniti abbiamo assistito alla rovinosa caduta di Prodi con spumante e mortadelle correlati. E chi l'avrebbe mai immaginato? E' successo tutto troppo in fretta...
E adesso come possiamo noi prevedere se Marini ce la farà a promulgare una legge elettorale?
E come possiamo prevedere se sarà meglio di quella di prima? Possiamo sperare che nel frattempo facciano anche qualche riforma intelligente o dobbiamo aspettare nel limbo dei non battezzati dalla grazia della Democrazia?
Ma soprattutto: saremo chiamati a votare per il meno peggio o ci sarà l'invasione?
Che pasticcio questa farfalla, speriamo che l'aria mossa dai marciatori su Roma non faccia ulteriori danni.



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20.1.08

Alessandra Sensini campionessa del mondo!


Da Aspettando Pechino 2008

Alessandra Sensini ha vinto a Takapuna Beach nella baia di Auckland in Nuova Zelanda, il campionato del mondo 2008 del windsurf olimpico RS:X, che si è concluso stanotte.

Nell'ultima regata di Medal Race, con vento forte intorno ai 25 nodi, l'azzurra si è piazzata seconda, mentre la sua diretta rivale, la neozelandese Barbara Kendall, è giunta solo quarta. L'estenuante duello durato 10 regate, si è concluso così a favore della nostra campionessa che ha vinto la classifica generale con 21 punti, due punti di vantaggio sulla neozelandese. Terza la spagnola Marina Alabau con 41 punti. In campo maschile è il neozelandese Tom Ashley che conquista il titolo mondiale.

Per la trentottenne grossetana si tratta del settimo titolo mondiale dopo i cinque nella categoria Mistral (1989, 1990, 2000, 2002, 2004) e quello del 2006 nella nuova categoria RS:X.



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19.1.08

La strage silenziosa dei lavoratori cinesi


Di Vittorio Strampelli - Pubblicato su MenteCritica

Vivere gomito a gomito con la morte. Salutare la propria famiglia al mattino e trascorrere la giornata nel terrore di non riuscire a tornare a casa con le proprie gambe. E’ questa la realtà con cui sono costretti a fare i conti ogni giorno i lavoratori della Repubblica Popolare Cinese, un Paese in cui termini come “sicurezza sul lavoro”, purtroppo, non rientrano ancora nel vocabolario di uso comune.
Solo nell’ultimo fine settimana, infatti, almeno undici persone sono morte mentre stavano svolgendo il proprio lavoro. Minatori, costretti a turni e condizioni lavorative al limite dell’umana sopportazione: sei di questi (di un settimo sono ancora in corso le ricerche) sono stati arsi vivi sabato scorso a oltre cento metri di profondità, in seguito a un incendio divampato in una cava di carbone nello Jiangxi, periferia orientale del Paese, mentre altri cinque corpi senza vita venivano recuperati dopo l’allagamento di un canale in un’altra miniera, nella provincia sudorientale dello Sichuan.
Ha un bel dire il governo cinese, che ha recentemente reso noti i dati ufficiali per il 2007, in base ai quali nell’anno scorso il numero di incidenti nelle cave di estrazione si è ridotto di un quinto: preso in valori relativi, un calo del 20 per cento potrebbe sembrare un ottimo traguardo. Ma le cifre assolute sono agghiaccianti: 3,786 morti solo nel 2007 e solo in miniera. Un bel progresso, diranno cinicamente alcuni, visto che appena due anni prima, nel 2005, di minatori morti se ne erano contati quasi seimila, stando a quanto riferisce l’agenzia di stampa cinese Xinhua.
E la tendenza al miglioramento, se è per questo, non è iniziata solo due anni fa: se nel 2002 ogni milione di tonnellate di carbone costava la vita cinque persone, nel 2007 il “prezzo” era sceso ad appena una persona e mezzo. Anche qui, un dato relativo ha il potere di mistificare la realtà: 1,5 persone morte ogni milione di tonnellate di carbone sembra infatti poca roba, se non fosse che nel Paese – il cui fabbisogno energetico dipende al 70 per cento dal carbone – soltanto l’anno scorso sono stati estratti 2,52 miliardi di tonnellate di carbone, tutti da minatori egualmente sfruttati e sottopagati.
La verità è che quella delle morti sul lavoro resta una piaga in Cina, un Paese abitato da quasi un miliardo e mezzo di esseri umani, e in cui qualunque statistica appare spropositata rispetto ai numeri cui siamo abituati nel mondo occidentale. Solo nel 2007, più di 100mila persone sono morte in incidenti legati al lavoro in generale: ed è andata anche meglio del 2006, fa sapere il governo della Repubblica Popolare.
Così, solo qualche giorno fa, Li Yizhong, responsabile nazionale della sicurezza sul lavoro, rivendicava i buoni risultati della campagna di sicurezza lanciata dal governo, nonostante numeri che restano da ecatombe, conseguenza di uno sviluppo economico inarrestabile che sta facendo pagare prezzi altissimi dal punto di vista sociale. Vari sono stati, negli ultimi due anni, i regolamenti sulla sicurezza nei posti di lavoro approvati dal governo. La loro applicazione continua però a essere molto blanda, e i colpevoli, nella stragrande maggioranza dei casi, non vengono perseguiti: per restare al caso delle miniere, nel 2006, il 95% dei funzionari del Partito implicati nelle proprietà di cave ove si sono verificati incidenti mortali è stato prosciolto.
Inoltre, i dati “ufficiali” forniti dal governo cinese circa gli incidenti sul lavoro risultano poco attendibili, perché molte morti non vengono denunciate per evitare la chiusura degli stabilimenti estrattivi, come prescriverebbe la legge. Ecco spiegato perché, secondo statistiche indipendenti, i soli morti in miniera sarebbero non tre o quattromila l’anno, bensì più di 20mila.
Non osiamo neppure immaginare le cifre “reali” delle vittime del lavoro complessivamente inteso: il sindacato clandestino ne stima (per difetto) oltre 130mila l’anno, più di 350 ogni giorno, mentre almeno sei milioni di lavoratori e lavoratrici cinesi subiscono ogni anno danni biologici irreversibili a causa della totale assenza di misure di sicurezza.


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5.1.08

Il sorriso perfetto

Dal Daveblog:


L'altro giorno ho letto che le cinesi che parteciperanno come hostess alle Olimpiadi di Pechino stanno frequentando degli appositi corsi di "accoglienza", in cui viene spiegato come mostrarsi sempre affabili e cordiali, che movimenti fare, e via dicendo. Mi ha colpito in particolare la cosa del sorriso perfetto, che secondo gli esperti cinesi non deve MAI mostrare più di otto denti. Capite allora che da quel momento ho finalmente trovato un obiettivo nella vita, che è quello di riprodurre alla perfezione quel tipo di sorriso. Tuttavia, devo ammettere, non è facile. Il mio sorriso base ammonta a 16 denti. Arrivare ad 8 significa mostrarne 4 di sopra e 4 di sotto, che è difficilissimo. Uno, perchè ne viene fuori una cosa che tutto pare meno che un sorriso e richiede uno sforzo sovrumano. Due, perchè 4 denti sopra e 4 denti sotto si possono mostrare solo ed esclusivamente atteggiando le labbra a cuore, cosa che risulterebbe alquanto sconveniente. Siccome però io agli obiettivi di una vita non intendo rinunciare così facilmente e se dico che voglio fare una cosa la faccio, ho deciso che d'ora in poi mostrerò comunque 8 denti. DI UNA SOLA FILA.
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La Karbon fa il poker!

Spindleruv Mlyn (Repubblica Ceca) - la Karbon vince ancora in gigante, è la quarta vittoria su quattro gare. Questa coppa del mondo è cominciata nel migliore dei modi per l'azzurra, che continua a dominare. E' sicuramente un gradino sopra le altre, e lo ha dimostrato in questa gara svoltasi su un tracciato per lei difficile, con un piano insidioso. Era già in testa dopo la prima manche, posizione confermata nella seconda manche, in cui ha perso nel pirmo tratto, per poi recuperare in quello intermedio e alla fine, chiudendo in 2'16''98. Ha battuto così la finlandese Tanja Poutianen (2'17''37) e l'austriaca Elisabeth Goergl (2'17''57). Altre due italiane sono arrivate tra le prime 10: Nicole Gius, sesta, e Manuela Moelgg, nona. Poi Camilla Alfieri, tredicesima, e Karen Putzer, ventunesima.
«Quella di oggi - ha detto la Karbon -è stata sicuramente la mia vittoria più difficile. È una pista con un tratto iniziale molto pianeggiante che sapevo mi avrebbe messo in difficoltà. Mi sono preparata per questo cercando di non perdere su quel tratto dando tutto poi nella parte finale. È andata bene, sono felicissima»
«Denise è la più forte, è nel suo momento migliore -ha detto sul traguardo la Moelgg-. La sua sicurezza aumenta di gara in gara». E’ ancora festa italiana: le azzurre hanno accolto Denise con l’urlo: "Go, Denny go", l’inno del suo fan club di Castelrotto.
Intanto ad Adelboeden in gigante vince Marc Berthod davanti ad Albrecht. Il primo degli italiani è Manferd Moelgg, quinto; Blardone diciotessimo.

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4.1.08

Cara, vecchia Costituzione...


La Costituzione il 1° gennaio 2008 ha compiuto sessant'anni.
Chi l'ha pensata a mio parere è stato geniale, intelligente, anche troppo. Non ha pensato infatti che la gente non sarebbe stata così sagace, partecipativa e innamorata del diritto e del senso civico, arguta nel capire i "tranelli" organizzati da chi la democrazia non la vuole fino in fondo. Negli ultimi anni si sono susseguite leggi-vergogna, abbiamo assistito al deperimento dei mezzi d'informazione, a cambiamenti della legge elettorale, a conflitti d'interesse giganteschi che poco c'entrano con la democrazia. Ma forse quelli dell'assemblea costituente non avevano pensato a un popolo così fermo, immobile di fronte agli eventi, incapace di reagire... E così siamo qui, a doverla ricordare, a dover controllare che tutto combaci con quel documento straordinario che non stiamo per niente rispettando, a scovare incredibili differenze tra quello che dovrebbe essere e quello che è.

C'è un bellissimo post di Lame Duck che parla proprio di questo:

Da qualche tempo si sono messi in testa di riscriverla perchè a qualcuno non piace così com'è, come se le Costituzioni degli Stati fossero regolamenti condominiali e non le fondamenta stesse della convivenza civile dei popoli.
Eppure basterebbe che i suoi dettami fossero applicati fino in fondo e saremmo sicuramente un paese migliore.
Voglio riproporre alcuni degli articoli più significativi, con qualche commento legato alla storia di questi sessant'anni e una domanda: la nostra Costituzione è stata proprio sempre applicata? E quante volte è stata violata?
Art. 1.

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Fondata sul lavoro, non sul lavoro precario a vita.
Art. 3.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. [...]

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Appunto, senza distinzione di sesso. Quando si parla di lotta all'omofobia e qualcuno pensa non sia necessaria.
Art. 7.

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. [...]
Indipendenti soprattutto.
Art. 10.

L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. [...]
Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici.
Tantomeno il suo rapimento e deportazione in carceri segrete all'estero.
Art. 11.

L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Ah, in condizioni di parità con altri Stati... Non so quanto la coalizione dei volenterosi rientri in questa definizione.
Art. 13.

La libertà personale è inviolabile.
Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.

In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l'autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all'autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.

È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.

La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.
L'intero articolo è stato calpestato e irriso nella notte tra il 21 ed il 22 luglio 2001 a Genova.
Art. 18.

I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale.

Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare.
Gladio, P2...
Art. 20.

Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività.
Ehm, ricordate una certa legge che un governo di centrodestra fece per esentare dal pagamento dell'ICI, una delle più odiose gabelle, gli edifici di proprietà della Chiesa? E che dire del successivo governo di centrosinistra che non ha pensato di abolire questa legge?
Art. 21.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. [...]
Editti bulgari, censure, tentativi di imbavagliamento, accuse di "uso criminoso del mezzo radiotelevisivo". Bisognerebbe far imparare a memoria questo articolo e farlo recitare prima di ogni pasto da chiunque si diletti di imprenditoria radiotelevisiva.
Art. 29.

La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.

Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare.
Dice matrimonio e basta, non matrimonio "tra uomo e donna" come pensa Mastella.
Art. 36.

Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.

La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.

Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.
La grande conquista della modernità, il lavoro flessibile: niente ferie, niente malattia, niente indennità di maternità.
E' triste dirlo ma il primo paragrafo per molte realtà è ancora fantascienza.
Art. 53.

Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.
Più chiaro di così...


Quindi il problema è: se la nostra Democrazia è definita tale in base a queste leggi fondanti possiamo ancora pensare di essere in democrazia?
...Per la riflessione consiglio di leggere questo intervento di Massimo Fini (giornalista). Continua...

31.12.07

Buon anno!

Buon anno!!!

Sarete pieni zeppi di auguri di felicità, pace, realizzazione...
Io vi auguro un 2008 nuovo, diverso dal 2007. Vi auguro di vivere nuove emozioni, vi auguro di viverle profondamente. Spero che vi capitino solo cose belle ma, siccome questo è praticamente impossibile, spero che viviate anche quelle spiacevoli, trovando la forza per proseguire. Vi auguro di trovare le soluzioni a tutti i problemi, perchè la bellezza dei problemi è che hanno sempre una soluzione.
Vi auguro di respirare aria più pulita, di stare bene...
E auguro all'Italia un anno di riscatto, di impegno civico e politico, di onestà, un anno un pò più democratico.
Ma soprattutto...Vi auguro che il vostro oroscopo parli bene del prossimo anno, e se dirà cose antipatiche spero siano tutte sbagliate!!!
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25.12.07

E' Natale...



Buongiorno e Buon Natale a tutti!!
Di solito questa comincia a essere l'ora della nostalgia, il pranzo sta finendo o è già finito e si pensa già a domani. Tutti hanno già fatto gli auguri, si sono mossi per tempo, con un rituale organizzato ma comunque frenetico. Anche per me gli altri natali erano stati così, all'insegna dei preparativi perfetti, dei pensieri per i messaggi di auguri...Invece quest'anno è stato diverso, più tranquillo. Ho risposto a tanti messaggini, quelli che ho mandato io li ho scritti personalizzati con quello che mi veniva in mente al momento... Abbiamo pulito la casa un pò per volta, abbiamo cucinato in allegria (ho allietato le "cuoche" con le mie perle di saggezza) ma sempre con tranquillità, abbiamo apparecchiato senza pensare ad ogni dettaglio. Ed è stato meglio così! Decisamente più genuino, più vero e più semplice! Quindi auguro a tutti un Natale bello come quello che ho passato io, e auguro di non avere nostalgia, di continuare felici, perchè tanto per far festa coi parenti basta andarli a trovare, a loro fa sempre piacere!
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16.12.07

Marco Pantani: forse dobbiamo riscrivere la storia




Marco Pantani arriva all'apice della carriera vincendo nel '98 sia Giro che Tour. Nel '99 vince 4 tappe, si appresta a vincere il giro. Il 4 giugno, la sera, poche ore prima del controllo antidoping, Pantani incontra Candido Cannavò, parlano di progetti di beneficienza. Poi il controllo: prima Pantani, ufficialmente risultato con 52.3, poi Savoldelli, 49.9, e infine Gotti, 49.2.
La mattina dopo è il putiferio: viene data la notizia, c'è grande delusione per il pirata, capace di grandi imprese sempre e comunque. Si vocifera che i ciclisti prendano un prodotto che "scoglie" il sangue rendendolo meno denso, a Pantani quella sera non avrebbe fatto in tempo a fare effetto, tant'è che i valori di ematocrito sono decrescenti. Savoldelli è secondo, ma si rifiuta di indossare la maglia rosa per protesta. La indossa Gotti che poi vince il giro. Pantani diventa il "dopato d'Italia", incombono la depressione e la droga. Muore per suicidio il 14 febbraio 2004 per un'ovredose da cocaina.
Questa è la storia che conosciamo tutti, ma potrebbe non essere la vera storia.

La mamma di Pantani, Tonina, è andata lunedì 10 dicembre alla trasmissione di Rai 2 "Ricomincio da qui" affermando che la storia è diversa, e chiedendo la riapertura del caso.
Ecco alcuni stralci...
Il primo episodio losco avvenne nel '95, quando Pantani si ruppe tibia e perone nello spaventoso incidente: in teoria non avebbe più potuto correre, quindi l'assicurazione doveva versare un premio miliardario. Qualcuno (la mamma e il cugino in trasmissione non specificano chi) cercò di gettare fango sul pirata perchè l'assicurazione non lo pagasse.
Poi c'è la vicenda legata al controllo del 4 giugno (la notizia verrà data il 5 giugno).
La mamma dice che un carcerato (di cui ahimè non ricordo il nome, non trovo su internet i video della puntata) le ha raccontato che nel mondo delle scommesse clandestine si sapeva già che il pirata non dovesse vincere. Dice che gli aveva telefonato un siciliano esortandolo a non puntare su Pantani, perchè non l'avrebbero fatto vincere, ma bensì su Gotti o su Jalabert.
Poi la mamma accusa Cristina, moglie di Marco, che si sarebbe approfittata di lui senza aiutarlo, e la manager (Manuela Ronchi), che l'ha allontanato dalla famiglia e dagli amici d'infanzia per inserirlo in un giro di conoscenze "più adatte a lui". Inoltre la manager appena Marco è morto ha scritto un libro su di lui: "un uomo in fuga. La vera storia di Marco Pantani." La mamma dice che quel libro è pieno di bugie.
Infine c'è il grande giallo legato alla sua morte. Lui era in un albergo a Rimini quel 14 febbraio.
Ricordo che le indagini hanno archiviato il caso per suicidio in 55 giorni (la media italiana è di due anni). Quella mattina, verso le 10:00, Pantani chiama la reception chiedendo di mandare la polizia. E' salita una ragazza, nessuno apre la porta della sua stanza, lei va in quella di fianco, telefona e un uomo le dice che non serve niente. Poi Pantani richiama preoccupato la reception alle 10:30, chiedendo per quale motivo non fosse ancora arrivata la polizia. La ragazza risale e sente bisbigliare. Marco muore alle 11:30. Durante l'autopsia trovano nel suo stomaco una dose di cocaina 6 volte superiore al tollerabile. Inoltre la mamma dice che Marco è pieno di graffi in faccia, due segni triangolari dietro all'orecchio sinistro, graffi sul collo. Nella sua stanza vengono trovate due confezioni di cibo cinese vuote (a Pantani non piaceva il cinese), e nell'autopsia nel tratto digerente non trovano niente se non il pane in cui era contenuta la cocaina.
Il 15 febbraio la stanza viene divelta, distruggono tutto, anche i sanitari del bagno.
Inoltre i dipendenti dell'albergo lo trovano alle 20:00 perchè aprono la porta della sua stanza. Ma il dubbio della mamma è: "perchè hanno aperto la porta dato che quell'hotel non aveva il servizio di ristorazione, quindi Marco non sarebbe dovuto scendere a cena?". In più un medico è stato autorizzato a prelevare un campione del cuore di Pantani. Perchè?
Inoltre, pochi giorni dopo l'uscita della biografia della Ronchi, Pregnolato -massaggiatore e grande amico del pirata- querela Manuela Ronchi e dichiara:
«Aldilà di quello che viene scritto su di me, di cui si sta occupando il mio legale, l'avvocato Federico Cecconi, al quale ho già fatto pervenire le fotocopie dei passi in cui mi sento offeso, credo che la vicenda Pantani sia ben diversa da come viene raccontata in questo libro. L'intenzione era sicuramente quella di raccontare la storia di Marco, ma la realtà è stata tradita. E credo che questo libro non salvi la faccia a Marco. Non voglio aggiungere altro, devo riflettere e voglio consultare il mio legale, con il quale mi incontrerò la prossima settimana. Di sicuro nel cuore ho sensazioni di rabbia e di dolore. Cosa chiedo? Che mi venga riconosciuto un danno morale che darò sicuramente in beneficienza, ma non certo alla Fondazione Marco Pantani diretta da Manuela Ronchi»
Insomma, tani dubbi, tanti interrogativi...Un giornalista francese, Philippe Brunel, ha scritto Vie et Mort de Marco Pantani, in cui confuta la tesi ufficiale e fondamentalmente riapre il caso.

Il problema è: perchè a nessuno dei giornalisti italiani è venuto in mente di indagare a fondo? Pechè tutti sono stati pronti ad affondarlo (in pole position Candido Cannavò, direttore della Gazzetta cioè del main sponsor del Giro), ma nessuno si è posto ulteriori domande? Perchè un giornalista francese? Perchè la magistratura ha archiviato il caso così celermente?
Chissà se un giorno si saprà la verità...
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15.12.07

Passion still lives here


Da passion still lives here (clicca sul titolo per vedere il link)

I
mage: Stadio Olimpico - Grande Torino. 10 febbraio 2006, cerimonia di apertura delle XX Olimpiadi Invernali di Torino 2006. Yuri Chechi guru metropolitano. Fonte: archivio.

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L'identità e la forza di una piazza tipicamente italiana. Riproduzione mediatica di una passione che cominciò a vivere e a liberarsi grazie al battito dello sciamano Chechi, guru metropolitano in una notte olimpica. Immateriale, "fittizia", contrariamente a quella di ogni nostro paese, ma che trascenda la rete e dia voce ai ricordi. Un blog didascalico ove ripercorrere attimo per attimo le istantanee dei nostri Giochi. Idea di nicchia, un tributo ad una città, alla sua gente e a tutti gli sportivi. Poi noi, i volontari. I ricordi del post olimpiade sono lieti e vivi come la trepidante attesa per la chiamata. Non si cancellano, rimangono scolpiti nelle menti e offrono un significato intenso, comprensibile ai più ma sconosciuto a molti. La Passione vive ancora qui! "Abita" nelle nostre immagini, in quelle di altri ex volontari e di semplici appassionati. La Torino Olimpica come non l'avete mai vista, per chi c'era e (soprattutto) per chi non c'era. Una galleria fotografica, umana e sportiva dove condividere istantanee di vita, venue e gare. Lo spirito olimpico non finisce con lo spegnimento del braciere, un'Olimpiade non può scorrere come acqua sul vetro nella memoria sportiva di un paese. Fermarsi lì, a quei sedici giorni, potrebbe essere l'errore più grande. Da qui l'idea... tenere in vita quello spirito e liberarlo altrove, per la rete. Qui, in noi, la passione di chi quei giochi li ha costruiti e vissuti. Di chi non vuole togliersi dalla testa quei ricordi, quelle musiche e quell'atmosfera unica. Riviverli con nostalgia nel quotidiano come una propria pausa olimpica. Amori nati all'ombra della Mole, amicizie, rapporti umani che travalicano ogni generazione ed ogni bandiera o religione. Si accende nuovamente il sorriso, sentire ancora quell'incedere... passione, cuore, delirio di emozioni. Torino 2006: 41.500 richieste, 26.000 volontari, 46 anni di attesa, 80 nazioni, 3149 atleti, 1122 donne, 2027 uomini, 509 medaglie, una città, un paese, il mondo, 1 blog. Passion Still Lives Here.
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E' anche ora di parlare di sci in modo serio!



L'Italia ha cominciato veramente bene la stagione mondiale, come dimostra il weekend austriaco che ha messo in luce gli italiani nel gigante e nello speciale. Che gare emozionanti...Nello speciale rimonta mozzafiato di Thaler e Deville, partiti dalle retrovie e arrivati alla fine quarto e quinto! E che dire di Moellg arrivato secondo nel gigante e terzo nello speciale, e di Balrdone capace di vincere il gigante?
Adesso passo la parola a Antonella e Luca di Passion still lives here!

XXolympicwintergames.blogspot.com - Article Antonella B. & L'Espresso
In una settimana la fortuna può girare. Domenica scorsa, a Beaver Creck, il secondo posto di Blardone ed il terzo di Moelgg alla fine della prima manche avevano fatto sperare nel podio. Ma la ruota non è girata: nessun podio dopo la seconda manche. Ieri, a Bad Kleinkircheim, nonostante le posizioni invertite, la prima manche aveva fatto sperare ancora e … così è stato! La fortuna ha “travolto” gli azzurri. I nostri ragazzi, sulle piste austriache, sono stati protagonisti di due discese da urlo, piazzando Max Blardone sul gradino più alto del podio e Manfred Moelgg al secondo posto. Lo slalom di ieri, a livello tecnico, non sembrava molto semplice: difficile, tortuoso e molto veloce. La seconda manche è stata spettacolare: Blardone ha aggredito la pista, è sceso incattivito, come una scheggia, ha, come si dice in gergo, “mollato” gli sci. Moelgg, nonostante un piccolo errore, è sceso come se sapesse che bisognava correre sul filo del rasoio per ottenere il podio, cercando di recuperare. Per Max Blardone si tratta della quarta vittoria in carriera. Ma il piemontese ha fatto un gesto che potrebbe costargli una multa: lo sciatore azzurro, infatti, ha estratto un cioccolatino dal pettorale, forse come gesto di scaramanzia e lo ha mostrato alla telecamera che lo ha inquadrato in primo piano dopo aver tagliato il traguardo. L'ultima doppietta azzurra prima di Bad risale alla stagione 2005/2006 quando Blardone e Simoncelli si imposero nel gigante di Yong Pyong, in Corea. Con l'uno-due messo a segno da Massimiliano Blardone e Manfred Moelgg, salgono inoltre a tredici le doppiette degli sciatori italiani nella Coppa del mondo maschile di sci alpino. Ecco la graduatoria dei vincitori italiani: 50 vittorie Alberto Tomba (35 in Slalom Speciale, 15 in Slalom Gigante); 24 Gustavo Thoeni (11 in Slalom Gigante, 8 in Slalom Speciale, 4 K, 1 P); 13 Kristian Ghedina (12 in Discesa Libera, 1 in Super G); 12 Piero Gros (7 in Slalom Gigante, 5 in Slalom Speciale); 11 Giorgio Rocca (11 in Slalom Speciale); 5 Herbert Plank (5 in Discesa Libera); 4 Massimiliano Blardone (4 in Slalom Gigante). Il doppio podio azzurro conferma il buon lavoro della squadra azzurra guidata magistralmente da Ravetto ed è il miglior biglietto da visita per il weekend dell'Alta Badia, dove i nostri stavolta si presenteranno da favoriti.
“E adesso andiamo in Alta Badia, sulle nevi di casa mia, con uno slalom gigante e uno speciale. In quelle due gare sparerò tutte le mie cartucce. Adesso mi manca solo la vittoria”. E’ un Manfred Moelgg felice e combattivo quello che lascia Bad Kleinkirchheim. In Austria l’altoatesino in due giorni ha collezionato un secondo ed un terzo posto.È stato, per Mölgg, anche l’ottavo podio in carriera compreso il titolo di vice campione di slalom speciale conquistato nel febbraio scorso ad Aare in Svezia. Classe 1982, ladino di San Vigilio di Marebbe, 1,79 per 78 chili, biondo con gli occhi verdi, un fisico asciutto e scattante: questo è Manfred Moelgg, la più grande rivelazione dello sci azzurro che vede la Federsci italiana alle prese con continui problemi finanziari ma gli atleti primeggiare. “Nella prima manche per la prima volta in carriera sono partito con il pettorale 1. Ho stentato - racconta - - ha trovare il ritmo sul primo muro e ci ho lasciato tre decimi. Poi è andato tutto bene. Nella seconda manche ho tirato al massimo. Però devo dire che in allenamento vado ancora meglio e questo significa che ho ancora buoni margini da far fruttare. Spero di riuscirci in Alta Badia, o in gigante o in slalom. Per me fa lo stesso. Ora voglio la vittoria e sarebbe magnifico riuscirci proprio in Alta Badia”.Poi da Mölgg arrivano complimenti per gli altri due azzurri che oggi hanno sfiorato il podio: Patrick Thaler quarto, dopo essere stato 28/o alla fine della prima manche, e Cristian Deville quinto, dopo aver occupato la 12/a posizione nella prima discesa.“Oggi - spiega Patrick Thaler, altoatesino di Sarentino, mi è riuscita la gara giusta con una seconda manche perfetta ed il miglior tempo assoluto. Per un attimo ho sognato il podio, io che ci sono sempre rimasto ai piedi, e l’ho sognato per tutti e tre noi azzurri. Ma va bene così. Giornate come quella di oggi ti fanno amare lo sci ancora di più. Per me c’era il rischio di finire addirittura oltre i 30 e fuori squadra....”.Dunque non c’è nemmeno il tempo per festeggiare per gigantisti e slalomisti azzurri dopo i tre podi conquistati nel week-end di Bad Kleinkirchheim. Da domani, infatti, inizia una settimana di intenso lavoro per lo staff guidato da Cludio Ravetto con il prezioso supporto di Matteo Guadagnini e Max Carca. Lo squadrone azzurro farà base in Alta Badia e si allenerà sia sulle piste della stessa Badia che su quelle di San Vigilio, patria di Mölgg. Blardone, Simoncelli e Schieppati faranno solo gigante con Matteo Guadagnini, anche se Simoncelli farà almeno una giornata di slalom, mentre Manfred Mölgg alternerà il gigante allo slalom con Max Carca e il gruppo degli slalomisti: Cristian Deville, Patrick Thaler, Giuliano Razzoli. Giorgio Rocca si allenerà con gli slalomisti.
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Ritorno col botto



Buongiorno!
Vi ringrazio per le numerose visite nonostante la mia assenza...
Alla carenza cronica di linea ho aggiunto un esame enorme (fortunatamente superato!) per cui la reclusione totale non mi ha permesso di uscire in direzione interent point. Comincio inserendo un post che ho scritto il 4 dicembre, prima che la RAI mandasse in onda il weekend austriaco sciistico (con ottimi risultati per l'Italia!)...Avevano appena trasmesso la maestosa estrazione dei gironi per i prossimi europei di calcio, simpatica come un'estrazione dentaria. Siccome una notizia diventa sempre antica e superata, ho deciso comunquue di postarla, immaginate una macchina del tempo e proiettatevi al 4 dicembre!

Quest’anno non ho ancora parlato di sci. Per forza, non hai internet direte voi… E invece no, o almeno non solo. A me piace raccontare quello che seguo in tv o quello che vedo in prima persona, e quest’anno lo sci non è contemplato nel palinsesto RAI. Ormai ci cucchiamo calcio tutti i giorni e a tutte le ore. Per gli sfortunati che non hanno l’occasione di seguire il tg rai sportivo, dico che ci sono sempre almeno 5-6 servizi di calcio, seguiti dalle “brevi” calcistiche, dopodichè si passa alla formula 1, poi a volte ci sono le moto, e se proprio rimangono 30 secondi si dà una notizia di un altro sport. Comunque, per quanto riguarda gli italiani, stanno facendo molto bene, soprattutto la Karbon e Moellg, ben piazzati anche nella classifica generale. Non stanno brillando invece Fill, che sta ancora testando i materiali, e Giorgio Rocca, uscito nello slalom, e ancora condizionato dai problemi al ginocchio. Cambiamo discorso: come regali di Natale abbandonate l’idea dei soliti super-eroi, basta Incredibili, Tartarughe ninja, Gormiti (?)…Adesso l’articolo più in voga è la miniatura dei giocatori della Fiorentina, capaci addirittura di dare la mano (in modo ordinato!) agli avversari finita la partita! …Che grandi uomini, incredibili condottieri, impavidi, leali, sicuri di sé, capaci di perdere…
Ma per favore! E’ una semplice stretta di mano!

Alzi la mano chi di voi pratica sport e non ha mai visto i saluti tra i giocatori alla fine di una partita! Il terzo tempo del rugby è un’altra cosa, è radicato, è tradizione, non è una semplice formalità ma è un’uscita tutti assieme, è vera condivisione, è una pinta di birra! E poi nel rugby si menano così tanto in campo che si sfogano lì, fuori hanno solo bisogno di calma e tranquillità.
Torniamo al calcio: commovente la domenica mattina passata a commentare gente che estraeva bigliettini per capire con chi fossimo nel girone agli europei. A parte che siamo stati sfigati, comunque “cerimonia” come al solito teatrale, più lunga e noiosa di Miss Italia, coi telecronisti che non sapevano più cosa dire. Dieci secondi in più e avrebbero fatto la moviola sui movimenti delle dita nell’estrarre i fatidici biglietti. Civoli a un certo punto (non so perché, non ero più attenta, ho ceduto) ha profeticamente chiesto: “Klismann, se vuoi farti amare, almeno adesso, comportati bene!”
Amen

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